COMUNITÀ “S. GIUSEPPE” – DILI, COMORO
A. IERI: il seme sparso sul terreno
I primi semi della fede cominciarono quando i primi missionari vennero dall’estero per evangelizzare i timoresi alla fede cattolica. Prima di loro questa terra non conosceva Dio, si seguiva l’animismo e si adoravano le cose sacre. La conversione alla fede cattolica è avvenuta attraverso i primi missionari. Perciò la fede ha iniziato a crescere al tempo dell’occupazione portoghese, circa 500 anni fa, ma il numero è cresciuto tantissimo durante l’occupazione indonesiana, perché la popolazione aveva paura della forza indonesiana e la Chiesa si presentava come un pilastro importante nella difesa dei piccoli e dei poveri, soprattutto dalle persecuzione dell’Indonesia che ha ucciso molti timoresi. Anche la devozione mariana si è sviluppata soprattutto durante la guerra. Quando poi Timor è divenuto indipendente molte religioni e sette sono entrate in Timor per diffondere la loro religione, ma la maggioranza è cattolica (98%). Anche se alcune ideologie hanno tentato di distruggere i memb ri della Chiesa cattolica, tuttavia la Chiesa è sempre forte, attraverso l’evangelizzazione e i nuovi missionari di varie congregazioni che continuano a consolidare la fede dei credenti. I cristiani e le vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa continuano a crescere. In questo momento in Timor ci sono 3 Diocesi, poiché le “pecore” sono molte e c’è bisogno di più pastori che si concentrino nella fede cristiana.
B. OGGI: le diverse sfide incontrate nel vivere la fede nella comunità e nella missione
La sfida più grande è la fede non coerente con i valori evangelici; si assiste ad una dicotomia tra la fede in Dio e la cultura, mentre le credenze tradizionali fanno perdere i valori evangelici. La fede non è solida sia perl’influenza della globalizzazione e del consumismo, sia per l’ignoranza e la scarsa formazione dei cristiani che porta a mescolare la fede in Dio con quella per le cose sacre, seguendo la cultura e le tradizioni che si rivelano più forti della fede. Anche per quanto riguarda il sacramento del matrimonio, la poligamia e la cultura del “barlake” (contratto di matrimonio) porta a vivere insieme senza sposarsi.
Manca anche la testimonianza di fede da parte dei consacrati; così come singoli e comunità si riconoscono le nostre debolezze e infedeltà alla consacrazione religiosa che portano a crisi e all’abbandono della vocazione perché l’amicizia con Dio non è profonda o ha motivazioni false.
C. Domani: nuove vie di evangelizzazione:
Abbiamo bisogno di rievangelizzare la fede, attraverso la catechesi, l’educazione delle nuove generazioni perché siano salde nei valori evangelici cambiando la mentalità e la testimonianza autentica della vita religiosa. La collaborazione fra Chiesa e Governo è una via di evangelizzazione per combattere le nuove sette che entrano in Timor. È importante anche non aspettare che la gente venga, ma andare ad incontrarla attraverso visite pastorali, convincendo le persone riguardo la vera fede, con zelo evangelizzatore.

