Roma (Italia). Dal 18 al 25 gennaio 2025, tra la Festa della cattedra di San Pietro e quella della conversione di San Paolo, si celebra la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, iniziativa ecumenica in cui i cristiani di tutto il mondo, appartenenti a diverse tradizioni e confessioni, si riuniscono spiritualmente in preghiera per l’unità della Chiesa.

Nell’emisfero sud, in cui gennaio è periodo di vacanza, le chiese celebrano la Settimana di preghiera in altre date, per esempio nel tempo di Pentecoste, periodo altrettanto significativo per l’unità della Chiesa. Al di là della data, è importante che nell’arco dell’anno si cerchi di trovare l’occasione per pregare insieme per cercare l’unità dei cristiani.

Il Comitato internazionale nominato dal Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani (DPUC) e dalla Commissione Fede e costituzione del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) per la revisione e l’elaborazione del materiale per la Settimana 2025, si è riunito in Italia, presso il Monastero di Bose, in provincia di Biella, dall’11 al 15 settembre 2023. La redazione del sussidio era infatti stata affidata alla Comunità Monastica di Bose, che aveva nominato un gruppo di fratelli e sorelle della Comunità per redigere la prima bozza del testo. Durante l’incontro, questo Gruppo locale ha collaborato con il Comitato internazionale per la revisione finale del testo. L’incontro è stato presieduto congiuntamente dal Reverendo Mikie Roberts del CEC di Ginevra e dal Reverendo Martin Browne, OSB, del DPUC.

“Credi tu questo?” (Giovanni 11, 26) è il testo biblico di riferimento per la Settimana che prende  spunto  dal  dialogo tra Gesù e Marta, durante la visita di Gesù alla casa di Marta e Maria a Betania, dopo la morte del fratello Lazzaro, narrato dall’evangelista Giovanni. Gesù conduce Marta a credere nella risurrezione, e rivela la sua identità di Messia: “Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muore, vivrà; anzi chi vive e crede in me non morirà mai” (vv. 25 – 26). Dopo questa affermazione, Gesù pone a Marta una domanda molto diretta e profondamente personale : “Credi  tu questo?” (v. 26). Come Marta, i primi cristiani non potevano rimanere indifferenti o passivi di fronte a queste parole di  Gesù  che  toccavano  e scrutavano  il  loro  cuore; essi cercarono di  dare  una risposta comprensibile alla domanda di Gesù: “Credi tu questo?”. Cosi, i Padri di Nicea si sforzarono di trovare le parole giuste per esprimere il Mistero dell’Incarnazione e della Passione, Morte e Risurrezione del loro Signore nella sua interezza. Nell’attesa del suo ritorno, i cristiani di tutto il mondo sono chiamati a testimoniare insieme questa fede nella risurrezione, che è fonte di speranza e di gioia, da condividere con tutti i popoli.

Significativa è inoltre la ricorrenza di quest’anno, in cui si celebra l’anniversario dei 1700 anni dal primo Concilio ecumenico dei cristiani che si tenne a Nicea nel 325 d.C. Questa commemorazione offre un’opportunità per riflettere e celebrare  la  fede  di  cristiani, come   fu  espressa  nel  Credo formulato durante quel Concilio, una fede ancora oggi viva e feconda.

La Settimana di preghiera 2025 invita dunque ad attingere a questa eredità condivisa e ad entrare più profondamente nella fede che unisce come cristiani. Vivere  insieme  la  fede apostolica non significa riaprire le controversie teologiche di allora, protrattesi nei secoli, quanto piuttosto rileggere, in preghiera, i fondamenti della Parola di Dio e le esperienze ecclesiali che hanno condotto alla celebrazione del Concilio e ne hanno motivato le decisioni.

Nell’anniversario del Concilio di Nicea, la Celebrazione ecumenica della  Parola di Dio della Settimana è incentrata sul significato del credere e sull’affermazione della fede, sia personale che comunitaria: “Io credo” e, insieme, “Noi crediamo”.

I sussidi (in diverse lingue) includono un’introduzione al tema, un servizio ecumenico, una selezione di brevi letture e preghiere per ogni giorno della Settimana. Tenendo presente il significato ecumenico del 2025, sono stati inseriti anche brevi testi patristici, per lo più del primo millennio, per offrire uno spaccato della riflessione cristiana dell’epoca e per aiutare a situare le definizioni del Concilio di Nicea nel contesto in cui hanno avuto origine e dal quale sono state influenzate. Questo materiale può essere utilizzato in vari modi, non solo per la Settimana di preghiera, ma per tutto l’anno 2025.

L’Ambito per le Missioni dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice invita a utilizzare i materiali per animare e sensibilizzare le Comunità Educanti a questa urgenza del tempo attuale che è il dialogo interreligioso ed ecumenico come via verso la pace, per esprimere il grado di comunione già raggiunto tra le Chiese e pregare insieme per il raggiungimento della piena unità secondo il volere di Cristo.

Link ai materiali:

Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani

Centro Ecumenico

2 COMMENTI

  1. Si uniti tutti insieme in una Preghiera Comune
    Unità dei Cristiani sempre più forte
    sotto la protezione di Maria Santissima
    Madre della Chiesa

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