Nome: Comunità S.Maria D. Mazzarello
Email: collegiomornese@gmail.com

Testo del messaggio
IERI: IL SEME DI FEDE SEMINATO NEL TUO TERRENO TEMPO FA… In famiglia sono stati: la preghiera dei genitori, della nonna, Il silenzio fiducioso, , la passione, lo zelo, Il coraggio per portare avanti le difficoltà, Il rispetto reciproco Partecipazione ai sacramenti e associazioni della chiesa e l’opportunità di aiutare i poveri Nelle comunità FMA: La preghiera e la dedizione delle suore in oratorio e il servizio gratuito OGGI: LE SFIDE CHE INCONTRI PER VIVERE LA FEDE SIA IN COMUNITA SIA NELLA MISSIONE: Dimostrare entusiasmo di vivere la fede in Gesù Testimoniare con la vita in comunità e fuori il frutto della Parola e dell’Eucaristia Grande difficoltà, di una vita comunitaria aperta, accogliente come l’ha conosciuta in totale servizio alla missione Poca costanza nel cammino di conversione all’amore La mentalità secolarizzata non lascia che le difficoltà, prove e sofferenze diventino occasione di crescita spirituale DOMANI: LE NUOVE VIE DI EVANGELIZZAZIONE Vivere il quotidiano nell’amore, nella fiducia,nella stima vicendevole come espressione di fede Comunità radicate nella Parola realmente condivisa e attorno a cui fare discernimento Apertura, Accoglienza e la ricerca di chi non conosce Gesù: USCIRE Povertà e contemplazione Vivere in mezzo alle povertà della gente. Vivere la nostra identità religiosa in maniera chiara e credibile, aperte al dialogo, al confronto e alla collaborazione

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CASA MADRE ANGELA VESPA  - VIALE DON BOSCO, 40  -  NIZZA MONFERRATO – AT
RELAZIONE DELLA CONDIVISIONE COMUNITARIA IN PREPARAZIONE ALLA FESTA DEL GRAZIE
DELLA MADRE

La comunità della casa Madre Angela Vespa di Nizza Monferrato ha gradito il lavoro di riflessione sul tema della fede,  proposto per la festa della Madre.  Si è radunata  in assemblea, e, dopo l’invocazione allo Spirito Santo e la rilettura della traccia consegnata in precedenza a ciascuna, ha iniziato la riflessione condivisa. Il clima fraterno  ha favorito la libertà di parola. Sono emersi  ricordi simpatici e ricchi.
1 – Il seme della fede seminato nel tuo terreno – ieri

  1. In molte è emersa l’azione determinante dell’educazione familiare ricca di fede e di esempi concreti
  2. il contesto sociale di fede in cui si viveva che si constatava in espressioni correnti, come: Se Dio vorrà, se è volontà di Dio, ecc.
  3. la preghiera con la famiglia riunita alimenta e sostiene la fede
  4. la catechesi del parroco, lo studio del catechismo, i gruppi dell’azione cattolica
  5. la messa quotidiana per qualcuna, perché la mamma diceva: prima di essere dei genitori, voi siete del Signore; le novene in preparazione alle feste liturgiche
  6. una ha detto che in aspirantato, ai suoi  tempi, non si poteva avere la bibbia in mano, ma, ogni sera, la sua assistente,  parlava della parola di Dio per alimentare la fede e la speranza.  
  7. una ha sottolineato che lo spirito di fede coltivato nel suo cuore le è stato di molto aiuto in ogni obbedienza ricevuta, anche gravosa.

2 – Le sfide che incontri per vivere la fede in comunità e nella missione – oggi

  1. La nostra comunità di suore “nate qualche anno fa” sottolinea la difficoltà di accettare con serenità i limiti, gli acciacchi e le impossibilità legate all’età.
  2. La lacuna, chiamiamola così, di una formazione all’azione più che alla contemplazione, rende talora pesante l’offerta dell’inattività materiale  di  oggi.
  3. La difficoltà uscire da noi stesse,  a non vivere ripiegate sui nostri malesseri, a guardare lontano alla missione delle sorelle più giovani da sostenere con la preghiera e con l’offerta.
  4. La catechesi  moralistica ricevuta, ma anche attuata da noi per molti anni.
  5. La necessità di coltivare il silenzio per arricchirci interiormente e poter donare il meglio di noi stesse.

3 – Le nuove vie di evangelizzazione – domani

    • Il nostro domani è breve, data la nostra età,  ma impieghiamo il tempo che abbiamo nella preghiera.
    • Considerando che le vie dell’evangelizzazione che il domani percorrerà saranno sempre più visualizzate e informatizzate, la nostra preghiera sarà indirizzata al Padre, perché susciti catechisti , animatori e produttori seri e convinti ,che sappiano  coltivare  al meglio la loro fede e quella dei loro destinatari, perché  la fede resta sempre un dono di Dio da accogliere e sviluppare.
    • La testimonianza di noi credenti, anche nel riconoscere con umiltà i nostri limiti che offuscano le trasparenze di Dio, sempre generoso e nell’elargire i suoi doni.

