SINTESI DELLA CONDIVISIONE
FESTA DELLA RICONOSCENZA DELLA MADRE GENERALE

ISPETTORIA MARIA AUSILIATRICE – VTN

Domanda 2: Quali sono le sfide che tu stai affrontare per vivere la fede nella comunità e missione?

Con la convinzione che la comunità è la famiglia spirituale radunata da Dio attorno al Signore Gesù Cristo aiuta le suore a vivere il senso dell’appartenenza, la costruzione della comunità insieme e l’inviato per una missione e, nello stesso tempo, le suore non vedono le sfide con lo sguardo negativo nella missione, ma conoscono che sono supportate tanto dalla fede per crescere. Sennonché sta vivendo in una società degenere della promozione d’individualismo, di godimento e di consumismo che influisce più o meno sulla vita di fede delle suore e, questo contesto, così aiuta le suore a conoscere la loro debolezza della fede. Per vivere la fede nella comunità e missione le suore stanno affrontando dunque queste sfide seguenti:

• Nella vita comunitaria
Le suore sono convinte che sono unite da Dio per vivere e lavorare insieme nel suo nome e perciò il loro amore è costruito non sulla carne ma sulla fede, cioè accolgono vicendevolmente come sorelle con la diversità della cultura, dello stile vitale, del carattere e della conoscenza. Questa è l’opportunità per vivere abbondantemente l’unità nella diversità, però, a causa di debolezza nella fede, in qualche caso le suore hanno ancora lo sguardo e la ragione mondana degli eventi quotidiani, del loro rapporto e del compito; talvolta non lasciano illuminare dalla fede e quindi non assumono sempre i compiti in maniera serena e affidata al Signore, non accettano facilmente la diversità e l’opposto e perciò conduce a mancare l’unità. L’armonia delle diverse generazioni nell’opinione di pensare e lavorare è ancora una chiamata le suore ad essere attente.
Pur avere di più gli impegni di vivere la fiducia e l’obbedienza nella fede, l’obbedienza e la docilità alla voce dello Spirito Santo, mediante il suo intermediario, sono ancora limitate. Mancano certe volte nelle suore il controllo della parola e dell’affetto, l’umiltà della accettazione di condivisione per cercare insieme di fare la volontà di Dio, la rinuncia necessaria dell’opinione personale per dialogare, ecc.
D’altronde, per causa dell’individualismo, le suore dimenticano talvolta i bisogni delle altre per essere attente solamente al proprio compito affidato. L’attivismo influisce talvolta sulla qualità della profondità e interiorizzazione nella vita spirituale delle suore: lasciarsi sopraffare dal lavoro, cioè non c’è l’armonia tra preghiera e attività. Si nota che c’è qualcuna viene tentata di cercare un vita di godimento e di comodo, e perciò manca il sacrificio e l’impegno volontario nella vita consacrata.
Insomma, conoscendo questi limiti della vita, per le suore, non è solo la sfida, ma è anche l’appello di lavorare su se stesse per coltivare la mentalità della fede attraverso una vita radicale nell'unirsi a Dio, l’allenamento della capacità di riscoprire la presenza di Dio negli eventi e in ciascuna sorella, e così sa accogliere, con rispetto, fiducia e amore, le diversità per poter essere maturata di più la vita di fede.
• Nella missione
La grandissima sfida nella missione, per le suore, è l’educazione della fede ai giovani in un paese autocratico, mondano e ateo che mette in risalto il materialismo estirpando la religione e, nello stesso tempo, i giovani vengono influiti dallo stile di individualismo, di relativismo, di utilitarismo, di godimento e di liberalismo nella società al proprio loro modo di pensare e di fare. Questa realtà infatti conduce i giovani a diminuire la vita di fede, a vivere la vita di fede in modo dozzinale, ad essere indifferenti dei valori spirituali. In questo contesto le FMA vietnamite sentono la grande sfida dell’annuncio del Vangelo e dell’invito ai giovani di vivere i valori evangelici. Comunque questa propria sfida è una chiamata alle suore di essere più coraggiose e audaci per vivere secondo la propria convinzione della fede e delle esigenze evangeliche e, nel frattempo, le suore sono chiamate a superare l’esitanzione per annunciare Dio in un modo più libero e esplicito, a sapere conciliare tra fede e ragione quando deve rispondere alle domande dei giovani, e ad osare testimoniare di Dio mediante una scelta di vivere i valori evangelici prima di proporre i giovani.
