Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice
Via Ateneo Salesiano, 81 - 00139 Roma
Anno LXXVII - Newsletter N. 19 - 1/11/2006


INFONLINE
Il fatto
27.10.2006 - Città del Messico  (Messico). Incontro continentale di Pastorale mariana
19.10.2006 - Bratislava (Slovacchia). I giovani valorizzano la diversità
Notizie in breve
29.10.2006 - Kendal  (Gran Bretagna). Il giorno della Famiglia
28.10.2006 - Chaclacayo (Perú). Scuola America, Assemblea di verifica
26.10.2006 - Las Palmas (Spagna). Evangelizzazione, una missione condivisa
23.10.2006 - Tam Ha  (Vietnam). Da Gerusalemme al Vietnam
21.10.2006 - Roma (Italia). Le News di INFONLINE anche su cellulare
20.10.2006 - Chochabamba (Bolivia). Sull’esempio di Mamma Margherita
17.10.2006 - Roma (Italia). Strade per la missione educativa
Focus
31.10.2006 - Testimoni di Cristo risorto speranza del mondo.
Ufficio Stampa
28.10.2006 - Alessandria (Italia). Il debito internazionale e l’Italia
27.10.2006 - Roma (Italia). Comunicazione per lo sviluppo
27.10.2006 - Roma (Italia). Annunciate le nuove linee guida di comunicazione per le politiche di sviluppo
Segnalazioni
30.10.2006 - Kigali (Rwanda, Burundi). Festa del grazie ispettoriale in Rwanda
29.10.2006 - Cuiabà (Brasile). Educazione e Memoria
29.10.2006 - Lubumbashi (Repubblica Democratica del Congo). 60 anni di missione nella Repubblica Democratica del Congo
28.10.2006 - Walkerville (Sud Africa). Semi di Pace, di Amore e di Gioia
26.10.2006 - Catania (Italia). Prove di trasmissione
24.10.2006 - Ivato (Madagascar). Donne consacrate, liberate da Cristo
Agenda
Appuntamenti di Novembre

www.cgfmanet.org
PRIMO PIANO
30.10.2006 - Dalle nostre sorelle a Gerusalemme e a Bahia Blanca
21.10.2006 - Primo Congresso degli oratori in Timor
16.10.2006 - Figlie di Maria Ausiliatrice al Convegno ecclesiale di Verona
SPAZIO GIOVANI - NOVITA'
17/10/2006 - Competencia Ciudadana - Es cuestión de afecto y sentido común
SPAZIO GIOVANI - TIME-OUT
26/10/2006 - AMATEVI COME!

Le notizie da Infonline
INFONLINE - Il fatto
27.10.2006 - Città del Messico  (Messico). Incontro continentale di Pastorale mariana ^ Top ^
Incontro continentale di Pastorale mariana Dal 27 settembre al 1° ottobre si è tenuto, a Città del Messico, il Convegno continentale di Pastorale mariana. L'incontro, che si è collocato come preparazione alla V Assemblea dell'Episcopato latinoamericano (CELAM), ha avuto come obiettivo: “Offrire alla Chiesa del Continente, un’istanza di riflessione, orientamento, preghiera e celebrazione, centrata nel mistero della beata Vergine Maria e la sua presenza viva nei nostri paesi, con uno speciale riferimento alla sua missione come modello, madre ed educatrice dei discepoli e missionari di Gesù Cristo, affinché i nostri popoli in Lui abbiano vita”. Vi hanno partecipato suor Elena María Cruz e suor Carmen María Ruiz, fma di san Josè di Costa Rica.
Il Congresso teologico-pastorale si è articolato intorno a quattro relazioni che hanno affrontato gli aspetti teologico-pastorali, di spiritualità e pedagogia del mistero mariano. Quattro le conferenze: Maria, Madre e Modello, formatrice dei discepoli e missionari di Gesù Cristo, di natura teologico-dogmatica, ha affrontato i contenuti fondamentali della mariologia post-conciliare, nella prospettiva del tema della V Conferenza del CELAM, a cura P. Stefano di Fiores, di nazionalità italiana, monfortano;  Il Principio Mariano, chiave per la nostra pastorale, a cura di P. Joaquín Alliende Luco, argentino del Movimento di Shoenstat; Dimensioni e crescita della spiritualità mariana, sui tratti mariani della spiritualità dei discepoli e dei missionari dell'America Latina e dei Caraibi, a carico della dott. Deyanira Flores González, laica, nativa di Costa Rica;  Orientamenti pastorali, per illuminare e sostenere la pastorale mariana che dovrà impegnare i discepoli e i missionari di Gesù Cristo per sviluppare la pietà mariana dei paesi latinoamericani, a cura di P. Francisco Petrillo, italiano, dell'ordine della Madre di Dio.
Molto ricchi anche i laboratori tematici: Maria nella Chiesa: sacramento di comunione - dimensione pastorale; Maria e la catechesi; Maria discepola missionaria; Maria donna eucaristica nella liturgia; Maria e la vita interiore: conservava tutte queste cose nel suo cuore (cf. Lc 2, 19.51); Maria nella pietà popolare e nei santuari; Maria: formatrice di Juan Diego e dei santi latinoamericani; Maria e la donna oggi; Maria ed il nostro impegno sociale; Maria e le apparizioni.  
 «Dopo questa ricca esperienza – raccontano le due sorelle fma – ci rimane come sintesi dell'incontro una verità teologico-pastorale che ha percorso tutto l'incontro: La Chiesa non è organizzazione, bensì organismo di Cristo, non è prima strategia pastorale, bensì vita in Lui». 

Tutto il materiale del convegno è disponibile nella sezione Banca Dati 

 

19.10.2006 - Bratislava (Slovacchia). I giovani valorizzano la diversità ^ Top ^
I giovani valorizzano la diversità Dal 4 all'8 ottobre il VIDES internazionale ha organizzato un Seminario approvato dal Consiglio d’Europa: “I giovani valorizzano la diversità: strumenti e  strategie per lottare contro la discriminazione”. L’iniziativa si è svolta a Bratislava (Slovacchia).
Presenti 43 partecipanti provenienti da 8 paesi europei.
Scopo principale dell’incontro è stato quello di formare animatori interculturali che, attraverso una piena comprensione delle culture, possano valorizzarne le differenze ed individuarne le caratteristiche comuni.
Il Seminario ha contribuito a far conoscere la Campagna “All Different all Equal” ed i suoi principali obiettivi. In secondo luogo, ha contribuito a promuovere il dialogo ed il rispetto tra culture diverse, insegnando a combattere ogni forma di pregiudizio e di discriminazione. Si è poi promossa l’interazione e la collaborazione tra associazioni ed organizzazioni giovanili di diversi Paesi.
Nelle giornate si sono affrontate tematiche relative a:
- individuazione delle diversità nei rispettivi Paesi
- reazioni nei confronti delle diversità
- riscoperta del valore della diversità e di ciò che è comune
- impegno nei confronti di questi valori.
Durante il primo giorno sono stati spiegati i concetti di diversità, partecipazione, e rispetto dei diritti umani mettendo in risalto la differenza fondamentale tra società multiculturale e società interculturale. Il pomeriggio si è concluso con un lavoro di gruppo e la presentazione delle diverse culture presenti nei Paesi rappresentati al Convegno, secondo l’obiettivo della giornata: “Individuare la complessità delle culture nei singoli Paesi”.
L’obiettivo della seconda giornata è stato: comprensione di ciò che è comune a tutte le culture. Il primo intervento di Denisa Adamkovičová, membro di un’associazione a favore degli emigrati, ha spiegato la differenza tra immigrati e rifugiati mettendo in evidenza le difficoltà che questi ultimi si trovano a dover affrontare per integrarsi nelle società che li accolgono e le problematiche che le società incontrano nell’accettare immigrati e rifugiati. Di seguito Katarina Galdunová è intervenuta sul tema dei Diritti Umani, definendoli e spiegando la loro suddivisione in 3 diverse generazioni. Jan Mihalik, membro dell’Associazione Partners per un Cambiamento Democratico, è intervenuto sul tema della non-violenza. Interessante è stata soprattutto la parte in cui, dopo aver spiegato le diverse forme di violenza (diretta, strutturale e culturale), ha poi assegnato dei casi concreti a gruppi composti di 4-5 persone. Tale esercizio ha permesso di mettere subito in pratica le nozioni appena apprese. I lavori della giornata sono terminati con l’intervento di Tomáš Florián, membro dell’associazione locale Domka. La sua testimonianza ha permesso un primo contatto con il lavoro svolto sul territorio nazionale dalle associazioni che si impegnano per il rispetto delle minoranze e una loro maggiore partecipazione e integrazione.
La terza giornata ha messo l’accento sulla ricerca di strategie positive nei confronti della diversità.
Dopo un incontro con rappresentanti di associazioni locali (VIDES Slovacchia, Slovenská humanitná rada, e Nová nádej Slovensko association) i gruppi hanno cercato di individuare le azioni da realizzare nel proprio Paese per combattere i pregiudizi, gli stereotipi e riscoprire il valore di ciò che è diverso e comune alle culture.
Nell’ultima giornata si è approvata la “Carta della Diversità”  redatta da un gruppo ‘interculturale’. In assemblea si sono raccolti i suggerimenti sui destinatari di questa carta, a livello europeo e a livello regionale. Sono state segnalate le iniziative dei diversi gruppi per assicurare una continuità dell’evento nei rispettivi Paesi.

