Roma (Italia). A pochi giorni dalla notizia che è stata riconosciuta la validità dell’Inchiesta diocesana della Causa della Serva di Dio Suor Antonieta Böhm, ricorre il Centenario del suo ingresso nell’Istituto delle FMA.
Nata il 22 settembre 1907 a Bottrop, in Germania, una cittadina al Nord tra la Renania e la Westfalia, dopo la morte dei genitori Antonieta abita con il fratello a Essen Borbeck e frequenta l’oratorio delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Lei stessa racconta: “In quel cortile c’erano circa seicento tra bambine e ragazze che correvano, giocavano, cantavano”. Qui conosce le FMA, ne rimane affascinata e cresce in lei il desiderio di seguirle e di essere come loro.
La cronaca della Casa Maria Ausiliatrice di Essen Borbeck riporta: “25 gennaio 1926. La nostra Rev. Signora Direttrice suor Alba Deambrosis si mette in viaggio per Eschelbach per accompagnare 7 candidate desiderose di farsi Figlie di Maria Ausiliatrice”. Suor Alba Deambrosis, missionaria italiana, nel 1922 era partita con altre cinque suore, per fondare la prima opera delle FMA in Germania.
Suor Antonieta parlava spesso di Don Bosco e invitava a imitarlo
Questo aspetto traspare anche nei suoi scritti autobiografici: indica come data del suo ingresso nell’Istituto il 31 gennaio 1926, mentre nei registri ufficiali compare il 29 gennaio e nelle cronache il 1° febbraio. La cronaca della casa descrive un breve resoconto del rito dell’imposizione della medaglia:
1° Febbraio: Imposizione della medaglia di Maria Ausiliatrice alle Postulanti. Intervenne appositamente da Monaco l’Ispettore Salesiano don Franz Saverio Niedermayer, il quale volle presiedere alla cerimonia. Le Postulanti, raccolte in Cappella al mattino, ascoltarono con sommo interesse e piacere la parola dell’amato Superiore. Egli raccomandò loro di porsi subito con somma diligenza allo studio e all’acquisto dello spirito di Don Bosco, nostro Fondatore e Padre per corrispondere degnamente alla grazia della vocazione.
Quel giorno incomincia il suo cammino verso la Santità
L’esortazione di don Niedermayer rimane impressa nella mente e nel cuore di Antonieta per tutta la vita. Di origine tedesca, Franz Xaver Niedermayer aveva studiato Teologia in Italia, dove era diventato Salesiano e sacerdote. Nel 1916 è pioniere dell’Opera salesiana in Germania e fonda la prima presenza in Baviera. Nel 1928, in occasione della Beatificazione di Don Bosco, promuove la conoscenza del fondatore nell’area austro ungarica. Quando nel 1935 il Rettor Maggiore, Don Pietro Ricaldone, offre la Strenna dal titolo “Fedeltà a Don Bosco Santo“, questo impegno diventa il programma di vita di don Niedermayer.
La presenza di Maria nella vita di suor Antonieta
La Cronaca continua: “Poi le Postulanti si avvicinano all’altare per ricevere la Medaglia, mentre le Suore in coro, accompagnate dall’armonium, cantarono la bella lode mariana: Risuoni pei Cieli”.
All’inizio del suo cammino è presente la Vergine Maria, che diventa per lei Guida e Modello per la sua vita consacrata. Suor Antonieta, infatti, è ricordata per la bontà materna, il volto sorridente e una missione particolare legata a una statuetta di Maria Ausiliatrice, da lei ricevuta nel 1973 da Madre Ersilia Crugnola con la raccomandazione di “farla lavorare”.
La Serva di Dio visse, pertanto, la chiamata a essere trasparenza di Maria Ausiliatrice, per essere dovunque la sua mano benedicente, in particolare verso gli ammalati e le persone che si affidavano alla sua intercessione e molti sperimentavano l’efficacia di questa benedizione.























La bella testimonianza delle consorelle e confratelli salesiani hanno aiutato tante giovani a confermare la vocazione religiosa. Ringrazio e lodo il Signore per la vita donata di Sr Antonietta Bohm e per il suo amore fiducioso in Maria Santissima Ausiliatrice