Roma (Italia). Il 12 agosto 2025 si celebra la Giornata Internazionale della Gioventù (IYD) istituita dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 1999 per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche giovanili, le sfide e le opportunità che i giovani affrontano e sulla loro possibilità di contribuire a costruire un mondo di pace, giustizia e solidarietà.

Azioni Giovanili Locali per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e Oltre” (Local Youth Actions for the SDGs and Beyond) è il tema per la Giornata 2025 – coordinata dal Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite (UN DESA) – che mira a mettere in luce “il ruolo unico dei giovani nel tradurre le ambizioni globali in realtà trainate dalla comunità”, con la convinzione che i giovani responsabilizzati possano “apportare creatività, intuizioni e profondi legami con la comunità che aiutano a colmare il divario tra politica e attuazione pratica”.

L’UN DESA afferma che “mentre i partner per lo sviluppo lavorano per tradurre e implementare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) all’interno di specifici contesti locali, allineandoli alle esigenze della comunità pur mantenendo la coerenza con gli impegni nazionali e internazionali, i giovani sono partner fondamentali”.

In effetti, quando i governi offrono opportunità di partecipazione dei giovani ai processi di pianificazione e decisione a livello locale/nazionale e forniscono spazi per l’innovazione, il volontariato e l’impegno civico, non solo accelerano l’attuazione degli SDG, ma coltivano anche i futuri leader della comunità e gli artefici del cambiamento (changemakers).

La Giornata Internazionale della Gioventù di quest’anno coincide anche con il 30° anniversario del Programma d’Azione Mondiale per la Gioventù (WPAY), il primo piano d’azione per le politiche e i programmi per i giovani adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1995. Si tratta di un quadro guida per riconoscere i giovani come attori chiave nello sviluppo sostenibile e nella governance partecipativa.

Secondo i dati di UN DESA, metà della popolazione mondiale ha meno di 30 anni e si prevede che questa percentuale raggiungerà il 57% entro la fine del 2030. Da un sondaggio emerge che il 67% delle persone crede in un futuro migliore, con i giovani tra i 15 e i 17 anni che sono i più ottimisti al riguardo. Entro il 2050, le persone che oggi hanno meno di 25 anni costituiranno oltre il 90% della forza lavoro in età lavorativa. Il 13% della forza lavoro giovane è disoccupata. Questo dato del 2023 segna il tasso più basso degli ultimi 15 anni. Tra i bambini di età compresa tra i 10 e i 19 anni, 1 su 7 soffre di un disturbo mentale. Quasi 6 bambini su 10 di 10 anni nei Paesi a basso e medio reddito non sono in grado di leggere e comprendere un semplice paragrafo.

È quindi fondamentale dare importanza all’istruzione, all’empowerment e al coinvolgimento dei/delle giovani, in modo da valorizzare appieno il loro potenziale e il loro sviluppo umano integrale, affinché possano diventare cittadini eticamente responsabili e artefici del bene comune e dello sviluppo sociale.

Nel maggio 2025, l’Ufficio per i diritti umani IIMA di Ginevra (Istituto Internazionale Maria Ausiliatrice) e VIDES Internazionale hanno condotto un sondaggio online sui giovani, la democrazia e il cambiamento climatico, rivolto a giovani ed educatori di 33 Paesi nei cinque continenti. L’Ufficio ha ricevuto 513 risposte e il 52,2% degli intervistati era costituito da giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni.

Questo sondaggio è stato lanciato in risposta alla richiesta di contributi da parte dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR) in vista del Quinto Forum delle Nazioni Unite sui Diritti Umani, la Democrazia e lo Stato di Diritto, che si riunisce ogni due anni per promuovere il dialogo su temi chiave relativi ai diritti umani, alla democrazia e allo Stato di diritto. Il tema del forum di quest’anno è “Democrazia e cambiamenti climatici: concentrarsi sulle soluzioni”.

Il tema principale sollevato dalla rete di giovani attraverso il sondaggio online è stata l’urgente necessità di includere le voci dei giovani e promuovere una partecipazione significativa dei giovani nei processi decisionali in materia di clima e diritti umani, riconoscendo che i giovani devono avere una voce reale e un’influenza nella definizione delle politiche che riguardano il loro futuro. A tal fine, è fondamentale garantire l’integrazione sistematica dei diritti dei giovani attraverso i meccanismi esistenti delle Nazioni Unite in materia di diritti umani, in particolare l’Esame Periodico Universale (UPR) e gli organismi previsti dai trattati. (Per approfondire)

Papa Leone XIV, rivolgendosi a circa un milione di giovani riuniti per la veglia di preghiera del Giubileo dei Giovani, a Tor Vergata (Roma), il 2 agosto 2025, li ha esortati a non essere osservatori passivi, ma a impegnarsi concretamente nella costruzione di un mondo più giusto e pieno di speranza: “Cercate la giustizia, rinnovando il modo di vivere, per costruire un mondo più umano! Servite il povero, testimoniando il bene che vorremmo sempre ricevere dal prossimo!”.

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