Roma (Italia). Dal 7 al 18 luglio 2025 a Roma, presso la Casa Generalizia delle Figlie di Maria Ausiliatrice, si è svolta la Formazione per gli operatori volontari del Servizio Civile Universale dei progetti esteri della Fondazione Volontariato Giovani e Solidarietà FVGS ETS.
29 giovani provenienti da tutta Italia hanno partecipato con entusiasmo a queste giornate in preparazione al servizio di un anno che svolgeranno nelle Case Salesiane in Madagascar, Brasile, Messico, Porto Rico e Repubblica Dominicana.
Il 7 luglio i/le giovani sono stati accolti dalla Direttrice della Comunità Maria Ausiliatrice di Casa Generalizia (RCG), suor Carla Castellino, che nel suo discorso di benvenuto ha sottolineato come già fossero attesi da tutta la Comunità prima ancora di conoscerli.
Le giornate si sono aperte, poi, con l’intervento del Direttore generale della FVGS, suor Annecie Audate, che li ha introdotti allo spirito salesiano del volontariato e al senso profondo dell’esperienza che hanno deciso di vivere.
Nel corso delle due settimane si sono susseguiti interventi sui diritti umani, sulla cooperazione internazionale e sui principali attori della cooperazione, si sono presentati i vari progetti e attività che gli operatori volontari andranno a svolgere all’estero, si è illustrato il Piano di Sicurezza per ogni Paese e la Child Protection Policy e, grazie all’ausilio della Croce Rossa Italiana, si è svolto un corso di primo soccorso.
Inoltre, si sono approfondite tematiche specifiche del Servizio Civile Universale quali l’organizzazione del SCU e le sue figure, la normativa vigente e la Carta di impegno etico, il percorso compiuto in Italia dall’obiezione di coscienza al SCU, oltre all’identità del gruppo in formazione e al patto formativo.
Le tecniche e le metodologie generalmente utilizzate per la formazione sono state di tipo partecipativo, prevedendo sempre uno spazio per le riflessioni degli operatori volontari, al fine di una valutazione completa del percorso formativo. Gli operatori volontari hanno avuto quindi, in ogni momento, l’opportunità di esprimere le proprie opinioni, di condividere i propri timori prima della partenza per l’estero e di accrescere così la propria consapevolezza sul servizio che andranno a svolgere.
I/le giovani hanno vissuto con gioia le giornate di Formazione, cogliendone gli spunti di riflessione utili per una loro crescita olistica.
Tornando a casa un volontario ha scritto:
In questi giorni ho amato:
– Aprirmi a tutti questi incontri: molte di queste persone (suore e compagni) non le avrei mai incrociate nella mia vita quotidiana.
– Convivere
– Parlare di come si sta
– Imparare dalle vite dei miei colleghi
– Imparare dai formatori cosa vorrò essere
– Stare vicino alla Fede vera
– Ripetermi ogni secondo “Basta che siate giovani perché io vi ami”, sentirmi giovane, sentirmi importante senza eccessi, sentirmi amato con eccessi”.
I volontari hanno sono stati felici di conoscere personalmente diverse suore salesiane con le quali, oltre a vivere sotto lo stesso tetto e trascorrere insieme i momenti dei pasti e alcune ricreazioni, hanno potuto confrontarsi, scoprendo il mondo salesiano, la sua allegria ed apertura verso i giovani.
Il 18 luglio, al termine dell’esperienza, insieme alle FMA della Comunità hanno vissuto un momento speciale di preghiera, di saluto e invio verso le Comunità a cui sono destinati, le quali erano collegate tramite Zoom. Ciascuno/a di loro ha inoltre ricevuto una “madrina” tra le FMA di Casa Generalizia, che si impegnerà ad accompagnare con la preghiera il proprio/la propria giovane nell’esperienza missionaria.
A nome della Comunità, suor Carla ha ribadito la gioia di averli tra loro: “È stato un momento di Paradiso anche per noi, allora vuol dire che il Paradiso esiste! Che cos’è il Paradiso? Accoglierci, volerci bene, aiutarci ad avere un cuore come quello di Gesù, che accoglie tutti. Vi auguro di continuare a vivere questa vita di Paradiso che abbiamo vissuto con voi”. E li ha affidati a Maria Ausiliatrice, regalando loro un portachiavi con la scritta “Maria Ausiliatrice, ovunque proteggimi”.
Da parte loro, i/le giovani hanno lasciato Comunità un bellissimo messaggio di ringraziamento:
“Carissime sorelle,
ci avete accolti come fossimo di casa, con sorrisi, parole leggere e gentilezza. In poco tempo ci avete fatto sentire al posto giusto. Avete saputo orientarci nei corridoi e nella quotidianità, come una bussola silenziosa ma sempre presente. Ci avete guidati senza darlo a vedere, e ogni vostro gesto ci ha fatto capire che eravamo al sicuro. E come dimenticare la gloriosa, per voi, sfida di pallavolo? Ci avete letteralmente distrutti. Ma ci siamo divertiti tantissimo, anche se qualcuno ancora si sta riprendendo dal colpo! E poi il gelato fatto in casa, i cioccolatini lasciati sul tavolo, le caramelle nascoste in ogni angolo della casa… Ogni incontro con voi è stato davvero un cioccolatino: qualcosa che addolcisce la giornata, che rende il cammino più bello. E così, tra una battuta a rete e una caramella al caffè, ci avete insegnato che accogliere qualcuno vuol dire fargli spazio nel proprio tempo. Grazie per averci fatto entrare nella vostra casa, grazie per ogni chiacchierata in cucina e per ogni buongiorno detto con calma. Ci avete viziati con dolcezza, e quel sapore lo porteremo con noi.
Con affetto e qualche caramella in tasca,
i ragazzi del Servizio Civile”


















