Roma (Italia) Il 12 giugno 2020 si celebra la Giornata Mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, istituita nel 2002 dall’International Labour Organization (ILO), un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere la giustizia sociale e i diritti umani internazionalmente riconosciuti, in particolare quelli riguardanti il lavoro.

Il tema di quest’anno – COVID-19: Proteggere i bambini dal lavoro minorile, ora più che mai – richiama la situazione che il mondo sta vivendo. Le conseguenze socio-economiche della Pandemia di Covid-19 hanno un impatto anche sulla vita di bambini e bambine, che sono i più vulnerabili.

Attualmente, si stima che siano 152 milioni i bambini/e sfruttati/e dal mercato del lavoro mondiale, di cui 72 milioni impiegati in lavori pericolosi.

Don Bosco e Madre Mazzarello credevano nell’importanza del lavoro, anche per averlo sperimentato come collaborazione attiva nelle loro famiglie di origine, e lo hanno trasmesso come eredità all’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, la cui missione educativa considera il lavoro come espressione di cittadinanza e di responsabilità sociale.

«Il lavoro è quello che rende l’uomo simile a Dio, perché con il lavoro l’uomo è creatore, è capace di creare, di creare tante cose. (…) Il lavoro ha dentro di sé una bontà e crea l’armonia delle cose – bellezza, bontà – e coinvolge l’uomo in tutto: nel suo pensiero, nel suo agire, tutto» (Omelia di Papa Francesco, 1 maggio 2020).

Al mondo, un bambino su dieci è impiegato nel lavoro minorile. I minori di età sono considerati sfruttati quando sono troppo giovani per lavorare, quando sono trattati come schiavi, impiegati in ambienti lavorativi nocivi alla salute psico-fisica e in attività pericolose che possono comprometterne lo sviluppo fisico, mentale, sociale e educativo. In molti contesti un bambino su quattro (dai 5 ai 17 anni) è impiegato in un lavoro considerato dannoso per la sua salute e la sua crescita. I lavoratori minorenni vengono principalmente sfruttati nell’agricoltura (71 %), nella pesca, nella silvicoltura, nell’allevamento del bestiame e nell’acquacoltura; sono inoltre coinvolti nel settore dei servizi ed in quello industriale, nell’estrazione mineraria.

Nell’Udienza Generale del 12 giugno 2013, Papa Francesco dice: Tutti i bambini devono poter giocare, studiare, pregare e crescere, nelle proprie famiglie, e questo in un contesto armonico, di amore e di serenità. È un loro diritto e un nostro dovere. Tanta gente invece di farli giocare li fa schiavi: è una piaga questa. Una fanciullezza serena permette ai bambini di guardare con fiducia verso la vita e il domani. Guai a chi soffoca in loro lo slancio gioioso della speranza!”.

Ai bambini e alle bambine sfruttati sul lavoro vengono negati i diritti alla vita, alla libertà, all’espressione, alla protezione da abusi, violenze o negligenze, alla salute, all’istruzione, al gioco.

L’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice risponde al bisogno di speranza e di vita di tanti minori, promuovendo. Opere di accoglienza per bambini, adolescenti e giovani in situazione di rischio. Attraverso l’accompagnamento e il recupero scolastico, la formazione all’acquisizione di abilità e competenze diverse, l’ambiente in cui si trovano un luogo di accoglienza a dimensione familiare, di crescita integrale affinché bambini, adolescenti e giovani possano gradualmente riunirsi con la propria famiglia e inserirsi nella società.

La situazione della Pandemia di Covid-19 stimola le Comunità Educanti dell’Istituto FMA a riflettere sui segni di sfruttamento lavorativo nella società e nel territorio.

Nell’Udienza Generale del 10 giugno 2020, Papa Francesco rivolge un forte appello non solo alle Istituzioni ma a tutti i popoli: “I Bambini sono il futuro della famiglia umana: a tutti noi spetta il compito di favorirne la crescita, la salute e la serenità!”.

Uno dei punti dell’Obiettivo 8 (Lavoro dignitoso e crescita economica) dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile riguarda il lavoro minorile: Adottare misure immediate ed efficaci per l’eliminazione del lavoro forzato, per porre fine alla schiavitù moderna e alla tratta degli esseri umani e per assicurare la proibizione e l’eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile, ivi compreso il reclutamento e il ricorso a bambini soldato; entro il 2025 porre fine al lavoro minorile in tutte le sue forme (8.7).

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