L’altra sfida è lo sviluppo veloce della comunicazione, soprattutto della tecnologia, che influisce sulla vita dei giovani cristiani. In concreto, i giovani consumano quasi tutti i tempi per questo, vivono nel mondo irreale che conduce a una vita falsa e chiusa, e non hanno il tempo per pregare e non sanno pregare più. Di fronte a questa situazione, le FMA sono chiamate ad autoeducarsi, a cercare, sul serio, di sapere valorizzare i mezzi della comunicazione e usare correttamente tali mezzi per annunciare il Vangelo. Per qualcuna, questo è l’occasione favorevole di accostare e contattare con i mezzi della comunicazione per superare la distanza di conoscenza, di tendenza, di pensiero e di bisogni dei giovani per poter risponderli opportunamente.
Un’altra sfida è la difficoltà di aiutare i giovani a sperimentare l’amore di Dio, perché essi non hanno avuto esperienze positive dell’amore familiare e a vivere la fede in una società ingiusta dispettarendo la verità e giustizia.
Nonché la situazione dei giovani immigrati che crea in loro l’instabilità, lo sconvolgimento e la falsità inerente alla vita spirituale e morale, è l’altra sifda. Infatti, le FMA sono sfidate ad accompagnare i giovani alle diverse dimensioni conoscitive, umane e spirituali. E le suore sentono anche un’interrogazione di realtà dei giovani miti e buoni che stanno impegnandosi a vivere onestamente, ma incontrano tante difficoltà e sofferenze, e queste offrono alle suore un’opportunità di vivere e di manifestare più abbondantemente l’amore preventivo di Dio e l’amorevolezza salesiana verso i giovani, specialemente a quelli che sono esclusi dalla società. Di fronte a tali situazioni le FMA sono convinte che hanno bisogno di approfondire la Dottrina sociale della Chiesa, di preparare ad avere la sicurezza della specialità e di vivere la testimonianza della fede in modo concreto per poter proteggere i giovani dalle situazioni pericolose e aiutarli a sublimare la vita.
Da parte delle FMA sono consapevoli che, per vivere più saldamente la fede nella missione, hanno bisogno di impegnarsi a formare e autoformare la vita spirituale per poter animare spiritualmente in modo più profondo e abbondante, ad essere attente al principale, cioè concentra l’attenzione al Signore, a sapere aspettare pazientemente i tempi maturati della grazia e la risposta libera dei destinatari educativi, a coltivare ogni giorno lo stile della presenza ed educazione pieno di qualità della vita di fede e salesianità, e ad incrementare la speranza e la pazienza in cammino di accompagnare i giovani ad incontrare il Signore Gesù.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------

SINTESI DELLA CONDIVISIONE
FESTA DELLA RICONOSCENZA DELLA MADRE GENERALE

ISPETTORIA MARIA AUSILIATRICE - VTN

Domanda 1: Come è seminato il seme della fede nella tua terra?

1. Ambiente della famiglia – la culla iniziale e il nutrimento della vita di fede
La maggioranza delle suore è ricevuta la fede, cioè il Battesimo, dalla nascita in una buona famiglia cristiana. Questo seme della fede è conservato e curato ancora per far crescere in famiglia. Infatti, sono considerati tanti fatti familiari: gli esempi vissuti della fede, le pratiche della vita di fede (partecipazione alla messa, ricevimento dei sacramenti, momenti della preghiera familiare), le guide di nonni, di genitori e di fratelli/sorelle… che fanno crescere la fede delle suore. Specialmente gli atteggiamenti dell’affidamento e della fiducia in Dio dei cari nei momenti difficili sono veramente il supporto alla vita di fede delle suore fino a d’oggi.