INFONLINE - Notizie in breve
29.10.2006 - Kendal  (Gran Bretagna). Il giorno della Famiglia ^ Top ^
Il giorno della Famiglia Nella casa Sacro Cuore delle fma appartenenti all’ispettoria S. Tommaso da Canterbury (GBR), si è svolto dal 6 all’8 ottobre un week-end per riflettere sul tema della famiglia, organizzato dalla diocesi di Lancaster. Gli adulti presenti hanno avuto la possibilità di ascoltare riflessioni sul tema del matrimonio, mentre i giovani hanno svolto delle attività adeguate all’età. Era presente il Vescovo che ha aperto l’incontro e molti sacerdoti che si sono resi anche disponibili per le confessioni. Le fma con i volontari, guidati da suor Georgina McPake, hanno dato un grosso contributo perché il tutto si svolgesse nel migliore dei modi, in un’atmosfera di gioia salesiana e di apertura al dono dell’evangelizzazione.

28.10.2006 - Chaclacayo (Perú). Scuola America, Assemblea di verifica ^ Top ^
Scuola America, Assemblea di verifica Dal 2 al 5 ottobre a Chaclacayo, in un ambiente sereno e fraterno, si è svolta l'Assemblea di verifica del percorso fatto dalla Scuola salesiana America, per la regione Andina appartenente alla Conferenza interispettoriale CINAB.
Nel terzo incontro di referenti  (ESA), realizzato a Quito nel 2006, si era preso l’impegno di  "continuare il cammino per una sempre maggiore significatività  della missione educativa pastorale salesiana, mantenendo gli impegni presi durante il secondo incontro svolto a  Cumbayá, raccolti nella dichiarazione finale."
Il tema da approfondire per raggiungere la "significatività pastorale delle scuole" e da proporsi a tutta la regione è stato la Comunicazione. Per questa ragione, insieme a delegati dell’ESA, si sono riuniti anche i delegati e le delegate dell'Ambito della Comunicazione.
Don José Luís Anguiano, responsabile Scuola e CFP, ha presentato il tema Don Bosco Comunicatore e suor Tonny Aldana, coordinatrice di ECOSAM, ha illustrato il modello di comunicazione su cui poggia la proposta di Educomunicazione che risponde alla sfida per una scuola salesiana significativa . Il terzo giorno si è partiti dalla domanda di come far diventare trasversale la tematica della comunicazione, per arrivare ad individuare quali processi attivare a partire dall'Educomunicazione, che mentalità formare e che strutture cambiare  per rispondere alle esigenze della realtà giovanile. Questa riflessione  sarà inserita in rete - www.redeamerica.com - in cui ci sarà la possibilità di partecipare ad un forum. Il gruppo si è lasciato con un impegno finale: rinvigorire la Rete America con la costruzione collettiva della proposta di lavoro della regione CINAB Andina per il terzo incontro Continentale di ESA.

26.10.2006 - Las Palmas (Spagna). Evangelizzazione, una missione condivisa ^ Top ^
Evangelizzazione, una missione condivisa I professori appena assunti dalle scuole di Tenerife e Las Palmas hanno iniziato il loro cammino di formazione attraverso un incontro dal titolo “Evangelizzazione, una missione condivisa", allo scopo di riflettere e studiare i temi principali della pastorale scolastica e alcuni aspetti basilari della Proposta educativa salesiana. L’incontro si è svolto dal 6 al 7 ottobre nella casa fma di Tomás Morales, e ha visto la partecipazione di quasi un centinaio di professori. Suor Maribel Barreda ha animato i partecipanti a delineare la figura dell'educatore con cuore pastorale e ha mostrato la visione della Scuola come piattaforma di evangelizzazione. Tutto in un clima di gioia ed entusiasmo, in cui non sono mancate le tematiche importanti della Ragione, Religione e Amorevolezza. Suor Amparo Sánchez  ha illustrato l'identità della Scuola delle Figlie di Maria Ausiliatrice a partire dalla missione, dalla visione e dai valori che la caratterizzano come scuola cattolica e salesiana. La Coordinatrice ispettoriale delle scuole ha sottolineato l’importanza di rivolgersi prioritariamente a chi è più svantaggiato: solo in questo modo si educa con lo stile di Don Bosco e Madre Mazzarello. Tra altre riflessioni, suor Amparo ha indicato nella frase "buoni cristiani ed onesti cittadini” il distintivo con cui gli alunni dovrebbero uscire delle case salesiane fma.

23.10.2006 - Tam Ha  (Vietnam). Da Gerusalemme al Vietnam ^ Top ^
Da Gerusalemme al Vietnam Dal 20 al 26 settembre, suor Orsolina Kim appartenente all’ispettoria della Corea, ha animato un gruppo di 25 sorelle vietnamite dell’ispettoria Maria Ausiliatrice del Vientam (VTN), in un viaggio spirituale a Gerusalemme per approfondire la parola di Dio nei diversi documenti dell’Istituto fma. Nei sette giorni di incontro si è riflettuto sulla parola di Dio presente nelle Costituzioni, con approfondite meditazioni, inoltre suor Orsolina ha condiviso presentazioni in power point e video che mostravano l’esperienza del primo gruppo che ha partecipato al Progetto Gerusalemme, nel periodo marzo-maggio di quest’anno. Sono stati giorni intensi di preghiera e condivisione della Parola che hanno dato nuovo entusiasmo alle sorelle della Visitatoria, e il desiderio di fare altrettanto nella propria comunità.
Oltre che a Timor, la Conferenza interispettoriale di Asia orientale (CIAO) ha previsto la comunicazione dell’esperienza fatta da suor Orsolina anche in altre ispettorie, per una adeguata e diffusa ricaduta del Progetto Gerusalemme.

21.10.2006 - Roma (Italia). Le News di INFONLINE anche su cellulare ^ Top ^
Le News di INFONLINE anche su cellulare E’ disponibile un altro canale di informazione per le news delle FMA!
Da oggi potrai leggere le ultime 5 news della rubrica Notizie in breve direttamente su cellulare.
Ogni notizia è corredata anche da un’immagine, se presente sul sito. Come è possibile tutto questo? Grazie alla tecnologia Flash Lite della Adobe Macromedia, che permette di gestire in maniera facile e versatile contenuti multimediali (testo, grafica, video audio) direttamente sui cellulari di ultima generazione.
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Approfondimento: la comunicazione “mobile”


20.10.2006 - Chochabamba (Bolivia). Sull’esempio di Mamma Margherita ^ Top ^
Sull’esempio di Mamma Margherita

Il campo Mamma Margherita è stato, per l’ispettoria boliviana N. S. della Pace (BOL), un’esperienza di festa e di riflessione sulla tematica della famiglia che ha visto radunati numerosi giovani e molte mamme. Dal 1 al 3 settembre, infatti, a Chochabamba, i gruppi rappresentanti di ogni casa dell’ispettoria hanno presentato vari numeri dove a partire dalla figura di mamma Margherita hanno messo a fuoco i valori fondanti della famiglia. Durante i 3 giorni si sono alternati momenti di festa, di preghiera, di riflessione nei lavori di gruppo e di condivisione. Significativa la presenza di tante mamme di fma e di sdb protagoniste di alcuni momenti particolari della festa. C’è stato, infatti, un dibattito in cui si sono confrontati un gruppo di giovani e un gruppo di mamme. Da qui è nato un buon dialogo sulle problematiche di entrambe le categorie. Molto divertenti i momenti di celebrazione e di gioco. In preparazione a questo avvenimento le alunne delle scuole fma erano state invitate a presentare un lavoro di riflessione sul tema “La famiglia comunità di vita e di amore”. Il dover ricercare su libri, giornali, riviste e opuscoli  tutto ciò che riguarda la famiglia ha risvegliato in loro sentimenti di unione, amore, pace e solidarietà.

