Accogliere, accompagnare, discernere e integrare

Accogliere, accompagnare, discernere e integrare

Roma (Italia). Si è svolto dal 13 al 15 febbraio 2017 il Seminario Interambiti presso la Casa generalizia delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Roma, sul tema “Cultura dell’incontro e Amoris Laetitia”.
Hanno partecipato la Madre generale, Madre Yvonne Reungoat, le Consigliere e collaboratrici d'Ambito, le segretarie della Madre.

Una commissione, costituita dalle collaboratrici di sei Ambiti e coordinata dalla Vicaria generale suor Chiara Cazzuola, ha preparato e animato il seminario alternando tempi di studio, letture, analisi e momenti esperienziali d’incontro e di condivisione per individuare aspetti e condizioni da potenziare per vivere la cultura dell’incontro.

La finalità dell'incontro è stata: “Fare esperienza - consigliere e collaboratrici degli ‘ambiti’ di animazione - di studio, approfondimento e ricerca insieme, per porsi nell’Istituto con una visione condivisa sulla “cultura dell’incontro” e per creare convergenza nell’animazione, facilitando il lavoro d’insieme attraverso l’individuazione di atteggiamenti e azioni comuni”.

Nella prima giornata è stato presentato il tema “Cultura dell’incontro e Amoris Laetitia” con un percorso in tre tappe (Fissare lo sguardo, conoscere e gustare), attraverso cui si è fatta una concreta esperienza d’incontro.
La parola di Madre Yvonne Reungoat ad apertura dell’incontro ha motivato la scelta del Seminario Interambiti, per la necessità di riflessioni più condivise al fine di una collaborazione e animazione più convergente e unitaria. La Madre ha detto: «L'unico modo di crescere per una persona, una famiglia, una società, l'unico modo per far progredire la vita dei popoli è la cultura dell'incontro, una cultura in cui tutti hanno qualcosa di buono da dare e tutti possono ricevere qualcosa di buono in cambio. L'altro ha sempre qualcosa da darmi, se so avvicinarci a lui con atteggiamento aperto e disponibile, senza pregiudizi. Quest’atteggiamento aperto, disponibile e senza pregiudizi, lo definirei come "umiltà sociale" che è ciò che favorisce il dialogo. Solo così può crescere una buona intesa fra le culture e le religioni, la stima delle une per le altre senza precomprensioni gratuite e in un clima di rispetto per i diritti di ciascuna».

I momenti successivi hanno aiutato a penetrare la tematica, oggetto di studio e di riflessione, attraverso le relazioni di Mons. Galantino e suor Piera Ruffinatto, momenti di condivisione e scambio a piccoli gruppi.
Monsignor Nunzio Galantino, Segretario generale della Cei, intervenendo sul tema “Cultura dell’incontro e Amoris Laetitia (famiglia, Chiesa, educazione): una lettura teologico-antropologica”, ha sottolineato come i verbi “Accogliere, accompagnare, discernere e integrare le fragilità” sono i quattro imperativi che nell’Amoris Laetitia tratteggiano la “cultura dell’incontro”. Ha precisato poi: «Bisogna convincersi che i quattro verbi valgono per tutti e in tutte le circostanze. Per l’esperienza familiare come per quella comunitaria; per un coniuge o un figlio come per un confratello o una consorella”. Di fronte alla “fragilità”, non servono “atteggiamenti di superficiale buonismo”, ma capacità di “attivare processi segnati da un’accoglienza sincera, da un accompagnamento discreto, da una capacità di discernimento intelligente e da una delicata e coraggiosa inclusione della fragilità”».

Suor Piera Ruffinatto, Docente della Facoltà Pontificia “Auxilium” ha presentato il tema Con i giovani missionari di speranza e di gioia. L’apporto del carisma salesiano alla “cultura dell’incontro e ha richiamato l’invito del Papa a «riscoprire il Vangelo e a viverlo come ha fatto Gesù: non solo vedendo ma guardando, non solo sentendo ma ascoltando, non solo incrociando le persone ma fermandosi con loro, non solo dicendo: “peccato, povera gente!”, ma lasciandosi prendere dalla compassione; “e poi avvicinarsi, toccare e dire: “Non piangere” e dare almeno una goccia di vita”». Si è poi soffermata sul “Sistema preventivo, considerata una versa e propria pratica educativa con caratteristiche proprie e originali. Esso è un metodo tutto fondato sulla relazione interpersonale, sull’incontro tra educatori e giovani sul terreno loro, che è il cortile. Qui, nella semplicità di rapporti quotidiani e informali, si cerca continuamente l’armonia e la sintesi tra la pedagogia “dell’un per uno” e la pedagogia “d’ambiente”, creando comunità dove si respira un clima di famiglia permeato di spontaneità, confidenza e fiducia reciproca”.

Un’esperienza di incontro gratuito con Dio e tra noi è stata la mattinata trascorsa a Orvieto. Mentre nel lavoro del workshop si sono individuati gli aspetti da vivere e potenziare sia come persone, come FMA e nella strategia interambiti a favore dell’Istituto: l’accoglienza, l’accompagnamento, il discernimento e l’integrazione della fragilità, delle risorse e potenzialità; l’incontro attorno alla missione educativa condivisa, mettendo al centro i giovani, specialmente i più poveri; il “subito” e la pazienza, coniugati nell’ottica della gradualità dei processi e del realismo evangelico; l’autenticità dell’incontro che rende fecondo il servizio di animazione e, a sua volta, permea e rigenera le relazioni.

L'incontro, caratterizzato da fraternità e comunione, si è chiuso con la parola della Madre che ha detto: «Voglio ringraziare per la riflessione condivisa, l'esperienza è già un segno di cambiamento, di responsabilità e interconnessione; grazie per il tempo dedicato con serenità e per i passi concreti individuati. Quello che è stato individuato e indicato avrà bisogno di essere approfondito e tradotto operativamente in riferimento a ciascun ambito e ai luoghi concreti in cui sarà proposto e rilanciato, ma costituisce un ottimo punto di partenza del nostro cammino. Anche per noi si propone la legge della gradualità: cominciamo, pian piano, applicheremo le indicazioni con più completezza, saranno le situazioni stesse ad interpellarci e a chiederci risposte più precise e sollecite.
I quattro verbi proposti da Papa Francesco e assunti come direzione di cammino sono molto coerenti con il carisma: un’educatrice non può essere tale se non sa accogliere, accompagnare, facilitare il discernimento e integrare fragilità e ricchezze; ma lo sono anche con il cammino che ci propone il Sinodo sui giovani, anche lì il percorso della Chiesa segue queste quattro direzioni.
Mi auguro e vi auguro, ha concluso, che da oggi cominci un percorso insieme seguendo questa segnaletica, ognuna con i “mezzi di trasporto” che le sono propri o di cui può disporre, ma senza perdere di vista la meta comune.
Maria Ausiliatrice, la Madre che accoglie, accompagna, aiuta a discernere e a integrare, sia sempre accanto a noi e ci benedica!»

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