2. Ambiente della parrocchia - la fede è cresciuta
Oltre all’ambiente familiare, la vita di fede delle suore è cresciuta ancora dall’ambiente parrocchiale mediante la partecipazione alle celebrazioni liturgiche della comunità. Infatti, la fede della maggioranza delle suore è nutrita dai sacramenti, dalla catechesi, dalla danza sacra davanti alla Maddona, dal culto eucaristico, dalla partecipazione ai diversi gruppi o associazioni della parrocchia (catechista, coro…). Questa fede popolare ha aiutato le suore a crescere consapevolmente l’appartenenza alla Chiesa e ad essere più convinte della propria fede. Accanto a questi, l’esempio e la guida del parroco e dei religiosi presenti nella parrocchia sono come i contributi preziosi alla loro crescita della vita di fede.
La parrocchia è un ambiente sano dell’educazione alla fede, è un luogo di condividere concretamente esperienze della vita di fede ed è anche un luogo che fa seminare e crescere in silenzio la vocazione religiosa delle suore.
 Qualche scuola cattolica prima dell’anno 1975
In qualche scuola cattolica dove alcune suore frequentavano hanno imparato e approfondito la catechesi parallela delle discipline, hanno partecipato ai diversi gruppi ed alle associazioni nel clima della fede e perciò la loro fede era manifestata nella vita di servizio e di donazione nell’amore.

3. Ambiente dell’Istituto - la vita di fede è rafforzata e maturata
La vita di fede delle suore è continuamente coltivata, nutrita e più maturata nella famiglia dell’Istituto mediante le sperimentazioni della fede nelle diverse tappe del cammino formativo. Infatti, tali sperimentazioni sono costruite dagli impegni nella vita spirituale: la preghiera quotidiana, la meditazione della Parola di Dio, le pratiche della pietà popolare (preghiera breve, rosario), la partecipazione alle celebrazioni comunitarie, il tempo dei ritiri e degli esercizi spirituali. Le esperienze della vita di fede sono ancora rafforzate attraverso la formazione delle conoscenze: lo studio e l’approfondimento delle discepline teologiche, liturgiche, morali, spirituali salesiane, ecc.
La vita di fede delle suore è ancora curata e purificata per essere più maturata mediante la missione, l’esperienza e la condivisione della professione di fede “crediamo in Dio” nella vita comunitaria. Infatti, sono la fede e gli esempi delle consorelle, la guida e l’accompagnamento delle Direttrici mediante le conferenze e i colloqui… che aiutano le suore a riscoprire pian piano la fede e ad assumere tale fede con la consapevolezza e responsabilità. Il seme della fede è cresciuto anche mediante le prove del combattimento interiore perché avrà l’amore pieno con Dio e con l’uomo. I propri limiti, le difficoltà della vita vocazionale, i momenti di sofferenza, di fraintendimento e di malattia… sono come le opportunità, per le suore, di avere di più la fiducia, l’affidamento e l’adesione al Signore

---GHI ON BTTQ_cau 1 (tieng Y)

---------------------------------------------------------------------------------------------------------

FAITH - UNCONDITIONAL GRACE

BELIEF IS RECEIVED
I do not know when the catholic faith is rooted in me. My family lives in a small town, the number of the Christians is very few, so the majority of my friends are non-catholic. However, I was so lucky to live nearby my grandparents who have piousness, kindness and strong faith in God. When I was a little girl, I witnessed God’s miracles through my grandfather’s hands. If there was someone sick, tumorigenic, bubo or have mumps ... they would come to my grandfather to ask him to cure. He put his hands on them and made the sign of the cross and prayed, then they were cured. Even when their children left home, they would run to ask him to pray, and the next day, they "suddenly" went back. I myself was healed by him too. On one occasion of home visit, in the morning of December 29 (the day before New Year) I was bitten by two big dogs that wounded my thigh. My parents took me to the doctor for suture. The doctor said "The wound is so serious, there are some parts can not be sutured and it will last long time to be healed.” Then we went home, but my wound kept bleeding. When my grandfather heard this, he called me to his house and scold me: “Why do not you believe in God’s healing?”, then he told me to lie on the bench, and he put his hands on my wound and prayed. After some minutes the wound stop bleeding. And that evening I could wear my habit to attend the mass of New Year’s Eve in thanksgiving.

