Ulaanbataar (Mongolia). Dal 31 agosto al 4 settembre 2023 si è svolto 43.mo viaggio apostolico di Papa Francesco in Mongolia, con il motto “Sperare insieme”.

“L’idea di visitare la Mongolia” – ha affermato il Santo Padre nella Conferenza Stampa del volo di ritorno  – “è venuta pensando alla piccola comunità cattolica. Faccio questi viaggi per visitare le comunità cattoliche e anche per entrare in dialogo con la storia e la cultura dei popoli, con quella che è la mistica [lo spirito] propria di un popolo”.

Questo viaggio è stato dunque di grande rilievo per i cattolici, tra cui la Famiglia Salesiana presente in questa terra – Figlie di Maria Ausiliatrice, Salesiani di Don Bosco, Salesiani Cooperatori – che hanno atteso il Papa con gioia e trepidazione e sono stati coinvolti nei preparativi, insieme ad altri religiosi della Prefettura Apostolica. In particolare, suor Hanako Kojima, FMA, che ha preparato i pasti per il Papa e il coadiutore Sig. Andrew Le Phuong Tran, SDB, che si è occupato della supervisione della logistica. (cfr. InfoANS).

Le Figlie di Maria Ausiliatrice della Comunità di Ulaanbaatar hanno partecipato ai diversi eventi in alcuni dei quali sono stati protagonisti i bambini/e delle Scuole dirette dalle FMA. Suor Cecilia Choi, Direttrice della Comunità FMA, era presente all’aeroporto ad accogliere il Santo Padre insieme ad alcuni missionari e inoltre partecipato all’incontro Ecumenico e interreligioso tra Papa Francesco e diversi leader religiosi in Mongolia, svoltosi nell’Hun Theatre.

Suor Aleth Evangelista, missionaria in Mongolia, condivide le emozioni e le riflessioni legate a questo grande evento:

“La domanda più frequente che viene posta riguardo alla visita apostolica di Papa Francesco in Mongolia è: ‘Perché il Papa ha scelto di venire in un piccolo Paese con soli 1.400 cattolici?’. Di solito vediamo il Santo Padre tra migliaia di persone, come abbiamo visto dalla recente Giornata Mondiale della Gioventù a Lisbona, in Portogallo. Tuttavia, si tratta di una “Chiesa in uscita”, che raggiunge le periferie, e lui stesso ne è un testimone radicale, riconoscendo la Mongolia come un piccolo Paese con una grande e ricca cultura, tradizioni e risorse.

Che grande gioia per noi, missionari in Mongolia, quando è stato annunciato che Papa Francesco avrebbe visitato la nostra terra. Da allora la nostra Comunità ha pregato ogni giorno senza sosta come preparazione spirituale a questo incontro epocale. Come Chiesa, la statua della nostra Madre celeste Maria ha visitato le diverse parrocchie e la gente ha pregato per sua intercessione, soprattutto per il Papa e la sua visita. Il Signore ascolta il grido dei poveri!

Viva il Papa! I nostri cuori hanno gridato di gioia quando il Papa è arrivato all’aeroporto, accolto dalla gente insieme ai missionari/e. L’accoglienza è continuata quando i bambini delle varie comunità della Chiesa cattolica hanno espresso con danze e musiche la felicità per la presenza del Santo Padre. Quattro giorni sono passati molto velocemente, ma l’esperienza rimarrà per sempre nei nostri cuori.

Nel Discorso diretto a consacrati/e e missionari/e, Sua Santità ci ha ricordato queste belle parole: Gustate e vedete la bontà del Signore!; Spendere la propria vita per il Vangelo; Dio ama la piccolezza e attraverso di essa ama compiere grandi cose, come testimonia la stessa Maria. E ancora: Continuate così, costanti nella preghiera, continuate creativi nella carità, continuate saldi nella comunione, gioiosi e miti in tutto e con tutti. Da queste parole, possiamo percepire il suo grande desiderio di essere vicino a ciascuno di noi. Che grande onore avvicinarsi a lui ed essere benedetti dalla sua presenza paterna. È stato davvero un momento colmo di grazia e un incontro con Dio.

Gustare e vedere…. È importante assaggiare il cibo unico della Mongolia e apprezzare la profonda vastità, la bellezza, la cultura e la storia del Paese. Come missionari, siamo chiamati a gustare e vedere la realtà mongola entrando nella vita della gente. Siamo sfidati dall’opera di evangelizzazione, eppure facciamo piccoli passi per ‘gustare e vedere’ la vita con la gente con i nostri semplici sorrisi, offrendo amicizia e rispondendo ai loro bisogni in diversi modi. La bontà del Signore è davvero percepita da questo popolo benedetto. Anche per i non cattolici, la bontà e la gentilezza sono innate in loro attraverso la loro ospitalità e generosità.

Spendere la propria vita per il Vangelo Dove non è possibile l’esplicito annuncio religioso, i valori evangelici come la generosità, la speranza, il coraggio, l’amore e la capacità di discernere il bene dal male si possono sempre proporre alla gente non tanto con la predicazione, quanto con la testimonianza della nostra vita.

Papa Francesco nei suoi Messaggi ha più volte ricordato che la Mongolia è piccola in molti aspetti e sfumature della vita, ma ha grandi risorse. Raggiungiamo e testimoniamo lo splendore e la maestosità di Dio attraverso le piccole cose che quotidianamente cerchiamo di riconoscere e in cui ci impegniamo. E come ha ricordato nell’omelia della Messa alla Steppe Arena, ‘Solo l’amore ci disseta il cuore, solo l’amore guarisce le nostre ferite, solo l’amore ci dà la vera gioia. E questa è la via che Gesù ci ha insegnato e ha aperto per noi’. Ha anche ricordato che dobbiamo immergerci nell’adorazione per poter essere testimoni efficaci e credibili del regno di Dio.

La visita papale è stata davvero un’esperienza che ha cambiato la vita di molti, non solo dei presenti qui in Mongolia, ma di tutto il mondo. Ogni giorno lo ringraziamo per tutto, come lui stesso  ha concluso la sua visita apostolica pronunciando la parola mongola per ringraziare: ‘баярлалаа’.

Dopo questo incontro diretto e personale con il Papa, siamo colme di SPERANZA! E speriamo non solo come singoli individui, ma insieme. Speriamo insieme in un maggiore impegno e zelo da parte nostra come missionari, in una più solida collaborazione con il governo e le altre istituzioni per il bene comune e per il servizio della gente, specialmente dei poveri, e nel coraggio di condividere la nostra fede, come ha detto il Papa: ‘La fede cristiana è la risposta alla sete d’amore’.

Come Suore Salesiane, continuiamo ad accompagnare le nostre Comunità Educanti, soprattutto i bambini, i giovani, gli educatori e le loro famiglie. Le piccole scintille di speranza che vediamo ogni giorno diventeranno un giorno un fuoco che infiammerà i cuori delle persone per conoscere, amare e servire Dio”.

3 COMMENTI

  1. Teresita
    Sr. Aleth, what a beautiful in-depth reflection you have written on the visit of Pope Francis to Mongolia! May Our Lady keep you hope-filled and joyful of God’s spirit within you!

  2. Lindo demais o Papa Francisco ir ao encontro de um pequeno rebanho nas terras da Mongólia! Isto é emblemático, é inspirador! Que viva o Papa Francisco!!!

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