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COMUNITÀ “S. MARIA D. MAZZARELLO” – VENILALE
A. IERI: il seme sparso sul terreno
Quando i primi missionari giungero a Timor, tanti timoresi ricevettero il battesimo, pur senza una gran preparazione, essendo persone semplici; attraverso una breve preparazione e al tempo stesso insegnando il catechismo che veniva memorizzato e quindi non penetrava nel profonda del cuore, ma con una comprensione a volte limitata, si giunse ad un’esperienza di Gesù che non era molto profonda.
I tempi avanzano, ma la preparazione dei catechisti rimane solo di base, la Chiesa non offre molti insegnamenti, per esempio di Teologia o altre materie, per questo, pur credendo, la fede non ha radici salde: si crede in Dio ma anche nelle proprie credenze sacre, negli stregoni, nel potere dei morti. Questo è il seme della fede gettato nel tempo dei nostri antenati, per cui i risultati sono che la fede non è profonda, si mescola con altre credenze, nello stesso tempo si seguono due vie (si è ambivalenti): Dio, gli stregoni, le cose sacre, “lia nain” tutto si mescola. Ma nello stesso tempo, il seme della fede è caduto anche in una terra buona, perché attraverso l’educazione, le persone si sono rese più coscienti dell’origine del seme della fede con la parola di Dio, i sacramenti e la vera fede in Gesù Cristo; per questo il seme della fede è cresciuto e sono comparse le vocazioni di consacrazione attraverso i vari carismi che hanno cominciato a svilupparsi in Timor Leste. Anche noi ringraziamo e siamo riconoscenti verso i primi missionari che hanno portato il Vangelo e verso le prime FMA che hanno sparso il seme della vocazione salesiana.
B. OGGI: le diverse sfide incontrate nel vivere la fede nella comunità e nella missione
Siccome la preparazione è minima e si riduce ai sacramenti dell’iniziazione, ne deriva che è difficile vivere seguendo bene i valori evangelici, anche se nella comunità e nella scuola ci sono varie opportunità per l’evangelizzazione, tuttavia, non avendo un forte fondamento, tutti i semi vengono gettati sono una perdita di tempo. È anche difficile entrare nella testa dei giovani per far capire che Dio è il Signore di tutti e di tutte le cose: delle cose sacre, dei morti, degli stregoni. Per la gente tutto ciò sta allo stesso livello, ed hanno una grande immaginazione riguardo fantasmi, cose più sacre di altre....
C. Domani: come comunità abbiamo cercato di pensare a varie strategie per la comunità FMA, per la comunità educativa, per le famiglie e per gli studenti attraverso:
1. Il progetto elaborato con la comunità educativa guardando alla realtà della nostra fede che non è profonda, e abbiamo identificato cosa manca e cosa bisogna fare meglio, approfittando dell’Anno della Fede, attraverso la preparazione delle lezioni, di incontri vari, basandociu sul Magistero, sulla Bibbia, sui Sacramenti, adattando il tutto alla realtà e alla cultura timorese.
2. La visita alle famiglie per pregare con loro, parlare di Gesù come Figlio di Dio, unico e vero. Attraverso la formazione di famiglie regolari.
3. Nella comunità FMA ognuna si impegna a studiare bene, ad approfondire e condividere i documenti della Chiesa e dell’Istituto per poter divenire evangelizzatrici efficaci.
Abbiamo considerato che la parabola del seminatore i cui semi cadono nella terra buona, alcuni fra le pietre, alcuni fra le spine, è simile a quanto è accaduto in Timor Leste.

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COMUNITÀ “REGINA PACIS” - JAKARTA
La comunità si è presa del tempo per riflettere e discutere le domande in preparazione alla Festa del Grazie della Madre
Quando eravamo piccole abbiamo ricevuto il seme della fede dai nostri parenti, che a loro volta l’avevano ricevuto dai missionari giunti nei loro villaggi. Tuttavia, con il passare del tempo, abbiamo potuto notare che era difficile per noi coltivare e sviluppare questa eredità di valori della fede. Per esempio il mondo attuale, diventa sempre più piccolo e individuale attraverso il network che fa del mondo un singolo villaggio e rende lo stile di vita immediato. Tuttavia, come comunità, abbiamo trovato una via, in accordo con lo sviluppo dei tempi moderni, che ci permetta di raggiungere le persone, specialmente i giovani per cui siamo state chiamate, ed è utilizzando i mezzi di comunicazione come i website, Facebook e Twitter per dirigere i messaggi di fede ai giovani, specialmente ai più lontani e a quelli in difficoltà per varie ragioni. Così come continuiamo ad educare le giovani che accompagniamo, ad amare la vita, a difendere la loro purezza fino al matrimonio. Infine, ma non meno importante, ci impegniamo in una credibile testimonianza di fede.

