Milano (Italia). Dal 9 all’11 febbraio 2024, la Superiora generale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Madre Chiara Cazzuola, ha fatto una breve visita all’Ispettoria Lombarda Sacra Famiglia (ILO). È un ritorno in una terra conosciuta: nel 2013, come Consigliera Visitatrice, aveva incontrato tutte le sorelle e visitato tutte le opere.

Nel tardo pomeriggio del 9 febbraio, è stata accolta nella Casa ispettoriale di Milano, Via Timavo, dall’Ispettrice, suor Stefania Saccuman, e dalle FMA delle Comunità Suor Teresa Valsè Pantellini e Maria Immacolata, con le quali ha vissuto una serata di fraternità.

Il giorno successivo, dopo la Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vicario dell’Ispettoria Lombardo-Emiliana San Carlo Borromeo (ILE), don Erino Leoni, SDB, ha dedicato la mattinata al Consiglio ispettoriale: si è messa in ascolto delle linee di cammino, dei progetti, delle difficoltà e ha offerto preziose indicazioni carismatiche e concrete.

Nel pomeriggio, l’incontro tanto atteso con tutte le Figlie di Maria Ausiliatrice, molte in presenza, altre, impossibilitate a muoversi, online. Una FMA rappresentante di ogni fascia di età di Professione, divise per decadi, ha condiviso con lei i sogni e ha posto domande. Madre Chiara, rispondendo, non ha nascosto le fatiche del momento storico, ma ha animato ciascuna a viverlo con grande intensità. Ha invitato a “vivere pienamente la nostra vocazione e la nostra missione in questo tempo con la stessa passione educativa con la quale siamo partite all’inizio della nostra consacrazione”. E ha esortato a porsi spesso la domanda: “Dov’è il mio cuore? Chi cerca il mio cuore? È una domanda esistenziale che ci dobbiamo proporre ad ogni età della vita, personalmente e comunitariamente”.

Nel dialogo, riprendendo una questione posta da una sorella – “come vivere oggi un modello di comunità che sia più lieve, più leggera, con strutture meno pesanti, meno grandi, pensando soprattutto alle sorelle più giovani?” – ha offerto questa risposta: “La storia ci sta spingendo a farlo, a creare comunità aperte. Condividere con i laici e i giovani è un sogno molto importante. I giovani lo hanno detto chiaramente, nel sondaggio fatto in preparazione al Capitolo Generale, rivolgendoci due richieste: ‘Siate FMA, vogliamo che stiate in mezzo a noi’. La seconda è ‘non temete di aprire la vostra casa’”.

Di fronte ad alcuni autori spirituali che parlano di inverno della vita religiosa ha commentato: “Non vedo solo l’inverno, mi risulta che l’inverno custodisca i semi della primavera. E vedo che c’è la primavera”.

A una suora che chiedeva come far capire a tutte che è ora di partire, ha risposto che “essere pronti a partire è un processo spirituale di conversione personale e comunitaria. È un processo che non finisce. Dobbiamo essere disponibili a vivere la spiritualità dell’esodo. Se non c’è questo processo interiore non si va da nessuna parte”. E partire oggi vuol dire fare delle Case FMA opere profetiche. Come? “Le opere profetiche si pensano insieme. Se vogliamo che abbiano durata va condiviso il pensiero, la creazione, l’accompagnamento”. Sottolineando l’importanza dell’ìntergenerazionalità nelle Comunità, ha offerto una frase a lei cara: “Le radici devono avere fiducia nei fiori”.

Al termine, una dolce merenda preparata dai ragazzi della CIOFS/FP di Cinisello Balsamo e una breve visita al Duomo di Milano per una preghiera nel cuore della città. La Comunità Maria Ausiliatrice di Milano, via Bonvesin de la Riva l’aspettava per il vespro e la cena: un altro momento di fraternità e di gioia.

Domenica 11 febbraio, dopo l’Eucaristia presieduta dall’Ispettore dell’Ispettoria ILE, don Roberto Dal Molin, SDB, Madre Chiara ha incontrato le Direttrici e i Consigli locali.

Ogni Direttrice ha presentato brevemente un germoglio che sta nascendo nella propria Comunità dopo il Capitolo Generale e, al termine, la Madre ha ripreso i punti fondanti del Carisma e alcune idee forza, incoraggiando a far crescere questi germogli.

Un altro momento molto atteso, nel pomeriggio di domenica, è stato l’incontro con i laici e i giovani delle Comunità Educanti, iniziato con una carrellata di testimonianze che hanno messo in luce i passi di cammino che l’Ispettoria sta compiendo: hanno preso la parola un giovane, tre docenti e formatori della Formazione Professionale, una famiglia che opera con i giovani non solo nelle Scuole ma anche nell’informale, la Comunità vocazionale di Legnano, i Consiglieri di Pastorale Giovanile FMA e SDB.

Dopo aver ascoltato le testimonianze, la Madre ha citato e commentato una frase di Don Bosco: “L’essere in molti insieme accresce l’allegria, serve di incoraggiamento a sopportare le fatiche … uno comunica all’altro le proprie conoscenze, le proprie idee e così uno impara dall’altro. L’essere in molti che fanno il bene ci anima senza avvedercene (MB Vol. VII p. 602).

È il nucleo da cui si è sviluppato il germe salesiano che ha coinvolto dall’inizio laici, giovani, il clero di Torino, altre personalità, altre vocazioni. Don Bosco ha valorizzato l’aiuto di tutti, da ciascuno ha imparato. Noi siamo chiamati come Comunità Educante a condividere la spiritualità salesiana e il segreto del nostro lavoro insieme parte da questo. I valori della spiritualità salesiana ci fanno crescere anche nella vocazione personale”.

Per sottolineare ulteriormente l’importanza del lavoro sinodale nel vivere il Carisma, Madre Chiara ha ripreso ancora Don Bosco:

“‘Voi compirete l’opera che io comincio. Io abbozzo, voi stenderete i colori’. Don Bosco fondatore intuisce che non può essere lui a esaurire questo Carisma. Noi siamo parte di questo Carisma che continua a stendere i suoi colori”.

Ad aspettare l’assemblea fuori dalla sala c’erano ancora i ragazzi della Formazione Professionale, che hanno offerto una ricca merenda preparata con le loro mani e una torta con lo slogan della Visita: “Un sogno da far crescere”.

La giornata si è conclusa con l’incontro tra Madre Chiara e le FMA fino ai 15 anni di Professione, per un momento di gande familiarità, confronto e allegria. Dopo un giro di presentazioni, la Madre ha rilanciato il dialogo domandando: “Sei allegra? E se non lo sei, come sei?”. Diverse sorelle han preso la parola in un dialogo informale e sincero. Si è parlato di criteri di significatività delle opere, dell’importanza del discernimento sulla missione e sul personale, di come la missione debba essere educata: condivisa, vista come risposta ad una chiamata.

Il Vespro è stato espressione di affidamento e di riconoscenza per questi due giorni che hanno rinsaldato la comunione, approfondito le radici, dato energia al fuoco della passione carismatica:

“In questo Vespro ti affidiamo, Signore, i nostri sogni: come hai guidato Don Bosco e Madre Mazzarello, guida anche noi a rispondere in modo autentico e profetico al grido dei giovani del nostro tempo. Ti ringraziamo della presenza di Madre Chiara fra noi e ti chiediamo di donarle il tuo Spirito, affinché possa continuare a svolgere con coraggio la delicata missione che le affidi”.

Foto: FlickrFMA

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