ISPETTORIA ROMANA COMUNITÀ SAN GIOVANNI BOSCO Viale P. Togliatti 167, ROMA - CINECITTA’ La maggioranza delle sorelle della comunità testimoniano di essere cresciute in ambienti di grandi valori cristiani : la famiglia di origine, la parrocchia, l’oratorio e la scuola delle FMA, il MGS. Le suore assistenti e insegnanti sono state, per molte, modello di fede e di consacrazione che hanno contribuito, con la loro testimonianza, anche alla scelta vocazionale. Oggi sentiamo la fragilità della nostra vita di fede quando la viviamo troppo nel privato, con poca disponibilità alla condivisione e con troppo rispetto umano nel testimoniarla; quando non sappiamo leggere con speranza i fatti e gli avvenimenti; quando siamo troppo razionali. Tutte abbiamo il desiderio di vivere una fede comunitaria da donare ai giovani con una maggiore presenza fra loro, indipendentemente dall’età. Concordiamo nel dire che non dobbiamo dare per scontato che i giovani abbiano una base di fede e di conoscenza del Vangelo. Lo stare con loro ci dà la possibilità di far passare valori umani e cristiani in modo semplice, dialogato, condiviso. Alcune frasi dette al momento giusto possono essere di guida per tutta la vita. Riteniamo questa una forma feconda per una nuova evangelizzazione.

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ISPETTORIA ROMANA “SAN GIOVANNI BOSCO”
Comunità “Santa Maria”
Via Don Minzoni, 22  - GUSPINI  - VS (SARDEGNA)

INSIEME NELLA FEDE VERSO LA PIENEZZA DELLA VITA
Sintesi riflessione in preparazione alla festa della Madre

La fede, è stato un dono di Dio respirato nel contesto familiare ed ecclesiale, soprattutto  nell’Azione Cattolica. La consapevolezza è maturata per qualche sorella, nella sofferenza, anche per situazioni familiari, nella ricerca di senso della propria esistenza.
Il ruolo di Maria è stato fondamentale nel cammino di fede e nella scelta vocazionale.
Un ruolo molto importante hanno avuto le mediazioni umane, che hanno segnato e accompagnato tutta la vita, la crescita nella fede.
La maturazione nella fede ha illuminato anche nella risposta vocazionale.
La fede vissuta a livello personale, ha la sua risonanza nella comunità e nell’ambito della missione. La comunità si arricchisce e cresce nella fede con l’apporto della fiducia, dell’abbandono in Dio di ogni sorella.
Come pure la nostra missione, è tanto più feconda quanto più la comunità cresce nell’abbandono nel Signore.
Alcune delle sfide che incontriamo per vivere la nostra fede nella comunità e nella missione, sono: il venir meno della gioia, soprattutto interiore, causata dalla precarietà delle realtà che viviamo, sia come Istituto (è duro vivere la gioia quando si parla spesso di chiusura di opere, e non si intravedono altre prospettive, sia come società soprattutto il mondo giovanile, che vive la difficoltà di non poter immaginare un futuro.
Questo ci rende consapevoli che siamo chiamate ad una missione che passa attraverso il sangue, in partecipazione al mistero pasquale di Cristo.
Un’altra sfida è quella dell’attesa dei tempi di Dio, anche nei risultati della missione.
Siamo chiamate a seminare, solo il Signore può far crescere e maturare, come e quando lo ritiene opportuno.
Tutto questo ci rende coscienti che le nuove vie di evangelizzazione nascono da un cuore (di ogni singola sorella e della comunità) rinnovato dall’ascolto della Parola, che si lascia plasmare da Essa e abitare dalla presenza di Dio.
Questo ci aiuta, non a inventare cose nuove, ma a dare anima a ciò che facciamo.
Siamo certe comunque, che c’è bisogno di discernere le modalità della nostra presenza e dei contesti nei quali è necessario essere presenti.
Lo Spirito Santo illumini chi cerca il bene dei giovani di oggi, nell’oggi di Dio.

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ISPETTORIA ROMANA SAN GIOVANNI BOSCO
COMUNITA' DI MONSERRATO (CAGLIARI) - SARDEGNA

Per tutte noi, la fede che ci è stata donata nel Battesimo, si è alimentata in famiglia grazie all'esempio di genitori e nonni che nella semplicità del quotidiano hanno vissuto l'abbandono in Dio e orientato verso Lui ogni aspetto della loro vita.

All'aiuto della famiglia si è unito quello di sacerdoti, suore e associazioni che attraverso la vita sacramentale e la preghiera hanno contribuito a far germogliare quel seme. Alcuni di loro in particolare sono stati fondamentali nella nostra adesione alla chiamata del Signore mediante la loro testimonianza di vita.

La vita in Congregazione ha richiesto la maturazione continua della propria fede e la chiede ancora. Senza di essa, non saremmo state capaci di vivere i momenti di difficoltà con quella serenità tipica di chi vive col Signore e nel Signore. Il dono della Sua grazia e la nostra volontà di appartenergli sono state essenziali per il cammino di ciascuna.

