Ginevra (Svizzera). Il 25 novembre 2025 si celebra la 26ma Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite tramite la Risoluzione 54/134 il 7 febbraio 2000, invitando i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema. Questa data è stata scelta per ricordare il brutale assassinio, avvenuto nel 1960, delle sorelle Mirabal nella Repubblica Dominicana, perché considerate rivoluzionarie.
La violenza contro donne e le ragazze è una delle violazioni dei diritti umani più diffuse e pervasive al mondo: secondo i dati delle Nazioni Unite, circa una donna su tre ha subito violenza fisica o sessuale da parte del partner, di un non-partner, o di entrambi, almeno una volta nella vita (Fonte: UN).
Il 25 novembre il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, lancia la campagna UNiTE 2025 sul tema: UNiTE to End Digital Violence against Women and Girls (UNiTE per porre fine alla violenza digitale contro donne e ragazze). La campagna “si concentra su una delle forme di abuso in più rapida crescita: la violenza digitale contro donne e ragazze. Quest’anno rappresenta anche un richiamo al fatto che la sicurezza digitale è parte essenziale dell’uguaglianza di genere”.
Si tratta di un invito rivolto a tutti ad agire per fermare la violenza digitale, che colpisce donne e ragazze in misura maggiore rispetto a uomini e ragazzi. Secondo le Nazioni Unite, il 38% delle donne ha sperimentato violenza online e l’85% ha assistito a episodi di violenza digitale contro altre persone. Inoltre, la disinformazione e la diffamazione rappresentano le forme più diffuse di abuso online: il 67% delle donne e ragazze che ha subito violenza digitale ha riportato questa tipologia.
Il 90–95% dei deepfake online consiste in immagini pornografiche non consensuali, e circa il 90% di queste ritrae donne. Il 73% delle giornaliste ha dichiarato di aver subito violenza online ed è motivo di preoccupazione il fatto che meno del 40% dei Paesi disponga di leggi che proteggano le donne da molestie o stalking informatici. Ciò lascia il 44% delle donne e ragazze nel mondo – 1,8 miliardi – senza alcuna tutela legale. (Concept note disponibile in inglese, francese e spagnolo).
La campagna 2025 ricorda che la violenza digitale contro donne e ragazze richiede un impegno concreto da parte dei governi, delle aziende tecnologiche e della società civile: occorre agire ogni giorno per sensibilizzare, promuovere il rispetto, rafforzare l’emancipazione femminile e porre fine a questa forma di violenza.
Nel recente UN Social Forum 2025, tenutosi il 30 e 31 ottobre, IIMA e VIDES Internazionale, attraverso una dichiarazione orale, hanno invitato gli Stati Membri dell’ONU a far rispettare le leggi che tutelano la privacy, la sicurezza digitale e l’uguaglianza di genere, soprattutto nello spazio politico, e a investire in programmi che formino insegnanti e giovani all’uso degli strumenti digitali per la cittadinanza attiva (testo e video).
In Italia, un partner locale di IIMA, le Figlie di Maria Ausiliatrice di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, dell’Ispettoria Madonna del Cenacolo (ILS), hanno offerto un corso gratuito di autodifesa rivolto a donne e ragazze. Radicato nel Sistema Preventivo di Don Bosco, il programma combina tecniche pratiche di autodifesa con un percorso dedicato al valore personale, al rispetto e alla dignità, incarnando la missione delle Suore Salesiane nel sostegno e nell’emancipazione femminile. Nel mese di novembre, 60 donne dai 14 anni in su hanno partecipato al corso tenuto dall’istruttore di judo e difesa personale Ettore Franzoni, acquisendo competenze pratiche e ricevendo supporto emotivo. “Ho deciso di fare questo corso per sentirmi più sicura, per muovermi per strada”, è la motivazione di una delle partecipanti, intervistata da Studio Aperto di Mediaset.
Realizzato proprio nel mese di novembre, in cui ricorre questa Giornata, il corso è molto più che la risposta a un bisogno del territorio, è supporto educativo di sensibilizzazione verso la parità dei diritti di genere e, per le donne, sostegno al rafforzamento della consapevolezza della propria dignità e preziosità per tutto il genere umano.






















