Catania (Italia). Il 27 e 28 settembre 2025 la Superiora Generale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Madre Chiara Cazzuola, insieme al Rettor Maggiore, Don Fabio Attard, ha partecipato ai festeggiamenti a Catania per il 50° del Movimento Giovanile Salesiano (MGS) della Sicilia. Agli eventi era presente anche suor Lidia Strzelczyk, Consigliera Visitatrice.
Il 26 settembre, nel pomeriggio, la Madre – nuovamente in Sicilia a un anno dal 30° della beatificazione di Madre Morano – è giunta a Catania presso la sede dell’Ispettoria Madre Maddalena Morano (ISI) accolta dall’Ispettrice, suor Angela Maria Maccioni, dalle Consigliere ispettoriali, da alcuni alunni dell’Istituto Maria Ausiliatrice, membri della Comunità Educante, FMA della comunità e da una rappresentanza di giovani del MGS, responsabili della preparazione della Festa del 50°.
In serata ha incontrato il Consiglio Ispettoriale, che ha accolto il dono della sua parola e vissuto un arricchente confronto sul tema: Come aiutare le Comunità educanti a costruire un ambiente vocazionale. La Madre, facendo riferimento alla sua partecipazione all’Assemblea UISG (5-9 maggio) sul tema “Vita Consacrata: Una Speranza che Trasforma”, ha suggerito di curare la pedagogia d’ambiente come elemento fondamentale per far fiorire nelle giovani la domanda sulla Vita Consacrata e ha sottolineato l’importanza della collaborazione con i laici, che vanno accompagnati a vivere la spiritualità cristiana e il Carisma educativo salesiano.
Nella mattinata del 27 settembre ha incontrato le Direttrici delle 23 Comunità dell’Ispettoria e con loro ha dialogato su Come animare le comunità educanti secondo il carisma e le sfide di oggi a partire da “è tempo di ravvivare il fuoco”, dedicando un tempo di ascolto alle esperienze e alle domande.
Nel pomeriggio, accompagnata dall’Ispettrice, dalla Vicaria e dalla Segretaria ispettoriale, ha raggiunto la sede dell’Ispettoria San Paolo (ISI) dei Salesiani di Don Bosco. Molte FMA delle città vicine, tutte le Direttrici, i giovani del MGS, i confratelli salesiani e i membri della Famiglia Salesiana hanno riempito il cortile, fino a qualche ora prima inaccessibile a causa della forte pioggia.
Il Sindaco di Catania, Avv. Enrico Trantino, ha concesso la cittadinanza onoraria a Don Fabio Attard e a Madre Chiara Cazzuola, alla presenza del Vescovo di Catania, Mons. Luigi Renna, del Presidente della Regione Sicilia, On. Renato Schifani, di altre autorità politiche e civili e dei sindaci dei Paesi vicini.
Si tratta di un significativo gesto simbolico, espressione di un forte legame tra la città e una testimonianza di comunione nel celebrare il 140° della presenza degli SDB a Catania e il 145° della presenza delle FMA voluta dall’allora Card. Beato Benedetto Dusmet e iniziata a Catania nel 1880 con l’invio da parte di Don Bosco e di Madre Mazzarello delle prime tre Figlie di Maria Ausiliatrice. Come ha sottolineato Mons. Renna, “il Beato volle le Figlie di Maria Ausiliatrice per l’educazione delle ragazze. Madre Mazzarello mandò a Bronte sua sorella, suor Felicina, e la maestra suor Maddalena Morano. E l’opera più grande è aver tirato fuori, da un mondo che le chiudeva un po’, le ragazze, le donne.. È una storia che continua, perché ha educato generazioni, politici, uomini di cultura e di spettacolo, che hanno cominciato nei vostri teatri”.
La lectio magistralis del Rettor Maggiore, Don Fabio Attard, “Chiamati ad essere segni di speranza”, ha concluso i vari interventi delle autorità presenti a cui ha fatto seguito il conferimento onorario. Madre Chiara ha espresso l’emozione “perché le grandi storie nascono da piccole cose e piccole persone, che però si affidano alla grande Provvidenza di Dio”. Ha ripreso poi una parola del Rettor Maggiore, INSIEME, dicendo: “Io penso che mai come oggi siamo chiamati a vivere insieme, ad aiutarci ad educare i giovani insieme e penso che tutti insieme questa sera viviamo la gioia di essere una grande Famiglia Salesiana, che in questo momento può ringraziare il punto di riferimento, Don Fabio Attard, 11° successore di Don Bosco”. Ha quindi espresso la gratitudine a tutte le FMA che dall’inizio si sono susseguite nella storia e hanno costruito questo grande sogno che oggi appartiene a tutti. (video)
La Madre e il Rettor Maggiore hanno partecipato a tempo pieno alla festa del 50° del MGS dal tema Testimoni della gioia. Eredi di una storia svoltasi nella mattinata di domenica 28 settembre presso il cine-teatro Metropolitan di Catania, affollatissimo di giovani provenienti dalle varie realtà salesiane dell’isola.
