Brasile. L’Equipe itinerante delle Figlie di Maria Ausiliatrice dell’Ispettoria Nostra Signora dell’Amazzonia (BRM), presente nella zona della frontiera Bolpebra attraversata dal fiume Acre, dove si incontrano Perù, Brasile e Bolivia, raccontano la calamità che ha colpito queste popolazioni tra il 21 e il 25 febbraio 2024 a causa delle forti piogge:

“Le due città di confine di Iñapari, in Perù, e Assis Brasil, in Brasile, sono inondate da 12 anni a causa delle intense piogge che normalmente si verificano nel periodo invernale, da dicembre ad aprile. In questa regione, febbraio e marzo sono i mesi più piovosi. La prima inondazione si è verificata nel 2012, la seconda nel 2014, la terza nel 2023 e anche in quest’anno 2024. Entrambe le città si trovano sulle rive del fiume Acre. Quando le piogge sono abbondanti e il volume d’acqua nelle sorgenti del fiume aumenta, ampie zone di queste due città vengono allagate.

Il fiume Acre ha iniziato a salire rapidamente il 21 febbraio. Nel tardo pomeriggio, la gente ha iniziato a prelevare quello che poteva dalle proprie case e a portarlo nella parte più alta della città. Il 22, l’acqua ha iniziato a salire all’interno delle case fino a un’altezza di circa un metro, e nel pomeriggio si è presto prosciugata, come faceva normalmente. Ci si aspettava che continuasse a ritirarsi, mentre invece è arrivata la seconda alluvione, e poi la terza. Tutto molto velocemente.

Ad Assis Brasil, secondo i registri della Segreteria municipale della Cittadinanza e dell’Assistenza sociale, 83 famiglie, per un totale di 345 persone sono state accolte nei rifugi municipali. Inoltre, 117 famiglie hanno alloggiato in case di parenti e amici, per un totale di circa 339 persone sfollate nell’area urbana. Sappiamo che anche le comunità indigene che vivono sulle rive del fiume sono rimaste alluvionate, ma a causa delle distanze e della difficoltà di accesso, è possibile raggiungerle solo quando il fiume diminuisce la sua portata.

A Iñapari non abbiamo ancora informazioni sul numero di persone colpite. Sappiamo però che nei due centri di accoglienza è stato fornito cibo a circa 300 persone.

Ad Assis Brasile c’è stata una maggiore organizzazione politica, sociale ed ecclesiastica. È stato possibile un’azione coordinata della società civile con la partecipazione del consiglio comunale, della protezione civile, dei vigili del fuoco, dell’esercito e della Chiesa cattolica. Le famiglie sono state presto sfollate e ospitate in scuole e palazzetti dello sport. La parrocchia ha fornito il centro di formazione per preparare il cibo per i senzatetto e c’è stata molta solidarietà.

Non è stato così a Iñapari, dove c’era invece più disorganizzazione e precarietà, anche rispetto ai luoghi di accoglienza, per la mancanza di un piano di emergenza. I negozianti delle zone più basse hanno perso gran parte dei loro prodotti.

Noi dell’Equipe Itinerante – racconta suor Claudia da Costa Matos – siamo presenti su questo confine dal 2016, per questo abbiamo vissuto le ultime due alluvioni insieme alla gente. Siamo riuscite a salvare le nostre cose trasportando la prima parte con il furgone della parrocchia da Assis Brasile e la seconda parte, quando l’acqua era già salita, in canoa. Gli indigeni di Assis Brasile ci hanno aiutato. Dopo aver portato via le nostre cose dalla casa, siamo rimaste nella casa dei gesuiti e ogni giorno siamo andate a Inapari per sostenere le persone colpite”.

1 COMMENTO

  1. Que bom receber notícias de nossas Irmãs. Com as notícias dos jornais, estava preocupada com as Irmãs e buscava notícias para intensificar nossas orações. É o que podemos fazer no momento. Queridas Irmãs vocês não estão sozinhas! Com as bênçãos de Deus e a proteção de Maria, nos as acompanhamos com as orações para que sejam fortes e consoladoras diante de tanto sofrimento. Que os poderes públicos se sintam sensibilizados e atuantes na recuperação da vida e dignidade dos destinatários que, com vocês, sofrem esta situação. Um abraço fraterno e orações.

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