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COMUNITÀ BEATA MARIA ROMERO – CAILACO
Il seme della fede seminato nel tuo terreno – Ieri
Noi non siamo state le prime ad arrivare in questa terra di missione. Siamo state precedute dai frati Domenicani, le cui due tombe sono accanto alla chiesa. Secondo la narrazione della gente i due sono morti uccisi dalla gente del posto tanti anni fa.
Quando la Congregazione ha accettato l’invito del Vescovo di essere presente nel territorio, la gente ci ha accolto con gioia come se accogliesse un dono di Dio che da perso tanti anni.
Siamo presenti in questo luogo da appena cinque anni, però prima le sorelle sono venute due volte al mese per due anni. E nel 2008 è stata aperta la comunità con quattro sorelle.
Il seme che abbiamo seminato in questi anni sono l’impegno alla vita spirituale e la presenza educativa sia in mezzo ai giovani che agli adulti. Con l’impegno spirituale abbiamo cercato di dare la formazione della fede attraverso l’insegnamento della religione nelle scuole, tra cui la scuola Media del villaggio e la scuola Agricola. Abbiamo anche l’oratorio domenicale quindi non tralasciamo anche la catechesi oppure la formazione della fede dei ragazzi. Come unica congregazione religiosa esistente sul posto abbiamo anche l’impegno di preparare le persone a ricevere i sacramenti soprattutto il Battesimo, l’Eucaristia, la Riconciliazione, la Cresima ed anche, raramente, il sacramento del Matrimonio.
Nei tempi forti come l’Avvento e la Quaresima organizziamo i momenti di ritiro sia nelle scuole che per gli adulti. Oltre ció abbiamo pure la condivisione della Parola di Dio con il piccolo gruppo dei genitori e facciamo anche la Lectio Divina con i bambini ed i giovani dell’oratorio, i collaboratori, l’ADMA e con le gente.
La possibilitá di animare la liturgia Eucaristica domenicale ci dà la gioia di collaborare con altri gruppi. Siamo felici di poter andare a visitare le persone soprattutto nei villaggi per conoscere la loro situazione, le famiglie e per ravvivare ancora l’amore a Dio, condividendo la Parola.
Oltre interessarsi alla vita spirituale ci siamo impegnate anche nella presenza educativa. Siamo consapevoli che ci sono giovani che non vanno a scuola oppure lasciano la scuola molto presto, non potendo finire la scuola elementare. A queste giovani, abbiamo cercato di offrire “ricamo, punto croce, desfiado”, attraverso queste attività cerchiamo di fare come diceva MM “ogni punto d’ago sia un atto d’amor di Dio”, avendo anche la possibilitá per la formazione spirituale. Ci sono anche alcuni poveri (genitori e i giovani) che hanno bisogno dell’aiuto economico per mantenere la famiglia. A questi abbiamo offerto anche attività di microcredito, e così, approfittando di questa possibilità, abbiamo avuto il momento per accompagnare il cammino della fede di questi persone, attraverso raduni per la formazione della fede (perché hanno una vita di fede semplice come semplice è la loro vita), abbiamo pure la gioia di leggere e di spiegare in modo semplice una parola del Vangelo ogni volta che vengono per restituire i soldi.
Le sfide che incontriamo - Oggi
Per seminare questo seme di fede non mancano anche le sfide nel nostro cammino. Prima di tutto la non la possibilità di poter accedere sempre ai sacramenti soprattutto l’Eucaristia e la Riconciliazione, perché le grandi distanze da un luogo ad altro e perché, alcuni luoghi in montagna non si possono raggiungere facilmente con i mezzi e la gente è povera e non può prendere i mezzi quindi spesso partecipano ai sacramenti solo nei tempi forti dell’anno liturgico. Un’altra sfida è il breve tempo in cui le sorelle rimangono in questa comunitá, per cui non si dà continuità di contenuti nella formazione soprattutto nella pastorale.
Altra sfida è legata ai genitori che vivono insieme senza ricevere il sacramento Matrimonio a causa della tradizione e consuetudine locali, per cui non hanno interesse alla loro pratica religiosa e anche a quella dei figli. Inoltre tante giovani non hanno l’Educazione formale perché i genitori non danno importanza a questo: per loro è molto importante il lavoro nei campi e l’allevamento degli animali, di cui devono avere cura perché nella loro tradizione quando c’è qualche morto in famiglia devono portare le mucche oppure il bue per il funerale. Oltre questo alcuni genitori godono di fermare le figlie soprattutto per trovare presto marito. L’ultima sfida è la scarsa conoscenza dei contenuti della fede e delll’identitá religiosa, perché la popolazione è semplice e lontano dalla grande cittá.
Nuove vie per l’evangelizzazione - Domani
Nonostante le sfide che abbiamo elencato sopra, non siamo scoraggiate e continuiamo a camminare per trovare nuove vie per ravvivare ancora la luce della fede fra la gente della nostra missione. Vogliamo impegnarsi ad avvicinare le persone, interessarci a loro, nonostante bisogna perdere del tempo. Il contenuto della catechesi dell’oratorio è molto ricco per cui vogliamo offrire ai giovani, soprattutto a quelli che frequentano il nostro ambiente, una continuitá e per ultimo vogliamo offrire una formazione di qualitá nei contenuti e nella continuitá, soprattutto nel momento in cui andiamo a visitare le famiglie.