L’animazione in teatro si è articolata in 5 tappe, sottolineando un verbo per ogni decade: Sognare, Incendiare, Fortificare, Testimoniare, Camminare. I veri protagonisti sono stati i giovani, impegnati su più fronti: accoglienza, servizio d’ordine, regia, rappresentazione musicale e coreografie, con alcune testimonianze dei pionieri del MGS di Sicilia che ha “incendiato lo stivale”, per usare un’espressione di Don Egidio Viganò. Sul palco sono stati ricordati con immensa gratitudine FMA ed SDB che nel tempo si sono succeduti a sostegno del Movimento, compresi quelli ormai nel paradiso salesiano.
Madre Chiara e Don Fabio, chiamati all’ultimo verbo – camminare – sono stati intervistati dal giovane presentatore sulla domanda: “Quali sono le sfide per il nostro futuro, come MGS?”
“Prima di tutto la sfida della pace”, ha risposto la Madre. “Comincia da cuore di ciascuno di noi, comincia dai gesti di pace che noi siamo capaci di fare nel quotidiano. E poi sicuramente la sfida della testimonianza, della credibilità, in una cultura che tenta di annullare il senso di Dio, dell’impegno, della solidarietà. Penso che voi giovani in particolare avete l’energia per rendere il mondo migliore da questo punto di vista”.
“La cosa più bella è che il messaggio non lo diamo noi, ma l’abbiamo ricevuto da voi: una boccata d’ossigeno di cui abbiamo tanto bisogno”, ha aggiunto il Rettor Maggiore. E ha continuato: “Non sottovalutiamo la decisione personale di ognuno/a di noi, specialmente quando siamo insieme.. Guardare la realtà, assumerla e dare una risposta. I nostri inizi come Famiglia Salesiana sono umili, semplici, ma chiari: davanti alla povertà non guardiamo dall’altra parte, la assumiamo come sfida a livello personale. Cosa vuole Dio da me? Quando questa domanda diventa comunitaria, nessuno e niente ci ferma, perché diventiamo lievito”.
Don Fabio ha infine invitato i giovani a prendere in mano la propria vita, scoprendola come un dono “dove Dio vi ama e vuole essere amato attraverso di voi. L’oratorio è un grembo che fa crescere e poi uscire per dare la vita agli altri. Avanti tutta, tocca a voi!”.
Madre Chiara, da parte sua, li ha incoraggiati ad andare avanti, ricordandosi che “noi tutti siamo sotto il manto di Maria, che ha preso a cuore ciascuno. Non abbiate paura di niente, non vi spaventate mai, nemmeno davanti alle prove della vita. E siate una luce: possiamo essere una piccolissima luce, ma una luce che brilla e la luce può contagiare. Don Bosco e Madre Mazzarello hanno tanto investito su questo aspetto: la vocazione salesiana si realizza anche per contagio”.
La mattinata è terminata con il mandato ai giovani del Rettor Maggiore e della Madre, per continuare il cammino del MGS Sicilia con entusiasmo e fiducia. (video)
Dopo il pranzo in Casa ispettoriale FMA, insieme alle Direttrici e Direttori SDB e i membri della Consulta Regionale della Famiglia Salesiana, il Rettor Maggiore e la Madre hanno partecipato al pellegrinaggio giubilare dalla villa Bellini di Catania, dove i giovani hanno sostato per il loro pranzo e i giochi a stand, fino alla Cattedrale di S. Agata.
La processione, aperta dal Rettor Maggiore e dalla Madre, si è svolta lungo la via Etnea, sotto lo sguardo meravigliato di cittadini e turisti compiaciuti di fronte al lungo e colorato corteo di giovani che, scortato dagli sbandieratori, ha varcato la soglia della Cattedrale, dove è avvenuta la solenne celebrazione Eucaristica presieduta dal Rettor Maggiore e animata dal coro dei giovani del MGS della Sicilia. (video)
“Mettiamoci, come Don Bosco e Madre Mazzarello, nelle mani di Dio, accorgiamoci che siamo chiamati, siamo una missione, accendiamo la luce della speranza, anche piccola, ma viva abbastanza per essere una luce contagiosa, in un mondo che ha disperatamente bisogno di persone luminose, piene di speranza, che possano comunicare il futuro nel presente e fare del presente una prospettiva di significato e di dignità per tutti”. Così ha terminato l’omelia Don Fabio Attard.
Questi due giorni sono terminati con un’esplosione di gratitudine al Signore per la felice realizzazione dell’evento da lungo tempo preparato e l’auspicio che nell’anno del Giubileo della Speranza la missione condivisa ‘per e con i giovani’ di tutti i membri della Famiglia Salesiana continui ad essere profezia di futuro.
Foto: Flickr FMA


