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    COMUNITA’ DI PELLA

    Nell’incontro comunitario del 27 marzo abbiamo condiviso le riflessioni proposte per la festa del grazie e sono emerse questi elementi:

    IL SEME DELLA FEDE SEMINATO NEL TUO TERRENO – IERI
    Abbiamo avuto la fortuna di vivere in una società cristianamente impostata e in un ambiente familiare impregnato dalla fede dei nostri genitori che fin da piccole ci hanno trasmesso che Dio è importante e perciò ci hanno insegnato a pregare e ci hanno testimoniato con semplicità e profondità i valori umani e cristiani che hanno favorito la crescita della nostra fede. I loro esempi di onestà, di fedeltà, di amore, di sacrificio sono stati rafforzati dalla formazione catechistica capillare della Parrocchia e delle Associazioni o dell’Oratorio in cui siamo state inserite. Anche la direzione spirituale, l’istruzione curata, la preparazione ai sacramenti e alle varie feste liturgiche, insieme ad un clima di genuina testimonianza cristiana, hanno seminato la fede nel terreno della nostra giovinezza.

    LE SFIDE CHE INCONTRIAMO PER VIVERE LA FEDE IN COMUNITÀ – OGGI
    Abbiamo evidenziato in particolare queste sfide a vivere nell’oggi la fede, sia in comunità, sia nella missione:
     La fatica ad andare contro corrente e a non lasciarci condizionare dalla cultura “pagana” del nostro tempo, ampliata dai mezzi di comunicazione, con i suoi tentacoli di individualismo, imborghesimento, indifferenza, ecc
     la fatica di rendere “matura” la nostra fede e la nostra umanità e di convertirci ogni giorno alle esigenze del Vangelo, superando vedute soggettive, attaccamento alle idee, pigrizie e paure
     l’ignoranza religiosa e la perdita dei valori cristiani delle famiglie e la fatica ad educare i giovani
     un senso diffuso di sfiducia e di stanchezza

    LE NUOVE VIE DI EVANGELIZZAZIONE - DOMANI
    Ci sembrano importanti queste linee:
     Occorre anzitutto una nuova Pentecoste, perché da sole non riusciamo a cambiare né noi, né la vita attorno a noi. La presenza di Papa Francesco è di auspicio ad una nuova fioritura
     La cura della catechesi, anche con nuove forme e linguaggi
     La fede impregnata di umanità ricca e vicina alla gente che l’aiuti ad incontrare Gesù Cristo
     La testimonianza della gioia di appartenergli e di lavorare nella sua vigna
     La Parola di Dio che diventi stile di vita, comportamento coerente, annuncio della bellezza e della bontà della fede
     L’impegno a comunicare la fede con più coraggio e convinzione non solo ai vicini, ma anche ai lontani

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    COMUNITA’ di  ROPPOLO  BI
    FESTA DEL GRAZIE 2013     
    Relazione della condivisione comunitaria
    in preparazione alla festa del Grazie della Madre 2013

    Nell’incontro pomeridiano del 3 aprile le Sorelle della nostra Comunità, con molte primavere sulle spalle, hanno ripercorso con piacere e grande soddisfazione, la storia della loro fede.
    Si sono confrontate su questi punti.
    1. Il seme della fede seminato nel tuo terreno ieri
    Tutte d’accordo, hanno confermato che il primo seme della fede è stato trasmesso: *dai  genitori che vivevano una vita cristiana ricca di valori umani, impregnata di sacrifici , di preghiera, di accettazione della fatica quotidiana, di solidarietà con i più poveri, gli ammalati, e bisognosi di aiuti materiali e spirituali.

    *dalla presenza significativa del parroco nella vita parrocchiale, le sue catechesi, gli itinerari dell’Azione Cattolica e delle varie Associazioni; la buona stampa che circolava nelle famiglie, le vite dei santi più conosciuti e alla portata di tutti.

    * dalla vita gioiosa oratoriana guidata e sostenuta dalle F.M.A.
    * dagli anni felici trascorsi nei convitti e nei collegi che hanno dato molte vocazioni.

    2. Le sfide che incontri per vivere la fede in comunità e nella missione  oggi sono:
    . l’accettazione gioiosa della propria comunità;
    . la diversità di età, di temperamento, di cultura e di formazione religiosa;
    . lo sforzo per andare contro corrente e vincere la superficialità e l’indifferenza;
    . il cambiamento di mentalità; il sapersi adeguare per cercare il bene dell’altro;
    . il “si è sempre fatto così…” deve essere bandito dai discorsi comunitari;
    . avere il coraggio della verità e saper rinunciare ai propri punti di vista;
    . la poca testimonianza con i laici che ci prestano i loro servizi;
    . il mettersi in ascolto e farsi carico delle difficoltà degli altri, secondo il nostro Carisma;

    3.  Le nuove vie di evangelizzazione: domani 
    concordiamo su questi punti:
    . l’esempio e la testimonianza del Papa Francesco;
    . la dimostrazione, col sorriso, che siamo felici della nostra vocazione;
    . lo sforzo di “autentiche relazioni comunitarie” per vivere la semplicità evangelica;
    . il dono quotidiano della preghiera, dell’offerta, del sacrificio per chi lavora con i    giovani.

    Concordiamo che dalla vita interiore esce “l’abbondanza del cuore” e che possiamo evangelizzare, con l’aiuto di Maria, dimostrando apertamente che siamo felici di essere F.M.A.

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    Casa ‘Angelo Custode’
    Via Galvani, 3
    ALESSANDRIA

    Relazione della condivisione comunitaria
    in preparazione alla Festa della Riconoscenza 2013.

    Come preparazione alla Festa del Grazie abbiamo ripercorso con gioia la storia della nostra fede e del nostro Battesimo.

    Comunitariamente ci siamo confrontate sui seguenti punti:

    1. Il seme della fede seminato ieri nel tuo terreno - ieri
    Ogni sorella ha sottolineato che il primo seme della fede è stato seminato dalla famiglia con l’esempio, con la coerenza di una vita ricca di valori umani e cristiani, con la testimonianza di un’esistenza impregnata di preghiera , di sacrifici, di fatica quotidiana, con una serena adesione alla volontà di Dio (‘Accetto tutto nel silenzio…Se Dio vuole..)

