Roma (Italia). Dal 17 al 19 novembre 2021, presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma, si è svolto il Congresso annuale sul tema «Multicultura e competenze interculturali nelle Università Pontificie e nelle Comunità formative di Vita Consacrata».

Il Congresso si proponeva di offrire un’analisi e una riflessione sui contesti formativi religiosi – Comunità, Università Pontificie, Istituti di formazione cattolici e Centri di formazione alla Vita Consacrata maschile e femminile – caratterizzati dalla multiculturalità, dei formatori e dei formandi, dei docenti e degli studenti.

Una nota inviata dall’Università Urbaniana all’Agenzia Fides, mette in luce le sfide educative poste dalla tematica: “Se la multiculturalità è un fatto della nostra società plurale e in particolar modo degli ambienti formativi della Chiesa Cattolica, l’intercultura, il reciproco scambio e la mutua trasformazione, sono ancora un orizzonte guardato con curiosità o preoccupazione, una sfida educativa che riguarda i formatori in primis e quindi le persone in formazione”. Le competenze interculturali e la capacità interdisciplinare sono, allora “il futuro del patto educativo globale, in vista della costruzione partecipata dell’uomo integrale e di una società di sorelle e fratelli”.

Nel corso del Congresso, in presenza e in diretta streaming sul Canale YouTube della PF Urbaniana – secondo un programma ricco e articolato con interventi in plenaria e sessioni parallele – sono state affrontate le principali questioni intorno alla multiculturalità di studenti e docenti e l’impatto sui contenuti e sui modelli formativi offerti nella formazione alla Vita Consacrata e nelle Università Pontificie.

Il 17 novembre, studiosi provenienti da differenti contesti geografici si sono confrontati sulle trasformazioni epistemologiche che si producono e si potrebbero creare nei contesti multiculturali delle società contemporanee, in relazione a tre aree disciplinari: la filosofia, la teologia e le scienze umane.

La giornata del 18 novembre è stata dedicata alla presentazione dei risultati della Ricerca-Azione-Formazione dal titolo «Multiculturalità e formazione nelle università pontificie e nella formazione alla vita consacrata», co-promossa dall’Istituto Superiore di Catechesi e Spiritualità Missionaria (ISCSM) della Pontificia Università Urbaniana e dall’Unione Internazionale delle Superiori Generali (UISG), in collaborazione con la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione «Auxilium».

Direttore della ricerca è il Prof. Luca Pandolfi, docente ordinario di Antropologia culturale alla Pontificia Università Urbaniana, Codirettrice è la Prof.ssa Enrica Ottone, docente straordinario di Pedagogia sociale e interculturale alla Facoltà «Auxilium».

La ricerca, progettata verso la fine del 2017, è stata avviata nel 2018 e si è conclusa nel 2021. Ha raggiunto più di mille persone tra docenti e studenti di alcune Università pontificie e Istituzioni di Studi Superiori e membri di Comunità formative di Vita Consacrata femminili e maschili. Sono state condotte interviste individuali e di gruppo, tra cui 65 focus group, ed è stato somministrato un questionario (survey) tradotto in 9 lingue, oltre all’impiego di altri strumenti di indagine qualitativa.

L’équipe di ricerca che si è occupata dell’analisi della grande mole di dati raccolti era costituita da Luca Pandolfi ed Enrica Ottone, supportati da tre esperti: Fiorenza Deriu, (Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università La Sapienza di Roma), Nina Deliu (Postdoctoral Researcher al MRC – Unità di Biostatistica, Università di Cambridge (UK), Luca Di Censi (Scientific advisor “Human Foundation”, Roma).

Nella conduzione dei focus group, la ricerca ha visto il coinvolgimento della Prof.ssa Martha Séïde, docente di Teologia dell’Educazione alla Facoltà «Auxilium» e di quattro giovani laureate Exallieve della Facoltà, con la partecipazione di docenti, studenti e studentesse della stessa Facoltà ai focus group e all’indagine.

La Prof.ssa Ottone, nel suo intervento, ha esposto la metodologia e i risultati della ricerca condotta su un gruppo di studenti universitari, prevalentemente della Facoltà «Auxilium», basata su racconti di eventi “sfidanti” in ambito interculturale da loro vissuti, in cui vengono messe in campo delle competenze per vivere l’intercultura che possono essere viste come un sistema articolato di competenze umane, relazionali, di base e mettono in moto risorse cognitive, affettive ed emozionali della persona.

Alcune sfide emerse dalla ricerca, per le Comunità formative universitarie e di VC, sono l’importanza di promuovere riflessione e consapevolezza sull’urgenza di sviluppare competenze di base e specifiche per vivere l’intercultura in un’ottica di apprendimento permanente (lifelong learning); di fornire competenze critiche per interpretare la propria e l’altrui cultura; di riconoscere e gestire le emozioni e i pregiudizi; di adibire spazi, creare occasioni, dedicare tempo ad attività formali, non formali e informali per incentivare lo scambio e l’interazione.

Il 19 novembre, giorno conclusivo del Congresso, attraverso gli interventi e il dibattito in sala, si sono raccolte ulteriori sfide per portare l’intercultura nel vissuto quotidiano di studio e di missione, attraverso l’individuazione di percorsi formativi.

Fonte: pfse-auxilium.org

“La diversità fa sempre un po’ paura perché mette a rischio le sicurezze acquisite e provoca la stabilità raggiunta. (…) Davanti alle diversità culturali, etniche, politiche e religiose, possiamo avere due atteggiamenti: chiuderci in una rigida difesa della nostra cosiddetta identità oppure aprirci all’incontro con l’altro e coltivare insieme il sogno di una società fraterna”.

(Papa Francesco durante il Viaggio Apostolico a Budapest, 12 settembre 2021)

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