   

17.10.2006 - Roma (Italia). Strade per la missione educativa ^ Top ^
Strade per la missione educativa Dal  5 al 7 ottobre si è tenuto a Roma un seminario dal titolo  «Comunità Educanti, unite per l’unica missione». A partire dal documento Perché abbiano vita e vita in abbondanza, le Consigliere ispettoriali per la Formazione, la Pastorale giovanile e le referenti per la Comunicazione sociale delle ispettorie d’Italia si sono fermate tre giorni a riflettere sul significato del nucleo animatore della Comunità educante.
Il cammino verso il Capitolo generale ha messo a fuoco una scelta ‘profetica’: Comunità educanti capaci di vivere la sequela di Gesù, scegliendo i giovani più poveri, con uno stile di animazione capace di irradiare il carisma nel territorio.
Il seminario – animato dall’ambito di Pastorale Giovanile – è stato un momento forte di ricerca che ha coniugato le Linee della Missione educativa con le esigenze di oggi, con i bisogni e la realtà dei giovani e le sfide culturali che continuamente sfidano il carisma.
Il confronto tra la realtà e le sollecitazioni dell’Istituto ha avviato il processo di ‘traduzione’ nel contesto italiano delle Linee che sollecitano a cercare nuovi areopaghi per l’annuncio e l’incontro dei giovani con Gesù.
Attorno alla missione trova significato nuovo il cammino di risignificazione del carisma, la riflessione sul Sistema preventivo, la ricerca sul ‘nuovo governo’.
Mai come oggi si è sentito il bisogno di ‘andare al cuore’ delle cose, oltre le iniziative sporadiche, oltre i percorsi settoriali: forse il sogno di comunione sta mettendo radici.

INFONLINE - Focus
31.10.2006 - Testimoni di Cristo risorto speranza del mondo. ^ Top ^
Il IV Convegno ecclesiale nazionale italiano, promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI), dal tema "Testimoni di Cristo risorto speranza del mondo", si è svolto dal 16 al 20 ottobre a Verona. È stato organizzato intorno a 5 ambiti di riflessione: vita affettiva, lavoro e la festa, fragilità umana, tradizione, cittadinanza. Evento importante per la Chiesa italiana, ma anche evento da guardare con ottica internazionale, visti i numerosi delegati di Conferenze episcopali di altri Paesi e i rappresentanti delle comunità cattoliche straniere in Italia, che hanno partecipato come delegati delle diocesi di appartenenza. Al Convegno erano presenti anche 20 Figlie di Maria Ausiliatrice, provenienti da quasi tutte le ispettorie d’Italia e dalle Case dipendenti, come delegate dalle diocesi, o invitate direttamente dai Vescovi, oppure rappresentanti degli organismi delle religiose o delle associazioni salesiane nazionali o con accredito stampa

Il Convegno in numeri
Il Convegno in numeri 2.700 sono stati i delegati presenti al quarto Convegno ecclesiale nazionale. 450 i volontari CEI mobilitati per tutto il Convegno, diventati 1.200 nel giorno dell’accoglienza al Papa. 15.000 i fedeli presenti all’Arena alla celebrazione d’apertura.  100. 000 i pellegrini arrivati a Verona  in occasione della visita del Papa. 400 le linee internet predisposte nei padiglioni della Fiera durante il Convegno. 300 le postazioni stampa a disposizione dei giornalisti. 170 i cuochi e i camerieri mobilitati per i pasti dei delegati. 5.000 i posti auto a disposizione attorno alla fiera durante il Convegno. 

Il punto di partenza
Il punto di partenza Riscoprire il battesimo «che ci iscrive nell’anagrafe della nuova patria, il cielo». Prendere sul serio il mondo «perché è Cristo che ce lo insegna». Non temere le sfide del secolo perché il credente può contare sulla forza «persuasiva e pervasiva» del Vangelo. Queste alcune espressioni di apertura del Convegno durante la celebrazione inaugurale da parte del Vescovo della diocesi di Verona, padre Flavio Roberto Carraro. Nell’Arena di Verona, antica costruzione romana,  diventata per un pomeriggio sede di un rito religioso che ha fatto memoria dei santi di tutte le diocesi italiane, padre Flavio ha illustrato il senso dell’essere cristiani. Un evento che, se da un lato trasforma il battezzato in un cittadino del cielo, dall’altro gli impone di non sottrarsi alla responsabilità di vivere – come Abramo – sulla terra che Dio gli ha dato. Per padre Flavio, l’essere credente «comporta una nuova posizione sul mondo, sulle cose, sugli affetti, sulla gestione del tempo, sul lavoro, sul disagio, sulla festa, sulle relazioni sociali, sull’impegno politico, sul corpo, sul male, sul bene comune, sulla storia e sul passato, sui giovani, sulla famiglia, sull’anziano, sulla vita nascente, sul futuro e sulla morte, sul dopo morte. Ogni dimensione della vita – ha concluso il vescovo di Verona – ha sete del Vangelo, lo reclama».
I 2.700 delegati sono arrivati all’Arena confluendo da 4 punti differenti della città: 4 Chiese a simboleggiare i 4 punti cardinali in cui si è diffuso il Vangelo di Gesù e i 4 evangelisti che per primi hanno dato l’annuncio della buona novella.
Nel pomeriggio, i gruppi hanno cominciato a radunarsi fuori e dentro le 4 chiese del centro storico della città di Verona: San Luca Evangelista, Santi Apostoli, Santa Maria della Scala e San Fermo. Dopo aver seguito, grazie ad un collegamento audio, la prima parte della celebrazione di apertura, i delegati si sono messi in marcia ripercorrendo lungo le vie del centro di Verona il percorso di preparazione durato mesi e che li ha condotti fin lì.  Dopo l’arrivo di tutti i delegati e l’illuminazione delle icone dei santi (216) protettori delle diocesi italiane, posti sulle gradinate dell’Arena, mons. Dionigi Tettamanzi, Cardinale di Milano, ha tenuto il discorso che ha dato il via ufficiale al Convengo. Così in apertura: «Parliamo non solo “di” speranza, ma anche e innanzitutto “con” speranza. È la speranza  come “stile virtuoso” - come anima, clima interiore, spirito profondo - prima ancora che come contenuto». «Siamo chiamati a “custodire”, ossia conservare, vivere e rilanciare l’originalità, la novità – unica e universale – della speranza cristiana, il DNA cristiano della speranza presente e operante nella storia».
Il cardinale Tettamanzi ha indicato che la «scommessa più forte», per questa nostra società complessa e frammentata è «la dimensione escatologica della fede». La speranza cristiana non è la semplice attesa della conclusione della vita e del mondo essa «entra, abita, plasma e trasforma l’esistenza quotidiana». Dio ha dato il suo Logos per la vita del mondo. «La testimonianza cristiana sbarra la strada alla stupidità dell’autolesionismo nel quale ci stiamo macerando: fra la "morte di Dio" e la "fine della storia". Già ora. Per noi e – soprattutto – per la generazione a venire».
Un’altra parola chiave del discorso del Cardinale Tettamanzi  è "laici". "Laico" è un termine che in italiano può essere contraddittorio, e al quale il Cardinale ha restituito la sua valenza dipendente dal Logos.  «Fino a che ci sono laici, immensa rete del Signore, che è forte anche a maglie larghe, c’è una Chiesa cristiana e cattolica come deve essere. E finche c’è in essi appassionata alleanza di fede e Logos, c’è speranza per tutti».
Alla domanda su quale sia la forma specifica della testimonianza cristiana, il Cardinale Tettamanzi,  a chiusura della sua relazione, ha così risposto: «Ora, se a  decidere la risposta generale è la coerenza, cioè il  vissuto in sintonia con i valori ideali e con le esigenze morali  delle persone e della comunità,  la risposta propria della  testimonianza cristiana è la coerenza con la grazia e le  responsabilità che ci vengono dall'incontro vivo e personale con Gesù  Cristo morto e risorto, dall'obbedienza alla sua parola, dalla sequela  del suo stile di vita, di missione e di destino». Per il prelato «non ci sono alternative». É dunque indispensabile che i cattolici assumano l'invito che San  Paolo rivolse alla Chiesa in Efeso: «Quelli che fanno professione di  appartenere a Cristo si riconosceranno dalle loro opere. Ora non si  tratta di fare una professione di fede a parole, ma di perseverare  nella pratica della fede sino alla fine».  In ultima battuta: «È meglio  essere cristiano senza dirlo, che proclamarlo senza esserlo».

