Roma (Italia). Il 27 aprile 2026 si ricorda il 18° anniversario del dies natalis della Serva di Dio Suor Antonietta Böhm, Figlia di Maria Ausiliatrice. Nata il 22 settembre 1907 a Bottrop (Germania), conosce le FMA a Essen-Borbeck dove frequenta l’oratorio. Per seguire la sua vocazione, si trasferisce prima a Eschelbach e poi in Italia, a Nizza Monferrato.
Il 5 agosto 1928 emette la prima professione e proprio il 5 agosto 1934, giorno della sua professione perpetua, riceve la notizia che partirà come missionaria per l’America Latina. Dal 1934 al 1965 è in Argentina, dal 1965 al 1969 in Perù e, infine, dal 1969 al 2008 in Messico, lasciando sempre e ovunque il segno della sua fama di bontà e maternità salesiana.
Nel 1973 riceve dalla precedente superiora, suor Ersilia Crugnola, una statuetta di Maria Ausiliatrice con la missione di “farla lavorare”. Da quel momento in poi, Madre Antonietta abbraccia la missione di essere segno dell’amore di Dio e della bontà materna di Maria Santissima per tutti.
Per 35 anni la benedizione della Vergine raggiunge migliaia di persone attraverso la preghiera e l’offerta di Madre Antonietta: personalmente o per “via aerea” – come le aveva insegnato Madre Ersilia – ovvero per telefono e per lettera.
Madre Antonietta scrisse in una lettera del 1998: “La Vergine lavora instancabilmente, anche a livello internazionale”. Dalla sua morte, avvenuta il 27 aprile 2008, e tuttora, Maria Ausiliatrice continua ad operare per sua intercessione. Ecco alcune grazie che sono state raccontate:
Alla signora Gabriela Jasso Arredondo era stato diagnosticato un tumore al cuore. I medici dissero che era necessario un intervento a cuore aperto. Era un intervento in cui tutto poteva succedere: non avevano mai visto un tumore simile e non sapevano cosa avrebbero trovato. Sua sorella, Lourdes Jasso, notaio per il processo diocesano di canonizzazione di Madre Antonietta, la invitò ad affidarsi alla sua intercessione, le donò una reliquia e pose la fotografia di Lourdes sul letto della Serva di Dio. Il 7 luglio 2023 ci fu l’intervento chirurgico. Mentre veniva portata verso la sala operatoria, Lourdes si affidò incessantemente a Madre Antonietta e al Signore. L’intervento durò sei ore e mezza e, grazie a Dio, tutto andò bene. Attualmente conduce una vita completamente normale.
Al signor Juan José Juárez Hernández furono diagnosticati quattro tumori al gluteo sinistro, il più grande dei quali misurava 89 millimetri. I medici gli dissero che l’unica soluzione era amputare la gamba sinistra e parte dell’anca. Si trattava di un intervento chirurgico molto complicato e rischioso: avrebbe potuto persino morire. La signora Areli Durán, madre di uno studente della scuola Laura Vicuña di Villa Spem, gli parlò di Madre Antonietta e lo invitò ad affidarsi a lei. Così, il 5 novembre 2024, si recò nella stanza della Serva di Dio e iniziò a pregare, chiedendo la grazia della sua salute per sua intercessione. Il 25 ottobre 2025, un altro esame rivelò che i tumori si stavano riducendo; il più grande, che misurava 89 millimetri, ora misurava 77 millimetri, veramente una grazia, perché il miglioramento era significativo. Adesso continua a chiedere l’intercessione di Madre Antonietta affinché i tumori scompaiano completamente.
La signora Wendy Vital Velázquez cercava di rimanere incinta da oltre cinque anni. I medici le avevano consigliato una terapia molto invasiva e costosa. Sua zia, la signora Alejandra Velázquez Paredes, membro dell’ADMA, le diede un’immagine di Suor Antonietta Böhm e la invitò ad affidarsi a lei, cosa che fece subito. Poco prima di iniziare la terapia, fece un test di gravidanza, che risultò positivo. L’intera gravidanza si svolse senza problemi e in modo sereno. Il bambino nacque il 5 novembre 2025, ma i medici dissero che aveva una malformazione all’orecchio chiamata microtia di grado 2. Il suo orecchio era ricoperto da uno strato di pelle e la capacità uditiva era solo tra il 40 e il 50%. I genitori continuavano a chiedere l’intercessione di Suor Antonietta perché, dopo aver ottenuto il miracolo di avere un bambino, ora potessero ricevere la grazia della sua salute. Quando il bambino fece il primo test dell’udito, si scoprì che non sentiva dall’orecchio apparentemente sano, quindi furono indirizzati ad un otorino specializzato. La dottoressa spiegò che tra le piccole ossa dell’orecchio uno si era probabilmente sviluppato eccessivamente, impedendo l’udito del bambino. Raccomandò una TAC e un apparecchio acustico. I genitori iniziarono a cercare un centro, ma ovunque dissero che avrebbero dovuto sottoporlo ad anestesia e rifiutarono a causa del rischio significativo. Nel frattempo, continuarono a pregare con l’intercessione di Madre Antonietta, perché sapevano che aveva ottenuto molte grazie per i bambini. Alla fine, decisero di chiedere un apparecchio acustico, in modo che il bambino potesse almeno sentire da un orecchio e aspettare che crescesse e, magari con un intervento chirurgico, potesse recuperare l’udito. Quando portarono l’apparecchio acustico alla dottoressa perché lo esaminasse, lei disse che avrebbe eseguito un altro test più dettagliato per valutare il livello di udito del bambino in quell’orecchio. Quando lo fece, notarono una grande meraviglia sul suo volto; disse che avrebbe ripetuto la procedura una seconda volta, e poi una terza. Poi esclamò: “Non ci posso credere! Riesce già a sentire al 100% nell’orecchio da cui prima non sentiva affatto!”. Per quanto riguarda l’altro orecchio, l’udito era al 50%, ma disse che una volta cresciuto, avrebbe potuto sottoporsi a un intervento chirurgico per migliorare l’udito. Continuano a chiedere l’intercessione di Madre Antonietta affinché Henry Árcega, il loro bambino, possa recuperare completamente l’udito.
A Emilio Cenobio Torres, un ex allievo quindicenne, era stato diagnosticato un tumore che gli stava consumando la mandibola e cresceva molto rapidamente. Il problema era aggravato dal fatto che sua madre, Teresa Torres, era una lavoratrice autonoma e non usufruiva dell’assistenza sanitaria statale. Non avrebbe potuto permettersi il costo di un intervento chirurgico del genere. Emilio e sua madre avevano sentito parlare di Madre Antonietta a scuola e delle grazie ottenute per sua intercessione dalla Vergine Maria. Il 5 gennaio 2026, si recarono nella stanza di Madre Antonietta, chiesero la sua intercessione e lasciarono la foto di Emilio sul letto. Nel giro di pochi giorni, Emilio poté usufruire dell’assistenza medica e si poté programmare l’intervento. La biopsia rivelò che il tumore era benigno e risultò anche idoneo per una protesi senza la necessità di un innesto osseo. L’intervento chirurgico venne eseguito il 19 marzo e riuscì perfettamente. Emilio si è ripreso rapidamente, tanto che ha già ripreso ad andare a scuola.
Madre Antonietta continua a intercedere per chi le chiede aiuto, facendo sì che la Madonna “continui a lavorare”. Come lei stessa diceva, l’intercessione della Madonna è potente.



















È una Santa, l’ho conosciuta