La messe è molta.

Assisi (Italia). Dal 24 al 27 agosto 2017, presso la Domus Pacis, in Assisi, è stata realizzata la 15ma Edizione delle Giornate Nazionali di Formazione e Spiritualità Missionaria, un evento promosso dall’Ufficio Nazionale per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese della Conferenza Episcopale Italiana (CEI).

All’evento hanno partecipato circa duecento persone tra sacerdoti, religiosi, laici e tanti giovani, in rappresentanza delle Diocesi italiane, Organizzazioni e Istituti religiosi.

L’Obiettivo delle giornate è stato quello di formare coloro che hanno a che fare con la Missione ad Gentes. Le giornate sono state anche la preparazione all’avvio dell’anno pastorale e un’anticipazione sul tema della Giornata Missionaria Mondiale (per la Chiesa italiana) in programma ad ottobre: La messe è molta.

Per sviluppare il tema: La messe è molta. Ma noi cosa vediamo?, le giornate sono state scandite da alcune domande-provocazione: “silenzi o clamori?”; “deserti o campi di grano?”; “pochi o tanti?”; “per molti o per tutti?”.

Filo rosso delle giornate è stata la Parola di Dio, con la Lectio del giorno guidata dal biblista Luca Moscatelli, di Milano. Le giornate sono state un'occasione di approfondimento e di dialogo, a partire dalla Parola di Dio, che ritorna ad essere il centro e la fonte ispiratrice di ogni missione.

Il focus è stato di cambiare prospettiva, cambiare la qualità dello sguardo dinanzi alla realtà. Per un missionario è necessario purificare e guarire lo sguardo per guardare il mondo con lo stesso sguardo di Gesù. Per agire da veri missionari è necessario guardare di più la messe che la mancanza di operai. Perché anche se mancano gli operai, la messe è ciò che conta, e più importante degli operai, perché è molta e piena di promessa. I frutti ci sono, la speranza di nuovi germogli di vita e di fede guida ogni agire missionario, l’annuncio del Regno è per tutti.

I relatori hanno presentato temi della realtà missionaria da approcci diversi: Gabriella Caramore, saggista: “Fossero tutti profeti nel popolo del Signore!” (Nm 11, 29). Frammenti di profezia nel mondo contemporaneo; Mons. Daniele Gianotti, Vescovo di Crema: Sguardi profetici sul reale. Un pastore cosa vede?; Don Gianluca Carrega, Responsabile della Pastorale della cultura dell'Arcidiocesi di Torino: “Uno sguardo sempre nuovo. Scrittura, lettura, «invenzione»”; Glenda Franchin, filosofa e antropologa: Sguardi profetici sul reale. Una filosofa cosa vede?

Il dialogo in assemblea ha aiutato ad ampliare lo sguardo, sollecitando i partecipanti ad assumere con maggior consapevolezza un atteggiamento nuovo dinanzi alla missione.

Momento di particolare impegno sono stati i laboratori, in cui i partecipanti hanno condiviso la Parola di Dio e insieme hanno cercato di “rinnovare il proprio sguardo” alla luce delle parole-chiave: creazione, elezione, profezia, salvezza, misericordia e verità.

Alle giornate ha partecipato la collaboratrice dell’Ambito per le Missioni suor Maike Loes, un segno di fedeltà carismatica e di partecipazione alla vita della Chiesa locale; è stata un’occasione per ascoltare voci diverse e accogliere come dono la missione che tanti/e altri religiosi/religiose e laici/laiche svolgono nelle Diocesi e nelle comunità locali. Il tema si presenta come una sfida e un’opportunità per l’animazione dell’Ambito che, in sintonia con il cammino tracciato dal Capitolo Generale XXIII, cerca di coinvolgere le Ispettorie per allargare lo sguardo ed essere con i giovani, missionarie di speranza e di gioia.

L’Ambito per la Missione ad Gentes guarda la missione con uno sguardo rinnovato e allargato, fissando l’attenzione più alla messe che alla mancanza di operai, ringraziando per le 13 neo-missionarie arrivate a Roma per la preparazione alla Missione ad Gentes nell’anno 2017-2018 e ringraziando le Ispettorie che hanno condiviso con l’Istituto il dono di una vocazione missionaria ad gentes.

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