Roma (Italia). Il 12 novembre 2025 a Roma, presso il Pastificio Futuro, alle porte dell’Istituto Penale Minorile di Casal del Marmo, si è svolto l’evento inaugurale del murale realizzato dall’artista Giovanna Alfeo e dedicato a Papa Francesco e a Padre Gaetano Greco, il cappellano che dieci anni fa avviò un percorso di speranza e rinascita attraverso il lavoro artigianale.
All’inaugurazione – che coincideva con la celebrazione dei due anni di attività del Pastificio Futuro, nato nel 2023 come esperienza di inclusione e reinserimento sociale, e moderata dal giornalista Gianmarco Trevisi (Rai) – sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni civili, religiose e del mondo sociale, insieme ai promotori dell’iniziativa: il Cardinale Baldassarre Reina, Vicario di Roma, Cristiana Rotunno, vice capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile, Marco Della Porta, Presidente del Municipio XIV, Giustino Trincia, direttore di Caritas Roma, Antonio Pappalardo, direttore interdistrettuale del Centro per la Giustizia Minorile, don Nicolò Ceccolini, Cappellano dell’Istituto, il Presidente del Pastificio Alberto Mochi Onori e di Gustolibero, le sorelle di Padre Gaetano e l’artista, che ha definito il murale “un muro lungo un sogno”.
Il sogno nasce dalle parole pronunciate da Papa Francesco durante la sua visita al carcere minorile nel 2013, quando lavò i piedi ai ragazzi detenuti nel Giovedì Santo: “Non lasciatevi rubare la speranza”. Da quel messaggio è germogliato un progetto di rinascita: il Pastificio Futuro, realizzato dalla Gustolibero Società Cooperativa Sociale Onlus con il sostegno della Conferenza Episcopale Italiana, Caritas Italiana e in sinergia con la Direzione dell’Istituto, il Centro della Giustizia Minorile Lazio–Abruzzo–Molise e il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità.
Alla realizzazione del murale, lungo 80 metri e alto 2,5 – collocato come “finestra di speranza” proprio sul muro di recinzione del carcere, verso il cortile del laboratorio – hanno partecipato i lavoratori del Pastificio e due ragazze dell’Istituto Penale Minorile, impiegate in articolo 21, come segno concreto di inclusione e partecipazione.
Il Cardinale Baldassarre Reina, nel suo saluto, ringraziando le autorità e coloro che si prendono cura di questi ragazzi e assicurando il sostegno nella Diocesi, ha detto: “Abbiamo bisogno di costruire speranza. Papa Francesco, nell’indire il Giubileo della Speranza, invitava tutte le comunità a fare segni concreti: offrire possibilità di lavoro, produzione, inserimento per i ragazzi che lasciano il carcere”.
Gli altri ospiti hanno a loro volta evidenziato l’importanza di progetti come questi per sostenere i giovani nel loro cammino di redenzione: “nessun uomo è mai identificabile con la sua colpa, e meno che mai lo è un ragazzo. (…) vedendo progetti come questo, e come rispondono i ragazzi, c’è qualcosa di più: vogliamo responsabilizzarli rispetto al reato e alle vittime, perché senza responsabilizzazione non c’è cammino”, ha affermato la Dott.ssa Cristiana Rotunno. Mentre il Dott. Marco Dalla Porta ha messo in luce il lavoro corale: “Come istituzioni vogliamo essere parte di questi processi comunitari, in una grande alleanza per il bene comune, insieme alle realtà civili e sociali del territorio. Vedo tanta comunità oggi: c’è l’abbraccio del territorio a un progetto che compie due anni e che si racchiude in un orizzonte di bellezza”.
Sulla stessa linea Giustino Trincia, Direttore Caritas Roma: “Vogliamo favorire la presenza delle comunità parrocchiali, fare di questo un luogo dove si vive la profezia, si propongono percorsi”. Ricordando la visita al murale di circa 500 ragazzi/e nel corso del Giubileo dei Giovani, colpiti dal calore e dal cuore incontrati qui, ha riconosciuto: “un seme è stato gettato”. E ha concluso: “Questa realtà parla a tutta la città – credenti e non – e si iscrive in un percorso di fratellanza universale che ci impegna a guardare a una nuova possibilità per tutti”.