Faith Experience
Besides the faith my grandfather nourished me, i also have little experience of faith in daily life. When I was 14 years old, I had devotion to Mary. I memorized all the prayers of Mary and recited them every evening. I told her all the joys and the sadness during the day. When I had a mistake, I asked her to correct me. Sometimes i forget something anywhere I could not remember, I would ask her, "Mommy I do not remember where do I leave my things, please help me to look for them." When i just prayed to her, the things I need right beside me. There were many times Mary rescued me from the dangers like: fire, electrocution, drown ... I felt the help and protection that Mary has given me, therefore i grown up in friendship with her when I was outside.
When I enter the Institute, in the formation houses, I realized that my faith was more based on feelings, because I seldom read the Bible or having devotion to the Eucharist before ... so I asked Mary to teach me how to love Jesus and constant reading Bible. From that on, my spirituality is more mature. Enlightened by God's Words, I recognized that i made so many mistakes in the past, and now I decide to improve myself.
I realise that God is not only Merciful Father, but He is also very wise in leading His children to the full freedom. So He does not just let me taste the feeling of comfort, but He gradually trims me through the accompaniment and support of my Superiors, peoples and events so that I know myself better and experience that how God and Mary are important in my life.
After my first profession, I was assigned to teach kindergarten children and the chatechism for the young people. Truly saying that I do not have much talents. Be conscious of my limitations, I'm always asking Mary Help of Christians to protect my students in peace and I also teach my students to pray so. She has always looked upon us.
Once, while assisting the children on the ground, I saw a student who was climbing, I rushed to remind him. When I just ran away, a big branch broke down and fall on the place where I just stood. There were children who were playing there, but no one was hurt. From a distance, one sister saw that but could not come up. We thanked God and Mary for protecting us. On the other day, I was assisting the children playing, I turned my back to the slide, suddenly there was a small three-year-old child felt down from the slide, as if there was someone pushed me, I turned back to catch him. Thank God that student was not hurt.
Thank God and Mary who are always present and support me, even sometimes I do not recognize their presence. It is true as Don Bosco said that we only understand the great things God has done for us and for our students when we are in paralise. Looking back my journey, I only want to say “Thank God” for letting me "poor", so that I can realize the great miracles He has done for me. I believe that God and Mother Mary helped me in the past, accompany me in the present, then they will not abandon me in the future, so I am confident to move forward in faith, love and hope, even in the difficulties of daily. Everyday, I learn to discover the love of God revealed to humandkind and to me so that I can give thanks and share with others.

FMA Viet Nam

FAITH SHARING EXPERIENCE

RE-START

 What are you doing? Who allow you to touch my books?
 What can you do if I touch your book? Why did you glance at me.
 When did I glance at you?
 At lunch you did glanced at me!
 I did not glance at you. I looked at your soup! ...

