Roma (Italia). È Papa Francesco a tradurre l’istanza che anima il Congresso Internazionale Giovani e scelte di vita: Prospettive Educative, che si è aperto ieri 20 settembre 2018. Francesco, nel messaggio inviato ai partecipanti, si augura che l’evento “a partire dal contributo originale del carisma educativo salesiano, possa rappresentare una significativa tappa di riflessione e di concreto aiuto delle diverse problematiche legate al mondo giovanile, tenendo conto delle più diverse e profonde esigenze connesse alla loro crescita umana e spirituale”.

La certezza dunque di vivere in questi tre giorni una riflessione sul contributo originale del carisma salesiano, risalta dal saluto del Rettore Magnifico don Mauro Mantovani, che riprendendo le parole del Pontefice, ha ribadito l’urgenza “di non perdere il treno dei giovani e di alimentare i sogni e la loro speranza”. Don Mauro Mantovani ha anche ricordato il lungo e complesso lavoro di preparazione per arrivare alla celebrazione di questo evento e allo stesso tempo il gran numero di professionisti che ha accettato la sfida di collaborare per i giovani.

A lui fa eco Suor Pina Del Core, Preside della Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium, che ha ricordato l’obiettivo principale del Congresso, quello di “offrire un apporto peculiare allo studio del mondo giovanile attorno a un punto cruciale: le scelte di vita”. Suor Pina Del Core ha voluto sottolineare in particolare la complessità in cui i giovani oggi si trovano a scegliere, che ci obbliga inevitabilmente “ad aprirci a ciò che è inedito, a lasciarci provocare nell’ascoltarli, a confrontarci con l’esperienza e ad aiutarli a scoprire la vocazione educativa che è in loro”.

Pietro Sebastiani, Ambasciatore italiano presso la Santa Sede, è intervenuto per augurare ai presenti un lavoro fruttuoso consegnando un’immagine di speranza ai giovani presenti, spronandoli a seguire i loro sogni e animando gli adulti a non venire meno alla loro missione di “traghettatori di nuove leve”.

Allo stesso modo il dottor Giovanni Caudo, Presidente del Municipio III del Comune di Roma, ha consegnato un’inedita lettura del pronome “noi”. “Il noi – ha spiegato – è la prima persona plurale. Se analizziamo i termini deduciamo che dobbiamo prima mettere al centro la persona e la persona nella sua pluralità”.

La conferenza inaugurale è stata tenuta da Monsignor Raúl Biord Castillo, Vescovo salesiano di La Guaira (Venezuela) che, dopo aver ripercorso le tematiche e la metodologia con cui è stato redatto lo strumento di lavoro del Sinodo – riconoscere, interpretare e scegliere –, lo ha definito un “Sinodo dal sapore salesiano”. Mons. Biord Castillo ha anche ricordato la grande novità introdotta dal Papa in questo Sinodo, che ha indicato “i giovani come un autentico soggetto ecclesiale”. Questo vuol dire “ascoltare la voce di Dio in quella dei giovani perché saranno loro a dire che cosa si aspettano dalla Chiesa”. Per Mons. Biord Castillo è importante infatti “non lasciarci prendere come adulti dal «complesso di Gulliver», cioè trattare i giovani come “dei nani di fronte alle necessità”. Essi invece sono portatori di grandi possibilità, non si sono allontanati dalla Chiesa, ma è la Chiesa che si è allontanata da loro. Per questo è ormai imprescindibile “stare in mezzo a loro per costruire ponti e superare la timidezza educativa e apostolica, cioè fare in modo che realmente li accompagniamo a compiere scelte grandi nella vita, nel sociale e nel politico”.

La giornata odierna, che si articola in due sessioni In ascolto dei giovani e In dialogo per discernere è stata introdotta dalla Celebrazione Eucaristica presieduta da Monsignor Vincenzo Zani, Segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica. Nella sua omelia, ricca di spunti e sollecitazioni, Mons. Zani ha sottolineato che “ogni vocazione è una chiamata ad una missione nella Chiesa, in quanto la sua azione apostolica è orientata a creare le condizioni per ascoltare la voce del Maestro”. I giovani sono assetati di verità, attendono che noi parliamo loro di Dio. Da qui la convinzione che “la prospettiva educativa è una dimensione costante e trasversale dell’azione pastorale della Chiesa” e che “come educatori siamo chiamati a in-segnare, formare dentro, a riconoscere l’azione di Dio in mezzo al Suo popolo, a crescere in uno sguardo contemplativo che guarda il mondo e agisce perché l’annuncio e la testimonianza della Salvezza arrivi a tutti”.

Ad apertura delle riflessioni, il saluto della Madre generale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Madre Yvonne Reungoat, che ha rimarcato il grido di ascolto dei giovani. “Non c’è accompagnamento senza conoscenza e non c’è conoscenza senza ascolto”. Ha messo in evidenza l’ascoltare con il cuore e il decidersi di ascoltare per amore, il dare tempo per l’ascolto, il camminare con i giovani. Il carisma salesiano è nato con i giovani e continua a diffondersi a partire dai giovani. Diventare appassionati per appassionare.

Oggi si alternano nelle varie sessioni il prof. Franco Garelli dell’Università di Torino, il prof. Gennaro Cicchese della Pontificia Università Lateranense e la professoressa Laura Nota dell’Università di Padova.

La conclusione di carattere pastorale è affidata a Monsignore Michele Falabretti, Direttore del Servizio di Pastorale Giovanile della Conferenza Episcopale Italiana.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.giovaniesceltedivita.org

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