Rivista DMA

Dono di un futuro

Dono di un futuro In genere i giovani tendono a guardare più a quello che deve venire che al passato, anche se per paura del futuro scelgono talvolta di ignorarlo e vivono concentrati sul presente. Ma avvertono comunque la spinta in avanti. Dire “si è sempre fatto così” suscita rifiuto perché rivela staticità e viene interpretato come tentativo di fermare il nuovo e ogni espressione di creatività.
Eppure del passato non possiamo fare a meno, perché “la memoria è sorgente di identità per l’oggi; memoria e identità coniugate insieme sono apertura e garanzia di futuro”. Se è così, è fondamentale per noi guardare al passato in prospettiva del futuro. Non con la nostalgia del sempre fatto o con la sicurezza che ne deriva, ma come “provocazione alla fedeltà nell’oggi”, come “invito a declinare secondo le esigenze attuali” una passione educativa che ha portato tante sorelle ad essere risposta al grido dei giovani.
Nel settembre 2008, a Capitolo appena iniziato, è stata presentata da suor Grazia Loparco una relazione sul tema: Tracce di amore preveniente nella storia delle FMA. Interessanti alcune considerazioni di partenza, enucleate intorno all’idea del dono di un futuro: “La storia ci mostra che le cose non devono necessariamente essere quello che sono, e che essa può aprirsi a un futuro inatteso. […] La storia ci introduce in una comunità più ampia di quella nella quale viviamo oggi. Scopriamo di essere membri della comunità dei santi e della comunità dei nostri predecessori.
Noi confrontiamo le nostre percezioni con la loro testimonianza, ed essi ci invitano a una visione più ampia di quella che potremmo avere negli angusti confini del nostro tempo”. L’impatto della relazione è stato così convincente, che dall’assemblea capitolare è sorta la decisione di costituire un gruppo internazionale per favorire la ricerca, la documentazione, lo studio della storia dell’Istituto. Concretizzata poi nella Programmazione del sessennio in cui, tra l’altro, si invita a “promuovere nelle comunità ispettoriali il ritorno alle radici carismatiche con un’adeguata conoscenza dei Fondatori e del Patroni dell’Istituto che risvegli la passione per Cristo e per le/i giovani e ravvivi la consapevolezza di Maria nella nostra missione” (Programmazione del Consiglio generale 2.1).
Alla domanda posta di recente al card. Carlo Maria Martini: “Come gli adulti dovrebbero comportarsi con i giovani per poter tramandare il cristianesimo e farlo rifiorire?”, la risposta è stata: “Consegna ai tuoi figli un mondo che non sia rovinato. Fa sì che siano radicati nella tradizione, soprattutto nella Bibbia. Leggila insieme a loro. Abbi profonda fiducia nei giovani, essi risolveranno i problemi. Non dimenticare di dare loro anche dei limiti. Impareranno a sopportare difficoltà e ingiurie se per loro la giustizia conta più di ogni altra cosa” (Conversazioni notturne a Gerusalemme 2009).

gteruggi@cgfma.org

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