San José (Costa Rica). Il 7 luglio 2025 si celebra il 48° anniversario della nascita al cielo della Beata Suor Maria Romero Meneses (1902-1977), Figlia di Maria Ausiliatrice del Centro America che, con un cuore veramente innamorato, attraverso i suoi scritti, le sue preghiere, ma soprattutto attraverso un instancabile lavoro catechistico e una varietà di iniziative, durante la sua vita riuscì a diffondere la devozione al Sacro Cuore di Gesù.
“Cuore di Gesù, ti offro tutte le lacrime che la Vergine ha versato per te e tutte le lacrime e le gocce di sangue che tu hai versato per me, in riparazione, espiazione, soddisfazione, assoluzione e remissione di ogni mio peccato, omissione e negligenza, in pensieri, parole e azioni, e soprattutto in infinita gratitudine per la tua infinita misericordia…”. (Escritos Espirituales Beata María Romero – No 2. P. 147)
Una delle grandi opere apostoliche di Suor Maria, nel fiorire degli Oratori a San José, la capitale del Costa Rica, in vari quartieri e nei villaggi delle zone rurali, è stata l’intronizzazione del Cuore di Gesù nelle famiglie.
Attraverso le sue piccole missionarie, si è prodigata per preparare un intero villaggio all’intronizzazione dell’immagine del Sacro Cuore, felice di aver conquistato molte famiglie non solo all’intronizzazione della sacra immagine, ma soprattutto alla preparazione della grande festa, con abbondanti confessioni e comunioni, concludendo normalmente la celebrazione con la Messa solenne in onore del Sacro Cuore.
Per questa occasione fece stampare migliaia di copie di un libretto contenente tutte le parti della Messa e una breve meditazione su ogni momento della Messa, secondo uno schema ben definito.
Nel suo libro, Le opere sociali di Maria Ausiliatrice, suor Maria racconta in modo piacevole e puntuale tutta l’attività apostolica e le vicissitudini che visse con queste giovani missionarie per far stampare migliaia di immagini in bianco e nero del Cuore di Gesù, che venivano poi preparate con un piccolo vetro davanti e incorniciate con un semplice pezzo di nastro adesivo rosso.
Le giovani visitarono le case povere del Barrio Corazón de Jesús (prima de suo arrivo si chiamava Barrio “Las Latas”, Suor Maria cambiò il nome e si chiama così ancora oggi – e anche altri quartieri molto poveri vennero catechizzati a poco a poco, facendo sì che le persone cambiassero le loro abitudini, pulissero meglio le loro case, si prendessero più cura dei loro figli e, cosa più importante, cambiassero la loro vita, permettendo al Cuore di Gesù di essere intronizzato non solo nelle loro umili case, ma soprattutto nei loro cuori.
Una volta intronizzato il Sacro Cuore, iniziò la catechesi nelle famiglie, dove promosse anche la pratica dei Primi Venerdì, con una buona confessione, mantenendoli così in grazia per diversi mesi.
La stessa Suor Maria racconta alcuni fatti:
“Durante i mesi di vacanza, le missionarie si recano soprattutto nei villaggi lontani per estendere il Regno di Dio nelle anime, accordandosi in anticipo per corrispondenza con il parroco del luogo. Il 22 gennaio (1953) quattro di loro si sono recati a Pozos Negros de Puriscal. Lì hanno preparato 12 bambini e 4 adulti alla prima comunione e hanno intronizzato il Cuore di Gesù e Maria Ausiliatrice in 120 case. Per poter fare del bene, in quelle notti dormivano per terra e attraversavano varie peripezie…”. (Las Obras Sociales de María Auxiliadora. Edición Conmemorativa. p. 85)
Suor Maria narra con delicatezza come nel 1959 avesse proposto l’Ora di veglia al Sacro Cuore e come una donna protestante volesse unirsi ai turni e dicesse a suor Maria: “Io faccio due ore: una in chiesa e l’altra a casa. Quella in chiesa la faccio la sera, al momento dell’adorazione, e l’altra la faccio a mezzogiorno; e siccome si dice che siamo soldati di Cristo Re, sto rigidamente in piedi. (Ah, che il Cuore di Gesù accetti il suo sacrificio e la converta un giorno)”. (p. 139)
Cosa significava per Suor Maria “intronizzare il Cuore di Gesù”?
Per Suor Maria non era un semplice atto di appendere un quadro alla parete di una casa, o un regalo religioso che faceva alle famiglie. Per lei si trattava di un duro lavoro di preparazione, di catechesi familiare, di prove, un andare avanti e indietro dalla Scuola Maria Ausiliatrice di San José fino alla vicina periferia a sud, attraversando le pozzanghere, sotto la pioggia e il fango, cercando di utilizzare tutti i poveri mezzi a sua disposizione.
È ammirevole considerare che dal 1953 al 1965, anno in cui ricevette l’ordine di non continuare con gli Oratori festivi, Suor Maria aveva frequentato 30 Oratori e realizzato circa 50.000 intronizzazioni del Sacro Cuore di Gesù e di Maria Ausiliatrice. Oggi diremmo: una salesiana “a tutto tondo”! Innamorata di Gesù e capace di attirare gli altri solo a Lui.
Quando non aveva più l’opera degli oratori, né le missioni in varie parti del Paese, ma svolgeva la sua missione d’amore dalla “Casa della Vergine”, ogni anno celebrava con grande solennità la festa in onore del Sacro Cuore, preparandola con il ritiro spirituale di tutti i collaboratori laici dell’opera. Con questa festa voleva ringraziare Gesù per averle fatto il dono di avere una cappella in onore di Sua Madre sotto il titolo di Ausiliatrice.
Nei suoi Scritti Spirituali Suor Maria lascia una piccola ma bellissima preghiera, che ha ripetuto migliaia di volte durante la sua vita. Con questa preghiera, affidiamo all’intercessione della Beata Maria Romero, la richiesta di un grande amore per il Sacro Cuore di Gesù:
“Cuore di Gesù che tutto sai e tutto puoi, provvedi, sia fatta la tua santa volontà. Io credo e mi abbandono al tuo amore!”.
Podcast Triduo Suor Maria Romero:
Pagina Facebook Casa de María Auxiliadora, Obras Sociales Sor María Romero
Canale YouTube del Centro Teologico Storico Sor María Romero di San José



















Que nuestra beata nos conceda la gracia de un amor fiel y entregado, renovado día a día en el sacrificio Eucarístico. ¡Feliz fiesta a todo el Instituto!