Roma (Italia). Il 7 e l’8 dicembre 2019, nella Solennità di Maria Immacolata, si sono concluse le Celebrazioni del 50°di Fondazione della Casa Generalizia FMA a Roma – RCG (11 ottobre 1969 – 11 ottobre 2019).

I festeggiamenti per il 50° anniversario della Casa Generalizia delle Figlie di Maria Ausiliatrice, sono stati aperti l’11 ottobre 2019, con la Celebrazione Eucaristia presieduta dal Vescovo Salesiano Mons. Enrico Dal Covolo, e sono continuati il 7 e l’8 dicembre 2019.

I Primi Vespri della Solennità di Maria Immacolata, presieduti da don Cristiano Ciferri, SDB hanno introdotto il momento commemorativo richiamando il Sì di Maria e la sua bellezza spirituale.

“È Lei che ha fatto tutto” (Don Bosco) è stato lo slogan scelto. E a Maria le sorelle della Comunità di Casa Generalizia, la Madre Generale Suor Yvonne Reungoat e le Consigliere Generali, le FMA ritornate per celebrare questo importante anniversario, le sorelle delle Comunità della Visitatoria Maria Madre della Chiesa (RMC), l’Ispettrice suor Angela Maria Maccioni e le comunità vicine dell’Ispettoria S. Giovanni Bosco (IRO), i Noviziati di Via Appia (Roma) e Castelgandolfo, i/le Collaboratori/trici con le loro famiglie e i/le Benefattori/trici della Famiglia Salesiana  ̶  hanno affidato le storie, le esperienze di vita, i progetti, le speranze delle Superiore e delle Sorelle, passate e presenti, di tutte le parti del mondo, segno e profezia di comunione.

“Questa casa non ha una vocazione, è una vocazione; non ha una missione, è una missione, quella di entrare in dialogo con le Figlie di Maria Ausiliatrice, con l’Istituto, con i Collaboratori, con la Chiesa. È una casa a servizio della missione e ogni FMA qui è ‘la serva del Signore’. Qui si fa l’esperienza interculturale del carisma salesiano”.

Sono le parole dell’omelia di Don Francesco Cereda, Vicario del Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime che l’8 dicembre 2019 ha presieduto, nella Solennità di Maria Immacolata, l’Eucarestia dei 50 anni di Fondazione della Casa Generalizia FMA, ricordando che le cose più importanti per Don Bosco hanno avuto inizio con l’Immacolata, la “tutta bella”, proposta dal Santo ai giovani, dopo la proclamazione del Dogma nel 1854, per parlare loro di bellezza.

La celebrazione, animata nel canto dalle FMA di Casa Generalizia, ha avuto come momento conclusivo il Magnificat di ringraziamento, accompagnato da una danza. Dopo, nell’atrio di ingresso, si è tenuto il tradizionale cerchio mariano per ricordare, insieme a tutta la Famiglia Salesiana e alle Comunità Educanti del mondo, la nascita dell’Oratorio (8 dicembre 1841) con l’Ave Maria recitata da Don Bosco insieme a Bartolomeo Garelli.

Una mostra, allestita  per l’occasione, ha fatto memoria, attraverso le principali tappe storiche e il susseguirsi delle Madri Generali e dei Consigli, degli eventi importanti che hanno segnato la vita delle più di 550 Figlie di Maria Ausiliatrice passate dalla Casa.

Nel pomeriggio, il momento di festa nell’Auditorium della Casa Generalizia, è stato introdotto dalla Direttrice, suor Bernarda Santamaria che, dopo i ringraziamenti, ha detto: “Qui vengono e vivono insieme tante Figlie di Maria Ausiliatrice, di tutti i paesi e continenti. Formano un tessuto multicolore di culture, di lingue, di tradizioni. Nella semplicità del quotidiano, offrono il loro impegno di studio, di lavoro, di servizio per l’Istituto. E ciò che rende bella la vita qui è la gioia che non manca mai, nonostante le fatiche e le inevitabili difficoltà. Insieme ci si aiuta a: ‘colorare’ con creatività quel disegno d’amore che la Madonna ha consegnato a Maìn: A te le affido”.

Discorso Madre Yvonne Reungoat in auditorium per i 50 anni di Casa GeneraliziaUn breve momento di commemorazione per richiamare il vissuto della Comunità di Casa Generalizia nei 50 anni di vita e di missione, una comunità internazionale, generativa di vita, sinodale a servizio dell’Istituto; è stato un grazie gioioso e multiculturale, di danze con i vestiti tipici di diversi Paesi del mondo, video con foto storiche e momenti di fraternità vissuti, un canto La Sua Casa. La memoria si fa vita concreta: una Comunità che vive nel cuore della Contemporaneità con l’atteggiamento di Maria, per vivere la forza generativa del carisma salesiano, sostenute dalla gioiosa e incrollabile certezza che lo Spirito Santo effonde ed infonde nel quotidiano di Casa Generalizia una nuova vitalità e creatività, piena della speranza del vino nuovo che scaturisce dalla fede.

“Questa è la Casa di ogni FMA, di ciascuno e ciascuna dei giovani, dei laici che collaborano a diversi titoli e di chiunque entra”. Con queste parole Madre Yvonne Reungoat ha introdotto il suo discorso. “Non solo ciascuna di noi è parte di questa Casa, ma ciascuna è casa. Qui non si può avere un cuore piccolo, perché sempre il cuore è chiamato a essere una casa che accoglie il mondo”.

Ha poi ripercorso brevemente le tappe principali della storia di Casa Generalizia, che è la terza Casa Madre dopo Mornese e Nizza Monferrato.

È nata come una casa di periferia, proprio come oggi chiede Papa Francesco, “un’esperienza che vuole essere un invito a vivere l’accoglienza in tutto il mondo” un luogo in cui “saper fare, saper essere casa, tra noi e per chi viene”.

Ha terminato dicendo: “Penso che la nostra preghiera di oggi sia un’azione di grazie al Signore. Tanta vita che si è svolta qui, che da qui si è irradiata nel mondo. Non sappiamo ciò che hanno vissuto nel cuore tante persone che sono passate, che vivono, che vengono e che partono da questa casa, che è un centro di irradiazione mondiale. Però siamo sicure che il Signore fa nascere sempre nuova vita, la moltiplica a partire da un’esperienza di condivisione fraterna vissuta, per amore, nell’accoglienza. La Madonna continui a passeggiare in questa Casa, in tutte le case dell’Istituto e nelle case dei presenti, a coprirle con il suo manto, perché siano fedeli al sogno che il Signore ha messo nel cuore di Don Bosco e Madre Mazzarello, al mandato “A te le affido”. La Madonna ci affida sempre qualcuno da rendere felice”.

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