Al porto antico: 1877- 2017

Genova (Italia). Il 14 novembre 1877 ha portato l’Istituto oltre i confini dell’Europa trapiantando in America il carisma di Don Bosco e di Madre Mazzarello. Con la partenza delle prime sei FMA, lo spirito di Mornese ha varcato l’oceano verso lo sconosciuto “mondo nuovo” e lì ha regalato gioia e speranza a una moltitudine di bambini/e, giovani, donne, famiglie …

Il 14 novembre 2017 a Genova, sotto un cielo plumbeo, proprio come 140 anni fa secondo la cronistoria, la comunità ispettoriale e le direttrici dell’Ispettoria Madonna del Cenacolo (ILS), si sono ritrovate di fronte al porto antico, su una chiatta vicino al famoso Acquario di Genova per rivivere quella partenza.

Da lì si può vedere la LANTERNA e immaginare il luogo da cui le prime missionarie FMA sono partite per l’America Latina.

Il gruppo con l’Ispettrice, suor Carla Castellino, i membri del Consiglio ispettoriale e le direttrici hanno così commemorato la partenza 140 anni fa: partenza che è stata inizio di un’avventura che ancora oggi si ripete in altri porti e aeroporti!

Abbiamo sentito forte la responsabilità di rappresentare l’Istituto in questa circostanza: in ogni luogo si ha la possibilità di ricordare questo momento fondamentale della nostra storia, ma poter essere presenti proprio sul luogo in cui ciò è avvenuto non è da tutti.

Per quest’ occasione è stato proposto un segno e un impegno presentato dall’Ispettrice sr. Carla Castellino con queste parole: «In questo giorno, come Ispettoria non abbiamo un mandato missionario da conferire a giovani o FMA che partono per un’esperienza missionaria, ma ci viene affidato un segno, che è anche un impegno per ogni comunità.

Il planisfero che ricevete servirà per allestire, come crederete bene, un angolo missionario nelle vostre sale comunitarie. Quest’angolo sia richiamo costante alla necessaria preghiera per i missionari, ma anche sollecitazione per tutte a sviluppare una rinnovata creatività missionaria per la sensibilizzazione dei bambini e dei ragazzi alla solidarietà.

Durante l’anno di preparazione per questo importante anniversario, l’Ambito delle Missioni ci ha richiesto di pensare un gesto profetico. La dimensione profetica delle nostre scelte non può essere stabilita a tavolino, ma in questo momento vogliamo prenderci un impegno ispettoriale che – sulla linea della missionarietà ad gentes – coinvolga tutte le comunità. L’impegno degli ultimi anni per il rilancio dell’animazione missionaria ci ha portato a proporre sia nel 2016 sia nel 2017 due esperienze di volontariato estivo in Etiopia. Il desiderio è di consolidare questa relazione con l’Ispettoria dell’Etiopia, trovando una forma di gemellaggio che sarà da pensare con l’Ispettrice d’Etiopia e che potrebbe concretizzarsi ulteriormente con la realizzazione d’iniziative delle singole comunità per la conoscenza e il sostegno dell’attività di volontariato e servizio che di anno in anno porteremo avanti con un gruppetto di giovani e una FMA».

La risposta di tutte a questa richiesta d’impegno è stata il ringraziamento a Dio per la chiamata alla vocazione salesiana missionaria.

Il desiderio è di vivere l’atteggiamento di gioia e di meraviglia che ha caratterizzato le prime sorelle di Mornese, che sognavano la missione come meta di eminente santificazione. Il loro sogno è per noi, ancora oggi, un richiamo a lasciarci contagiare da uno slancio missionario nuovo, capace di tenere sempre acceso il coraggio e la gioia dell’annuncio evangelico, inteso come acqua sorgiva dentro le nostre realtà, spesso aride.

Ci siamo poi recate a Genova Sampierdarena, dove ci hanno accolto i confratelli salesiani: abbiamo visitato la cameretta, dove don Bosco ha più volte sostato e ascoltato le parole di don Alberto Rinaldini che ha ricordato i motivi per cui Sampierdarena è indicata come la SECONDA VALDOCCO; abbiamo partecipato alla Celebrazione Eucaristica in lingua spagnola con il gruppo latino-americano che vede in questa realtà, particolarmente legata al fenomeno della migrazione, una forte presenza.

La giornata commemorativa è terminata dalle nostre sorelle nella comunità di Genova Corso Sardegna: ci è stato offerto un lauto pranzo sulla base del “Menu da Sara” (dal nome della cuoca suor Sara Serlini).

La GRANDE SPEDIZIONE MISSIONARIA chiede a ogni FMA la preparazione per partire, “pur rimanendo nell’abituale posto di missione dove ci troviamo al momento presente”. Uscire per realizzare con Gesù la missione che il Padre ci affida, non richiede necessariamente di andare in altre terre o di attraversare gli oceani, ma di saper varcare le soglie delle preoccupazioni particolari, di uscire dalle proprie comodità per allargare il cuore fino a raggiungere gli orizzonti di tutta l’umanità di cui ogni uomo e donna è parte viva. Grazie al Signore per aver vissuto questa giornata di memoria, sia il prolungamento nel quotidiano dell’essere messaggere di speranza e di gioia.

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1 commento
15/11/2017 16:43:52 - S. Roberte Johnson

Voglio essere un messagera di speranza e di gioia con le mie preghiere e la mia missione con i giovani fino al punto che il Signore mi chiama a Lui per l'éternita...Amen...