Roma (Italia). Il 17 ottobre 2025, all’apertura delle celebrazioni per la Canonizzazione di Suor Maria Troncatti, è stata inaugurata nella Casa Generalizia di Roma la mostra: “Le ali di suor Troncatti: dalla croce due braccia in volo”.
“Innanzitutto non è una mostra di stampo storico. Vorremmo che fosse un itinerario che ci introduce nel cuore di Dio che Suor Maria Troncatti ha fatto incontrare alla sua gente. Diventa per noi – e credo per chi vuole incontrarla – una pro-vocazione vocazionale, perché incontrare il mistero della santità è incontrare il Mistero di Dio che chiama, e chiama adesso, in questo momento”, aveva spiegato il curatore don Erino Leoni, SDB, Vicario dell’Ispettoria Lombardo-Emiliana San Carlo (ILE), insieme al Sig. Paolo Zini, Salesiano coadiutore e a suor Marisa Canobbio, Vicaria dell’Ispettoria Lombarda Sacra Famiglia (ILO).
La mostra, allestita in Casa Generalizia, si compone di 30 pannelli che compongono 10 prismi: 10 tappe cronologiche della vita di Suor Maria, una storia che parla attraverso luoghi, immagini, parole ed eventi. Sono 10 pro-vocazioni verso la vocazione di ogni visitatore/visitatrice – alla vita in Cristo, al Carisma salesiano, alla santità – che possono essere letti secondo la linea cronologica o simbolica, tramite tre colori.
Tre parole-immagini accompagnano lungo il cammino: le ali, la croce, le braccia.
Le ali sono il segno dell’Angelo incontrato sulla via, sono il segno di chi ha volato per donarsi dalla Val Camonica sino ai villaggi più lontani della selva amazzonica, sono l’emblema di quell’aereo che si è schiantato ed ha custodito, come uno scrigno, l’offerta totale perché la riconciliazione fra i nemici potesse avvenire.
La croce: sta nel mezzo e unisce nord e sud, est e ovest, cielo e terra, amici e nemici. È il segno della cura di Dio che fa sorgere il sole del Suo amore sui giusti e sui peccatori e a tutti si consegna. È il segno della motivazione per cui Maria si è donata: davanti a questo amore che raggiunge ciascuno, non si può che fare altrettanto.
Le braccia sono la concretezza dell’amore. Braccia che portavano la forza del “boteghin” portatile, la borsa dei pochi medicamenti per le cure del corpo. Braccia che portavano sempre la presenza tenera e forte di Maria Ausiliatrice nel Rosario che sanava il cuore. Braccia che non si sono mai tirate indietro, braccia aperte che erano ali e croce.
Tre sono i colori che guidano nella visita: il verde-acqua, il rosso sanguigno, il giallo ocra.
Il verde-acqua che unisce cielo e mare, dentro il quale le ali si distendono. Non il blu notte né l’azzurro del giorno, ma l’unione tenue del verde e dell’azzurro, trasparenza che vela e rivela il Mistero, che abita ogni cosa, perché in tutto Maria ha “tenuto presente” Colui che abita ogni cosa.
Il rosso sanguigno: colore del dono totale, ma anche della terra con cui è plasmato il primo uomo: Adam. Terra e sangue. Perché l’uomo è fatto così: di terra, di fragilità, di debolezza, ma anche di sangue, di passione, di offerta della vita. E nella sua piccolezza Maria è stata dono offerto sulla croce della sua carità.
Il giallo ocra: seme gettato che fra zolle marcisce per portare molto frutto. Mani che spargono il seme nei solchi della vita, nelle circostanze più diverse: a casa, fra i malati, con le sue sorelle, tra le pentole o l’orto, nella selva o in ospedale. Seme gettato senza reticenza. Seme che, marcito sotto terra, diventa spiga abbondante ora il 30, ora il 60 ora il 100 per la vita che non muore.
