Roma (Italia). L’8 febbraio 2026 la Comunità Maria Ausiliatrice di Casa Generalizia (RCG), con la Superiora, Madre Chiara Cazzuola, e le Consigliere Generali, ha avuto la gioia di accogliere il Cardinale Baldassare Reina, Vicario Generale di Papa Leone XIV per la Diocesi di Roma, che ha presieduto la Celebrazione Eucaristica della V Domenica del Tempo Ordinario. Con lui ha concelebrato don Carlo Maria Zanotti, Salesiano di Don Bosco, Direttore della Comunità Gesù Maestro dell’Università Pontificia Salesiana (UPS).
“È bello incontrarsi attorno all’altare del Signore”, ha esordito il Cardinale nell’omelia. Si è poi soffermato sulle Letture del giorno, commentando le bellissime immagini del “sale della terra e della luce del mondo”: “Immagino che, essendo una casa internazionale, sono parole che avranno un’eco particolare”. Ha quindi evidenziato come Gesù, anziché utilizzare un tono esortativo, utilizzi l’indicativo: “Voi SIETE, non è che dovete diventare sale, dovete diventare luce, lo siete già”. E ha poi proseguito: “Riconosciamo che non sempre siamo sale, non sempre riusciamo a dare sapore a quello che facciamo, non sempre siamo luce.. Gesù probabilmente si rivolge a noi così perché sa che in ognuno di noi c’è questa forza perché l’abbiamo ricevuta.. e nella libertà abbiamo anche la forza di soffocarla, di spegnare la luce e di far perdere il sapore al sale”.
Parlando della vita religiosa ha anche osservato: “Sappiamo di non essere esonerati dal rischio di perdere il sapore. (…) Questa Parola dovrebbe servire come parola di Resurrezione, per ridestare: ricordati che tu sei sale, non sei stato chiamato, scelto da Dio per essere insignificante. Ognuno di noi – provenite da molti Paesi del mondo – è stato scelto da Gesù per essere comunità, lì dove siamo, sale e luce. Io penso che ognuno di noi dovrebbe portare, lì dove si trova, il profumo, la luce del Vangelo. E guardate, a volte basta poco, basta un sorriso, l’apertura del cuore, la disponibilità, la gentilezza, la docilità… basta poco per essere luce. Viviamo in un mondo pieno di tenebre, di indifferenza, di violenza. E il Signore dice: ‘in mezzo a questo mondo tu sei luce, questa luce deve risplendere’”.
Una luce che “non è nostra, noi viviamo di Luce riflessa: attraverso di noi altri potranno incontrare la Luce. Ma vale anche il contrario: attraverso di noi altri potranno non incontrarla la Luce, se noi quella luce non la trasmettiamo, se noi quel sapore non lo doniamo, non lo facciamo gustare”.
E ha aggiunto: “Ecco perché è importante, nella vita religiosa, la capacità di ridestare sempre le nuove motivazioni. (…) La motivazione è quella che ci aiuta a guardare ogni giorno con occhi diversi le fatiche che ci sono – legate all’apostolato, all’età, alla malattia – ed è quella che ci permette di dire ogni giorno ‘Signore, io sono qui, sono nelle tue mani.. Sono qui per essere sale e per essere luce, anzi, sono qui perché in Te sono sale, sono luce’”.
Il Card. Reina ha infine augurato a questa Comunità internazionale, “che mantiene un respiro di mondo” di essere “luce nel mondo: che questa identità possa sempre risplendere in questa Comunità a partire dal contributo che ognuna di voi sarà capace di dare. (…) Mentre accettiamo questo regalo, ne sentiamo anche la responsabilità e dobbiamo fare in modo che anche altri ne godano. Allora auguri di santità, auguri di luce, auguri di sale e di sapore a tutte voi!”.
Salutando la Comunità, al termine dell’Eucarestia, ha ringraziato per l’invito e ha detto di essersi sentito in famiglia, ricordando l’esperienza con le FMA dell’Ispettoria Madre Maddalena Morano (ISI) di Cammarata, in Sicilia, sua terra d’origine, e di Agrigento, dove ha frequentato il Seminario.
La Direttrice, suor Carla Castellino, a nome di tutta la Comunità, della Madre e del suo Consiglio, ha espresso la gioia per la sua presenza tra loro, assicurando la preghiera per il suo delicato ministero e invitandolo per qualche altra occasione.
La Visita del Cardinale Baldassare Reina è stata per le Figlie di Maria Ausiliatrice un forte momento di Chiesa, in cui sperimentare la presenza di un Pastore che, con la disponibilità di uno che non si appartiene, sa rendersi vicino con grande semplicità per condividere la vita delle realtà a lui affidate.


