Siamo consapevoli che il cammino fatto è solo una tappa e che il Signore ci chiama a crescere ancora nella fede attraverso le piccole o grandi fatiche del quotidiano, specialmente nei momenti di aridità e sofferenza.

La nostra fede, oggi, si deve vedere nel concreto della nostra vita, deve andare oltre la debolezza e la fragilità e trasformarsi in benevolenza, mansuetudine, pazienza, carità. Solo così potremmo essere casa che evangelizza perché, con la grazia di Dio, saremmo capaci di mostrare che Cristo è vivo e vive dentro di noi.

Dove l'entusiasmo si è un po' affievolito a causa dello scoraggiamento, la Parola di Dio deve diventare parola impregnata di carità veramente vissuta. Dinanzi all'attuale situazione di scristianizzazione e di mancanza non solo di fede ma anche del senso religioso, il rischio è quello di arrendersi e non credere che lo Spirito stia comunque operando; per questo è necessario mettersi continuamente in discussione, saper soffrire e vivere la propria fede non individualmente ma comunitariamente; la condivisione è elemento necessario di una vita di comunione.

Siamo convinte che per il futuro non occorra qualcosa di straordinario, ma una testimonianza credibile basata su una vita vissuta nella semplicità, che non è superficialità, ma capacità di aprire il cuore, un cuore orante che accoglie tutti, sa essere vicino alla gente e soprattutto crede che Dio non abbandona mai nessuno e che aspetta che noi ci abbandoniamo a Lui.

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NOVIZIATO INTERNAZIONALE
MARIA AUSILIATRICE
CASTEL GANDOLFO -  ROMA

 Il seme della Fede seminato nel tuo terreno tempo fa …
La fede è dono gratuito di Dio. È un dono che diviene anche compito perché, riconoscenti per la testimonianza di vita di altre persone, ora siamo chiamate noi a trasmettere alle nuove generazioni il seme della fede.
In questo itinerario hanno un’importanza fondamentale la famiglia, i sacerdoti e le suore che ci hanno accompagnato nel cammino e tutte quelle persone (ad esempio i poveri) che hanno “segnato” la nostra vita. Anche l’ambiente ricco di fede in cui siamo cresciute ha esercitato su di noi un influsso positivo e molto efficace.
Il seme della fede, inoltre, è stato irrigato dalla preghiera insieme (in famiglia ed ora in comunità), alimentato dalla coerenza di vita delle persone che abbiamo incontrato sul nostro cammino e dalla loro fedeltà a Dio, coerenza e fedeltà che hanno reso credibile la loro testimonianza.
Il seme della fede è germogliato ed è cresciuto quando noi stesse abbiamo fatto esperienza di Dio: quanto abbiamo imparato dagli altri lo abbiamo fatto nostro e abbiamo sperimentato la presenza di Dio nella nostra vita.
Anche la nostra vocazione di speciale consacrazione si radica profondamente nel dono del Battesimo e in tutte queste esperienze che ci sono state donate.
Il fare memoria di come, nella storia di ciascuna di noi, abbiamo conosciuto e fatto esperienza del dono della fede ci apre ad un vivo senso di riconoscenza per Dio e per coloro che ci hanno aiutato in questo cammino.

Le sfide che incontri OGGI per vivere la Fede sia in comunità sia in missione
Essendo una casa di formazione, per le suore le due dimensioni (comunità e missione) coincidono. La sfida comune è rinnovare ogni anno, con persone e culture diverse, la testimonianza perseverante di Cristo; questa sfida è impegnativa soprattutto perché nel corso degli anni sono notevoli e veloci i cambiamenti culturali da cui provengono le novizie.
In comunità la sfida è quotidiana e passa attraverso la scelta e la perseveranza in alcuni atteggiamenti: l’attenzione reciproca, il ricominciare ogni giorno, l’andare oltre, la pazienza, la semplicità.
Questi atteggiamenti sono da realizzarsi verso tre destinatari: noi stesse, il Signore, le altre.
Un’altra sfida riguarda la fedeltà al nostro dovere quotidiano, vivendo con pienezza il momento presente. Come tanti laici vivono con impegno la fedeltà al lavoro, alla famiglia, al quotidiano del proprio stato di vita, anche noi siamo chiamate a cercare ogni giorno la bellezza e la ricchezza della nostra comunità.
Quanto alla missione la prima nostra sfida è prepararci seriamente in questo tempo di formazione che ci è donato. Nelle esperienze di apostolato che svolgiamo stiamo sperimentando l’importanza dell’assistenza in cortile che cercando di guardare i ragazzi con lo sguardo di Gesù che guarda la folla e ne ha compassione, pronto ad andarle incontro: uno sguardo che trasmette fiducia e accoglienza. Inoltre, mentre prepariamo gli incontri di catechismo, scopriamo in prima persona la bellezza della nostra fede e dei sacramenti che abbiamo ricevuto. Anche quando ci sono difficoltà e non sempre i bambini sembrano corrispondere a ciò che noi catechiste pensiamo e proponiamo, l’importante è seminare e stare in mezzo a loro, con la ferma speranza che in futuro sicuramente si ricorderanno di quanto noi cerchiamo di trasmettere.
La preparazione delle attività di apostolato ci offre l’opportunità di imparare a collaborare, mettendo insieme idee e punti di vista diversi, e anche di incontrare i genitori proponendo momenti di condivisione e formazione.