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Comunità: Divina Provvidenza

Timor Est

Convocati dall’amore che ci unisce alla Madre Generale, la nostra piccola comunità di quattro suore ci siamo radunati per scoprire in questi 25 anni di presenza in Timor, il seme della fede seminato nel nostro terreno

Con gioia e riconoscenza abbiamo visto che il semi più bello e fecondo è stato il seme della vocazione religiosa salesiana, con tante vocazione autotone in questi 25 anni di presenza in Timor. Ripensando agli inizi della missione ci siamo accorte che un altro seme è stato la trasmissione dei principi della fede, da parte delle prime sorelle, vissuti nel quotidiano, come pure la gioia ed entusiamo nel vivere la fede attraverso i sacramenti: specialmente l’Eucaristia e la Reconciliazione.

Un seme del quale siamo grate a Dio è la devozione Mariana, con accento speciale all’Ausiliatrice, l’amore per la Chiesa e per il santo Padre e la testimonianza della vita cristiana vissuta nel contatto con la gente povera e semplice

Le sfide che abbiamo incontro per vivere la fede in comunità e nella missione

È senza dubbio la superficialità nella fede, per mancanza di una catechesi solida, la voglia sfrenata di possedere che è un tipo di idolatria nei giovani di oggi e anche qualche volta in modo molto sottile e nascosto in noi suore.

L’immoralità, le passioni, e i desideri maligni in tanti giovani sopratutto in Dili e per ultimo il sincretismo, non solo nella gente ma anche tra di noi suore: La fede assieme alle tradizione culturali, senza saper fare la differenza

Le nuove vie di evangelizzazione che intravediamo

È il rinnovare con il nostro entusiasmo e la nostra testimonianza quelle vie che già esistono nel nostro territorio e nella nostra ispettoria, come pure far crescere in noi l’amore autentico per Cristo, da spingerci senza sosta nel suo annuncio , nutritte con una vita di preghiera profonda, valorizzando una formazione accurata e profonda; anche costruendo comunità di credenti che siano di riferimento ai giovani , pensiamo che dobbiamo coinvolgere maggiormente i giovani nel nostro impegno nel campo sociale, per fa crescere l’amore per Cristo e per il suo Vangelo.

Carissima Madre, siamo con te attraverso la preghiera riconoscente, e il nostro affetto sincero, le tue figlie,

Celina Sera, Jacinta Maria Gusmao, Ermelinda da Silva e Luz Stella Ruiz

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COMUNITÀ “BEATA MADDALENA MORANO”, Fuiloro – TIN
1. Il seme gettato nella tua terra (ieri)
Il seme che ha dato inizio alla fede di ciascuna di noi, è stato la fede della famiglia trasmessa ai figli. Era una fede semplice, praticata nella vita quotidiana con fedeltà alla loro vita cristiana: la Messa domenicale, la preghiera del Rosario la sera con i figli davanti all’oratorio che ogni casa aveva, la partecipazione alle processioni e alle attività organizzate dalla Parrocchia. I genitori davano la loro testimonianza di fede attraverso la fedeltà al Sacramento del Matrimonio e attraverso la responsabilità nell’educazione alla fede dei figli.
Abbiamo ricevuto una formazione catechistica semplice ma effettiva, attraverso dei catechisti che dedicavano tutto se stessi all’annuncio di Dio e della Santa Chiesa attraverso delle semplici preghiere o il catechismo imparato a memoria. Dalla testimonianza di dedizione ricevuta in famiglia e dai catechisti, noi, come terra fertile, abbiamo potuto sviluppare la nostra fede, anche se la luce e la conoscenza della fede in quel momento, erano un po’ deboli.
2. Le sfide che incontriamo nel vivere la fede in comunità e nella missione (oggi)
Nella nostra vita comunitaria, a volte in noi FMA manca l’equilibrio fra vita spirituale e missione, perché seppure consacrate, la nostra fede non è ancora profonda. Questo problema è maggiore in una società come quella timorese, dove le credenze tradizionali sono molto.