    Un altro elemento molto significativo è stato il contatto con le Suore: all’Oratorio si respirava la vera allegria salesiana; nella ‘casa’ sempre aperta ai giovani, con la loro testimonianza semplice e felice, si percepiva che Gesù era al centro della loro vita; ci amavano ‘come eravamo’ con un affetto preferenziale per ognuna e ci trasmettevano quotidianamente l’esperienza della preghiera.
    Anche la vita parrocchiale con i momenti di catechesi, gli itinerari formativi dell’Azione Cattolica, la presenza di santi sacerdoti ha sviluppato il seme della fede. E’ stato ricordato per la sua povertà evangelica un Parroco catturava l’attenzione di tutti; innamorato di S. Paolo della Croce ci aiutava a capire il senso della croce..

    2. Le sfide che incontri per vivere la fede in comunità e nella missione – oggi:
    • il relativismo
    • l’imborghesimento
    • l’individualismo
    • la fatica di fare unità vocazionale
    • la fede ‘formale’, lontana dai grandi problemi dell’umanità
    • l’affievolimento del senso di appartenenza alla comunità e all’Istituto
    • la mancanza di speranza e di gioia
    • la carenza di autentiche relazioni
    • l’atteggiamento di fatalismo nella missione
    • l’ ‘analfabetismo religioso’ nelle famiglie

    3 Le nuove vie di evangelizzazione – domani:
    • Le sfide attuali sono un’opportunità per vivere il sistema preventivo di Don Bosco: la relazione educativa come via privilegiata di evangelizzazione; l’educazione è capace di trasformare la mente, il cuore, le strutture sociali con la formazione dell’onesto cittadino, puntando sull’etica della coscienza;
    • Gli itinerari formativi alla fede differenziati con obiettivi condivisi e verificabili;
    • La formazione della famiglia, prima responsabile del cammino educativo dei
    giovani;
    • Il lavoro in rete con la Famiglia salesiana, la diocesi, il territorio

    Si evangelizza soprattutto con la gioiosa testimonianza della propria vocazione e la passione apostolica: dobbiamo essere compagne di viaggio e guide credibili con l’accoglienza, l’ascolto e la condivisione

    Sr. Gianna Guido e Comunità

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    Festa del Grazie 2013
    Comunità Maria Ausiliatrice di Agliè Canavese TO Ispettoria IPI
    Breve relazione
    Con gratitudine lodiamo il Signore per le meraviglie del Suo Amore operate in ciascuna di noi facendoci nascere in una famiglia cristiana in cui abbiamo assorbito “con il latte materno” la Fede. Il Sacramento del Battesimo l’ha convalidata. E, grazie alle nostre famiglie, la Fede è cresciuta e maturata in scelte libere e responsabili nella vita cristiana. Con la Consacrazione religiosa abbiamo preso coscienza che la Fede va alimentata giorno dopo giorno con la preghiera, la Parola di Dio e le opere di carità. La Fede va coltivata, riscoperta e testimoniata nel quotidiano come persona singola e, soprattutto, come Comunità che educa.
    Crediamo che il Signore operi attraverso la nostra semplice, fragile ma significativa presenza nella scuola, nell’oratorio e nel territorio.
    Una testimonianza. Giovanna,mamma di Tommaso di 3°primaria, racconta:mi ero allontanata dalla Fede e dalla Chiesa. La frequenza del mio bambino alla vostra Scuola dell’infanzia e ora all’oratorio, è stato per me un mezzo per ritrovare,a poco a poco, la Fede. Grazie a voi, splendide suore che mi avete accolta con tanta bontà e tenerezza, ho fatto il cammino insieme al mio bambino. Ho trovato nella vostra comunità: accoglienza, amore, attenzione alla persona, dialogo, confronto. Ora la mia fede è cresciuta, il mio rapporto con Gesù è importante, non posso vivere senza Gesù. Quando faccio la Comunione, mi commuovo fino alle lacrime al pensiero che Gesù è in me ed io sono con Gesù.
    Abbiamo scelto questa testimonianza fra tante altre.
    Papa Francesco ha detto: ” non ci sono situazioni che Dio non possa cambiare, non c’è peccato che non possa perdonare se ci apriamo a Lui”.
    Siamo convinte che le “nuove vie di evangelizzazione” siano quelle concrete della nostra testimonianza di vita gioiosa e credibile.

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    ISTITUTO “S. VIRGINIA” - IPI
    Via Paolo Sarpi, 123 – TORINO

    IL SEME DELLA FEDE SEMINATO NEL TUO TERRENO –

    IERI

    - La fede radicata nei nostri genitori, respirata in famiglia, ritrovata all’Oratorio o in Parrocchia o nella Scuola in una condivisione di valori umani e cristiani è stata trasmessa come impegno di vita e testimoniata, attraverso una profonda ricchezza di proposte; soprattutto si è alimentata della forza della preghiera, della frequenza alla Messa (anche quotidiana) e del Sacramento della Riconciliazione (vissuta anche come direzione spirituale).

    - Vari avvenimenti dell’Istituto e della Chiesa hanno contribuito all’approfondimento della nostra fede:
    l’evento del Concilio con l’approfondimento dei documenti emanati,
    il rinnovamento della Liturgia, la formazione catechetica, i Giubilei, l’anno Mariano;
    il rinnovamento delle Costituzioni e gli eventi dell’Istituto (140° di fondazione).

