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Intervista


I Mondiali di calcio delle fma in Sud Africa
10/7/2010 - Sud Africa

I Mondiali di calcio delle fma in Sud Africa I campionati del mondo di calcio che si stanno concludendo non sono stati solo una opportunità per il Sud Africa di dimostrare il proprio senso di ospitalità e accoglienza che l'ha portata ad aprire porte e braccia ai tanti tifosi delle diverse squadre del mondo. Sono stati anche un'opportunità per la Chiesa Cattolica della Nazione di mostrare la sua dinamica e vibrante comunità di fede: il popolo colorato di Dio.

Una iniziativa pratica è stata un libro speciale di preghiere “A Church-on-the-Ball Prayer Book: Praying and Playing World Cup 2010 ” preparato per essere distribuito nelle comunità locali e ai visitatori. Contiene una breve storia della Chiesa Cattolica in Sud Africa e la lista delle parrocchie vicine agli stadi di calcio con dettagli per i contatti.

In molti paesi del mondo, ormai da un mese, tra le notizie in prima pagina, si leggono i risultati delle partite di calcio che si disputano in Sud Africa. Abbiamo quindi posto alcune domande alle sorelle dell'ispettoria del Sud Africa (AFM) per farci raccontare il loro mondiale di calcio e come l'ha vissuto la gente del posto.

Cosa significa peri giovani del Sud Africa tutto il movimento del mondiale di calcio?

Forse per la prima volta i giovani hanno fatto esperienza reale del senso di unità della nazione, si sono sentiti orgogliosi di essere del Sud Africa e hanno sperimentato il senso di appartenenza al continente africano. Normalmente ci si lamenta delle statistiche della criminalità nel Paese. Ma il mese scorso tutti hanno unito le forze per contribuire, in modo positivo, a prevenire, controllare e combattere il crimine e la corruzione, la violenza negli stadi e ogni forma di sfruttamento e abuso.

Lo spirito del gioco si è mantenuto alto, anche se la nostra nazionale, i Bafana - Bafana, sono usciti al primo turno. Questo non ha demotivato la gente. 

Che iniziative avete messo in atto voi fma?

C'era un aria di eccitazione per lo svolgimento della Coppa del Mondo 2010. A mano a mano che si avvicinava l'evento, i bambini, i giovani ma anche gli adulti erano contagiati dalla “febbre del calcio”. Nell'aria si sentiva un senso di festa.

Ci sono stati una serie di piccole iniziative nelle diverse comunità, ma abbiamo anche cercato di sostenere le iniziative preparate dalle autorità locali e dalla Chiesa locale. Per esempio, il 13 giugno è stata designata dalla Conferenza dei vescovi cattolici dell'Africa australe, come la Domenica della Coppa del Mondo ed è stata celebrata in tutte le parrocchie di tutto il paese con grande spirito ed entusiasmo. È stata una domenica colorata con i parrocchiani che si sono recati a messa con le magliette delle loro squadre di calcio preferite. C'erano bandiere che sventolavano e molto entusiasmo. Lì abbiamo potuto costatare che nonostante la nostra società sia ricca di diversità, come nazione ci sentiamo più uniti.

L'opportunità di incontrarsi con tanti popoli diversi ha portato ottimismo ed entusiasmo. Uno dei frutti di questo torneo saranno le relazioni intessute con le persone di diversi paesi arrivati qui per la coppa e che dopo aver visto la realtà del nostro paese sono disposti a farsi coinvolgere nel contribuire a fornire le stesse opportunità a tutti i cittadini.
Ci sono state numerose iniziative che hanno coinvolto i giovani, come la Coppa della Pace, sponsorizzata dalla Conferenza episcopale del Sud Africa, che ha visto 26 squadre composte da giovani provenienti da diversi paesi africani in competizione per un trofeo. Si trattava di una iniziativa della Chiesa per combattere l'atteggiamento di violenza (xenofobia) nei confronti dei cittadini stranieri in Sudafrica.
L'idea alla base di questo evento è stata quello di lenire le divisioni e le tensioni tra le diverse nazionalità della zona, attraverso lo sport.


Pensate che questa attenzione mondiale sia utile alla nazione e all'Africa in generale?

Sicuramente! Questo non è stato solo un evento sudafricano, ma è stata la Coppa del Mondo Africana. Siamo stati in grado di mostrare al mondo la realtà di chi siamo. Chi è arrivato nel nostro Paese ha potuto vedere di persona e rendersi conto di chi siamo veramente, soprattutto dopo che il Sud Africa ha ricevuto pubblicità negativa nella fase di preparazione all'evento. Come sudafricani abbiamo accolto il mondo, incontrato il mondo, imparato dal mondo, così che il mondo potesse provare cosa significa essere una nazione arcobaleno, diversa eppure unita.

