Roma (Italia). Ritornare con cuore salesiano al valore educativo e pastorale dello sport: è questo il leitmotiv che ha guidato il tavolo di riflessione presso la Sede Centrale Salesiana Sacro Cuore di Roma, lunedì 2 febbraio 2026. Presenti all’incontro, il Presidente di PGS International (PGS-I), Georg Leibold, i Consiglieri Generali per la Pastorale Giovanile dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice e della Congregazione Salesiana — suor Runita Borja e don Rafael Bejarano — suor Francesca Scibetta e don Jerry Matsoumbou, Delegati per la Pastorale Giovanile FMA e SDB in PGS-I. Il Vicepresidente di PGS-I, don Tibor Reimer, dalla Slovacchia, ha partecipato da remoto.
Il Rettor Maggiore, Don Fabio Attard, ha guidato la preghiera iniziale, incoraggiando ad andare avanti nell’animazione dell’Associazione, ravvivando la consapevolezza che lo sport è una delle vie privilegiate dal Carisma salesiano per raggiungere i giovani ed accompagnarli nella loro crescita integrale.
Il Presidente Georg ha quindi presentato la realtà attuale di PGS-I, Associazione fondata successivamente a PGS Italia per promuovere dei momenti di incontro, attraverso lo sport, tra i ragazzi che frequentano le case FMA e SDB nelle Ispettorie d’Europa e di altri Paesi interessati; da sempre sono ragazzi che fanno il loro cammino di formazione integrale, secondo la tradizione educativa salesiana, all’interno delle case salesiane e che, attraverso i Giochi Internazionali PGS-I, sperimentano la gioia dello stare insieme e la condivisione dei medesimi valori con giovani di altri Paesi.
PGS-I è frutto dell’iniziativa di SDB e FMA che, insieme ai laici, hanno continuato a scommettere sullo sport e sul gioco quali elementi costitutivi dell’identità carismatica, come si evince dal messaggio del 2006 alle Polisportive Giovanili Salesiane (PGS) dell’allora Rettor Maggiore Don Pascual Chávez Villanueva:
«Don Bosco, dall’inizio dell’Oratorio, percepisce la forza educativa del gioco e dello sport; fa del cortile il centro delle sue case, creando in esse un ambiente giovanile di gioia, di spontaneità e di famiglia. In questo ambiente propone ai giovani un cammino di vita cristiana allegra, capace di condurli fino alla santità. Il gioco e lo sport divengono così elementi importanti nella proposta educativo-pastorale salesiana. […]
La presenza salesiana nel campo dello sport continua ad essere importante e può essere molto significativa, raggiungendo molti ragazzi e giovani che diversamente non riceverebbero una proposta educativa. Ma, per questo, si deve essere fedeli alle scelte tipiche salesiane: centralità della persona del giovane, presenza animatrice degli animatori e adulti tra i giovani, coraggio di proposte educative che stimolino i giovani ad andare oltre, volontà di evangelizzazione… Dobbiamo essere, nell’ambito sportivo della nostra società, una presenza che promuova una forma alternativa di sport, al servizio delle persone e della loro crescita integrale».
Don Rafael e suor Runita hanno evidenziato la scelta prioritaria di avviare un processo di riflessione e sensibilizzazione sul valore della pastorale sportiva quale parte integrante della Pastorale Giovanile.
Unire le forze, pensare alle strategie adeguate e proporre gli itinerari necessari per ravvivare la dimensione sportiva nella missione salesiana saranno i passi successivi per concretizzare quanto emerso dall’incontro.


