    LE SFIDE CHE INCONTRI PER VIVERE LA FEDE IN COMUNITA’ E NELLA MISSIONE –
    OGGI

    IN COMUNITA’:

    - Rinnovamento quotidiano nell’impegno a vivere la fede e aggrapparsi ad essa tenacemente e in ogni circostanza.
    - Coerenza, fedeltà e perseveranza nella preghiera.
    - Testimonianza personale e comunitaria, credibile.
    - Passaggio dall’individualismo al senso di appartenenza.
    - La necessità della “sopravvivenza” va talvolta a scapito dello spirito di famiglia.
    - Vivere la vita comunitaria con passione nonostante i limiti propri e altrui.

    NELLA MISSIONE:

    - La formazione dei laici
    - Dare fiducia, speranza, valorizzare persone e azione: “azzardo della fiducia”
    - Gestire gli impegni incalzanti che la missione impone.
    - Non sempre le scelte sono illuminate dalla fede.
    - Rapporto con le famiglie “in difficoltà”.
    - L’opportunismo e la delega delle famiglie.
    - La scristianizzazione attuale.
    - Accettazione serena del passaggio della missione “diretta” a quella “indiretta”

    LE NUOVE VIE DI EVANGELIZZAZIONE –

    DOMANI

    - Concentrare le energie su quello che conta realmente: educazione e “nuova” evangelizzazione.

    - Testimonianza gioiosa nel vivere la propria vocazione perché sia credibile.

    - Coerenza ed apertura al dialogo.

    - Essere disponibili al confronto, al “cambiare opinione” sull’evidenza.

    - Attenzione ai poveri, dando noi per prime segni concreti di povertà e semplicità con uno stile di vita sobrio ed essenziale.

    - Vivere e testimoniare la misericordia, il prendersi cura di noi e degli altri.

    - “Andare” verso la gente, “stare” tra la gente.

    - Utilizzo appropriato dei nuovi strumenti di comunicazione.

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    Comunità San Giuseppe - Tortona - AL

    In comunità abbiamo dedicato tre serate, precedute dalla riflessione personale, alla condivisione sugli spunti giunti dal centro per prepararci alla Festa del Grazie della Madre e della nostra Ispettrice sr Angela. Non è certo semplice sintetizzare la ricchezza di una, anzi di tante vite quante siamo in comunità, in poche righe…si sa, la bellezza dei momenti di condivisione è proprio in quel clima che si viene a creare in cui tutte ci sentiamo coinvolte e libere di “raccontarci” le une alle altre.

    1) Il seme della fede seminato nel tuo terreno – ieri

    Testimonianza: è la parola chiave che sintetizza la nostra condivisione. La fede trasmessa in famiglia, attraverso l’esempio di carità verso tutti; il fervore con cui i genitori pregavano; la sollecitudine di parroci che si prendevano davvero a cuore i fedeli; l’esempio delle suore dell’oratorio, donne felici di appartenere al Signore e di donarsi alla gioventù; catechiste e maestre, non solo di dottrina o di scuola, ma di vita e di fede tanto semplice quanto saldamente radicata e trasmessa.
    Importanti semi di fede sono stati anche la possibilità di accostare la Paola di Dio e il vivere alcune esperienze forti di Chiesa/comunità (Esercizi Spirituali per le ragazze, il passaggio nei paesi della Madonna Pellegrina, la devozione mariana nel mese di maggio…).

    2) Le sfide che incontri per vivere la fede in comunità e nella missione – oggi

    La nostra condivisione è iniziata con la constatazione di quale prezioso aiuto sia, nel vivere la fede, l’appartenenza alla comunità, luogo in cui l’esercizio della fede costante, feriale, aiuta ciascuna a rispondere con sempre rinnovato slancio alla chiamata del Signore.
    Le sfide che abbiamo riscontrato come prioritarie sono state: - la difficoltà a vivere “apertamente” la fede a causa del giudizio di un’altra; - lo sforzo di uscire sempre da noi stesse; - l’aver la libertà di spirito di poter condividere ciò che si vive nella fede, pur nella consapevolezza che non sempre si riesce ad essere coerenti con ciò che si professa; - il dover calibrare ed equilibrare il proprio passo con quello delle sorelle che camminano con me; - il non demordere, il continuare ad annunciare con perseveranza; - il non stancarsi di trovare il “punto accessibile al bene” presente in ogni persona; - il mantenere la costanza nel bene.

    3) Le nuove vie di evangelizzazione - domani

    La testimonianza di Papa Francesco ci dà l’esempio. Riconosciamo che per noi vivere il Sistema Preventivo sia fondamentale per arrivare al cuore dei giovani e farli incontrare con Gesù.
    Alcune vie possono essere: la testimonianza gioiosa e ricca di speranza, concreta, spicciola; l’attenzione ad ogni persona, il formare le coscienze, l’educare tutto il giovane; l’esser capaci di tenerezza con uno sguardo, una parola…; il non farci sfuggire nessuna occasione per fare del bene; il confessare Cristo e Cristo crocifisso!

