INSIEME NELLA FEDE VERSO LA PIENEZZA DELLA VITA
Festa del Grazie alla Madre 2013 - Comunità «Madre Angela Vespa» (RMA)

1. Verso la festa del Grazie

Il tema proposto per la festa della Madre è stato lo spunto per prepararci e vivere la festa del Grazie della comunità. Unificando i due cammini, abbiamo potuto, in un percorso articolato in quattro settimane, approfondire adeguatamente quanto le sorelle dell’Ispettoria di Chennai ci hanno proposto.

1° settimana: Riscoprire la gioia del credere
Il tema è stato particolarmente sottolineato con la testimonianza di una sorella che ha ricevuto il Battesimo in età adulta e come la sua vita nella fede interpellato dal di dentro alcuni membri della sua famiglia. In questa settimana, ci siamo impegnate a narrarci a piccoli gruppi il nostro vivere il battesimo.

2° settimana: Tenere fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede
Il tempo coincideva con la Settimana Santa, giorni in cui la liturgia ci portava dentro il mistero di Gesù che dona la sua vita, che muore e risorge per noi. Il tema è stato sottolineato con una spiegazione approfondita della “Croce di Sant’Ippolito” il primo Vescovo martire della Diocesi di Porto-Santa Rufina a cui appartiene la nostra comunità. Una riproduzione della Croce, trovata sulla sua tomba, è stata consegnata dal Vescovo a tutte le comunità - religiose e parrocchiali - della Diocesi. Per questo è stato naturale concentrarci su questo segno per pregare e attingere la forza per confermare la testimonianza della nostra fede.

3° settimana: Coltivare la fede
Ci ha aiutate ad approfondire il tema, la testimonianza di una sorella della Cina, che ha condiviso l’esperienza di crescita nella fede vissuta nella sua famiglia articolandola attorno a tre brevi punti: la fede è frutto della vita di preghiera, la fede nella vita quotidiana, la fede forza nei momenti di sofferenza. Il suo papà e la sua mamma sono testimoni della fede, che non hanno ceduto durante gli anni bui della Rivoluzione culturale e hanno affrontato con coraggio prove molto dure, restando fedeli al loro essere cristiani. L’impegno che ci siamo assunte è stato quello di valorizzare gli incontri ordinari per raccontarci la “cura” della fede vissuta nella nostra famiglia, nell’ambiente in cui siamo cresciute, nelle comunità in cui abbiamo vissuto.

4° settimana: Testimoniare la forza trasformate della fede
L’impegno di questa settimana è l’invito a cogliere le “luci di fede” che sono state seminate sul nostro cammino e che vengono testimoniate dalle sorelle della comunità.

2. Celebriamo il Grazie e il dono della fede

Abbiamo celebrato il nostro grazie e il dono della fede in una serata di fraternità, dove con atteggiamenti, parole, immagini, musica, canto abbiamo cercato di esprimere qualcosa di come viene vissuta la fede nei continenti dai quali proveniamo. Un grazie che ha assunto voci e colori particolari, quasi a concentrare in un sol giorno i mille grazie detti fugacemente o sussurrati nello scorrere dei giorni.

Il grande e variegato continente africano custodisce, quale tesoro prezioso, una cultura orale e popolare con cui trasmette alle nuove generazioni i valori che danno senso alla vita. Le sorelle africane rappresentano come la fede viene trasmessa in un contesto comunitario attraverso la parola, i gesti della vita quotidiana, i proverbi, le danze, i canti.

L’Europa, che ha raccolto l’eredità della cultura greco-romana, giudeo-cristana, araba e delle popolazioni cosiddette “barbare” e che rischia di dimenticare, disperdere e annullare i suoi valori fondanti, è chiamata non solo ad annunciare, ma a interiorizzare la fede. Vengono proposti due testi letterari tratti rispettivamente dal Diario di Raissa Maritain, ebrea russa convertitasi al cattolicesimo con il marito, il filosofo francese Jacques Maritain, è un’anima contemplativa e mistica; e dal romanzo La messa dell’uomo disarmato di Luisito Bianchi, sacerdote e scrittore morto l’anno scorso, dove si invita all’ascolto della Parola per interiorizzarla e scoprirla nella realtà quotidiana.

