Kyiv (Ucraina). Il 24 febbraio 2025, nel 3° anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina su vasta scala, le Figlie di Maria Ausiliatrice delle Comunità della Visitatoria Madre di Dio (EEG) presenti a Odessa, Kyiv, Lviv, hanno vissuto con particolare intensità questa giornata, sostenute dalla preghiera di tutto l’Istituto.
Domenica 23, nell’Angelus diffuso dalla Sala Stampa vaticana a motivo della sua degenza in ospedale, Papa Francesco ha ricordato questo anniversario, definendola “una ricorrenza dolorosa e vergognosa per l’intera umanità” e, rinnovando la vicinanza “al martoriato popolo ucraino”, ha invitato “a ricordare le vittime di tutti i conflitti armati e a pregare per il dono della pace” anche nelle altre terre oppresse da grandi conflitti.
“La speranza non delude” (Rm 5,5). Sono le parole, dalla bolla d’indizione del Giubileo, con cui inizia il Messaggio dei Vescovi della Conferenza della Chiesa Cattolica – romana in Ucraina (RCC) in occasione di questa data:
“È questa speranza nella Provvidenza di Dio, che ci permette di guardare con gli occhi della fede tutto ciò che accade nel nostro Paese e nel mondo. In questo periodo, ognuno di noi ha visto che la speranza nelle persone porta spesso alla delusione e alla disperazione, mentre la speranza in Dio è un sostegno saldo e incrollabile. La speranza riposta nel Signore non delude, perché Egli è fedele alle sue promesse, è costante nel suo amore per noi, qualunque siano le circostanze, la speranza nel Signore è radicata nella fedeltà e nell’onnipotenza di Dio. Tale speranza diventa per noi fonte di forza interiore e apre il nostro cuore alla gratitudine a Dio, per la sua presenza in mezzo a noi in questo tempo di prove e per le persone, per la loro dedizione, sacrificio e perseveranza nel bene”.
In questo 3° anniversario, i Vescovi hanno chiesto alla popolazione di intensificare la preghiera e, per coloro che erano in grado, di digiunare o rinunciare a qualcosa e di offrire le proprie sofferenze: “Coloro che sono malati sono incoraggiati e invitati a unire le loro sofferenze a quelle di Cristo e a sacrificarle per l’Ucraina, pregando per la conversione dei peccatori e per una pace giusta e attesa al più presto. In tempi in cui sembra che l’oscurità e la disperazione regnino ovunque, inchiniamoci al Cuore della Madre della Speranza, che è rimasta sotto la croce di suo Figlio fino al Suo ultimo respiro”.
Le FMA della Comunità di Kyiv, insieme all’Ispettrice, suor Malgorzata Pietruszczak, si sono ritrovate intorno all’altare della cappellina della loro Casa per l’Eucarestia, celebrata dal parroco don Marek Gramotka, carmelitano, con la forte intenzione della pace in Ucraina.
La testimonianza di suor Nataliya: “È stato un giorno intenso di preghiera e di digiuno tra tutte le Comunità e speriamo che questo grido sia salito al cielo, sia salito a Dio, che Lui ci ascolti, che possa concedere la pace così desiderata, che la speranza, tema di quest’anno giubilare, possa crescere nella nostra terra.
Intanto noi andiamo avanti, proseguiamo nei nostri compiti ordinari. Andiamo avanti con la nostra scuola, insegniamo, facciamo catechismo, siamo presenza salesiana tra la gente, preghiamo con loro e per le loro intenzioni.
Questo inverno è stato meno rigido: dicembre e gennaio non hanno quasi avuto temperature sotto lo zero e questo è stato favorevole sia per i soldati in trincea, in prima linea, sia per noi e per la popolazione, che deve pagare le bollette, ripararsi dal freddo… Inoltre il tempo è stato molto nuvoloso. Il mio paese di nascita dista poche decine di chilometri dal confine con la Russia e con questo tempo nebbioso, nuvoloso, i droni volavano di meno.
Adesso aspettiamo la primavera. La neve che nelle ultime settimane ha coperto la terra è il maggior bene per il grano e i frutti della terra, che speriamo torni ad essere fertile. E speriamo che anche la nostra presenza possa essere fertile qui, dove e come il Signore ci vuole. Grazie per la vostra preghiera, per tutto il bene che possiamo fare ai bisognosi insieme”.
Suor Anna ripensa ai tre anni trascorsi: “Tre anni di guerra in Ucraina… Non avrei mai pensato di vivere durante una guerra, una vera guerra. Ho paura? Sì, soprattutto di notte, quando mi sveglio al suono dell’allarme aereo. Negli ultimi mesi abbiamo più spesso i raid aerei di notte o al mattino presto. Non mi alzo dal letto, non vado al rifugio, perché succede quasi ogni notte, e al mattino devo andare dai ragazzi. Rimango a letto e prego.
Fa male il cuore quando, dopo l’allarme, apprendiamo dai telegiornali che ci sono persone che, nella migliore delle ipotesi, hanno perso le finestre. E c’è chi ha perso la casa…
Fa male il cuore per moltissime famiglie che hanno perso i mariti, i figli… Nei villaggi non ci sono quasi uomini perché tutti sono al fronte o sono stati uccisi.
Fa male il cuore per l’Ucraina, così ricca di risorse naturali e di gente laboriosa, che ora sta vivendo una terribile povertà e dolore.
Molti adulti e bambini che sono partiti all’inizio della guerra non sono tornati in Ucraina. Non hanno un posto dove andare: le loro case sono state distrutte o hanno semplicemente paura. Tra loro c’è mia madre, di 72 anni, che ha una bella casa a Odesa, a 15 minuti a piedi dal Mar Nero, e ora è costretta a stare in un Paese straniero, anche se in buone condizioni, ma non nella sua terra… Ma almeno non sente i terribili suoni dell’allarme aereo e non deve preoccuparsi che una bomba le arrivi addosso.
Noi FMA continuiamo a lavorare. Abbiamo una piccola scuola. A causa dello spazio ridotto, non possiamo accogliere più di 40 bambini. Ma i genitori dei bambini che studiano da noi sono molto grati per la cura e la sicurezza che i loro figli ricevono nella nostra scuola. Purtroppo abbiamo sempre più alunni i cui padri sono portati al fronte.
Il nostro Paese ha un futuro? Vogliamo credere di sì. Crediamo che il Signore sia il padrone del mondo e della storia, e non i politici. Ogni giorno preghiamo per la pace in Ucraina e per la pace in altri Paesi dove c’è la guerra. E preghiamo di non perdere la speranza”.
Le Figlie di Maria Ausiliatrice continuano la loro presenza tra la gente portando una piccola luce nel buio – un sorriso, una buona parola, la vicinanza – e il sostegno concreto, contando sulla generosità e sulla solidarietà di tutti. È possibile inviare contributi e offerte, nelle modalità indicate sul Sito web dell’Istituto FMA, designando nella causale Emergenza Ucraina.


