Il percorso ha origine nel piccolo paese di Corteno Golgi, sulle montagne bresciane, dove Maria Benvenuta – questo è il nome di battesimo – nasce alla vita e alla fede da una famiglia semplice, quanto solida. A Nizza Monferrato matura il dono nella vocazione religiosa di Figlia di Maria Ausiliatrice, per poi affrontare il tempo della prova a Varazze, dove impara a curare il corpo e il cuore dei militari e si salva dall’alluvione, aggrappandosi a un legno. La casa di Nizza Monferrato in cui fa ritorno, diventa la casa della profezia dell’invio missionario in Ecuador. Nel viaggio Maria sperimenta povertà e debolezza, forza e coraggio, passione e ardore. La selva, dove si inoltra sempre di più, nel cuore dell’uomo, diventa per lei casa e lei stessa “si fa casa” per i suoi abitanti.
Da Macas a Sucúa sarà un percorso in salita, in cui incontrerà la divisione, la lotta, la guerra e sceglierà di stare, con il Suo Signore presente nei fratelli. Se la selva è stata “casa”, gli anni ‘50 sono il tempo della costruzione dell’ospedale, “perché nessuno vada perduto”. La prima cura per tutti è proprio quella di “sentirsi a casa”, non più “stranieri né ospiti, ma familiari dei santi”.
Il tempo della “fine”, segnato dalla caduta dell’aereo, il 25 agosto 1969, non è il tempo dello spegnimento ma del compimento della sua vita. Suor Maria si unisce all’offerta Eucaristica e nasce alla vita eterna, simboleggiata da quell’arcobaleno che proprio in quel giorno si dispiega nel cielo, segno di offerta accettata, di un cammino possibile di riconciliazione e di pace tra i popoli che amava.
“Da Sucúa verso Quito è necessario sor-volare. (…) Solo l’offerta di sé può riportare la pace. E così la scuola eucaristica è diventata offerta. Offerta riparatrice, rappacificante, offerta di riconciliazione. La vocazione è un continuo sor-volare: vivere da fratelli e sorelle nell’offerta sanguinea di sé”.
È la conclusione dell’intenso ed emozionante percorso in cui il visitatore si addentra come nella selva, tenuto per mano dalla nuova Santa – e da una voce narrante tramite QR code – nel mistero della sua vita, anelito alla santità che parla ancora oggi alla vita di ciascuno/a.
I pannelli sono realizzati con i contributi bibliografici e fotografici dell’Archivio Generale dell’Istituto FMA (AGFMA) di Roma, dell’Archivio Storico FMA di Nizza Monferrato, della Postulazione Generale FMA, dell’Archivio Casa Suor Maria Troncatti (ACSMT) di Sucúa, dell’Archivio Storico Fotografico sulla Città di Varazze (varagine.it) e della Parrocchia S. Maria Assunta di Corteno Golgi. L’elaborazione grafica è di Andrea Cugini e Andrea Marconi.
Il 2 novembre l’Ispettoria Lombarda ILO ha organizzato una giornata di formazione su Suor Maria Troncatti, finalizzata ad approfondire la sua santità e a preparare eventuali guide per la mostra, condotta con passione e competenza da don Erino Leoni e aperta alle FMA, ai membri della Famiglia Salesiana, ai laici. Grande successo ha avuto l’evento, che ha radunato nel salone della sede ispettoriale, a Milano, una settantina di persone.
Il 4 novembre don Erino ha presentato la mostra a Roma alla Comunità di Casa Generalizia e a quanti hanno voluto partecipare, mentre il 5 novembre suor Marisa l’ha presentata alle Direttrici delle Juniores d’Italia, a Roma per il loro incontro. Sarà possibile visitare la mostra in Casa Generalizia fino al 30 novembre.
Una copia della mostra è anche allestita nel Duomo Vecchio di Brescia, Diocesi di origine di Suor Maria. Inaugurata dal Vescovo, Mons. Pierantonio Tremolada, il 1° novembre, sarà visitabile fino al 30 novembre.


















