Castel Gandolfo (Roma). Dall’1 al 3 ottobre 2025, presso il Centro Internazionale Mariapoli del Movimento dei Focolari a Castel Gandolfo, Roma, è tenuta la Conferenza Raising Hope (Aumentare la Speranza) organizzata dal Movimento Laudato Si’ – in collaborazione con il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, Caritas Internationalis, CIDSE, UISG, Movimento dei Focolari e Alleanza delle Reti Ecclesiali – per celebrare il 10° anniversario della Lettera Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco.
L’evento è stato inaugurato da Papa Leone XIV il 1° ottobre. Nel suo Messaggio ha sottolineato quanto l’Enciclica di Papa Francesco abbia: “fortemente stimolato la Chiesa Cattolica e molte persone di buona volontà diventando spunto per dialoghi, suscitando gruppi di riflessione, programmi scolastici e universitari, collaborazioni e progetti di vario tipo in ogni continente. L’impatto è giunto ai vertici internazionali, agli ambiti dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso, a quelli economici e imprenditoriali, come pure agli studi teologici e bioetici. Il linguaggio della ‘cura della casa comune’ è stato incorporato nei dibattiti accademici, scientifici e politici”.
Questo aspetto si è manifestato nella nutrita presenza di personalità, con membri di agenzie internazionali, leader indigeni, economisti, esperti di clima e di biodiversità, sottolineata anche dal Santo Padre: “è incoraggiante osservare la diversità delle organizzazioni rappresentate in questo convegno, così come la varietà delle organizzazioni che aderiscono al Movimento Laudato si’ e alla Piattaforma di Azioni”.
Tra i partecipanti, suor Chanda Constance Nsofwa, Figlia di Maria Ausiliatrice, collaboratrice dell’Ambito per la Pastorale Giovanile e rappresentate dell’Istituto FMA nel settore delle religiose per la Piattaforma di azione Laudato Si’, ha collaborato all’animazione dei momenti di preghiera insieme alle altre religiose della UISG/USG.
L’apertura è stata caratterizzata da un significativo momento simbolico e spirituale per far riflettere sull’impegno condiviso nel prendersi cura della casa comune e verso la conversione ecologica. Alcuni rappresentanti da vari Paesi – Timor Est, Irlanda, Brasile, Zambia e Messico – hanno portato dell’acqua dalla propria patria, che hanno versato in una bacinella comune denominata “Ciotola delle lacrime” per simboleggiare uno specchio d’acqua condiviso, insieme all’interdipendenza con il creato e gli uni con gli altri. Al termine della Conferenza, l’acqua benedetta è stata poi distribuita tra i partecipanti, che hanno potuto portarla nei rispettivi Paesi di provenienza.
Per sottolineare il “grido della terra” che attende la conversione dell’umanità, è stato inoltre portato alla Conferenza un blocco di ghiaccio proveniente dalla Groenlandia con più di 20.000 anni. Staccatosi dalla calotta glaciale della Groenlandia a causa del cambiamento climatico, si stava sciogliendo nell’oceano. Papa Leone ha invocato la benedizione sul blocco di ghiaccio, sull’acqua della ciotola e su tutti i presenti: “Che possiamo lavorare per la fioritura di tutto il creato”. Il momento, che si è concluso con l’impegno comune a invitare tutti a passare dalle lacrime alla speranza, dal dolore all’azione, è stato accompagnato dalle esibizioni musicali di Adenike, Gen Verde e dei Pacific Artists for Climate Justice.
La Conferenza è stata arricchita da diverse presentazioni, tra cui quelle del Ministro dell’Ambiente e dei Cambiamenti Climatici del Brasile, Marina Silva, e dell’ex Governatore della California, Arnold Schwarzenegger, da tempo impegnato in iniziative per la salvaguardia del creato. Coinvolgenti sono state anche le tavole rotonde, i momenti spirituali, gli eventi culturali e le testimonianze che hanno avuto l’obiettivo di evidenziare sia i progressi compiuti dalla promulgazione della Laudato Si’, sia i passi urgenti da compiere in vista della COP30, che si terrà in Brasile dal 10 al 21 novembre 2025. Il programma prevedeva anche la vista al Borgo Laudato Si’.
Nel corso dell’evento, pur essendo presenti diverse culture e confessioni religiose, tra i/le partecipanti si è creato un clima di fraternità, alimentato dal desiderio di tessere reti per uno scambio di idee, riflessioni e materiali anche oltre a questa esperienza. Nel momento conclusivo della Conferenza, Ii/le partecipati si sono pertanto impegnati a rimanere uniti nella missione di prendersi cura della Casa Comune.
Nel già citato Messaggio, Papa Leone li ha invitati a fare memoria del passato con gratitudine e a riflettere su ciò che resta da fare “per garantire che la cura della nostra casa comune e l’ascolto del grido della terra e dei poveri non appaiano come mode passeggere o, peggio ancora, siano viste e sentite come questioni divisive”.
In questa prospettiva, ha indicato l’importanza di ritornare al cuore: “È solo attraverso un ritorno al cuore che può avvenire anche una vera e propria conversione ecologica. Occorre passare dal raccogliere dati al prendersi cura; da discorsi ambientalisti a una conversione ecologica che trasformi lo stile di vita personale e comunitario”.
Quello della conversione all’ecologia integrale è un cammino “concreto e continuo” al centro della Deliberazione adottata dal Capitolo Generale XXIV dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, con l’obiettivo di promuovere un coinvolgimento personale, comunitario e pastorale. Questo processo richiede infatti l’assunzione, in rete, dei sette obiettivi della Laudato Si’, secondo lo spirito del Sistema Preventivo, con una visione ampia e inclusiva, in considerazione della diversità dei contesti operativi delle FMA.
La celebrazione del decimo anniversario dell’Enciclica Laudato si’ offre pertanto un’opportunità e uno stimolo a continuare a portare avanti l’impegno e la riflessione verso la cura della casa comune e la conversione all’ecologia integrale. Papa Leone incoraggia tutti, soprattutto i giovani, i genitori e quanti operano nelle amministrazioni locali e nazionali e nelle istituzioni “a dare il loro contributo alla «sfida culturale, spirituale ed educativa» (LS, 202), mirando sempre e tenacemente al bene comune. Non c’è spazio per l’indifferenza né per la rassegnazione”.


