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    COMUNITA’ “SANTO SPIRITO” ACQUI TERME (AL)
    In un clima di famiglia, di serenità e di libertà, dopo la riflessione personale e la preghiera, abbiamo ripercorso la storia della nostra fede, condividendo la riflessione su:
    1) Il seme della fede seminato nel tuo terreno – IERI
    Siamo state concordi nel sottolineare che la fede è stata trasmessa:
    in famiglia, attraverso l’amore, la testimonianza della preghiera che rendeva visibile l’invisibile, con l’esempio dell’abbandono e della fiducia in Dio e per la sensibilità verso i poveri.
    Nell’oratorio e nella scuola con l’incontro delle FMA, donne felici che trasmettevano entusiasmo e fiducia in Dio e nella Provvidenza, con la dedizione incondizionata alla vita delle giovani e con la comunicazione dell’esperienza della loro vita e della vocazione.
    Nella parrocchia per la presenza di sacerdoti fervorosi e santi che avevano a cuore la formazione cristiana dei bambini e dei giovani. Nell’Azione Cattolica per le proposte di itinerari formativi.

    2) Le sfide che incontri per vivere la fede in comunità e nella missione – OGGI

    Le sfide che incontriamo nel vivere la fede in comunità sono: la coerenza tra fede e vita - il venir meno all’entusiasmo e alla gioia per l’invecchiamento e le poche risorse giovani - la difficoltà a vivere relazioni vere, serene, pacificate e costruttive - l’individualismo - l’affievolimento del senso di appartenenza alla comunità - il vivere la sobrietà e l’accettazione serena della perdita delle forze fisiche e del diverso.
    Nella missione:i cambiamenti sociali e culturali - l’accettazione vera dei poveri - la fatica a trovare modalità nuove di apostolato - la perdita della fede e dei valori nella società e nella famiglia - il rapporto con le famiglie e i ragazzi in difficoltà - la cura della formazione dei laici – il lavorare in sinergia con la chiesa e il territorio.

    3) Le nuove vie di evangelizzazione – DOMANI

    Oggi, più che mai, siamo chiamate a vivere nuove vie di evangelizzazione con la testimonianza di comunione della vita fraterna, esprimendo con gesti concreti e ricchi di vera umanità, la bontà di Dio - facendo esperienza di Dio per aiutare i giovani ad incontrarsi con Gesù - vivendo la semplicità evangelica nel quotidiano con serenità ed entusiasmo e facendoci “buon samaritano” per i giovani e per la gente - trasmettendo la catechesi con linguaggi comprensibili - proponendo itinerari formativi per le famiglie -lavorando in rete con il territorio e la chiesa locale e lasciandoci interpellare dai poveri.

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    Comunità Sacro Cuore
    di Casale Monferrato – IPI

    …e ci credo!

    … ci credevano …
    i nostri genitori, padrini e madrine che ci hanno accompagnate al fonte battesimale.
    Ci è stato fatto dono, insieme alla vita, del Battesimo.
    Poiché sono presenti tra noi diverse generazioni, abbiamo appurato che i percorsi di fede sono stati molto diversi tra loro, ma abbiamo in comune una famiglia che ha scelto, in modo più o meno consapevole, di trasmetterci la fede.
    Nell’ambiente familiare la maggior parte di noi ha respirato il senso della presenza di Dio, lo stile di preghiera semplice del “buon cristiano” e ha maturato la consapevolezza di essere chiamata a fare propria, nel tempo, la risposta alla fede.
    Per alcune è stata fondamentale la testimonianza di fede, semplice e genuina, di suore, preti e parrocchiani.
    Nasce, quasi, spontaneo un GRAZIE a quanti ci hanno preceduto e insieme all’affetto, all’educazione, alla cultura ci hanno fatto un così bel dono.

    …. ci credo ….
    ciascuna di noi, oggi sente l’urgenza, di far sempre più sua quella risposta e di avere maggior consapevolezza del proprio Battesimo.
    Abbiamo bisogno di conoscere di più questo sacramento che troppo spesso abbiamo dato per scontato nella nostra esistenza come un “conto in banca” a cui non attingiamo.
    Attraverso una ricerca nelle Costituzioni (art 5-10-12-31-41-43-46-69) abbiamo colto il Battesimo come un punto di partenza di un percorso di fede, che dura una vita, e su cui si inserisce la consacrazione religiosa.
    Sentiamo forte la necessità di “istruirci” e “formarci” su questo aspetto molto importante che forse non è stato molto sviluppato nella nostra formazione iniziale. Il linguaggio della fede ha i suoi segni e se noi non li conosciamo o non li comprendiamo come potremmo essere testimoni del Risorto? Come saremo in grado di dare ragione della nostra speranza?

    … e continuo a credere!
    • alimentando quotidianamente la fede attraverso i tempi di preghiera, riflessione e lettura personale e comunitaria.
    • riscoprendo e valorizzando quei segni che ci ricordano il nostro Battesimo in particolare: - il primo segno della croce della giornata
    - l’acqua benedetta nella nostra cappella
    • richiamando nella catechesi o nelle opportunità informali con bambini, ragazzi e adulti il valore di questo sacramento dell’iniziazione alla vita cristiana


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    COMUNITÀ di ORTA SAN GIULIO - IPI

    FESTA DEL GRAZIE 2013

    INSIEME NELLA FEDE VERSO LA PIENEZZA DI VITA

    Nella riflessione personale e nella condivisione realizzata in tempi comunitari diversi abbiamo evidenziato:

