Rivista DMA

Memoria oltre il tempo

Memoria oltre il tempo

Tramandare la straordinaria eredità che Gesù ha trasmesso nella consegna di se stesso come Presenza viva: è la ragione d’essere della Chiesa, il suo percorso nella storia. Un mistero di fede, una certezza che è motivo di consolazione, di speranza.
L’anno della fede offre l’opportunità di rivitalizzare la memoria della Presenza di Gesù: fonte a cui attingiamo per dare credibilità all’annuncio della Buona Notizia ai giovani.

Questo ci hanno trasmesso don Bosco e Madre Mazzarello: eredità da custodire e da tramandare, fedeli e creative.
La forza del carisma ci provoca a deporre nel cuore dei giovani il ‘lievito dell’annuncio evangelico’.
Piccoli semi da gettare nel solco della storia, nella vita dei giovani: non sappiamo i tempi della germinazione e della fioritura. Ma certo i frutti verranno, secondo ritmi che non ci appartengono. Lo sottolinea il presente numero della Rivista.

È impressionante il racconto di Giustino, filosofo cristiano, martire a Roma verso il 167 d.C., che documenta come i primi cristiani vivevano la Memoria della presenza di Gesù. «Finite le preghiere… al preposto dei fratelli vengono portati un pane e una coppa d’acqua e di vino temperato; egli li prende ed innalza lode e gloria al Padre dell’universo nel nome del Figlio e dello Spirito Santo, e fa un rendimento di grazie.

Quando egli ha terminato le preghiere ed il rendimento di grazie, tutto il popolo presente acclama: “Amen”. Dopo, quelli che noi chiamiamo diaconi, distribuiscono a ciascuno dei presenti il pane, il vino e l’acqua consacrati e ne portano agli assenti.
Questo cibo è chiamato da noi Eucaristia, e a nessuno è lecito parteciparne, se non a chi crede che i nostri insegnamenti sono veri… Infatti noi li prendiamo non come pane e bevanda comune; ma… come carne e sangue di Gesù incarnato.
Infatti gli Apostoli, nelle loro memorie chiamate vangeli, tramandarono che fu loro lasciato questo comando da Gesù».
Prosegue Giustino: «Nel giorno chiamato “del Sole” ci si raduna tutti insieme, abitanti delle città o delle campagne, e si leggono le memorie degli Apostoli o gli scritti dei Profeti. Quando il lettore ha terminato, il preposto con un discorso ci ammonisce ed esorta ad imitare questi buoni esempi.
Poi tutti insieme ci alziamo in piedi ed innalziamo preghiere; e, come abbiamo detto, terminata la preghiera, vengono portati pane, vino ed acqua… con preghiere e rendimenti di grazie».

È bello pensare che siamo noi, oggi, gli eredi di questa ricchezza, con i giovani a cui Benedetto XVI ha rivolto l’invito: “Andate e fate discepoli tutti i popoli!”.

gteruggi@cgfma.org

OK Su questo sito NON utilizziamo cookie di profilazione, ma solo cookie tecnici e/o per il monitoraggio degli accessi. Se vuoi saperne di più clicca qui. Cliccando sul pulsante OK presti il consenso all'uso di tutti i cookie.