Ambiti di riflessione con al centro la persona
Ambiti di riflessione con al centro la persona Il Convegno di Verona si è mosso intorno all’approfondimento di alcune grandi aree dell’esperienza personale e sociale che sostengono la testimonianza dei credenti.  Oggi più che mai il cristiano è chiamato a rendere conto della fede nei vari settori in cui si articola la sua attività quotidiana. Un impegno che riguarda sia la sfera privata sia la dimensione pubblica. Dall’attività professionale alla vita in famiglia, il Convegno raccoglie timori e auspici di chi crede nella novità del Vangelo.
I cinque ambiti individuati per il Convegno di Verona sono:
- La vita affettiva
- Il lavoro e la festa
- La fragilità umana
- La tradizione
- La cittadinanza
La scelta di dividere i lavori secondo queste cinque tracce di riflessione è maturata dal progetto culturale ed era già contenuto negli Orientamenti pastorali pubblicati agli inizi del decennio: «Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia».
Il problema era come testimoniare l’annuncio del Risorto mettendo al centro la persona prima delle articolazioni della pastorale, ormai decennali. «Il principio di partenza – spiega Vittorio Sozzi , responsabile del progetto culturale della CEI – è la prospettiva di rimettere al centro la persona. Il che implica una revisione e una verifica della comunità cristiana e della capacità di stare insieme. Ogni struttura pastorale è una mediazione culturale, quindi l’articolazione delle forme, il linguaggio stesso con il quale annunciare il Vangelo sono frutto di una lettura che la Chiesa fa dell’uomo del suo tempo. Se va annunciato Cristo a un uomo cambiato, anche la Chiesa deve ripartire».
Ecco allora come si è arrivati a indicare per Verona la dimensione affettiva; quella della gestione del tempo, attraverso la polarità festa-lavoro; la dimensione della trasmissione della vita e del suo senso in un momento complesso; la questione della fragilità, in un tempo in cui alcune povertà materiali sono superate, ma non le debolezze; infine la cittadinanza, il senso comune condiviso. Sono i nodi con i quali l’uomo contemporaneo – anche non credente – è chiamato a misurarsi per dare un senso alla propria esistenza.

Vita affettiva
Vita affettiva La psicologa Raffaella Iafrate, docente all’Università Cattolica Sacro Cuore (Milano), nella sua riflessione introduttiva ai lavori dell’ambito dell’affettività, sostiene che «sottrarre alla vita degli affetti la scintilla di divinità è come ridurre l’uomo a un fantoccio, come togliergli quella prospettiva di futuro che dà senso alla sua esistenza». Il riflettere su questa dimensione della vita è una sfida al non senso a cui sono ridotte oggi le relazioni umane, perché l’affettività «non è solo una dimensione essenziale dell’umano, bensì un tratto della relazione con il Dio non astratto, ma incarnato». Questo vuol dire anche «sforzarsi di rigenerare le nostre relazioni familiari nella loro più autentica e profonda valenza relazionale e simbolica». Per la Iafrate non si può ridurre l’affettività a una dimensione solo individuale, senza una dimensione etica. Alla radice c’è una mancanza di unità tra corpo e mente. La vita non può che essere una esperienza di relazione e non può non avere una dimensione etica. L’uomo non si può definire se non in relazione all’altro e la dimensione etica rappresenta l’unità tra fisicità e spiritualità, tra passione e ragione. La famiglia è il luogo dove concretamente si sperimentano i legami orizzontali – la coppia, i fratelli – e quelli verticali – genitori e figli, nonni e nipoti. Essa è il luogo per eccellenza degli affetti e delle responsabilità, l’ambito nel quale la persona impara a dare e ricevere amore. «In essa – continua la psicologa – si sperimenta prima come figli poi come coniugi e genitori, il principio dell’amore come realtà esclusiva e indissolubile, che porta in sé una scintilla di divinità».

Lavoro e festa
Lavoro e festa Lavoro e festa. Modi del vivere il tempo ma, anche dimensioni che non devono, non possono, annullarsi vicendevolmente ma devono trovare, o ricuperare equilibrio. Perché la «posta in gioco è il modo in cui viviamo oggi il tempo e il discorso che, su questa questione viene dalla nostra assise di Verona può essere un contributo per tutti». Così Adriano Fabris, prof. Ordinario di filosofia morale all’Università di Pavia. «Il centro della questione  - continua – è come viviamo oggi il tempo, che è un modo non adeguato, spesso sbilanciato. Recuperare la scansione del tempo significa che va recuperato il senso del lavoro stesso, il lavoro come momento in cui l’uomo si realizza, uscendo dal circolo vizioso di lavorare per consumare e di consumare per lavorare. E con questo possiamo recuperare il senso della festa, della vacanza che non significa semplicemente tempo vuoto che mi prendo per me, ma tempo che posso prendermi anche per gli altri». 

Fragilità
Fragilità A introdurre i lavori sull’ambito della fragilità è stato Augusto Sabatini, giudice del tribunale dei minori di Reggio Calabria: «Di fronte a momenti di estrema fragilità si può arrivare a pensare di togliersi la vita, oppure scegliere di dare e ricevere amore e scegliere la speranza. Il nodo è lì – sostiene - perché la fragilità in questi casi diventa una risorsa. Questo avviene attraverso un salto di qualità». Per Sabatini, che fa ogni giorno esperienza di incontro con persone fragili, esiste una relazione tra il massimo di fragilità, anche quella più penosa e carica di sofferenza, e Dio. Il suo suggerimento è quello di proporre alla comunità ecclesiale modelli (anche santi) dalle fragilità umane, perché è in quelle che si trova il mistero di Dio, Padre e creatore.

Tradizione
Tradizione Per Costantino Esposito, docente di storia della filosofia dell’Università di Bari, la parola tradizione è sinonimo di presente da interpretare, non come «una storia gloriosa da conservare devotamente e archeologicamente». Introducendo i lavori di questo ambito, egli spiega che oggi si fa molta fatica a comprendere la tradizione come vita: «Essa non riguarda semplicemente il nostro passato, ma costituisce una vera e propria dimensione del presente. Del resto possiamo sperimentarlo tutti i giorni. Le nostre azioni, il nostro modo di vivere, la nostra stessa  identità dipendono da ciò che abbiamo ricevuto, dall’educazione, dalla famiglia. Noi siamo una storia, siamo fatti di questo passato che continua ad orientarci e a segnare la direzione da cui proveniamo e quella verso cui andiamo». E questo vale soprattutto per la fede cristiana, altrimenti «c’è il rischio di un cristianesimo senza Cristo, una storia gloriosa che non dice nulla al presente. Ma quando si parte da un vuoto e non da una presenza in realtà si arriva all’idea che in fondo non vi sia nulla per cui valga la pena di vivere». La tradizione  quindi è incontro che avviene nel presente. Incontro con la persona di Cristo attraverso coloro che ne hanno fatto esperienza e possono testimoniarlo.

Cittadinanza
Cittadinanza Un ultimo ambito considerato è quello della cittadinanza, in cui si esprime la dimensione dell’appartenenza civile e sociale delle persone.
Per il sociologo Luca Diotallevi «cittadinanza è rendere la “polis” più visibile e umana». Affermare che la speranza della Chiesa e dei credenti reca un contributo alla crescita della polis non significa violare il principio di laicità.  «Noi cristiani speriamo così, mentre siamo in attesa della seconda venuta di Cristo, possiamo attendere alla città per renderla più umana e vivibile».

