Roma (Italia). Il 9 ottobre 2025, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è svolta la Conferenza Stampa di presentazione dell’Esortazione Apostolica “Dilexi te” di Papa Leone XIV sull’amore verso i poveri.
Alla Conferenza Stampa sono intervenuti: il Card. Michael Czerny S.J., Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, il Card. Konrad Krajewski, Prefetto del Dicastero per il Servizio della Carità, Padre Frédéric-Marie Le Méhauté, Provinciale dei Frati Minori di Francia/Belgio, dottore in teologia; suor Clémence, Piccola Sorella di Gesù della Fraternità delle Tre Fontane a Roma.
Il documento, in continuità con la quarta e ultima enciclica di Papa Francesco – Dilexit nos “Sull’amore umano e divino del cuore di Gesù Cristo”(24 ottobre 2024) – è stato firmato dal Santo Padre il 4 ottobre, nella significativa ricorrenza della Festa di San Francesco, “il poverello di Assisi” e poi pubblicato il 9 ottobre.
Nell’introdurlo, Papa Leone spiega che Papa Francesco negli ultimi mesi della sua vita stava preparando un’Esortazione apostolica sulla cura della Chiesa per i poveri e con i poveri “immaginando che Cristo si rivolga ad ognuno di loro dicendo: Hai poca forza, poco potere, ma «io ti ho amato» (Ap 3,9)”. Il versetto dell’Apocalisse rimane il fondamento biblico di questo “progetto” ricevuto in eredità che, spiega, “sono felice di farlo mio – aggiungendo alcune riflessioni – e di proporlo ancora all’inizio del mio pontificato, condividendo il desiderio dell’amato Predecessore che tutti i cristiani possano percepire il forte nesso che esiste tra l’amore di Cristo e la sua chiamata a farci vicini ai poveri” (DT, 3).
Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha subito evidenziato il quadro in cui si pone questo documento, richiamando le parole di Papa Leone: “Non siamo nell’orizzonte della beneficenza, ma della Rivelazione: il contatto con chi non ha potere e grandezza è un modo fondamentale di incontro con il Signore della storia. Nei poveri Egli ha ancora qualcosa da dirci” (DT 5).
Nei loro interventi, i relatori hanno sottolineato diversi aspetti, attingendo alla propria esperienza di vita. Il Card. Czerny ha ripreso alcuni temi dell’Esortazione sottolineando come “la promozione dello sviluppo umano integrale, secondo la dottrina sociale della Chiesa, intreccia educazione, Eucaristia e servizio. L’educazione è il primo atto di giustizia, perché libera le persone dalla povertà spirituale e le prepara alla responsabilità sociale”.
Il tema dell’educazione, definita da Papa Francesco come “una delle espressioni più alte della carità cristiana (…) Una missione d’amore, perché non si può insegnare senza amare” emerge nel Capitolo Terzo (68-72) dove, tra le Congregazioni dedicate all’educazione popolare, sono citati i Salesiani: San Giovanni Bosco iniziò la grande opera Salesiana, basata sui tre principi del “metodo preventivo” – ragione, religione e amorevolezza (DT 70).
Un altro tema toccato è stato quello della pace, così sospirata in questi tempi e anch’essa legata alla povertà: “In Dilexi te, Papa Leone si unisce a Papa Francesco nel dichiarare: non ci sarà pace finché i poveri ed il pianeta saranno trascurati e maltrattati”, ha ricordato il Card. Czerny. “Trattarli con dignità è il primo atto di pace. Solo una società che pone al centro gli emarginati può essere veramente pacifica, e solo un mondo composto da società di questo tipo può essere in pace”.
Il Cardinale Krajewski, con la sua esperienza di Elemosiniere del Papa di ben tredici anni, ha messo in luce l’aspetto pratico dell’elemosina, espressione pratica di una Chiesa sempre pronta ad aiutare i poveri: “Noi siamo il Pronto Soccorso di Papa Leone, siamo l’ambulanza sempre pronta per partire verso i bisognosi”, ha detto. All’elemosina vengono riservate proprio le ultime battute del documento (115-119), per evidenziare come “L’amore e le convinzioni più profonde vanno alimentate, e lo si fa con i gesti” e come “abbiamo bisogno di esercitarci nell’elemosina per toccare la carne sofferente dei poveri”.
Il contatto concreto con i poveri, in particolare con le donne rom di origine rumena, è stato al centro della bella testimonianza di suor Clémence “Si tratta di donne che, come ci ricorda l’Esortazione, sono ‘doppiamente povere’ a causa della loro situazione di esclusione”. Donne povere, ma “ricche di umanità”, che “possiedono quella saggezza che si forma dall’esperienza della precarietà, che incoraggia alla condivisione e alla solidarietà”. Attraverso piccoli aneddoti in cui ricorda queste donne chiamandole per nome, suor Clémence racconta di come lei stessa sia rimasta edificata dalla loro fede e si sia ritrovata, così, nelle parole di Dilexi te: “È un’esperienza sorprendente […] e che diventa una vera svolta nella nostra vita personale, quando ci rendiamo conto che sono proprio i poveri a evangelizzarci”[3].
In questa prospettiva, Padre Frédéric-Marie Le Méhauté, ha sottolineato l’importanza di agire non solo “per” i poveri, ma “con loro”: “i poveri hanno un pensiero. Vale a dire, possono essere attori e non solo ‘oggetti della nostra compassione’ (79) o delle nostre politiche, possono aiutarci ad analizzare i problemi e soprattutto sono portatori di soluzioni reali. Muoverci per comprenderli a partire da loro è quindi una necessità perché ‘la realtà si vede meglio dai margini e i poveri sono dotati di un’intelligenza particolare, indispensabile alla Chiesa e all’umanità’ (82)”.
Nel corso della Conferenza Stampa è emerso l’appello rivolto ad ogni battezzato affinché si impegni in prima persona nella difesa e nella promozione dei più deboli. Un impegno che si fonda sull’amore cristiano, che supera ogni barriera: “una Chiesa che non mette limiti all’amore, che non conosce nemici da combattere, ma solo uomini e donne da amare, è la Chiesa di cui oggi il mondo ha bisogno” (DT120).
Sul sito web del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale è possibile trovare il video della Conferenza Stampa, gli interventi, la sintesi dell’esortazione apostolica e le infografiche che ne illustrano i contenuti principali.
Esortazione apostolica Dilexi Te


