    1. Il seme della fede seminato nel tuo terreno – IERI

    Nel passato della nostra vita, in una società ritenuta profondamente cristiana, la fede era l’ambiente in cui ci si muoveva con assoluta naturalezza. Il riferimento e l’adesione a Dio erano, per la maggioranza della gente, parte essenziale della vita quotidiana. In linea di massima, al di là delle provenienze culturali, ambientali, geografiche, ecc. diverse, le nostre famiglie erano impregnate, diremmo sature di fede. Fin da piccole ci è stata inculcata la presenza di Dio nella nostra vita. Con naturalezza siamo state avvolte da quel clima di fede di cui i nostri genitori si erano resi garanti per noi nel momento del Battesimo, pronunziando per noi: CREDO … La preghiera costante in famiglia, gli esempi di sacrificio disinteressato, di bontà, di onestà dei nostri genitori, la vita parrocchiale, sacerdoti e catechisti che si sono presi cura della nostra preparazione e formazione alla vita sacramentale e religiosa ci hanno aperte, fin da piccole, alla comprensione che la fede è innanzitutto un dono soprannaturale, un dono di Dio perché è Lui che prende l’iniziativa e ci viene incontro ma è anche una risposta con la quale ciascuna accoglie questo dono come fondamento stabile della propria vita. Fin dall’infanzia coglievamo quel clima di fede che segnava tutta la vita quotidiana. Quel “se Dio vuole”, “sia fatta la volontà di Dio”, quel sapersi accontentare delle cose semplici del quotidiano, manteneva viva nella vita familiare una tonalità di gioia anche nelle difficoltà. Non si taceva la realtà del dolore, della sofferenza, della fatica, delle varie difficoltà e della stessa morte, ma si sapevano offrire con semplicità i criteri per leggere tutto nella prospettiva della speranza cristiana, con gli occhi stessi di Dio.

    2. Le sfide che incontri per vivere la fede in comunità e nella missione – OGGI

    Come nel passato il clima fortemente cristiano dei nostri ambienti ha influenzato ed orientato la nostra vita umana e religiosa, così oggi, dobbiamo avere il coraggio di ammetterlo, anche noi risentiamo un po’ dei fenomeni che caratterizzano la cultura odierna.
    Certamente senza accorgerci, anche noi ci imbattiamo nell’individualismo, nell’indebolirsi del senso di appartenenza, nella fatica del vivere con sobrietà, nell’attaccamento alle esigenze personali, alle nostre idee, alle nostre paure. Spesso anche tra di noi si coglie un certo indebolimento di coerenza tra fede e vita, tra ciò che diciamo e ciò che viviamo.
    Talora anche tra noi, religiose, come negli altri ambiti della società si manifesta un certo tipo di concorrenza piuttosto che la valorizzazione della diversità come ricchezza e motivo di gioia per quanto viene compiuto e/o realizzato per il bene comune. Anche la nostra vita religiosa viene sfiorata da meccanismi di invidia, di gelosia, di ambiguità nel nostro modo di essere, di agire, di parlare. Sentiamo che tutto ciò rallenta una lettura di fede del quotidiano e nel quotidiano. Ciò non sfugge a chi ci vive accanto, alle collaboratrici che condividono con noi gran parte della loro giornata, e che non sempre riescono a cogliere con facilità la dimensione affascinante della “buona notizia del vangelo” e a lasciarsi coinvolgere nel nostro cammino di fede, ponendosi degli interrogativi.
    A volte anche noi abbiamo paura delle sorprese di Dio. Spesso ci sentiamo stanche, deluse, tristi. Quando Dio sembra assente o almeno silenzioso, quando tutte le sicurezze umane cadono l’una dopo l’altra e non rimane altro che la sola Parola di Dio, la fede diventa … fatica, davvero! Pensiamo di non farcela! Allora, come gli apostoli, come il cieco di Gerico anche noi gridiamo: “Signore aumenta la nostra fede…, Signore che io veda!”.
    Si riaccende la fiducia che Dio possa cambiare il tutto in abito di gioia e che il seme “sparso” da altri nel terreno della nostra vita, nel passato, maturi in un cammino di insieme verso la pienezza della vita.

    3. Le nuova vie di evangelizzazione – DOMANI

    Ci siamo chieste: per noi che camminiamo a passi rapidi verso il traguardo finale o, per dirla con le parole di Benedetto XVI, siamo semplicemente dei “pellegrini che percorrono l’ultima tappa del loro pellegrinaggio in questa terra” quali sono o possono essere le nuove vie di evangelizzazione?
    Nella situazione di vita attuale comprendiamo che il dono della fede richiede soprattutto il linguaggio della gratuità e della gratitudine, la decisione di dedicare tempo alla conoscenza e alla contemplazione del mistero di Dio, al silenzio, alla comunicazione di un’esperienza di pienezza d’amore che contagia la vita.
    Ci è di esempio quanto il soffio dello Spirito ci ha portato nel gesto di Benedetto XVI che con dolce ed umile discrezione ci ha detto: perdonatemi non ho più le forze, Gesù chiami un altro al timone della Chiesa, io mi ritiro nel silenzio e nella preghiera; io salgo sul MONTE. Presso la Croce posso servire in modo diverso e per sempre il Signore, dicendo con la vita fino alla fine: Tu, Signore, lo sai che io ti amo!
    E che cosa ci insegna l’essenzialità, la semplicità, la povertà di papa Francesco? Le nuove vie di evangelizzazione per noi, allora, si concretizzano nel saperci staccare da ciò che siamo state o abbiamo fatto nel passato perché, nel presente e nel futuro, possiamo:
    • vivere in rendimento di grazie: se Dio è l'Unico, tutto ciò che siamo e tutto ciò che abbiamo viene da lui: « Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto? » (1 Cor 4,7). «Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato? » (Sal 116,12).

    • usare rettamente le cose create: la fede nell'unico Dio ci conduce ad usare tutto ciò che non è Lui nella misura in cui ci avvicina a Lui, e a staccarcene nella misura in cui da Lui ci allontana.

