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Intervista


Intervista a suor Grazia Loparco
16/3/2009 - Italia

Intervista a suor Grazia Loparco Abbiamo intervistato suor Grazia Loparco, docente di Storia della Chiesa alla Facoltà di Scienze dell'Educazione Auxilium, che domenica 8 e lunedì 9 marzo ha partecipato a Gerusalemme ad un seminario di studio internazionale su Pio XII e l’Olocausto, lo stato attuale delle ricerche, promosso dall’Istituto Internazionale di Ricerca dell’Olocausto “Yad Vashem” e dallo “Studium Theologicum Salesianum  Santi Pietro e Paolo”. Durante l’incontro si sono confrontati storici e studiosi che, condividendo il risultato delle proprie ricerche, hanno cercato di rispondere ad una serie di domande sul ruolo che ebbe Pio XII nell’Olocausto. Erano presenti studiosi che rappresentano le due correnti di pensiero sull’operato del Pontefice, quella più critica e quella più favorevole.

Infonline:  Ci puoi spiegare brevemente a quali risultati sta portando la ricerca su Pio XII e l'Olocausto?
Suor Grazia Loparco: La documentazione che va emergendo attraverso diversi archivi sta illuminando il contesto reale in cui si trovò ad operare Pio XII, insieme a tutta la Chiesa. Questo ci sta aiutando a superare una visione anacronistica del passato. Il confronto rispettoso con studiosi di diversi orientamenti sta  mettendo a fuoco le domande cruciali su cui si deve cercare di far
chiarezza. Sta nascendo, a mio parere, una lettura meno "schierata", più attenta alle sfumature di una realtà complessa, a partire dalla conoscenza del funzionamento della Santa Sede e dei suoi organismi al tempo della guerra.
 
Infonline:  C'è chi è critico nei confronti di Pio XII. Che cosa gli viene contestato?
Suor Grazia Loparco: Si rimprovera a Pio XII di non aver denunciato pubblicamente l'orrore della Shoah, supponendo che un tale gesto avrebbe potuto fermarla.
 
Infonline:  La tua ricerca in che modo ti ha portata ad avvicinare questa figura di Papa?
Suor Grazia Loparco: La ricerca, iniziata nel 2002 nel Coordinamento degli Storici Religiosi, aveva lo scopo di raccogliere documenti e testimonianze sull'operato dei religiosi in favore degli ebrei. Sapevamo che si tratta di poche, ma importanti informazioni che si sarebbero perse nel giro di alcuni anni. Il nostro intento era documentario, per preservare frammenti di storia dalla
dimenticanza. La figura di Pio XII non era di nostro diretto interesse, anche perché convinti che finché non saranno a disposizione tutti gli archivi, ogni giudizio è provvisorio. Tuttavia abbiamo anche notato che le religiose, tra cui le fma, recepirono attivamente il suo invito a rispondere
all'ora della carità, senza escludere nessuno.
 
Infonline:  Che importanza ha avuto questo incontro tra studiosi di diverse opinioni, a Gerusalemme, città che si sta preparando ad accogliere Benedetto XVI?
Suor Grazia Loparco: L'incontro dell'8 e 9 marzo a Gerusalemme ha avuto il sapore di un inizio. Ho trovato rispetto anche da parte di accorti studiosi ebrei e interesse verso la nostra ricerca, grazie a una riconosciuta correttezza metodologica. Abbiamo fatto insieme un primo passo, sedendoci intorno a un tavolo e ascoltandoci reciprocamente. Speriamo in molti che possano seguire altre opportunità  per confrontarci puntualmente sulla lettura delle fonti, in modo da comprendere meglio il loro significato e la risonanza che ebbero. Lo studio serio, gradualmente liberato da pregiudizi, sta avvicinando le posizioni. Forse anche su Pio XII potremo avere un giorno una visione più condivisa.

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