L’artista, Giovanna Alfeo, ha raccontato le emozioni vissute durante l’iter realizzativo dell’opera, da cui si è sentita fortemente provocata e coinvolta: “Quando sono arrivata, questo muro massiccio mi ha turbata. Mi chiedevano di ‘abbatterlo’ con colore e disegno. Non l’ho ritenuto giusto: i limiti a volte ci salvano; oltre il limite c’è il baratro. Ho pensato a una lunghissima finestra su un paesaggio altro, geometrico, con elementi figurativi simbolici: la storia del grano, il chicco che muore e germoglia, la spiga che la natura porge alla mano umana.
I ragazzi volevano gabbiani: ho creato un grande volo di uccelli diversi — rapaci, passeri, gazze, corvi, gabbiani, rondini — che attingono a quel nutrimento e trovano direzione verso un abbraccio, soggetto principale del murale. Due personaggi hanno scoccato la scintilla di una vita futura per questi ragazzi. Sul pastificio volano rondini, simbolo di primavera e rinnovamento: il futuro è per loro”.
Don Nicolò Ceccolini, che ha raccolto l’eredità di Padre Gaetano, ha così ripreso la metafora evangelica del seme: “Se il chicco di grano muore, produce un frutto. Guardando l’abbraccio tra Papa Francesco e Padre Gaetano, capiamo che il segreto per rinascere è donarsi: solo chi si spende per altri dona futuro.
Siamo qui, a due anni dall’inaugurazione del Pastificio, per onorare due uomini che hanno fatto della loro vita un seme di vita nuova. Casal del Marmo è stato luogo del cuore per entrambi: il Papa lo ha visitato due volte; Padre Gaetano vi ha speso 36 anni con fedeltà e dedizione, creando anche una casa accogliente. Da lui ho imparato a non darsi mai per vinti: nessuno è definito dai propri errori; ognuno è degno di uno sguardo e di un gesto d’amore. Il nostro omaggio diventi impegno concreto e rinnovato ad aprire nuovi percorsi di crescita e futuro per i ragazzi”.
Infine Alberto Mochi Onori, ringraziando nelle battute finali quanti rendono possibile ogni giorno “questa avventura”, ha richiamato la parte finale del murale dicendo: “La nostra storia, vedete, nasce da un abbraccio. Un abbraccio serve anche ad accogliere chi soffre. Chi ha sbagliato. Chi si è perso e ha bisogno di ritrovare la strada. Un abbraccio che non giudica, ma che tende la mano. (…) Oggi quella missione continua. Continua nel lavoro delle nostre mani, nel sogno che cresce ogni giorno in questo pastificio. Perché noi crediamo che la dignità non si predica: si costruisce, si impasta, si dona“.
È seguito il momento vero e proprio dell’inaugurazione, in cui Alberto Mochi Onori e il Cardinale Baldassarre Reina hanno scoperto la targa per non dimenticare l’inizio di questo sogno: “28 marzo 2013 – Papa Francesco e Padre Gaetano Greco hanno scatenato la speranza”. Sul muro di cinta del carcere minorile è stato poi proiettato il documentario di Edoardo Iacolucci dedicato alla nascita del murale, mentre i giovani protagonisti hanno ripercorso le tappe del progetto.
All’evento erano presenti anche suor Ausilia De Siena, Consigliera dell’Ambito per la Comunicazione dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, con le sue collaboratrici che, poco prima dell’inizio del murale, avevano realizzato un CommTalkS intervistando il Presidente, i giovani impiegati del Pastificio, un’educatrice e suor Aurora Consolini, FMA dell’Ispettoria San Giovanni Bosco (IRO) che da diversi anni collabora come volontaria presso il carcere minorile. Suor Aurora ha contribuito alla realizzazione di questo progetto, che lascia ancora spazio a diversi sogni per ora in cantiere.
La serata si è conclusa con un momento conviviale – in cui non poteva mancare la pasta del Pastificio Futuro, cucinata per l’occasione da uno chef – in un clima famigliare che ha unito diverse persone accomunate dal desiderio di donare un futuro di speranza ai giovani.


