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COMUNITÀ “BEATA MADDALENA MORANO”, Fuiloro – TIN
1. Il seme gettato nella tua terra (ieri)
Il seme che ha dato inizio alla fede di ciascuna di noi, è stato la fede della famiglia trasmessa ai figli. Era una fede semplice, praticata nella vita quotidiana con fedeltà alla loro vita cristiana: la Messa domenicale, la preghiera del Rosario la sera con i figli davanti all’oratorio che ogni casa aveva, la partecipazione alle processioni e alle attività organizzate dalla Parrocchia. I genitori davano la loro testimonianza di fede attraverso la fedeltà al Sacramento del Matrimonio e attraverso la responsabilità nell’educazione alla fede dei figli.
Abbiamo ricevuto una formazione catechistica semplice ma effettiva, attraverso dei catechisti che dedicavano tutto se stessi all’annuncio di Dio e della Santa Chiesa attraverso delle semplici preghiere o il catechismo imparato a memoria. Dalla testimonianza di dedizione ricevuta in famiglia e dai catechisti, noi, come terra fertile, abbiamo potuto sviluppare la nostra fede, anche se la luce e la conoscenza della fede in quel momento, erano un po’ deboli.
2. Le sfide che incontriamo nel vivere la fede in comunità e nella missione (oggi)
Nella nostra vita comunitaria, a volte, manca l’equilibrio fra vita spirituale e missione, perché seppure consacrate, la nostra fede non è ancora profonda. Questo problema è maggiore in una società come quella timorese (dove le credenze tradizionali sono molto forti e continuano a trasmettersi) che perciò ci sfida a dare una testimonianza vera e di annunciare Cristo, unico Maestro e Salvatore. Nella società ormai molti cristiani non celebrano più la loro fede di domenica e non capiscono il significato profondo dei Sacramenti, soprattutto del Battesimo, dell’Eucaristia e della Riconciliazione, ma anche degli altri. Riguardo Dio, le persone si trovano davanti a 2 alternative: il Dio dei cristiani che è misericordioso e non dà malattie o difficoltà alle persone; e il dio della tradizione, che è vendicativo, fa morire o ammalare le persone se non lo adorano. Queste credenze si trasmettono in famiglia ed è facile trasmetterle ai figli. Per questo è una grande sfida per la Chiesa oggi, dare fondamento alla fede in famiglia e nella società.
3. Nuove vie per l’evangelizzazione (domani)
Dobbiamo ritornare alle radici della fede: approfondire la Bibbia, auto-rievangelizzarsi e rievangelizzare gli altri cristiani; come consacrate vivere con fedeltà l’impegno di fede cristiana e di religiosa. C’è bisogno di una metodologia nuova per evangelizzare e fare catechesi, che sia semplice, ma efficace. È necessario coraggio per avvicinare gli altri ed annunciare Cristo (door to door o con azioni di carità concreta verso le persone che si sono allontanate dalla Chiesa per vari motivi). L’evangelizzazione necessita della testimonianza personale e comunitaria, facendo di Cristo il centro della nostra vita e dell’evangelizzazione.

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Comunidade Maria Auxiliadora – Venilale – Timor Leste

Ao refletir sobre a semente da Fé semeada em nosso “terreno”...
  Nossa comunidade conclui que o  forte testemunho que  os primeiros missionários  vindos em Timor nos deixaram deixaram raézes profundas que  chegou até cada uma concretamente através do cristinismo vivido cotidianamente pelos nossos pais mesmo através de muitos sacrifícios e diiculdades.
Também o testemunho apaixonante das primeiras FMA missionárias,  que lançaram as bases do carisma salesiano feminino
trouxe uma maneira  muito mais próxima de vivencia da nossa fé, elas nos trasmitiram através da vida de oração, do ardor apostólico e da grande alegria com que realizavam e realizam a missão. Isto tudo é a boa semente que  deu  e continua a dar frutos  anda hoje.

Hoje os desafios são muitos, principalmente   quando queremos ver os resultados imediatos. Diante das novas tecnologias muitas vezes nossas palavras   são fracas e isto nos  impulsiona a  comunicar mais ainda pelo testemunho mais que com palavras apenas.  A crença no “tradicional” nos desafia a a aprofundar a fé cristã com muita paciência mas com persistência, pois, vivemos ainda em meio a muita superficialidade (uma fé  que se tornou muito frágil).

A nova evangelização  pede coragem  para alimentarmos cotidianamente  a nossa fé e de partilharmos através de uma vivencia mais autentica que nos torna sempre mais sinal credível para todos os quais nós encontramos.
A Palavra e a Eucaristia é este alimento cotidiano.
Com você Ir. Ivone queremos afirmar o nosso compromisso e alegria de sermos testemunhas alegres na vivencia  do nosso ser FMA.
 Conte com nossas orações.

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Our very dear Me. Ivonne, we would like to express our deep and sincere gratitude to you for being a mother, sister, and friend to us. Our gratitude is our commitment to live what God wants us to be, as an FMA, as young people but most specially as Educating Community here in Balide. Gratitude we express to you through sacrifice prayer and commitment. We are proud of you as our mother, you are really Mary to us. Buona Festa. From Community of Don Bosco Balide-Isp TIN.