Rivista DMA

La casa della felicità

La casa della felicità

Era il 9 maggio 1837 e a Mornese, nel Monferrato, nasceva Maria Domenica Mazzarello. A 35 anni, con un gruppo di giovani donne, diventava Figlia diMaria Ausiliatrice. Il 14 maggio 1881, a Nizza, Dio la chiamava a sé.È questa la trama di un disegno straordinario, un progetto coraggioso sorto come risposta al bisogno di vita e di speranza dei giovani.

Siamo ora arrivate ad un traguardo già annunciato dalla Madre e dal Consiglio generale e atteso da FMA e comunità educanti in tutto il mondo: la produzione di un nuovo film sulla sua figura. Suor Caterina Cangià ne ha curato la sceneggiatura e accompagnato l’intera produzione.Come era previsto, la diffusione avverrà prima del 5 agosto prossimo, data che segna il 140° di fondazione dell’Istituto.

Il film, che dura circa 100 minuti, è una fiction in costume: “narra”Maria Domenica, il suo tempo, la sua terra, la sua vita, il suo carisma. E il suo prolungamento nella storia, fino ai nostri giorni. Si rivolge a tutti, perché costruito con chiarezza, immediatezza di lettura, informazione, formazione ed emozione!
Alla domanda “che cosa comporta questo progetto oggi, da parte di un Istituto religioso, a fronte di altre urgenze?”, suor Caterina aveva rilevato che è stata una scelta fondata sull’amore per Maria Domenica e sul desiderio di farla conoscere e amare. La richiesta di un nuovo film è arrivata dalle suore e dalle comunità educanti. È urgente comunicare e far vedere, con un linguaggio capito da tutti - quello del cinema - che custodiamo un carisma straordinario da declinare nell’oggi.

La chiave di lettura del film sta in tre parole che sono altrettanti impegni di vita: amore, relazioni, passione educativa.
Amore per Gesù, per la famiglia, le amiche, la natura. Tutto viene fatto per amore, tutto viene vissuto nell’amore. Le relazioni si costruiscono sul dialogo, la comprensione, l’attenzione all’altro, al piccolo. Sono vissute nella semplicità, nel tessuto quotidiano sul quale si innestano la formazione e l’educazione. Sono, soprattutto, il risultato di una grande, festosa relazione: quella con Gesù.
La passione educativa, perché le giovani sempre sono ‘presenti’: tutto si fa per loro, perché imparino un mestiere, non incorrano nei pericoli, si divertano, siano allegre. Perché
crescano sotto lo sguardo di Maria,madre che le ha a cuore più di ogni altra cosa.

La santità – ci dice il film- è possibile, è quotidiana,è sorgente di felicità, la possiamo vivere e far risplendere attorno a noi camminando nel solco di un carisma.

gteruggi@cgfma.org

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