Conclusioni
Conclusioni Il 19 ottobre è stato il giorno di papa Benedetto XVI, che è intervenuto al Convegno accolto da tantissimi fedeli provenienti dalle diocesi vicine, dai rappresentanti di Associazioni e Movimenti, e dalle autorità politiche nazionali, oltre ai delegati che avevano partecipato ai lavori.
Il  discorso del Papa è stato fondamentale per i termini concettuali e per le applicazioni alla realtà italiana, arricchito da una approfondita analisi del clima culturale in cui l’Occidente è oggi immerso.  Analisi che non si è fermata a valutare ciò che di problematico c’è, ma ha puntato sulle risorse che la cultura contemporanea offre per leggerle alla luce del Vangelo.
«Per parte mia – ha detto il Papa – vorrei sottolineare come la fede nel Dio dal volto umano porta la gioia nel mondo: il cristianesimo è infatti aperto a tutto ciò che di giusto, vero e puro vi è nelle culture e nelle civiltà, a ciò che allieta e consola e fortifica la nostra esistenza».
Il suo messaggio è stato di valenza universale e può essere raccolto da  tutti i credenti: «Portate il lieto annuncio ai poveri, restaurate le città desolate. Siate testimoni di un’esistenza convertita e perdonata».
È un messaggio forte, di speranza. Un messaggio di incitamento  a essere testimoni senza paura. Perché «in un mondo che cambia, il Vangelo non muta». E i cristiani, allora, devono essere “testimoni” di quel Gesù risorto che, morendo, ha dato loro una speranza invincibile nella vita eterna. «Forti della speranza non abbiamo paura delle prove, le quali, per quanto dolorose e pesanti, mai possono intaccare la gioia profonda che ci deriva dall’amore di Dio. Il suo amore ci basta».
Anche il Cardinale Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale Italiana ha lanciato un invito a tutti i delegati presenti, alla fine del Convegno: «Da questa assemblea sale un’umile preghiera, che implica però anche un sincero proposito, affinché il primato di Dio sia il più possibile "visibile" e "palpabile" nell’esistenza concreta e quotidiana delle nostre persone e delle nostre comunità».
Il Cardinal Ruini ha invitato ad essere "Uomini toccati da Dio", cristiani che avvertono il fascino e la concretezza di "quella misura alta della vita cristiana che è la santità". È qui il vero "fondamentale" - come lo ha definito il Cardinale - "del nostro essere di cristiani".

Al termine dei lavori, non solo i Delegati presenti, ma tutti coloro che hanno seguito il Convegno attraverso la stampa, la tv, internet, hanno avuto la percezione che si sia vissuta una grande esperienza di condivisione maturata da un’analisi onesta della realtà, che ha portato ad individuare problemi e risorse, ha dato entusiasmo per rinnovare l’impegno concreto, ha affidato una forte responsabilità ai laici e al loro “stare nel mondo”.
Impegno per la Chiesa Italiana, ma, crediamo, adattabile a vari contesti: quello di testimoniare la speranza, dando ragione della nostra fede.

INFONLINE - Ufficio Stampa
28.10.2006 - Alessandria (Italia). Il debito internazionale e l’Italia ^ Top ^
Il debito internazionale e l’Italia Intorno alla questione del debito si è sviluppata un’azione internazionale frutto della sensibilità suscitata durante il Giubileo.  Azione che ha riguardato però quasi esclusivamente una parte dei paesi a basso reddito, quelli toccati dall’iniziativa HIPC.
I paesi a medio reddito, in particolare l’America latina, soffrono di un grave debito non preso in considerazione dall’iniziativa internazionale.
Della situazione di questi paesi e delle proposte di rinnovo degli strumenti internazionali per agire sul debito ne hanno parlato oggi nel seminario pubblico che ha concluso una settimana di lavori (24-28) sul debito latinoamericano.
Il seminario pubblico organizzato dalla Fondazione Giustizia e Solidarietà (Fgs) e Latindadd, nella sala Bernini del Park Hotel Torrerossa - spiega il direttore della Fgs Riccardo Moro - «ha proprio messo a confronto questi rappresentanti con quelli del Nord del mondo e col governo italiano». In un momento – ha aggiunto - «in cui con la legge finanziaria il governo non aumenta l’aiuto pubblico allo sviluppo ma si propone di allargare la possibilità di utilizzo della legge italiana sul debito».
La Fgs, presieduta dal vescovo di Alessandria Fernando Charrier, ha introdotto la seduta pubblica, promossa anche dalla Conferenza Episcopale Italiana e da altri soggetti del mondo cattolico italiano.

27.10.2006 - Roma (Italia). Comunicazione per lo sviluppo ^ Top ^
Comunicazione per lo sviluppo «Comunicazione è Sviluppo». È questa la parola d’ordine emersa a conclusione dei tre giorni di dibattito dal Congresso mondiale su Comunicazione per lo sviluppo, organizzato dalla Banca Mondiale, FAO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Agricoltura e l’Alimentazione e “The Communication Iniziative”. 
Salute, Governance e Sviluppo Sostenibile sono stati, tra l’altro, i principali temi in cui l’assemblea, divisa a gruppi di interesse, si è confrontata.
Per la prima volta su così ampia scala molti dei più influenti leader in materia di comunicazione e di sviluppo si sono riuniti a Roma per discutere su come migliorare l’efficacia dei programmi di sviluppo attraverso l’uso degli strumenti della comunicazione.
Nel corso del Congresso poi sono state presentate una serie di raccomandazioni per i policymaker, gli operatori dello sviluppo, i donatori, i rappresentanti delle ONG e i professionisti della comunicazione. Per ulteriori informazioni: www.devcomm.org

27.10.2006 - Roma (Italia). Annunciate le nuove linee guida di comunicazione per le politiche di sviluppo ^ Top ^
Annunciate le nuove linee guida di comunicazione per le politiche di sviluppo Andate a casa e ascoltate i vostri cittadini. É questo il messaggio finale lanciato dai partecipanti ai rappresentanti delle istituzioni durante il primo Congresso Mondiale sulla Comunicazione per lo Sviluppo (WCCD), conclusosi oggi a Roma nella sede della Fao. 
«La comunicazione è sviluppo», hanno dichiarato, chiedendo di conseguenza un significativo miglioramento degli interventi a favore della comunicazione, perchè le iniziative di sviluppo non sostenute da misure di comunicazione sono sostanzialmente inefficaci. 
«Vogliamo raggiungere i Millenium Development Goals (MDGs), vogliamo sconfiggere la povertà, non solo economica, non solo la povertà finanziaria, ma vogliamo che i diritti sociali dei paesi poveri siano riconosciuti e non dimenticati. La comunicazione è il vero cuore di questa dimensione sociale dei diritti, e questo è il motivo per cui la comunicazione accompagna mano nella mano lo sviluppo», ha dichiarato Patrizia Sentinelli, vice ministro degli Affari Esteri, nel discorso di apertura del WCCD.
«Il Congresso ha dimostrato che la Comunicazione per lo Sviluppo è uno strumento essenziale per lo sviluppo e che deve ricevere maggiore attenzione a livello internazionale» ha aggiunto Paul Mitchell, responsabile della divisione di Comunicazione per lo Sviluppo della Banca Mondiale.
Ong, istituzioni multilaterali per lo sviluppo, donatori bilaterali, esperti di sviluppo e accademici hanno ricavato le conclusioni più utili provenienti dall’ampia serie di dibattiti, discussioni e scambi che si sono svolti al Congresso e le hanno trasformate in un insieme di semplici raccomandazioni per i rappresentanti delle istituzioni su argomenti quali le modalità per migliorare l’uso della comunicazione da parte di governi e comunità e produrre così risultati più tangibili. Un concreto insieme di raccomandazioni è stato concordato e servirà come uno strumento di advocacy per raggiungere i policymaker.
«Dare voce alle persone, aiutandole a far sì che la loro voce venga ascoltata: solo in questo modo lo sviluppo diviene sostenibile», ha detto poi Jacques Diouf, direttore generale della FAO. «Anche essere buoni ascoltatori aiuta, perché abbiamo molto da apprendere dagli altri».
Meno propaganda, quindi e più impegni concreti sul campo. Meno monologhi, più dialoghi in cui ci sia interazione e partecipazione. Ciò significa maggiore trasparenza e migliore governance, un accesso semplificato ai servizi sanitari e all’istruzione, un trattamento più equo delle minoranze ed uguaglianza di genere, solo per nominare alcune delle aree su cui è necessario lavorare.
Ed è «giunto il momento i cui i policymaker diano priorità alla comunicazione», ha sottolineato Garth Japhet, presidente della Communication Initiative Partnership.
Comunque al Congresso si è constatato un impatto positivo della comunicazione nei progetti di sviluppo. Più di 700 partecipanti selezionati provenienti da ogni parte del mondo hanno presentato esperienze concrete e rapporti di ricerca. Professionisti di oltre 200 organizzazioni hanno preso parte a laboratori creativi e seminari per condividere esperienze, scambiare idee e discutere le strategie di comunicazione più efficaci.
L'appello rivolto ai rappresentanti delle istituzioni è indirizzato a chiunque è impegnato nello sviluppo. É giunta l’ora di ascoltare.