    • fidarci di Dio in ogni circostanza, riscoprendo la gioia di credere nella concretezza della nostra vita che sarà sempre più segnata dall’età e, certamente, anche dal declino delle forze (cf Porta Fidei, 7). Una preghiera di santa Teresa di Gesù esprime ciò mirabilmente: «Niente ti turbi niente ti spaventi. Tutto passa Dio non cambia. La pazienza ottiene tutto. Chi ha Dio non manca di nulla. Dio solo basta ».

    • essere audaci nel credere, forti nell’affrontare le difficoltà e nel misurarci ogni giorno con le nostre paure e i nostri limiti, umili nel vedere nelle nostre fragilità una nuova opportunità di maturazione, ”tenendo lo sguardo fisso su Gesù in cui trova compimento ogni travaglio e desiderio del cuore umano” (cf ivi 13)

    In questa fase della nostra vita, sempre più vicina alla VITA, nuova via di evangelizzazione per noi è anche l’intercessione, secondo l’esempio e le parole di Benedetto XVI: “Non dimenticate che tra le risorse preziose che avete c’è quella essenziale della preghiera: diventate intercessori presso Dio, pregando con fede e con costanza. Pregate per la Chiesa, anche per me, per i bisogni del mondo, per i poveri, perché nel mondo non ci sia più violenza. La preghiera degli anziani può proteggere il mondo, aiutandolo forse in modo più incisivo che l'affannarsi di tanti” (Agli anziani, 12 novembre 2012).
    Sarà, questo, il nostro modo di riconoscere con gratitudine il mistero della fedeltà e della misericordia del Padre camminando INSIEME NELLA FEDE VERSO LA PIENEZZA DI VITA

    GRAZIE, MADRE, per ciò che sei e per quello che fai nel solco della volontà di Dio!
    TI VOGLIAMO BENE

     

    Comunità di Orta San Giulio, festa del GRAZIE 2013

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    Casa Sacro Cuore
    Via Pianezza,110 - Torino

    La nostra esperienza di fede di ieri, oggi e domani si sintetizza

    nella parola GRAZIE

    G … di GENITORI.
    Sono loro che ci hanno trasmesso fin da piccole la fede spicciola… dandoci il fascino di una fede
    Quotidiana fiduciosa nella provvidenza “se Dio vuole”

    R… di RADICALITA’
    Sono impresse nella memoria le immagini del nonno che al pomeriggio leggeva e pregava la Parole di Dio … “il nonno aveva sempre il Vangelo in mano e ci dava testimonianza di una preghiera profonda!”

    A … di AMORE
    Si ricordano le parole della mamma che raccomandava di “Amare il Signore di vederlo in tutte le persone”

    Z… di ZELO
    Fervore Mariano “L’amore a Maria ha guidato la mia vocazione”

    I… di INSIEME
    Il nostro vivere insieme vuole testimoniare Gesù; ogni gesto fa’ eco alle domande profonde di ogni bambino, ragazzo e famiglia che accogliamo e incontriamo.

    E… di EVANGELIZZAZIONE
    L’evangelizzazione passa anche attraverso la testimonianza della vita comune a cui siamo chiamate.

     

    E’ il grazie del cuore e la comunione di vita

    che offriamo come espressione di Riconoscenza

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    Incontro Comunitario  sulle tre  domande per la

    “Festa della Riconoscenza 2013”

    Comunità di Gravellona Toce / Villadossola  02 aprile ’13

    Le due comunità presenti nel Verbano - Cusio – Ossola,  Gravellona Toce  e Villadossola, si sono ritrovate insieme, nel pomeriggio di martedì 02/04/2013, per riflettere sulle tre domande in preparazione alla “Festa della Riconoscenza 2013”.  Si è iniziata la condivisione dopo un momento di preghiera allo Spirito Santo  e la visione di un powerpoint riguardante la Circolare della Madre 935. Abbiamo  vissuto insieme  una bella esperienza di Istituto e di Comunità.

    Il seme della fede seminato nel tuo terreno - ieri.

    1a)      La “nostra”  fede di ieri:

    1. Un dono completo ricevuto nel Sacramento del Battesimo che ha segnato la nostra vita fin dai suoi primi giorni .
    2. Essere nate e vissute in una famiglia cristiana che ha voluto fin dai nostri primi giorni di vita, inserirci nella Chiesa di Dio; una famiglia  che ci ha dato testimonianza di fede vissuta.
    3. Sacerdoti più  disponibili soprattutto per le Confessioni; questo ci permetteva  un cammino costante di conversione. Fede  aiutata a crescere nella scoperta e conoscenza dei suoi contenuti, nel catechismo  e nella vita parrocchiale.
    4. Una fede accompagnata dai genitori, dalla Chiesa, dalla scuola.

    Abbiamo fatto alcune considerazioni:

    1. le difficoltà famigliari in cui  i nostri giovani vivono,
    2. i Sacerdoti sono in numero minore e questo comporta soprattutto per i Parroci, avere più realtà da seguire.
    3. I nuovi mezzi tecnologici per trasmettere la fede, forse hanno messo un po’ da parte il tradizionale ascolto del Vangelo, la forza della Parola di Dio, rendendo anche più difficili le relazioni.

     

           2.  Le sfide che incontri per vivere la fede in comunità e nella missione - oggi

    2a)      La “nostra”  fede di oggi

    1. E’ quella matura e consapevole della certezza che Dio è il mio Dio! che ama, accompagna, condivide  porta la mia vita  così come è in ogni istante.
    2. Che si gioca soprattutto nella vita comunitaria
    3. Che ha come sfida prioritaria l’essere comunità credibile, a immagine della prima comunità apostolica, e della prima comunità di Mornese  che si confronta e si lascia interpellare dalla Parola di Dio e dalle Costituzioni.
    4. E’  anche la fatica di stare a galla  in una cultura che spinge dall’altra parte.