Those little quarrels, joys and the laughters… are the incidents spread throughout my day. I'm assigned in La vang Lady - Hoa Nam community with the assisting the boarding girls.
I never forget that evening, the evening that I have received my obedience from my Provincial Superior at the bench of the provincial house’s court. She "chirped" me that: "This year, you will be assigned in Nam Hoa community. There are boarding group who are with special family situations. These children have been with us for some years. So Are you ready for this assignment? I cheerfully replied "yes, sister" with an openness to a new experience. A short dialogue between my Provincial and I that gave me much more than what I expected and imagined.
I came to Nam Hoa community with full of love, zeal and passion of the Salesian education. I did meet the boarding group. Although they are only nine of them with the age from 13-17, but each of them has different sad story of broken families, of the childhood that deprive from the love and guidance that have made them become full of personality. It is said that “the first is devil, second is ghost and the third is pupil! ” The first day of my assisting them, they showed their stubborness and hard-headed to challenge and tantalize me. While asissting them during lunch, I heard them arguing about their chorce, then a fork from one side flew over my face aiming straight at the one in the other side. So the noise mess up ...! And me, I got mad and so angry!!!.
In the past, I've led some apostolic groups like: young people, the catechists, the children at risk… I have gained a little success in my accompaniment when applied the Preventive System. Now, be present with this boarding group 24 hours everyday, I feel "it’s not easy at all”. God gives me the experience of failure. In the first months, they did not listen to me. They always criticized me and compared me with the previous sisters who had assisted them. My Superior has shared with me: "the girls of puberty upset like that. Moreover, they have special family circumstances." I understand that I have not won their hearts. Everyday they took turns to act different plays as: they laugh loudly, they quarrel with each other, they are lazy to study and to do their chorce... That's not to mention about the punishments that the teachers gave them to "drink tea" because of their naughtiness at school ... Sometimes my mind is so tense because my exhausted brain have to think of how to solve their problems and to correct their errors. I have to "confess" that during my prayer times is the time to find out the way to "handle" them. I ask the Lord to help me, however, I am still relying on my own effort more than to trust in the Lord.
Besides the challenges of my boarders, I still have a " great barrier" in my interior. To be an assistant means to be present with them always. This task forces me to stay at home. I minimize the life traveled. Especially when the boarders have the problems to be solved, I can not leave them. Oh! Experience of "staying at home"! My personality is so social. I like moving, outing, travelling… so I do not feel comfortable to stay at home. Since I was high school student, I joined in the apostolate activities in the parish and in schools. Until I entered the convent, then became a sister, I am still zealous in different tasks of my communities and my Province. Now, my feet are tied at home both night and day for these children. It is very a difficult thing for me!. The sisters in my community sometime tease me: "An elderly mother with many children". At first it was not easy for me to accept this new situation because “I am an active and social person."
Seeing them stubborn, hard-headed, with rude words, omission in studies and following the bad friends in school ... I was very sad. Just listen to their stories and problems is a big requirement for me. On one hand, I just wanted to shout loudly in order to release my tiredness and angriness and I also want to discipline them. On the other hand, being conscious of Salesian educator which required me to self-control, patient every day. I learned that: To accompany young people some hours a week, or just one session every day will be much lessened problems more than being present with them "every second of daily ", especially with poor and abandoned children like these. The material and spiritual poverty with very deep experience being abandoned by parents or relatives of these children challenge me to be their mother, sister and friend. During my noviciate, I had learned The Preventive System and the Salesian spirituality. We also had research papers applying the Preventive systems in the environment of Vietnam. The theory I had learned, now becomes a reality which questions and challenge me to be present qualitatively as a daughter of Mary Help of Christians. I need to "refresh" and "renew" my identity of Salesian educator and qualitative presence. I need to release my discomfort, stress and pressure.
I earnestly pray to the Holy Spirit and Mother Mary to enlighten me. I am so grateful to be guided by the Gospel passage: "Be thankful in all circumstances" (Thes.5:18). I memorized this verse when I was an Aspirant. However, at this point, the call to "give thanks" becomes a strong urge in my heart. And so I start to practice to give thanks in all the events, circumstances and feelings:

