Roma (Italia). Nei mesi di giugno e luglio 2025, al termine del percorso MissioLab coordinato dalle Figlie di Maria Ausiliatrice e dai Salesiani di Don Bosco dell’Italia Centrale, alcuni giovani hanno vissuto un’esperienza missionaria in Albania o in Egitto. Suor Ilaria Fara, FMA dell’Ispettoria San Giovanni Bosco (IRO,) racconta quanto realizzato attraverso le testimonianze dei/delle giovani:

Anche quest’anno, come da ormai quattro anni, il percorso dell’ Animazione Missionaria si è concluso con alcune esperienze estive. Il percorso del MissioLab, che unisce il territorio dell’Italia Centrale, ha previsto in questi ultimi anni esperienze variegate in differenti Paesi. Abbiamo cercato di abbracciare l’idea di Missione proposta da Evangelii Gaudium, con l’attenzione particolare nel considerare terra di missione non solo quella che tradizionalmente s’intende, ma anche le terre più vicine e non così scontate. Per questo motivo, abbiamo raggiunto luoghi in Italia e in Europa, con l’aggiunta di mete più ‘tradizionali’ come Etiopia, Benin ed Egitto.

Quest’anno, due gruppi di giovani tra i 18 e i 25 anni sono così partiti a giugno per l’Albania, presso la Comunità FMA Beata Laura Vicuña di Tale, dell’Ispettoria Madonna del Buon Consiglio (IMR) e a luglio presso i Salesiani della Comunità San Marco Evangelista di Alessandria d’Egitto, dell’Ispettoria Gesù Adolescente (MOR), con cui hanno condiviso la vita e la preghiera.

I/le ragazzi/e hanno scoperto nuove culture e la storia dei Paesi ospitanti, si sono confrontati con religioni e tradizioni differenti. L’esperienza è stata per loro momento di crescita personale ‘impastata’ dalla volontà di “rendersi utili” agli altri.  Come sempre si sperimenta in queste occasioni, ciò che si riceve è molto più di ciò che si cerca di dare.

A Tale in Albania le giovani, che hanno vissuto l’esperienza dell’oratorio e delle attività estive, scrivono: “Abbiamo vissuto la vita quotidiana insieme alle FMA, tutti i momenti di preghiera, i pranzi, le cene, e tanti momenti di svago, che ci hanno permesso di conoscere un pezzetto di ognuna di loro e di farci conoscere a nostra volta. In queste tre settimane si è svolto il gruver, cioè il campo estivo. Il tema pastorale era “liberiamo i valori” (te lirojme vlerat). Ogni giorno infatti i bambini avevano da indovinare un valore, che metaforicamente stava dietro a una porta che aprivano con una chiave per liberarlo. A Tale abbiamo trovato bambini con tanta voglia di divertirsi e di partecipare ad ogni attività proposta, che non si tiravano mai indietro davanti a giochi e attività, e con tanto bisogno di spensieratezza e di sentirsi bambini. Avendo solo l’oratorio come momento di svago, arrivavano addirittura un’ora prima dell’orario di inizio, quasi sempre soli, in bici o a piedi.“

Il gruppo ha conosciuto la missione svolta durante l’anno e la storia del Paese, “le strade e le case vicine all’opera salesiana, per vedere con i nostri occhi la realtà in cui ci trovavamo: un villaggio dove la gente vive con quello che ha, che si guadagna da vivere lavorando in ogni momento e facendo lavorare anche i bambini più piccoli, solitamente sulle spiagge, facendo chilometri e chilometri per vendere pannocchie, semi di girasole o frutta. Abbiamo visitato tanti villaggi vicini come Lezhë, Rilë e Shënkoll. Ma anche luoghi più distanti, come l’ex carcere del regime comunista, che ora è tornato ad essere monastero delle suore clarisse. Loro ci hanno raccontato pezzi di storia e parte della loro esperienza durante il regime, dove non c’era alcuna libertà personale e ogni religione veniva soppressa, i cattolici in particolare perseguitati e torturati… Abbiamo anche fatto visita ai detenuti del carcere psichiatrico di Shënkoll. Abbiamo trovato in loro tanta sofferenza e solitudine, ma anche un gran bisogno di essere accolti, ascoltati, e guardati senza giudizio”.

In Egitto i giovani si sono impegnati sia nelle attività estive dell’ oratorio che nella scuola salesiana:

Siamo partiti con preoccupazioni e insicurezze, ma carichi di entusiasmo e curiosità, pronti per essere sommersi da ciò che ci stava aspettando. Il nostro progetto non si limitava all’animazione nell’oratorio pomeridiano, anzi, la maggior parte delle nostre energie è stata destinata al corso intensivo di Italiano.

Esso è pensato per preparare i ragazzi alla selezione che gli permetterà di essere ammessi alla scuola di formazione professionale – meccanici o elettricisti – del Don Bosco di Alessandria. Abbiamo ricoperto principalmente due ruoli: quattro di noi hanno preparato e tenuto le lezioni frontali con l’aiuto di interpreti del posto, ovvero ex allievi della scuola stessa; gli altri invece si sono occupati delle esercitazioni di lettura, in cui ciascun alunno ha avuto la possibilità di essere seguito personalmente nel praticare quanto imparato a lezione. Un aspetto che sicuramente ci ha colpito sin da subito, è stata la voglia di questi ragazzi di imparare, di conoscere, di mettersi in gioco. È bene evidenziare come, all’interno di questo ambiente, convivano sia ragazzi islamici che musulmani, che si rispettano reciprocamente”.

L’esperienza ha portato a maturare una consapevolezza: “questa esperienza ci sta insegnando molto più di quanto noi stiamo donando. Ogni giorno questi ragazzi, solo guardandoli, riescono a farti capire cos’è l’impegno e la gratitudine. Ogni sorriso ricevuto, ogni ‘ok, grazie prof’, dopo avergli spiegato un argomento poco compreso a lezione, ogni frase finalmente pronunciata correttamente, ogni applauso dei complici compagni, ogni piccolo gesto diventa un grande dono”.

Ringraziando per queste opportunità, ci rendiamo conto di quanto sia importante oltrepassare i “confini” qualsiasi essi siano, per sperimentare la grandezza e la bellezza del mondo e del Carisma salesiano, per conoscere le povertà senza preconcetti o ideologie e impegnarsi in prima persona, pur sapendo di essere una “piccola goccia” nel mare sconfinato di esigenze e bisogni globali, strumenti “aperti” al mondo e alle sue impellenti esigenze.

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