Le nuove vie di evangelizzazione
Una delle sfide più grandi che ci interpella è il relativismo, che sembra ridurre la fede ad una dimensione personale e privata.
Per rispondere a questa sfida certamente l’educazione è la via privilegiata e la condizione che permette la formazione di una coscienza vera e autentica e aperta alla dimensione della fede. Una vita di fede ha qualcosa da dire all’uomo di domani perché la fede autentica ci rende pienamente uomini. Cristo infatti ha assunto la nostra umanità e la fede è prima di tutto un incontro con Gesù.
Per poter evangelizzare è necessario prima di tutto lasciarci evangelizzare per diventare testimoni del Vangelo. Se ci nutriamo profondamente della Parola di Dio, ne faremo poi gustare la Bellezza e questo diventerà il nostro stile di vita.
Siamo chiamate, inoltre, ad aprire le porte delle nostre comunità E’ necessario infatti aprire non solo la porta del cuore, ma anche la porta delle nostre case per momenti di preghiera comuni insieme.
Per aiutare i giovani nel cammino di fede è necessario curare il cammino di formazione umana e spirituale delle famiglie. Formare la famiglia significa anche formare ad una fede comunitaria e alla capacità di mettersi in relazione. La fede infatti non riguarda mai solo le singole persone, ma l’intera comunità. L’educazione alla fede nella comunione permette di crescere nella relazione secondo i valori evangelici.

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NOVIZIATO INTERNAZIONALE
SUOR VALSE' PANTELLINI - ROMA

Il seme della fede seminato nel tuo terreno - IERI
E' con gioia che la nostra comunità del Noviziato di Roma ha accolto l'invito di "partecipare" alla festa del Grazie attraverso questo momento di condivisione che sentiamo a noi così' "vicino". La maggior parte delle sorelle della nostra comunità riconosce nell'ambiente familiare l'origine della propria esperienza di fede; fede perseverante nella prova, semplice ma radicale, vissuta, testimonianza fedele, che è esempio, dono, generosità, altruismo, ricerca. In alcuni casi la testimonianza non è stata esplicita ma trasmessa negli atteggiamenti, attraverso uno stile di vita buono e generoso. Il confronto nell'adolescenza con i nostri coetanei, lontani dalla fede ci ha interpellate profondamente nel cercare delle risposte ed è stato anche questo fonte di crescita e maturazione. Per chi nell'ambiente familiare non ha trovato propriamente un ambiente di fede, il confronto con la Parola di Dio è risultato essere luogo del'incontro privilegiato con Colui che parla alla vita e da senso e direzione. Gli studi, la parrocchia, l'oratorio, le case FMA, testimonianze viventi di donne e uomini consacrati, gruppi giovani, i poveri, la preghiera di tante persone a noi vicine hanno contribuito a far scattare la consapevolezza di un Dio che si è fatto uomo per noi, è morto in croce per noi, è risorto per noi, esperienza che inevitabilmente ci ha portate tutte a "mettere in moto" la nostra vita e a riconoscere che il minimo che potevamo fare era: DONARE TUTTA LA NOSTRA VITA A LUI!!!
Le sfide che incontri per vivere la fede in comunità e nella missione – OGGI
Riconoscendoci figlie del "nostro tempo" impregnate della cultura odierna, riteniamo che tra le principali sfide del nostro credere in comunità vi sia la ricerca di sicurezze, della nostra autorealizzazione, di tante "soddisfazioni", di molte "ragioni" e della nostra ragione; considerando altresì la nostra comunità internazionale ci accorgiamo che la condivisione di una fede che risente di tanti condizionamenti culturali e dunque di stili di vita diversi è fonte certamente di ricchezza ma è anche occasione di impegno quotidiano nel conoscerci e nel cercare vie comuni per condividere il nostro Ideale di vita.
Nell'ambito della missione la sfida più grande è l'annuncio di Gesù in una società che cambia così rapidamente, in cui il cristianesimo non è più una condizione comune a molti; in alcuni contesti manca la disponibilità all'ascolto, a lasciarsi mettere in discussione, ci scontriamo talvolta con contesti familiari che non aiutano a recepire contenuti di fede, ponendosi con indifferenza di fronte ai nostri tentativi di "raggiungerli". Nello stesso tempo ci accorgiamo che non ricevere in "eredità" una fede religiosa può aiutare i giovani a sentirsi più protagonisti rispetto al passato, a scegliere cioè più consapevolmente e a vivere la fede – quando questo accade – con maggior profondità e concretezza. Infine, la multiculturalità che caratterizza la nostra società allarga certamente la nostra missione a bambini e giovani provenienti da molti contesti religiosi, annunciare loro il Vangelo ci impone concretamente di "studiare" e conoscere nuove vie per essergli comunque e sempre vicine, testimoniando la presenza di un Dio che si prende cura di loro e dona la vita per loro, perché siano felici "nel tempo e nell'eternità"!