INFONLINE - Segnalazioni
30.10.2006 - Kigali (Rwanda, Burundi). Festa del grazie ispettoriale in Rwanda ^ Top ^
Festa del grazie ispettoriale in RwandaPerché abbiano vita e vita in abbondanza” è stato il tema della festa del Grazie ispettoriale celebrata per la prima volta in Rwanda a Kigali nel mese di settembre scorso.  AFE è una ispettoria molto grande che comprende Etiopia, Sudan, Ruanda, Kenia e la Tanzania e così ogni anno cambia la sede per la celebrazione. La Tanzania sarà la prossima. Un simbolo scelto per esprimere il tema della Vita in Abbondanza era l’albero del banano, che si trova in abbondanza nella terra delle mille colline, come viene chiamato il Rwanda. 
L’occasione della festa ha dato la possibilità a tutte le partecipanti di avere anche dei momenti di riflessione, soprattutto sui temi della vita comunitaria, e della testimonianza.
Dopo la celebrazione Eucaristica i giovani della scuola don Bosco,
Dopo la celebrazione i giovani dalla Scuola di SDB in Getenga hanno ravvivato la festa con balli tradizionali e giochi acrobatici, con canzoni e burle.  

29.10.2006 - Cuiabà (Brasile). Educazione e Memoria ^ Top ^
Educazione e Memoria È stato pubblicato il volume “Asilo Santa Rita” – Educaçao Femminina Católica, scritto da suor Ivone Goulart Lopes, fma dell’ispettoria Nostra Signora della Pace di Cuiabà (Brasile). Il volume raccoglie una ricerca intorno all’istituzione educativa dell’Asilo Santa Rita nel suo percorso storico che va dal 1890 al 1930. L’opera, sorta nel 1890 con le Figlie della carità di S.Vincenzo de’ Paoli, ha avuto successivi passaggi di direzione: le Figlie di Maria Ausiliatrice hanno diretto l’opera dal 1895 al 1903 e, dopo un’interruzione di 19 anni, hanno ripreso la guida dal 1022 al 1972.  Oltre all’insegnamento nella scuola primaria, l’istituzione Santa Rita era comprensiva di scuola e corsi professionali di vari livelli per adolescenti e giovani.
Il lavoro di suor Ivone è pubblicato all’interno di una collana “Educazione e Memoria”, in un elegante cofanetto di 4 volumi. Rappresenta un importante contributo nell’ambito della storia dell’educazione del Brasile e specificamente del Mato Grosso, e permette di documentare il cammino dell’educazione della giovane donna all’interno della società brasiliana.

29.10.2006 - Lubumbashi (Repubblica Democratica del Congo). 60 anni di missione nella Repubblica Democratica del Congo ^ Top ^
60 anni di missione nella Repubblica Democratica del Congo Il 14 ottobre 1946, suor Josée Vandevoort, una coraggiosa missionaria belga, arrivava nella Repubblica Democratica del Congo dopo un viaggio di 44 giorni in piroscafo. Con lei c’erano due fma, suor Elisa Hoogsteyns e suor Irene Kukumbergova, e un salesiano, P. Joseph Peerling che divenne il primo ispettore nella RDCongo.  In questi 60 anni, suor Josée ha vissuto l'epopea missionaria dei primi tempi, condividendo con il popolo congolese la dura esperienza della guerra, della dittatura, della miseria, lottando con la tenacia del suo carattere e della sua fede per la promozione umana e cristiana dei più poveri, con una generosità che non guarda al sacrificio.   
Il 14 ottobre 2006 è stato un giorno di festa: tutta la comunità ispettoriale Nostra Signora d’Africa ha festeggiato il giubileo di diamante dell'amata "Mama Josée" (così è da tutti chiamata), con i colori e i suoni tipici della gioia africana. Grazie di cuore Mama Josée.

28.10.2006 - Walkerville (Sud Africa). Semi di Pace, di Amore e di Gioia ^ Top ^
Semi di Pace, di Amore e di Gioia È stato di recente pubblicato un CD di canti intitolato Seeds of Peace, Love and Joy, curato da suor Thérèse Pieterson, fma appartenente all’ispettoria sudafricana Nostra Signora della Pace, autrice delle parole, delle musiche e dell’esecuzione dei canti per la voce solista. La realizzazione è integrata da altre voci e dal Salesian Youth Choir, un coro della parrocchia cattolica Tutti i Santi di Ennerdale. Il CD contiene una raccolta di 13 canti melodici e coinvolgenti e costituisce uno strumento efficace di evangelizzazione, di animazione vocazionale e di diffusione dei valori della spiritualità salesiana. Alcuni tra i temi delle canzoni: Vita in Cristo; Nostra Signora della Pace; La tua Parola; Grazie; Ti seguirò; Grano di frumento; Volgiti al Signore.
Si segnala una notevole diffusione del CD negli ambienti giovanili e parrocchiali.

26.10.2006 - Catania (Italia). Prove di trasmissione ^ Top ^
Prove di trasmissione Il 7 ottobre la webradio dell’ispettoria sicula Madre Morano (ISI) è stata iscritta nel registro Giornali e Periodici del Tribunale di Catania come "periodico quotidiano radiofonico telematico a carattere educativo/formativo". E' un passo importante perchè permette di dar il via all'esperienza della web-radio quale spazio giovanile, culturale e religioso. Ancora è da organizzare il palinsesto e nel frattempo si è già fatta una convenzione tra la radio e il CIOFS/FP (centri di formazione professionale) di Acireale per la realizzazione del sito della radio http://www.radioforyou.pcn.net. Gli allievi sono molto entusiasti di poter dare il loro contributo e la loro competenza per questo progetto. Per il momento è in atto un lavoro di coinvolgimento che vede suor Clara Monaca, coordinatrice della Comunicazione sociale, impegnata in prima persona a entusiasmare l’intera ispettoria, coinvolgendo giovani e famiglie. L’inizio ufficiale delle trasmissioni è rimandato ai  primi mesi del 2007.

24.10.2006 - Ivato (Madagascar). Donne consacrate, liberate da Cristo ^ Top ^
Donne consacrate, liberate da Cristo

“Donne consacrate liberate da Cristo, liberatrici con lui”, questo sarà il tema dell’assemblea della Conferenza delle Superiore Maggiori degli Istituti femminili del Madagascar (CSMFM) che si svolgerà dal 13 al 17 novembre prossimo. Dal 25 al 26 settembre i membri dell’ufficio del CSMFM, si sono incontrati nella casa ispettoriale delle fma a Ivato, per lavorare alla preparazione dell’assemblea del prossimo mese di novembre. Per le fma era presente l’ispettrice suor Maria Teresa Añaños. Si sono elaborate alcune linee di azione per tutte le religiose del Madagascar a partire dalle risposte ad un  questionario mandato a tutte le congregazioni che operano nel Paese. Il prossimo 14 novembre la CMR (Conferenza dei religiosi malgasci), parteciperà al Sinodo della Conferenza Episcopale Malgascia alla quale parteciperanno l’ispettore dei salesiani don Erminio Desantis e l’ispettrice suor Maria Teresa Añaños. Questi due appuntamenti sono ritenuti molto importanti per la valorizzazione della vita religiosa in tutto il Paese.


 
INFONLINE - Agenda
Appuntamenti di Novembre ^ Top ^
  • 2.11.2006 - Suor Maria Americo Rolim
    Tokyo (Giappone). Breve visita all`Ispettoria giapponese Alma Mater (GIA) che si concluderà il giorno 8.


  • 3.11.2006 - Suor Yvonne Reungoat
    Roma (Italia). Nella sede della Pontificia Facoltà di Scienze dell`Educazione Auxilium partecipa alla trasmissione della Verifica triennale per le 4 case direttamente dipendenti dalla Madre.


