Roma (Italia). In prossimità dei 75 anni della Canonizzazione di Santa Maria Domenica Mazzarello (24 giugno 1951), è pubblicato nella Collana Percorsi della casa editrice Palumbi il volume «Prima coll’esempio e poi colle parole». Educazione linguistica e processi di italianizzazione nelle lettere autografe di S. Maria Domenica Mazzarello, che si colloca nel filone di studi dedicati alla Confondatrice dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Il volume contiene un approccio nuovo alle Lettere, finora studiate prevalentemente dal punto di vista spirituale e inquadrate nel percorso di fondazione dell’Istituto delle FMA, che vengono inserite nel tessuto di relazioni con la cultura, specialmente religiosa, del tempo.

Vergate ormai centocinquant’anni fa, le Lettere di Maria Domenica Mazzarello conservano ancora – come scriveva nel 2004 la compianta suor María Esther Posada – la «freschezza del pane appena uscito dal forno di casa», e costituiscono il punto di partenza dello studio di Francesco Simbula, Ex-allievo salesiano dell’Istituto San Raimondo di Sanluri, che si è formato all’Università degli Studi di Cagliari ed è attualmente dottorando in «Linguistica Storica, Linguistica Educativa e Italianistica» presso l’Università per Stranieri di Siena.

Le epistole autografe della Santa mornesina sono qui osservate attraverso la lente dello storico della lingua, in quanto rappresentano una preziosa testimonianza non solo del suo carisma e della sua spiritualità, ma anche dello straordinario percorso di alfabetizzazione che intraprese, in età adulta, con umiltà e dedizione. Come è noto, infatti, Maria Domenica nacque in un’epoca in cui l’istruzione popolare, e in particolar modo femminile, era occasionale o addirittura assente, e per questo motivo dovette appropriarsi della scrittura a trentacinque anni, dopo essere stata nominata, da don Giovanni Bosco, Superiora generale del ramo femminile salesiano. Il volume indaga anche l’evoluzione del possesso di questa competenza e, di riflesso, parla della tenacia di una donna che per rispondere alla sua vocazione si fa alunna con le educande del collegio da lei diretto.

Il principale obiettivo del lavoro è dunque restituire, attraverso una nuova edizione critica, la veste originaria degli autografi della religiosa piemontese, conservati con cura presso l’Archivio Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, a Roma. Il testo delle lettere, d’altra parte, consente di avanzare alcune riflessioni sia sull’itinerario di avvicinamento alla scrittura che Madre Mazzarello condivise con altre fondatrici a lei coeve, sia sui processi di educazione e di italianizzazione promossi dalla Famiglia Salesiana. A questi è dedicato in particolare l’ultimo paragrafo del capitolo introduttivo, in cui si offre un affondo sul teatrino educativo, attività ricreativo-didascalica fortemente sostenuta da Don Bosco che permetteva la circolazione, tra recitanti e uditori, di un modello – morale, comportamentale e linguistico – condiviso.

In conclusione, facendo propri gli obiettivi della collana, il volume di Francesco Simbula intende fornire una lettura trasversale e nel contempo specialistica dei documenti, e per questo adotta uno sguardo interdisciplinare che – come si legge nella Prefazione curata da Rita Fresu (Università degli Studi di Cagliari) – «coniuga la disamina linguistica con la storia dei processi educativi, intercettando, nel binomio scrittura/donna, questioni antropologiche, sociali e di genere».

Anche in questo risiede l’attualità di Madre Mazzarello, che a distanza di anni continua a trasmettere un messaggio, un modello o semplicemente uno spunto di riflessione, “prima coll’esempio e poi colle parole”.

1 COMMENTO

  1. Che bello.! Un exallievo dell’asilo “San Raimondo”di Sanluri, ex allievo nella materna, ex oratoriano, ed ora continua la sua crescita con la sua tesi di laurea, sulla nostra amata M. Mazzarello. Mi raccontava che quando la docente le ha proposto questo percorso appena sentito il nome ha detto ma questa suora è come le mie suore dell’asilo. La sua maestra sr Maddalena Scano con cui aveva un bel dialogo è mancata un mese dopo la sua laurea…avrebbe goduto molto…ed ora siamo noi, io in particolare giosco per questo suo traguardo…che Madre Mazzarello continui a vegliare su di lui e la sua bella famiglia.

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