Roma (Italia). Il 4 marzo 2026, nella prestigiosa Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, a Roma, si è tenuto il Convegno “Insieme per i Giovani: trasformare il sociale, generare il cambiamento”, evento di lancio dell’Associazione “In rete con le salesiane” Ente del Terzo Settore (ETS), una realtà che coordina oltre 200 presenze educative delle Figlie di Maria Ausiliatrice in tutta Italia.

In sala erano presenti l’Ispettrice dell’Ispettoria San Giovanni Bosco (IRO), suor Gabriella Garofoli, la Superiora della Visitatoria Maria Madre della Chiesa (RMC), suor Jessica Salvaña, le referenti delle Associazioni con diversi dipendenti e collaboratori, don Elio Cesari, Salesiano di Don Bosco, Presidente del Centro Nazionale Opere Salesiane (CNOS), una rappresentanza della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium” di Roma, una rappresentanza di giovani del Servizio Civile, numerose FMA e laici da tutta Italia. Erano inoltre presenti le Consigliere Generali dell’Istituto FMA per l’Amministrazione, suor Ena Veralís Bolaños, per la Comunicazione Sociale, suor Ausilia De Siena, e per la Formazione, suor Nilza Fátima de Moraes.

Ha condotto i lavori Maria Antonietta Spadorcia, Giornalista RAI e Vicedirettrice del TG2 che, prima di dare la parola all’Onorevole Maria Teresa Bellucci, Viceministro del lavoro e delle politiche sociali, ha messo l’accento sulla parola “condivisione”, appresa dai suoi figli proprio nella scuola Salesiana e poi trasmessa ai genitori: “Oggi vogliamo condividere non solo la nascita di un’Associazione, ma un impegno: vogliamo che la condivisione – davanti ai ragazzi che sono presenti qui – sia un po’ il motore del loro futuro, di tutto quello che facciamo. Questo legame, dialogo tra il mondo cattolico e le Istituzioni, questo dialogo continuo con la società civile, sia davvero la condivisione di valori, di progetti e di prospettive”.

L’On.le Bellucci si è detta “onorata di essere stata designata madrina di questa bellissima iniziativa e orgogliosa di sostenere dell’Associazione” in sintonia con una visione delle politiche sociali “che ci fa stare insieme: istituzioni pubbliche, Enti del Terzo Settore, e tutte le persone di buona volontà, anche del settore privato, che decidono di collaborare per far sì che la politica possa sempre avere sempre più una visione antropocentrica”.

A nome delle Superiore delle sette Ispettorie italiane delle FMA, suor Angela Maria Maccioni ha richiamato le origini storiche di un Istituto nato nel 1872 “sulla scia di donne che già operavano perché si potesse realizzare un cambiamento sociale ‘per’ e ‘insieme’ alle giovani” che non ha mai smesso di interrogarsi su una domanda fondamentale: “come stare accanto ai giovani, soprattutto a quelli più fragili, perché possano crescere, formarsi, diventare protagonisti della propria vita?”. E ha continuato:‘Insieme per i giovani’ non è soltanto il titolo di questo evento. È il nostro modo di essere. Trasformare il sociale, per noi, significa partire dalle relazioni, creare ambienti educativi sani, generare reti di collaborazione. Generare cambiamento significa investire sull’educazione come leva fondamentale per costruire futuro”.

Suor Mara Tagliaferri, FMA, Presidente dell’Associazione, ha quindi introdotto i lavori spiegando la natura dell’Associazione: “In rete con le Salesiane nasce dal desiderio di dare un volto visibile e unitario alla missione portata avanti dalle Figlie di Maria Ausiliatrice e dai laici. Una presenza diffusa su tutto il territorio nazionale, che si esprime in diversi ambiti educativi e pastorali, con particolare attenzione ai giovani che vivono in situazioni di maggior disagio educativo, esistenziale ed economico più vulnerabili e alla promozione della donna”.

E ne ha così illustrato l’iter: In questi ultimi anni, grazie alla legge del codice del Terzo Settore del 2017, anche all’interno delle nostre Province religiose, si è assistito al potenziamento delle Associazioni già promosse dal nostro Istituto in Italia e di quelle co-promosse con i Salesiani. Si sono aperte anche strade di collaborazione con altre, che si riconoscono nei valori che promuoviamo. Si sta  sviluppando sempre più, un grande lavoro di corresponsabilità con i laici, volontari, sostenitori, che hanno scelto e desiderato di dedicare il proprio tempo e competenze a questa bella missione. ‘In rete con le Salesiane’ non è solo un ente burocratico, ma vuole essere un organismo vivo che mette in comunione esperienze, progetti e competenze per generare vita e donare speranza alle nuove generazioni. Un cammino condiviso, perché oggi più che mai è necessario unire le forze per costruire valore e futuro”.

L’Associazione è una rete educativa nazionale che raggiunge ogni giorno più di 86.000 minori e giovani con il supporto di 770 volontari e oltre 3.400 operatori retribuiti (formatori, docenti, educatori). Fanno parte della rete 85 centri giovanili, 52 centri di formazione e sportelli di servizi al lavoro, 180 scuole, 12 comunità e case-famiglia, 37 associazioni di volontariato.