L’America dai mille volti, dalle molte culture, dalle molte storie, dalle molte sette è il continente da cui viene Papa Francesco, uomo di frontiere, che spinge ad andare sulle strade ad annunziare a tutti la buona notizia che Dio è padre, meglio ancora: papà. Le sorelle dell’America ci presentano le risposte che le loro ispettorie stanno dando alla domanda pressante di evangelizzare le periferie delle città e della storia.

L’Asia, non è solo richiamo al mistero, a culture più che millenarie, ma è anche terra intrisa dal sangue di martiri. Il denominatore comune della fede in Asia è la testimonianza della fede data dai martiri, che insieme, in gruppo professano la fede. Le sorelle dell’Asia ci presentano questa realtà e, al tempo stesso, la tangibilità di una fede che diventa bellezza, una coreografia vitale per rendere lode e grazie a Dio.

È stato un cammino molto semplice, quotidiano, ma intenso e partecipato: abbiamo fatte nostre molte espressioni che ci caratterizzano come comunità internazionale e multiculturale. Abbiamo celebrato la fede facendo nostra la preghiera, dando espressione all’anima, ai suoni, ai movimenti…

Tutto è gratitudine a Cristo, roccia della nostra fede.
Il nostro Grazie a Te, Madre Yvonne, pellegrina instancabile e testimone coraggiosa, che ci conduci e additi le nuove vie dell’evangelizzazione invitandoci a fare delle nostre comunità spazi di pienezza di vita, dove i giovani trovino vita e «vita in abbondanza» e siano felici oggi e sempre!

Le tue figlie della Comunità «Madre Angela Vespa» di Roma

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Casa Madre Ersilia Canta di Roma

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Comunità Sr Teresa Valsé Pantellini
RMA

Insieme nella pienezza della Fede

La nostra comunità ha vissuto in modo unitario la propria Festa del Grazie e quella della Madre per la vicinanza delle date (25 e 26 aprile). Per questo, abbiamo preparato la festa con una novena di preghiera e dei piccoli gesti di gratitudine manifestati le une alle altre.

Durante la preparazione, abbiamo avuto due momenti di condivisione a piccoli gruppi sulla traccia offerta dall’Ispettoria Indiana San Tomaso apostolo (INM).

Dai risultati emergono in sintesi i seguenti aspetti:

La fede “ieri” è considerata come un dono di Dio, trasmessa in modo semplice e vitale dalla famiglia (genitori, nonni, zii e zie, madrine …). Questo seme è stato coltivato dai sacramenti, dalla testimonianza degli educatori/educatrici, approfondito nella relazione con Gesù e fortificato nella Vita Consacrata.

La fede “oggi” ci chiama a essere testimoni nel modo di vivere l’obbedienza. È un invito ad accogliere la presenza di Dio negli altri, a camminare nella certezza che Dio ci precede nel cammino.
Il contatto con giovani battezzati che si dichiarano non credenti rimane una sfida per noi, nel cercare nuove vie e nuovi linguaggi per dire Dio, e quindi per fare una proposta e accompagnare alla sorgente.

La fede “domani”è vista come necessità di tornare alla genuinità del Vangelo, ciò implica un cammino di conversione per un autentico rinnovamento del cuore. Così, si potrà testimoniare con gioia e semplicità il vangelo della carità. Inoltre si sente il bisogno di offrire proposte evangeliche forti capaci di saziare la sete di spiritualità delle nuove generazioni.

Secondo alcune sorelle, la nostra fede d’oggi è dono ricevuto ieri che cresce, matura e diventa seme e frutto per il domani.

I risultati della condivisione sono stati raccolti in un momento molto bello di festa insieme scandito da alcuni brani della Porta fidei, della circolare 935 della Madre intercalati con racconti biblici, canti, danze, poesia, espressione corporale e un video montaggio delle esperienze personali intorno ai tre momenti della fede ieri, oggi e domani.

La festa è stata per noi un’occasione bella de crescita nella collaborazione, nello spirito di famiglia e nella vita comunitaria.

Il nostro Grazie sincero alla Madre e all’Istituto per quest’opportunità di crescere come Famiglia.
Grazie di cuore!