Roma (Italia). Nel 14° video dei CommTalkS – l’iniziativa dell’Ambito per la Comunicazione dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice con l’obiettivo di creare una visione condivisa della cultura della comunicazione – viene proposta la testimonianza di suor Consuelo Chiriboga, Figlia di Maria Ausiliatrice dell’Ispettoria Sacro Cuore (ECU), missionaria tra il popolo Shuar nella selva ecuadoriana, nel Vicariato Apostolico di Méndez.

“Per grazia di Dio e con l’aiuto delle mie superiore ho potuto vivere i miei 45 anni come missionaria nella selva ecuadoriana”, dice suor Consuelo, che racconta di aver sentito la vocazione missionaria quando era in collegio, vedendo le FMA di Junín, dove studiava. Consuelo rimase colpita dalla loro gioia e dal lavoro che facevano per le missioni. “Fin dalla mia prima professione ho chiesto alle mie superiore di mandarmi in missione, ma soprattutto pregavo di poter arrivare al popolo Shuar, per conoscere la gente, per sostenerla, per darle una mano”.

Il suo desiderio è stato esaudito dalla Superiore e nel 1977 è entrata per la prima volta a Yaupi, al confine con il Perù: “L’unico modo per arrivarci era con un piccolo aereo o semplicemente a piedi, in più di un giorno. Ma noi eravamo lì, contente, felici, quattro suore, e tra loro ho un grande ricordo, un ricordo molto speciale di una sorella che era la mia direttrice in quel periodo: suor Rosita Vargas, che lavorava con entusiasmo, faceva da dottoressa, direi quasi come suor Maria Troncatti”.

Suor Consuelo racconta che, nonostante i disagi, per lei “è stata una vita bella, dove la selva ti aiuta a pregare, ti dice quella vicinanza che hai con Dio e dove senti sempre più due necessità fondamentali: quella di vivere con Dio, con la Vergine madre e vivere bene nella comunità”.

Due “assi” per lei erano fondamentali in questa missione: l’istruzione – che ritiene fondamentale per la crescita e lo sviluppo dei popoli, soprattutto questi dell’Amazzonia – e l’evangelizzazione, per far loro conoscere Gesù e portarli a Lui. Inoltre la Comunità aveva un Collegio che ospitava circa 100 studentesse: “le giornate erano divise tra lezioni e lavoro per le ragazze”.

Come vive ora la missione suor Consuelo? “Ora, per me, essere missionaria tra gli Shuar significa essere persona di preghiera, di dedizione, di sacrificio”.  Essere anche una persona preparata, pronta ad affrontare qualsiasi ostacolo si presenti, ma soprattutto – dice – “una delle cose fondamentali, secondo me, è amare le persone. Innanzitutto, amarci tra noi come sorelle. Poi, amare questo popolo Shuar, che ha le sue difficoltà, i suoi problemi, ma che richiede da parte nostra rispetto, molto rispetto”.

A questo proposito, spiega il significato per lei della parola “inculturazione”: È portare il Vangelo nella loro cultura, portare ciò che Gesù ci dice alla gente. Che accettino Gesù e nella vita siano persone buone, persone che lavorano, persone che fanno del bene”.

Concludendo la sua testimonianza, suor Consuelo esprime la gioia di essere missionaria: “per me la vita missionaria è bella, è un premio di Dio, che abbiamo ottenuto senza meritarlo, perché Dio è sempre nel nostro cuore, come l’amore per Maria Ausiliatrice, che ci fa camminare tenendoci per mano”.

E invita tutti ad amare. La nostra missione la svolgiamo dal luogo in cui ci troviamo, e se abbiamo la fortuna e l’opportunità di stare nella selva, è la cosa più bella. Consegniamo a Dio tutto ciò che siamo, tutto ciò che possiamo, con l’anima, la vita e il cuore, e speriamo che questa terra del Vicariato Apostolico di Méndez sia benedetta dalla nostra nuova Santa, Suor Maria Troncatti”.

Il video è disponibile con sottotitoli in alcune lingue (dalle impostazioni di YouTube). Tutti i CommTalks restano a disposizione sul Canale Youtube CGFMANET e si possono recuperare dal banner laterale nella home page del sito dell’Istituto.

RISPONDI

Per favore inserisci il tuo commento!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.