  • 5.11.2006 - Suor Yvonne Reungoat
    Roma (Italia). In Casa generalizia partecipa alla trasmissione della Verifica triennale per le 4 case direttamente dipendenti dalla Madre.


  • 5.11.2006 - Suor Ciri Hernandez
    Hadath-Baalbek (Libano). Visita le comunità libanesi, situate nel contesto delle zone colpite dal recente conflitto. Conclude il giorno 13.


  • 6.11.2006 - Suor Piera Cavaglià
    Roma (Italia). Anima l’incontro di formazione per Neo-segretarie ispettoriali che si tiene in Casa Generalizia e che termina il 16.


  • 9.11.2006 - Suor Maria de los Angeles Contreras
    Roma (Italia). Partecipa al Congresso Mondiale Salesiani/e Cooperatori/Cooperatrici che si conclude il 12.


  • 9.11.2006 - Suor Maria Americo Rolim
    Tam Ha (Vietnam). Breve visita all`Ispettoria Vietnamita Maria Ausiliatrice (VTN) che si concluderà il 16.


  • 11.11.2006 - Suor Giuseppina Teruggi
    Roma (Italia). Coordina un itinerario di approfondimento e di ricerca sul tema della Educomunicazione, in un cammino congiunto tra gli ambiti di Comunicazione sociale e di Pastorale giovanile. Il lavoro proseguirà fino al 25.


  • 14.11.2006 - Suor Maria del Carmen Canales e Suor Maria de los Angeles Contreras
    Calamba City (Filippine). Le due Consigliere animano il V seminario Sistema preventivo e situazioni di disagio per le responsabili delle opere per bambini, bambine, adolescenti e giovani in situazioni di disagio in Asia. Il seminario si conclude il 17.


  • 16.11.2006 - Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium
    Roma (Italia). Si tiene una Tavola Rotonda sul tema: Quando ‘scegliere’ diventa problema. I giovani di fronte alle scelte.


  • 16.11.2006 - Suor Ciri Hernandez
    Roma (Italia). Partecipa al Seminario su “Le sfide della missione ad gentes in Europa”, promosso dai Dicasteri Missioni e Pastorale giovanile SDB, che si tiene nella Casa generalizia di Via della Pisana e si conclude il giorno 20.


  • 17.11.2006 - Suor Maria de los Angeles Contreras
    Manila (Filippine). Realizza incontri con il Consiglio ispettoriale Exallieve/i della Federazione Filippina.


  • 17.11.2006 - Suor Piera Cavaglià
    Praga (Repubblica Ceca). Anima un incontro di riflessione sulle Costituzioni delle fma per le direttrici e le comunità della Visitatoria Maria Immacolata (CEL) che si concluderà il 19.


  • 20.11.2006 - La Madre e le sorelle del Consiglio
    Roma (Italia). Si aprono oggi le sedute plenarie che si protrarranno fino al 10 febbraio 2007. Molti i punti all`ordine del giorno. Una particolare attenzione sarà riservata alla definizione del tema capitolare a alla elaborazione delle linee per la preparazione al Capitolo generale XXII, che si terrà nel 2008.


  • 22.11.2006 - La Madre
    Roma (Italia). Partecipa ad un incontro di Superiori e Superiore generali sul tema: Uniti per il Regno. Scopo del convegno è quello di alimentare e consolidare sempre più la comunione tra UISG (Unione Internazionale Superiore Generali) e USG (Unione Superiori Generali).



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    30.10.2006 - Dalle nostre sorelle a Gerusalemme e a Bahia Blanca ^ Top ^

    Dalle nostre sorelle a Gerusalemme e a Bahia Blanca

    Ci scrivono con entusiasmo i gruppi di sorelle che stanno vivendo due esperienze molto forti: il  Progetto Gerusalemme, che ha come finalità quella di riscoprire la centralità della Parola di Dio in relazione con il carisma salesiano, e il Progetto di Spiritualità Missionaria,  che si svolge nella terra dove approdarono le prime missionarie inviate da don Bosco e Madre Mazzarello nel lontano 1877.
    Le partecipanti al Progetto Gerusalemme, provenienti da molte ispettorie dell’Africa, dell’Europa, dell’America e dell'Asia, hanno iniziato ufficialmente la loro esperienza il 12 ottobre, con una celebrazione Eucaristica sul Monte degli Ulivi. Da questo luogo da cui si contempla la valle del Cedron, le mura e la spianata del Tempio e gran parte della città vecchia, le nostre sorelle hanno scritto: «È stata una grande emozione “vedere” la Città Santa come i pellegrini che arrivando da tutte le parti della Palestina cantavano con il salmista “e ora i nostri piedi si fermano davanti a te Gerusalemme” (sal 121,2)». Dopo l’Eucaristia le nostre sorelle hanno visitato la Tomba della Madonna, la Grotta dell’arresto,  l’Orto degli Ulivi, la Basilica del Getsemani, il Monastero della Maddalena, la chiesa del  Dominus Flevit,  del Pater Noster e la Chiesa dell’Ascensione.
    Altra terra, che a ragione possiamo anche definire santa, è quella percorsa dalle prime missionarie la cui vita e testimonianza di dono totale sta entusiasmando le nostre sorelle che dal Canada, Stati Uniti, Messico, Perú, Colombia, Brasile, Cile, Argentina, Paraguay ed Uruguay si sono ritrovate a Bahia Blanca. Il loro itinerario, iniziato il 22 ottobre, si concluderà il 13 novembre e contempla il passaggio da Bahia Blanca a Viedma e a Fortín Mercedes.
    In questi primi giorni intensa è stata la condivisione per crescere nella conoscenza reciproca. Ci raccontano: «La celebrazione Eucaristica vicino alla tomba di Laura Vicuña  ha rafforzato la nostra convinzione che in comunità sante crescono giovani santi». La contestualizzazione del progetto avviene attraverso lo studio e la riflessione su documenti biblici, ecclesiali e dell’Istituto.
    A noi non resta che dire a tutte: «Buona esperienza».

    Ulteriori informazioni relative ai due Progetti saranno pubblicate in seguito.




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    21.10.2006 - Primo Congresso degli oratori in Timor ^ Top ^

    Primo Congresso degli oratori in Timor

    Fuiloro (Timor). Nel mese di settembre si è svolto il primo Congresso degli oratori in Timor. Hanno partecipato animatori e suore di circa 20 oratori, che fanno capo a 8 comunità fma, nei quali si investono molte risorse ed energie. Era da tempo che le fma di questa ispettoria volevano un’occasione per riflettere sul significato dell’oratorio in terra timorese, soprattutto sull’apporto che questo tipo di lavoro educativo può dare alla società. Quindi  l’anno scorso è stato somministrato un questionario che mirava a fare il punto della situazione. Le fma, gli animatori e i collaboratori laici hanno avuto alcuni mesi per riflettere e rispondere, inoltre hanno avuto la possibilità di esprimere le loro aspettative e i loro sogni nel cassetto. Il Congresso era previsto per il mese di giugno a Dili (capitale del Timor), ma per la situazione politica incerta si è rimandato a settembre spostandolo nella cittadina di Fuiloro, lontano da disordini e manifestazioni.
    Si è partiti dagli elementi carismatici e da una rilettura dell’esperienza di don Bosco e delle sue linee educative portanti, poi si è passati a riflettere sull’oggi di Timor in base a quanto emerso dai questionari. Sono quindi stati individuati alcuni aspetti problematici ai quali si è dedicata un’intera giornata. I partecipanti, divisi in gruppi, hanno cercato di individuare possibili cammini praticabili per dare una risposta  alla realtà concreta. Questi alcuni degli aspetti presi in considerazione: il rapporto con le famiglie, la relazione con la società civile e quella ecclesiale, la formazione dei membri attivi della Chiesa, il problema comunicativo, la formazione degli animatori, l’oratorio come scuola di preghiera.
    Nell’assemblea finale si è ritenuto opportuno sottolineare l’impegno che gli oratori dovranno prendere quest’anno nel dialogare con la società civile e puntare su un’educazione ad una giusta cittadinanza, in quanto in questo momento Timor sta vivendo una situazione di tensione interna in vista delle elezioni che ci saranno l’anno prossimo. È prevista in febbraio un’assemblea per verificare i camini iniziati.