In che modo può diventare un'esperienza educativa?

Uno degli aspetti più sorprendenti di questo torneo è stato quello di vedere come lo sport è in grado di unire una nazione e abbattere le barriere di razza e di etnia, che nel recente passato hanno scatenato episodi terribili di xenofobia in Sud Africa. Speriamo di poter imparare da questo torneo e costruire su questo spirito di Ubuntu (unicità), quando il gioco è finito. Molti giovani ora aspirano a diventare calciatori famosi, come quelli che hanno visto, ma si sono anche resi conto che per questo ci vuole un lavoro duro, costanza e dedizione.

C'e qualche storia interessante che vuoi raccontarci, successa in questi giorni?

È vero che adesso il Sud Africa è più conosciuto, lo si trova facilmente sulla cartina geografica e questo grazie a quanto ha saputo organizzare.

Siamo stati colpiti dalla “febbre del calcio". Tutte le scuole sono state chiuse per tutta la durata della Coppa del Mondo, ma prima la scuola di Finetown, (insediamento informale) gestita dalle suore, ha organizzato il torneo "Laura Mini World Cup Tournament". Le squadre partecipanti erano di Sancta Maria Creche come pure da Laura Primary. I tifosi provenienti da diverse parti del mondo: Finetown, Ennerdale, Germania, Italia, Spagna, Repubblica Ceca, Irlanda, Lesotho e un ex giocatore brasiliano di calcio internazionale che ha giocato per un club in Germania.
È stata una bellissima esperienza e gli adulti presenti si sono davvero divertiti tanto quanto i giovani.
Inutile dire che il giorno è stato celebrato anche con un buon pranzo per tutti e la premiazione per i vincitori.
Per la partita di apertura, l' 11 giugno: Sud Africa contro il Messico, i Cooperatori di Ennerdale hanno predisposto un maxi schermo nella sala della parrocchia All Saints e un buon numero di giovani provenienti da Finetown e Ennerdale hanno potuto gioire insieme. Quando il Sudafrica ha segnato il primo gol, tutti hanno iniziato a correre verso lo schermo per toccare il calciatore Tshabalala, che aveva segnato il gol! E gli adulti sono usciti perché le vuvuzela erano impazzite. Siamo sicuri che ormai tutti sanno cosa sono le vuvuzela ! Una tromba tipica sudafricana che ha accompagnato con il suo suono assordante tutte le partite di calcio per supportare la propria squadra o intimidire gli avversari.

Due dei nostri bambini della scuola elementare Laura sono stati scelti per accompagnare i giocatori di calcio della Slovacchia durante la partita con l'Italia il 24 giugno.
Essi sono stati sponsorizzati dalla catena alimentare 'McDonald's' e hanno trascorso buona parte della giornata allo stadio con i giocatori ricevendo anche un buon pasto!
Un altro appuntamento importante è stato quello di un piccolo gruppo di bambini di una delle nostre scuole a cui è stata offerta l'opportunità di trascorrere due settimane con un gruppo di giovani della Spagna. Tutti erano ospitati al Centro di Pastorale don Bosco.
Gli spagnoli erano arrivati per un'esperienza di scambio e hanno chiesto di avere un gruppo di bambini con loro a tempo pieno in modo da interagire con loro.

Il 24 giugno tutto il gruppo ha organizzato giochi per i bambini dell'Oratorio di insediamento informale e sono venuti a passare la giornata insieme ai bambini e ai giovani.

La preoccupazione iniziale era quella di cercare un modo per sfamare tutti i bambini che erano arrivati. Ma più tardi abbiamo ricevuto una telefonata da una delle parrocchie vicine che ha offerto il suo aiuto stanziando una somma di denaro per la nostra missione. Hanno donato tutto il cibo che era necessario per sfamare i bambini.
Inoltre, sempre per il torneo di calcetto, una delle nostre missioni ha ricevuto la visita di poliziotti italiani che erano al seguito della squadra e sono stati molto colpiti dal lavoro che si sta facendo attraverso il nostro progetto con i bambini di strada. Hanno portato giochi e cancelleria per i bambini e hanno chiesto il modo di mantenersi in contatto con noi anche dopo il mondiale. Quando queste cose accadono inaspettatamente, possiamo solo dire: "Deve essere opera di Dio ciò che stiamo facendo, perché lui provvede attraverso tante persone meravigliose e generose".

   
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