Si è poi entrati nel vivo del Convegno tratteggiando, per prima cosa, lo scenario e le sfide attuali e future, sulla scorta di una competente e accurata lettura dei dati demografici e statistici italiani offerta dalla Dott.ssa Cinzia Castagnaro, Ricercatrice senior ISTAT e Docente di Demografia e Statistica, con il focus sui giovani e le donne, “perché hanno un ruolo chiave nei processi di trasformazione demografica e proprio perché sono esposti al rischio di disuguaglianze rappresentano una leva decisiva per costruire dei modelli di sviluppo inclusivo”. Dall’intervento della Dott.ssa Castagnaro è emerso uno sguardo ottimista sul mondo del volontariato: a fronte di un calo di chi presta volontariato, sono aumentate l’intensità con cui si svolge, la preparazione dei volontari e il numero di ore dedicate.  

Rimanendo nell’ambito sociale, Amedeo Piva, Presidente del Vides ODV, ha messo in luce il passaggio “da una condizione stabile a una fluida, nella quale il cambiamento diventa la regola e la capacità di adattarsi velocemente alle mutate condizioni l’elemento vincente: Vinciamo se sappiamo adattarci al cambiamento”. Di qui la necessità di seminare valori e coinvolgere le nuove generazioni in esperienze e attività puntando, sull’esempio di Don Bosco, sulla qualità di relazioni educative basate sulla fiducia: “Essere testimoni di speranza, per permettere al giovane di proiettarsi verso il proprio futuro e fare esperienze di convivenza tra giovani e adulti, mettendoci in gioco in questa alleanza”.

Michele Marmo, Presidente di AssociAnimAzione, ha poi preso in considerazione le reti educative. In un momento storico in cui si percepisce che “le reti di solidarietà si siano un po’ infragilite e quindi chiuse” ritiene che la mission del lavoro educativo sia “provare a partire da una ritessitura paziente dei legami sociali sul territorio”. Per questo la scelta di mettersi in rete acquisisce ancor più significato, per “rispondere a situazioni di svantaggio”, non solo come risposta “tecnica”, ma come scelta di fraternità, “riattivando la capacità di vicinato, di vicinanza.. in cui è possibile sperimentare questa dimensione del legame” e facendo spazio ai giovani, investendo su luoghi in cui fare “palestra di comunità” e costruendo relazioni condivise tra generazioni per fare esperienze “Insieme con i giovani”.

“Ripartire dai giovani: la proposta salesiana oggi” è il tema dell’intervento di suor Piera Ruffinatto, Preside della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione «Auxilium» che, attingendo alle fonti carismatiche, ha riproposto lo sguardo educativo di Don Bosco – che vedeva il giovane « non come un problema da contenere, ma come una risorsa, una persona da accompagnare con fiducia nelle sue possibilità” – e la sua celebre frase “In ogni giovane, anche il più disgraziato, c’è un punto accessibile al bene” come “vero e proprio paradigma educativo e sociale”. Suor Piera ha poi sintetizzato la proposta salesiana in tre dimensioni fondamentali – la presenza adulta, lo spazio del prepolitico, la rete come metodo – fornendo tre piste di lavoro. “Ripartire dai giovani significa anche accettare che il protagonismo porta incertezza, errore, sperimentazione. Significa smettere di pretendere risultati perfetti e capire che l’educazione è un processo, non una performance”, ha affermato. E ricordando l’intento dell’Associazione “di essere un ponte tra giovani e territori, un laboratorio di partecipazione, uno spazio dove attivare patti educativi, processi di innovazione sociale, percorsi di empowerment giovanile”, ha ribadito “un tratto che ci è caro fin dalle origini: la centralità dell’educazione delle giovani donne”.

Mons. Claudio Giuliodori, Presidente della Commissione Episcopale per l’Educazione cattolica, Scuola ed Università della CEI, si è reso presente attraverso un video messaggio in cui ha parlato della nuova Associazione come “segno profetico” per i tempi che si stanno vivendo, capace di offrire un approccio rinnovato ed efficace alla condizione delle nuove generazioni. “Generare il cambiamento con la Chiesa e nella Chiesa” e camminare con i giovani ponendosi a fianco, rendendosi prossimi e facendoci carico, secondo lo stile sinodale, sono le prospettive che ha condiviso.

“Don Bosco ha sempre saputo vedere oltre e ha avuto l’audacia di rendere concreto quanto intravvedeva per il bene dei giovani. Anche a noi spetta il compito di tenere largo il nostro sguardo, di coltivare la speranza in ogni azione quotidiana perché il sogno nelle mani di tanti giovani diventi realtà!”, ha concluso suor Mara Tagliaferri salutando quanti hanno partecipato a questo arricchente convegno di lancio di una nuova esperienza per le realtà italiane delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

1 COMMENTAIRE

  1. Navigo sul nostro sito al tempo opportuno: trovo interessante anche questo articolo tra gli altri ultimi gia’ considerati in precedenza; sono sempre una notizia nuova, significativa da imitare nel realizzarla applicandola alla propria realta’ culturale e all’ambiente educativo in cui siamo e operiamo.
    “Insieme per i Giovani: trasformare il sociale, generare il cambiamento”. Missione davvero impegnativa che richiede oinvolgimento-partecipazione sinodale con la massima fiducia che i giovani, le giovani stessi corrispondano attivamente, creativamente, capaci anche di sollecotare noi adulti. E’ molto incoraggiante che le stesse Consigliere Generali, altri, altre persone altamente preparate ci offrono la possibilita’ di qualificare la nostra presenza educativa in sintonia con il tema del convegno. L’assunzione di questo impegno educativo sia mezzo ad educarci e educare alla pace fraterna mentre ci riconciliamo con Il Padre. Grazie per tale condivisione

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