     


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    16.10.2006 - Figlie di Maria Ausiliatrice al Convegno ecclesiale di Verona ^ Top ^

    Figlie di Maria Ausiliatrice al Convegno ecclesiale di Verona

    Si sta svolgendo a Verona (Italia), e si concluderà venerdì 20, il 4° Convegno ecclesiale nazionale della Chiesa italiana. L’importante evento si inserisce nell’orizzonte degli orientamenti pastorali per la comunicazione del Vangelo in un mondo che cambia, che stanno accompagnando la Chiesa che è in Italia in questa prima decade del Millennio. Giovedì 19 a Verona sarà presente il S.Padre, Benedetto XVI, che terrà un discorso e presiederà la celebrazione dell’Eucaristia.
    La sfida del Convegno, si legge in un comunicato della CEI, è quella di operare una comunicazione del Vangelo che sia efficace, che incroci i cammini reali, quotidiani della gente. Così come viene focalizzato nel tema delle giornate: Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo. 
    Tra i 2700 partecipanti, saranno presenti 20 Figlie di Maria Ausiliatrice, provenienti dalla quasi totalità delle ispettorie d’Italia e dalle Case dipendenti *. Un numero alto, in considerazione delle presenze di religiose/i in Italia e certamente indice di un coinvolgimento significativo del nostro Istituto nella vita e nel contesto ecclesiale. In maggioranza le sorelle presenti sono delegate dalle diocesi, o invitate direttamente dai Vescovi, oppure rappresentanti degli organismi delle religiose. Altre rappresentano le associazioni salesiane nazionali o prestano il servizio giornalistico e di segreteria. Suor Marcella Farina, coinvolta fin dall’inizio nella preparazione come membro della Giunta e del Comitato preparatorio, in questi giorni avrà il compito di moderatrice di un gruppo di studio nel primo ambito, che ha come argomento la vita affettiva.
    Come salesiane ci rallegriamo pure perché a Verona è presente e protagonista una Chiesa dal volto giovane. Molti dei ragazzi, che si sono radunati a Toronto con Giovanni Paolo II nel 2002 e a Colonia con Benedetto XVI nel 2005, si ritrovano durante questo evento per animare momenti di preghiera serali, pensati da e per loro. In ognuno ci sarà spazio per le cinque aree tematiche che sono al centro dei lavori del Convegno: vita affettiva, festa e lavoro, fragilità umana, tradizione, cittadinanza.

    Cfr: http://www.chiesacattolica.it

    * FMA presenti al Convegno ecclesiale di Verona:

    1. Sr. Giovanna Bovino
    2. Sr. Chiara Cazzuola
    3. Sr. Mariella D'Ippolito
    4. Sr. Anna Maria Guarino
    5. Sr. Grazia Mangione
    6. Sr. Mirella Debernardis
    7. Sr. Isa Maiolo
    8. Sr. Giovanna Are,
    9. Sr.  Maria Paola Saderi
    10. Sr. Nicoletta Lo Scrudato
    11. Sr. Maristella Zanara
    12. Sr. Giuseppina Barbanti
    13. Sr. Maria Fisichella
    14. Sr. Dal Lago  Margherita
    15. Sr. Robazza Manuela
    16. Sr. De Ninno M.Rosaria
    17. Sr. Piera Ruffinatto
    18. Sr. Marcella Farina
    19. Sr. Anna Maria Antonacci
    20. Sr. Maria Trigila




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    17.10.2006 - Competencia Ciudadana - Es cuestión de afecto y sentido común ^ Top ^

    Competencia Ciudadana - Es cuestión de afecto y sentido común

    La sana convivencia no se refiere exclusivamente a los hombres, incluye también unos seres adorables, útiles y divertidos, que llenan de alegría nuestras casas y entornos.

    Se trata de los animales domésticos o de compañía; es decir, aquellos que por su dependencia y excelente capacidad de adaptación pueden compartir domicilio con las personas.

    Los perros, gatos, peces y pájaros son los más comunes en las ciudades, conviven con nosotros incluso en apartamentos pequeños; sin embargo, con frecuencia se nos olvida que al adoptar un animal estamos aceptando un nuevo ser viviente en casa, no un juguete, y que por lo tanto nuestro estilo de vida debe modificarse en ciertos aspectos; por ello sería conveniente responder las siguientes preguntas antes de tomar en serio la idea de tener una mascota: ¿Está de acuerdo toda la familia con el nuevo miembro en casa?, ¿qué especie se adecúa más a tus limitaciones de espacio, tiempo y economía?, ¿qué harás con ella cuando te vayas de viaje?, ¿crees que pueda causar molestias al vecindario?...Descarga el artículo original.

    -Sr. Yolima Posada, fma
    Tomado de la revista “Primavera - el Mundo Joven”


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    26.10.2006 - AMATEVI COME! ^ Top ^

    AMATEVI COME!

    COME POSSO AMARE PER ESSERE COME GESÙ

    Soffermiamoci su questa espressione “Amatevi come…” quel come è un ponte gettato tra il comandamento e Colui che ci fa da modello, da paradigma. Gesù non dice amatevi come fratelli o come buoni amici, o come amate il vostro fidanzato o come potete…Pone se stesso come esempio. Cosa significa amare da cristiani nel III Millennio?

    STEP ONE: Amare tutti!

    Gesù amava tutti, non di un amore che poteva andare bene per tutti ma ognuno con un amore “personale”, che sapeva entrare nella storia del singolo e gettare una luce nuova.

    Amare tutti significa non chiudersi in noi stessi, nei nostri piccoli schemi mentali, andare avanti come automi portando avanti i nostri impegni e non trovare mai il tempo e sfuggendo alle occasioni per conoscere l’altro. Amare tutti significa non ricercare solo la compagnia di chi ci è simile, mettendo la testa ed il cuore in “standby” quando ci troviamo con altri. A volte rischiamo di amare tutti e in realtà di non amare nessuno, amare l’umanità ma non amare l’uomo.

    STEP TWO. Amare per primi

    È importante amare per primi, interessarsi a quello che succede intorno a noi e dare sempre una seconda possibilità, che poi deve essere pronta a trasformarsi, nella terza e anche nella quarta fino a contare settanta volte sette. I cristiani sono quelli che amano per primi, che si interessano per primi, che si fanno avanti per primi…non per primeggiare, ma per rendere ogni luogo in cui vanno accogliente e familiare.

    STEP THREE: Amare anche quando costa fatica

    Gesù ama anche quando gli costa. Di sicuro i suoi dodici amici speciali lo delusero molte volte non capendolo o non facendo ciò che lui aveva loro insegnato. Ma li amava lo stesso.

    Quante volte capita che le persone ci deludano, che dei bei rapporti di amicizia inspiegabilmente si esauriscano, e noi, dopo aver cercato di capire la causa abbiamo cercato il chiarimento…ma niente da fare. Eppure non riusciamo a rassegnarci. Possiamo reagire in due modi: o sigillare la porta del cuore, diventando freddi a tutto e diffidenti, o aspettare non scappare. Non fare proprio nulla. Rimettere tutto nelle mani di Qualcuno che, essendo Onnipotente saprà anche come aiutarci.

    STEP FOUR: Amare vedendo Gesù nell’altro.

    Con il battesimo siamo stati intrisi di Cristo e ci è stata data la capacità di ritrovarlo in noi stessi ogni qualvolta lo cerchiamo. Dio è intorno, dentro e fuori di te. I cristiani, sapendo questo, hanno una marcia in più perché sanno di non essere soli. I cristiani danno un nome all’amore: è un amato, una persona. Amano tutti per primi anche quando costa, perché sanno che è al di là di tutto, dietro i volti sconosciuti della gente che li sfiora vi è un amato in cui ritrovare l’Amato.

    IN CONCLUSIONE…

    La domanda che potremmo farci riguarda il senso che può avere l’amare in questo modo.

    Si, perché questo tipo di amore il mondo lo etichetta come da perdenti.

    C’è però la certezza che “la gioia è di quelli che donano, ma ancora di più di quelli che si donano”. Il cristiano ama così perché questo amore realizza nel profondo la sua vita, da un senso alla sua ricerca di senso e non si scoraggia se non è corrisposto…

    Da Francesca Marcon
    Preso da “Giovani X.I giovani magazine
    Anno 4° n. 1, GENNAIO 2006.