Torino (Italia). Domenica 18 gennaio 2026 si sono concluse, a Torino, Valdocco, le Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana. La mattinata finale ha portato i/le partecipanti a una sintesi dell’esperienza per sentirsi “Servi, credenti, liberi e generosi per i giovani”. Tutti sono rimasti profondamente colpiti dall’evento di Cana, brano biblico di riferimento (Gv 2,1-11) e, in un ambiente di gioiosa festa di famiglia, hanno imparato da Maria la saggezza nel guardare alle situazioni personali della propria vita e alle sfide del mondo attuale.

Nell’omelia della Celebrazione Eucaristica nella Basilica di Maria Ausiliatrice, il Rettor Maggiore, Don Fabio Attard, ha esordito dicendo: “Le letture di questa domenica, in maniera provvidenziale, ci sussurrano un’unica e affascinante verità: il servizio non è un’aggiunta alla nostra vocazione cristiana, bensì il suo cuore pulsante, la forma stessa in cui il nostro essere discepoli prende carne e si comunica al mondo”. Con le sue parole a commento delle letture ha incoraggiato a vivere con più consapevolezza il cammino della Strenna “Fate quello che vi dirà” e a portare nelle proprie comunità e famiglie questa vocazione: “Credenti, liberi, per servire”.

Nel momento assembleare conclusivo, don Joan Lluís Playà, Delegato Centrale del Rettor Maggiore per la Famiglia Salesiana, ha chiamato sul palco i membri del segretariato e dell’equipe organizzativa, tra cui la Consigliera generale per la Famiglia Salesiana, suor Leslie Sándigo, e le sue collaboratrici, suor Lucrecia Uribe e suor Sangitha Rani, per la lettura del Manifesto finale, in sintonia con il percorso proposto dal Rettor Maggiore, espresso nei quattro verbi: GUARDARE, ASCOLTARE, SCEGLIERE, AGIRE.

Sono i verbi ripresi anche dal Rettor Maggiore nel suo saluto finale – dopo aver ringraziato chi ha organizzato, i tecnici e i partecipanti, anche online – sottolineando l’importanza di riprendere il testo della Strenna secondo le quattro sessioni nel corso dell’anno, “perché la Parola continui ad offrirci vino nuovo”.

Ha poi aggiunto a ogni verbo una precisazione: guardare con empatia, senza filtri e senza giudicare, con amore con pathos, con quel senso di vicinanza, come Maria e i servi; ascoltare formandoci, non un ascolto intellettuale, analitico, ma “con gli orecchi di Cristo”, per essere sulla lunghezza d’onda della Parola di Gesù e di Don Bosco, andando all’origine “per continuare ad essere originali”; scegliere generosamente – “siamo generosi perché la nostra bontà è il riflesso del Buon Pastore” – la generosità è conseguenza, non causa “siamo generosi perché ci siamo lasciati riempire della generosità di Dio.. perché siamo stati beneficiati dalla generosità”; agire con fede, intendendo la fede come relazione, come “architettura del nostro ecosistema. Noi respiriamo la presenza di Dio e cerchiamo di agire come frutto di questa”.

Tra i partecipanti di 44 nazioni, si è sperimentata una genuina famigliarità, si sono aperti i cuori e la  profonda comunione vissuta permette di proseguire il cammino come donne e uomini rinnovati. Tutti sono ripartiti con la convinzione di aver ricevuto un dono da condividere e con un’energia, che rafforza la missione di accompagnare i giovani nel loro cammino di fede.

Dai lavori nei Gruppi linguistici sono emersi alcuni impegni come istanze più sentite: valorizzare la propria quotidianità; rafforzare la relazione con il Signore, una relazione più personale e non vissuta solo formalmente; “rimanere” di più con il Signore per essere capace di “ascolto” autentico con i giovani; essere presenza attiva che sa ascoltare anche con gli occhi; assumere l’invito a un impegno di testimonianza autentica nel servizio quotidiano.

Giuseppe Tufano, nuovo Presidente dell’Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA), riassume così l’esperienza delle Giornate:

Domenica si sono concluse le mie prime Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana da presidente dell’ADMA! Sono stati come ogni anno momenti molto belli di fraternità e di amicizia, in comunione con tanti rappresentanti dei diversi gruppi della Famiglia Salesiana e accompagnati dai messaggi della Strenna del Rettor Maggiore. Mi ha sempre colpito la grandezza della Famiglia Salesiana, diversa per vocazioni, declinazione del carisma di don Bosco e provenienze, ma fortemente unita nel riconoscersi parte di un’unica missione.

Davvero difficile è selezionare i momenti e i messaggi più significativi, perché sono stati davvero tanti.  Uno di questi, la presentazione della Strenna da parte di Don Fabio, è stata per me un richiamo fortissimo all’essenziale del mio essere credente: una fede che non si chiude in se stessa, che spinge a non essere “spettatori neutri”, ma che genera relazione, ascolto, servizio, accompagnamento. Una fede che si misura nella capacità di stare accanto, soprattutto ai giovani, senza intenzioni di giudicare e senza “risposte predefinite” senza ascolto delle domande!

La Tavola Rotonda su Giovani e Fede mi ha lasciato un altro segno particolare. Quanta Grazia ascoltare i nostri giovani! Ascoltandoli è facile accorgersi che i giovani non cercano modelli perfetti, ma adulti autentici; non discorsi astratti, semplicità e concretezza; non strutture autoreferenziali, ma luoghi e persone capaci di ascoltare davvero. La fede, per loro, passa dal contatto, dall’esperienza quotidiana, da relazioni che non giudicano ma accompagnano.

Ringrazio Maria per queste giornate: siamo tutti un po’ più ricchi dopo queste giornate ed io in particolare mi sento più accompagnato nel mio ruolo nell’ADMA”.

RISPONDI

Per favore inserisci il tuo commento!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.