When the children are happy with their good grades in school - I silently give thanks.
When they cause trouble, bickering - I silently give thanks.
When they blame me, or compare me with others - I silently give thanks.
When seeing a beautiful moon in the sky in the evening - I silently give thanks.
When I receive the help from my sisters, or even when I am uncomfortable or dissent with others- I silently give thanks…
The marvellous power of sincere thanksgiving together with my effort has pour out into my soul the serenity, patience and compassion. Gradually, I learned that "In all things God works for the good of those who love him." (Rm. 8:28). With the eyes of faith, all the gain, lost, failure or success ... are the seed of humility, patience and cheerfulness.
I embark in self-training to be patient, attentive to my boarders’ little things such as: their headache, runny nose, spent hours to listen to their stories, even their gossip about friends, try to see the tears on their clothes or the bag, discovering the lipstick in their drawer, training my keen ears and sharp mind to understand many issues hidden behind an accidental outburst saying, training my nose to be sensitive to smell their dirty clothes, practicing a soft heart with tolerance, understanding and encouraging their small efforts... I practice to do all this in constant thanksgiving. I gradually more understand myself, my children, and know how to be flexible in education. I know when I should smile and be serious, when I should sing for them and when I should hear them sing. I love them because of their deep pains in their hearts, because of their cute and innocence, or even their rebellions and ungratefulness. I feel the love and affection they give me with the way very "teen" sometimes makes me half crying and half laughing.
Currently, I am happy in my vocation and mission of serving young poeple. I will keep all my fail experiences of today as an invaluable treasure for for my future. I appreciate, cherish every moment to live with my boarders, my community and with myself. God wants me to come with them in order to give His grace by serving His little ones. However, they have given me much more than what I have given them. They create the situations and opportunities so that I can know myself better, to learn how to love more and to appreciate the value of "mission of serving the poor and abandoned children".
Although I am convinced like that, there are still many limitations in me. This experience may be not a challenge or difficulty for the others, however, for me, it is a great experience of conversion. God wants to save me, so He has given me this precious experience in the vocation and mission before I decide to make my perpetual profession. Thus, I can measure my strength, and prepare my spiritual package to "pay" for a drastic choice.
With God, who draws a straight line from the curve, then there is nothing impossible for Him!

FMA Viet Nam.

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

SINTESI DELLA CONDIVISIONE
FESTA DELLA RICONOSCENZA DELLA MADRE GENERALE

ISPETTORIA MARIA AUSILIATRICE - VTN

Domanda 3: Quali sono le vie nuove per annunciare il Vangelo?

Le suore sono convinte che l’annuncio del Vangelo è un’urgente chiamata continua di Dio. Però quest’oggi ci chiede di avere le nuove modalità e le disponibilità dell’apertura ai segni del tempo che è guidato dallo Spirito. Inoltre, le suore scoprono anche una cosa molto importante che ci sono le vie dell’annuncio evangelico che sembrano essere conosciute, ma è necessario di riscoprire e di rinnovare continuamente nell’amore e nella fede.

I. Individuo
Essere evangelizzato da Dio e vivere la fede in maniera più matura
 Coltivare la vita spirituale: la preghiera perseverante, l’unione intima con Dio nei compiti quotidiani;
 Vivere coscientemente la presenza di Dio e testimoniare tale presenza con la gioia;
 Convertire continuamente per avere lo sguardo della fede nel vivere e nell’agire;
 Penetrare la Parola di Dio e fare spesso la preghiera breve per superare i momenti della difficoltà nella vita e missione;
 Rinnovare la qualità della presenza che mira a rispondere alla missione: la maturità umana, la formazione dello stile educativo, l’abilità professionale, la capacità dell’animazione spirituale…;
 Dedicarsi generosamente e coltivare volontariamente lo spirito del sacificio;
 Imitare Gesù: umiltà, mitezza e povertà, conoscenza e interesse per i bisogni dell’altrui, trasparenza del cuore;
 Vivere abbondantemente l’identità della donna consacrata, apostolica e educativa salesiana;
 Intrattenere la perseveranza dell’entusiasmo nella missione, la capacità di imparare e di aggiornare, la capacità di adattarsi ai bisogni e ambienti dei giovani;
 Avere la dinamicità e l’iniziativa per osare proporre ed assumere le nuove modalità della presenza;
 Innovare continuamente l’entusiasmo del missionario e vivere tale spirito nei compiti quotidiani;
 Pregare per la vocazione missionaria e la missione della Chiesa.


