Roma (Italia). Porta la data del 31 gennaio 2020, l’Editto a firma del Card. Angelo De Donatis, per la Causa di Beatificazione della Serva di Dio Madre Rosetta Marchese, FMA.

L’8 marzo 1984, moriva a Roma la Serva di Dio Madre Rosetta Marchese, suora professa dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Suor Rosetta Marchese nasce ad Aosta il 20 ottobre 1922 da una famiglia autenticamente cristiana. Nella sua città natale frequenta le scuole delle Figlie di Maria Ausiliatrice e ben presto scopre e matura la vocazione religiosa. Non ancora sedicenne, il 15 ottobre 1938, è accolta come Aspirante e il 5 agosto 1941 emette la Professione Religiosa. Conclusi gli studi magistrali, è inviata a Vercelli come Assistente delle educande. Nel 1947 consegue la Laurea in Lettere all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Constatate le sue doti di maternità e di animazione, le viene affidato l’insegnamento a Torino e la direzione di varie comunità nell’Istituto FMA: Caltagirone e Roma. Nel 1965 è nominata Ispettrice dell’lspettoria Romana S. Cecilia. Negli anni 1971-1973 è Direttrice a Lecco, poi fino al 1975, Ispettrice nell’Ispettoria Maria Immacolata a Milano. Nel 1975 è eletta Consigliera Visitatrice e nel successivo Capitolo Generale 1981-82, Superiora Generale dell’Istituto FMA. È chiamata a guidarlo nell’anno centenario della morte di Madre Mazzarello (1881-1981) con la quale ha una misteriosa affinità. Colpita da leucemia, dal maggio 1982, Madre Rosetta trascorre quasi due anni tra ricoveri ospedalieri e speranze di ripresa. La Serva di Dio considera la sua malattia una chiamata di Dio all’esercizio di maternità

Si legge nell’Editto: La fama di Santità della Serva di Dio è andata «aumentando di giorno in giorno ed essendo stato formalmente richiesto di dare inizio alla Causa di Beatificazione e Canonizzazione della Serva di Dio, nel portarne a conoscenza la Comunità ecclesiale, invitiamo tutti e singoli i fedeli a comunicarci direttamente o a far pervenire al Tribunale Diocesano del Vicariato di Roma (Piazza S. Giovanni in Laterano, 6 – 00184 ROMA) tutte quelle notizie, dalle quali si possano in qualche modo arguire elementi favorevoli o contrari alla fama di santità della detta Serva di Dio.

Dovendosi, inoltre, raccogliere, a norma delle disposizioni legali, tutti gli scritti a lei attribuiti, ordiniamo, col presente EDITTO, a quanti ne fossero in possesso, di rimettere con debita sollecitudine al medesimo Tribunale qualsiasi scritto, che abbia come Autore la Serva di Dio, qualora non sia già stato consegnato alla Postulazione della Causa.

Ricordiamo che col nome di scritti non s’intendono soltanto le opere stampate, ma anche i manoscritti, i diari, le lettere ed ogni altra scrittura privata della Serva di Dio. Coloro, che gradissero conservarne gli originali, potranno presentarne copia debitamente autenticata».

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