Nizza Monferrato (Italia). Il 31 gennaio 2026, nella Festa di Don Bosco, presso presso l’Istituto Nostra Signora delle Grazie di Nizza Monferrato (AT), dell’Ispettoria Maria Ausiliatrice (IPI), la Compagnia teatrale “Spasso carrabile” ha presentato un reading teatrale – uno spettacolo che unisce la lettura ad alta voce di testi a una performance interpretativa – composto da Sisi Cavalleris, in vista di un evento storico significativo: i 150 anni dalla prima partenza delle Figlie di Maria Ausiliatrice per le missioni (1877-2027).
Era il 14 novembre 1877 ed erano sei le FMA – tutte giovanissime – guidate dalla capo-spedizione suor Angela Vallese (1854-1914) di 23 anni, dirette verso l’Uruguay, poi verso la Patagonia e la Terra del fuoco (Argentina e Cile).
I Salesiani, mandati da Don Bosco, le avevano precedute di due anni. Dopo appena cinque anni dalla Fondazione dell’Istituto, già molte suore erano disposte a partire. Le prescelte dovevano essere coraggiose, audaci, forti in salute, e soprattutto piene di amore per Gesù, pronte ad annunciare il Vangelo a chi non lo conosceva ancora o ai migranti italiani che si trovavano già in America Latina.
Suor Angela Vallese, nata a Lu Monferrato (AL) nel 1854, fu la prima ad entrare in quella che era chiamata Patagonia, la terra esplorata da Magellano nel 1520. Si trattava di territori isolati, con pochi abitanti e perlopiù popolati da tribù di indigeni vestiti di pelli di animali. La regione polare era detta “Terra del Fuoco” perché gli indigeni, in quella terra battuta dal vento freddissimo, accendevano grandi falò per proteggersi dal freddo intenso.
Presto diviene la Superiora delle Case FMA che si aprivano anno per anno e quindi la sua missione era quella di viaggiare per visitare le varie missioni, incoraggiare le suore a far fiorire il Carisma salesiano di Don Bosco e di Madre Mazzarello in quelle terre così isolate.
Angela Vallese ha donato a quelle terre tutte le sue energie e la sua creatività nell’educare le ragazze, le donne, i bambini, per salvarli dall’ignoranza e per aiutarli a incontrare Gesù, che amava di un amore appassionato.
Dopo tanti anni, nel 1913, torna in Italia, a Nizza Monferrato, per partecipare al Capitolo generale e si aggrava sempre di più, finché l’anno successivo muore: è il 16 agosto 1914, aveva 60 anni.
Per questo la città di Nizza è legata a questa prima grande eroica missionaria. Lei qui era tornata varie volte. Aveva affrontato 10 volte la traversata transoceanica e mai più avrebbe pensato di morire lontana dalla sua missione a lei tanto cara. Si può dire che suor Angela è quel seme di grano caduto in terra che ha dato vita a tante altre spighe. Dopo di lei sono ben 3424 le missionarie partite per annunciare Gesù nei cinque continenti.
Come diceva don Bosco: “una casa senza musica è come un corpo senza anima”. Per questo la rappresentazione teatrale è stata accompagnata dall’inizio alla fine con l’armonia della musica che ha reso davvero splendida la serata “missionaria”. Si sono esibiti due musicisti di Nizza molto conosciuti: Simona Scarrone, al flauto traverso, e il maestro di musica della Scuola “Nostra Signora delle Grazie”, Luca Cavallo, al pianoforte.
Tra gli ospiti d’onore della festa, era presente la Vice Sindaco Ausilia Quaglia e, oltre al Parroco, don Paolino Siri, e a don Pierangelo Campora, vi era don Julio Abalsamo, sacerdote argentino che ha visitato i luoghi dove hanno lavorato le prime missionarie salesiane. Era inoltre presente la Sig.ra Rosalba Tento, pronipote di Suor Angela Vallese, giunta da Lu Monferrato con il figlio per partecipare alla celebrazione in onore della grande missionaria.
Come sorpresa finale, sono state chiamate a salire sul palco tre missionarie presenti a Nizza: suor Teresa Bellaria, che da giovane suora partì per la Francia, suor Piera Viarengo che lavorò in Argentina e suor Marie Jeannette Rasoaimalala, che proviene dal Madagascar ed è stata mandata in Italia a donare la sua presenza d’amore ai bambini e a tutti quelli che incontra.
La loro testimonianza di vita, come quella di suor Angela Vallese, attesta che l’amore permette miracoli piccoli e grandi che sorprendono solo chi non crede in questa forza straordinaria!


