II. Comunità
Costruire insieme una comunità piena di fede, di gioia e d’amore
 Diventare la testimonianza della comunione, del servizio umile e della donazione senza risparmiare la vita alla missione;
 Esprimere la bellezza della fedeltà nella vita consacrata mediante il vivere radicale tre voti evangelici;
 Conservare bene il rapporto con i collaboratori e creare le condizioni necessarie per aiutare loro, insieme con noi, a partecipare alla missione dell’evangelizzazione;
 Vivere lo spirito della famiglia mediante l’accoglienza gioiosa e così i giovani sperimentano che questa famiglia è di loro;
 Suscitare la gratitudine e stimolare la vocazione.

III. Missione
a) Accompagnamento
Accompagnamento nello stile educativo, umile, vicino e semplice
 Offrire il tempo a visitare i destinatari della missione;
 Dialogare con i giovani nel rispetto, nell’atteggiamento ottimistico e fiducioso, e da questo dialogo aiuta loro ad orientarsi e a fare la scelta corretta nella vita;
 Cercare i giovani dove fanno spesso l’incontro;
 Rafforzare e sviluppare continuamente le opere presenti nella comunità;
 Aprire le nuove comunità piccole in mezzo agli immigrati o agli appartamenti nelle città grandi o ai luoghi missionari.

b) Catechesi
Essere preferenzialmente attente alla missione dell’annuncio del Vangelo
 Formare i catechisti perché hanno la qualità della vita, l’estusiasmo e la responsabilità;
 Investire i materiali che servono alla catechesi: film religiosi, immagini, modellini,…
 Rinnovare il metodo e la modalità della catechesi perché la catechesi porta all’effetto.

c) Comunicazione
Utilizzare i mezzi della comunicazione (internet, website,…) con la sapienza e l’iniziativa come lo spazio per annunciare la Buona Novella.
Alcune proposte:
 Dare lo sapzio al website dell’Ispettoria per rispondere alle domande inerenti ai problemi della fede e del morale;
 Fornire, con l’iniziativa, i materiali della comunicazione: clip delle storie, dei giochi della catechesi e Bibbia;
 Incontrare i giovani nei luoghi (facebook, Twitter…);
 Guidare i giovani ad usare i mezzi della comunicazione con la consapevolezza e l’annuncio evangelico;
 Lasciare un messaggio umano o evangelico ad ogni incontro o quando risponde alle lettere electroniche, ai telefoni, ai email, …
 Promuovere l’uso della musica come il modo efficace per aiutare i giovani ad accogliere il Vangelo in maniera gioiosa.

d) Educazione
Evangelizzare le culture, soprattuto le culture in cui stanno degenerando attraverso l’azione dell’educazione formale e informale.
Alcune proposte concrete:
 Formare gli insegnanti a vivere anche il Sistema Preventivo;
 Educare i gruppi giovanili alla competenza di vivere secondo lo spirito evangelico;
 Organizzare il corso della formazione per le mamme perché sapranno educare ai loro figli e difendere la vita;
 Aprire gli uffici consulenti della psicologia, dello studio e dell’orientamento professionale;
 Avere il modellino del pensionato per le studentesse non cattoliche.

e) Promozione dei poveri
Il messaggio evangelico non è annunciato soltanto dalla nostra parola, ma è anche dal nostro servizio.
 Organizzare o suscitare le attività volontarie e caritative. Condividere le cose buone ai poveri senza distinguere cattolici o non cattolici;
 Servire ai poveri secondo le nuove modalità che l’Istituto sta proponendo (la solidarietà dell’economia: borsa di studio, investire capitali, progetti piccoli,…);
 Creare i lavori per i giovani indigeni.
------TONG KET CAU 3 - Leghion - VTN (tieng Y)

------------------------------------------------------------