Roma (Italia). Dal 24 al 27 aprile 2025, un gruppo di ragazze del Main’s Oratory di Malta dell’Ispettoria Madonna del Buon Consiglio (IMR), con due Figlie di Maria Ausiliatrice e due educatrici, per la prima volta ha raggiunto Roma per partecipare al Giubileo degli Adolescenti.
Ciascuna di loro aveva in mano un piccolo diario, per documentare i momenti più emozionanti del pellegrinaggio, sensazioni semplici e autentiche, colme della meraviglia di vivere insieme la fede.
Nel corso delle giornate, oltre a conoscere i principali monumenti, chiese e luoghi simbolici della “città eterna”, le ragazze hanno avuto l’opportunità di varcare come “pellegrine di speranza” le Porte Sante e di conoscere e approfondire i luoghi carismatici salesiani, come la Basilica del Sacro Cuore costruita da Don Bosco.
In mezzo alla grande folla di fedeli e a tanti altri coetanei convenuti per il Giubileo degli Adolescenti, il 26 aprile hanno anche potuto dare l’ultimo saluto a Papa Francesco, che soltanto due anni prima, nel suo 36° viaggio apostolico, avevano accolto con gioia nell’isola di Malta.
Ecco quanto ha annotato sul suo diario Laura, una ragazza del gruppo, di quanto ha vissuto quel giorno di fronte ai maxi schermi nei pressi di Castel Sant’Angelo:
“Questa mattina, ci siamo svegliati un po’ prima del solito e ci siamo diretti direttamente a Castel Sant’Angelo, dove ci siamo uniti a migliaia di altri pellegrini e cattolici da tutto il mondo per la messa funebre di Papa Francesco. Siamo stati fortunati ad essere tra coloro che lo hanno visto un’ultima volta in Vaticano, poco prima che la sua bara venisse chiusa.
Il suo funerale è stato un momento profondamente toccante; silenzioso ma potente e diverso da qualsiasi cosa avessimo mai provato. Intorno a noi, le persone stavano in silenzio, alcune persino in lacrime, altre in preghiera. Anche se molti di noi non si erano mai incontrati prima, c’era un forte senso di comunità. L’atmosfera non sembrava triste, ma piuttosto ‘agrodolce’ e stranamente confortante. Papa Francesco ha detto: ‘Costruiamo ponti, non muri’. Ai nostri occhi, ha veramente vissuto secondo quelle parole. Ha aperto le porte a così tante persone, dentro e fuori la chiesa, e ha contribuito a rendere il cattolicesimo più umano, più accogliente. La sua presenza si farà sentire per molto tempo”.
Prima di fare rientro, il 27 aprile, il gruppo ha anche fatto un breve passaggio alla Casa Generalizia dell’Istituto FMA, per visitare la Mostra del Carisma e… farsi una foto con Madre Mazzarello!
“Mentre tornavamo a Malta, ci siamo rese conto che il vero Giubileo era appena iniziato. Le emozioni che abbiamo provato a Roma sono state forti, ma ciò che ora conta veramente è come viviamo gli insegnamenti e le esperienze che abbiamo condiviso. Non si tratta solo di ciò che abbiamo provato lì, ma di portare con noi quello spirito e di lasciarlo plasmare la nostra vita e quella degli altri in futuro”, scrive ancora Laura sul suo diario.
Le parole del Card. Pietro Parolin nell’omelia della Celebrazione Eucaristica del Giubileo degli Adolescenti, il 27 aprile in Piazza San Pietro, rimangono per i ragazzi e le ragazze, giunti a Roma in questo momento così speciale, un augurio e un incoraggiamento:
“A voi rivolgo un saluto speciale, col desiderio di farvi sentire l’abbraccio della Chiesa e l’affetto di Papa Francesco, che avrebbe desiderato incontrarvi, guardarvi negli occhi, passare in mezzo a voi per salutarvi.
Di fronte alle tante sfide che siete chiamati ad affrontare – ricordo, ad esempio, quella della tecnologia e dell’intelligenza artificiale che caratterizza in modo particolare la nostra epoca – non dimenticate mai di alimentare la vostra vita con la vera speranza che ha il volto di Gesù Cristo. Nulla sarà troppo grande o troppo impegnativo con Lui! Con Lui non sarete mai soli né abbandonati a voi stessi, nemmeno nei momenti più brutti!
Egli viene ad incontrarvi là dove siete, per darvi il coraggio di vivere, di condividere le vostre esperienze, i vostri pensieri, i vostri doni, i vostri sogni, di vedere nel volto di chi è vicino o lontano un fratello e una sorella da amare, ai quali avete tanto da dare e tanto da ricevere, per aiutarvi ad essere generosi, fedeli e responsabili nella vita che vi attende, per farvi comprendere ciò che più vale nella vita: l’amore che tutto comprende e tutto spera (cfr. 1Cor 13,7)”.


