     Abbiamo fatto alcune considerazioni:

    1. E’ facile dire “Ci credo” ma poi riscontrare che nell’intimo si è diversi
    2. Si fa fatica a ricordare e a far emergere dal nostro profondo, quelle esperienze di Dio  fatte nella propria vita e che ci hanno rese felici 

       3.      Le nuove vie di evangelizzazione - domani

    3a )      La  “nostra” fede di domani

    1. Credere di più all’azione dello Spirito Santo
    2. Credere che quando un testimone tiene vivo il dono della fede, qualcosa si   trasmette
    3. Lasciarci trasformare da Lui in umili strumenti , in cuori docili  e attenti per accogliere il calore e la tenerezza della Sua misericordia che salva.

    Abbiamo fatto alcune considerazioni: forse Dio non ci chiama a nulla di particolare o straordinario ma a:

    1. Accogliere la nuova religiosità che vive la gente.
    2. Trovare strade nuove per una nuova evangelizzazione.
    3. Saperci abbandonare al Signore che ci aiuti come comunità ad aprirci al diverso e al nuovo.

    Terminiamo con questa supersintesi in rima:

    “Il seme della FEDE ricevuto in famiglia,
    di ogni cuore fa una meraviglia!
    Semplice e vera,
    ogni giorno si fa preghiera!
    Dio è Amore e Provvidenza:
    sempre e ovunque ne senti la presenza.
    Se da Lui  un giorno ti senti chiamare,
    FMA, con gioia, puoi diventare!
    In Comunità e nei giovani lo puoi trovare,
    anche se le sfide non si fanno mancare.
    La fede vera, ama e spera!
    ti scalda il cuore da mattino a sera.
    Se ti guardi intorno,
    il tuo Dio lo incontri ogni giorno!
    Con i giovani e le famiglie
    puoi narrare di Lui le meraviglie.
    La stupenda missione non può finire
    il Dio Amore continua a benedire.
    Don Bosco e la Mazzarello,
    con forza ripetono: FIDARSI DI DIO È PROPRIO BELLO!"

    le Comunità di Gravellona Toce e di Villadossola

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    COMUNITA’ DI GALLIATE

    La vita che ricevo, dono di Dio, è come una pagina bianca sulla quale il primo segno è proprio di Dio: il Battesimo. Un segno che viene tracciato con inchiostro indelebile e che attende una risposta. A questo dono ne seguono tanti altri che, insieme, aiutano la mia fragile fede ad arricchirsi e a fortificarsi. Oggi questa pagina si presenta con cancellature, errori, correzioni, ma continua ad essere scritta grazie ad una fede ormai matura e sensibile perché più consapevole e vissuta nella luce, nel cuore e con l’aiuto di Dio.

     

    • IL SEME DELLA FEDE SEMINATO NEL TUO TERRENO - IERI

    La fede dei genitori, una “fede naturale”, trasmessa nella semplicità, nella quotidianità, con segni visibili come: pregare insieme, partecipare insieme alla vita della chiesa, accogliere con fede gli eventi che capitavano, prospettarsi con fede nel futuro (se Dio vuole…, ringraziamo Dio…, Se Dio ha voluto così…). Una fede amata, convinta, che traspariva dalla vita delle persone che ci vivevano accanto.  Complementare al cammino in famiglia era la vita della Parrocchia e, per alcune di noi, dell’oratorio e dell’Azione Cattolica.

     

    • LE SFIDE CHE INCONTRI PER VIVERE LA FEDE IN COMUNITA’ E NELLA MISSIONE – OGGI
    • Saper parlare di “cose spirituali” nelle nostre conversazioni.
    • Esprimere la fede che nasce dall’esperienza fatta con Dio.
    • Indifferenza e superficialità caratteristiche di questa società superabili con l’impegno e la consapevolezza che “la foresta che cresce” non fa rumore, ma nel silenzio contribuisce al bene comune.
    • Valorizzare e rispettare la persona per quello che è – mettere sempre al centro la persona.

     

    • LE NUOVE VIE DI EVANGELIZZAZIONE - DOMANI
    • Trasmettere i valori con la vita, per non rallentare o banalizzare il messaggio evangelico.
    • La bontà, la pazienza, la fiducia, il perdono è il linguaggio che qualunque persona può cogliere.
    • “tu per tu”: parolina all’orecchio come diceva Don Bosco, esperienza che senza dubbio arricchisce chi dà e chi riceve.
    • L’importanza di un continuo aggiornamento sui temi di maggior rilevanza per poter intrattenere con le persone discorsi corretti e fare in modo che il nostro contributo dia sempre una chiave di lettura positiva, coerente, cristiana.
    • Tenendo presente il bene sempre, trovare le vie adeguate per passare dal condizionamento che non permette di esprimere le proprie posizioni, alla libertà di agire a testa alta.

    Grazie Madre: La tua parola ci è di aiuta alla nostra fede. SENTI IN NOSTRO CUORE E LA NOSTRA PREGHIERA. GRAZIE! Le tue figlie.

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    ISPETTORIA PIEMONTE E VALLE D'AOSTA
    Comunità di Caluso

    Per la festa del "Grazie " alla Madre Generale la Comunità si è impegnata:

    * soprattutto nella preghiera per sostenere la Madre nella sua missione di guida dell'Istituto. E' stata anche preparata da
    una sorella una preghiera apposita per il mese di preparazione.

    * In questo Anno della Fede rinnoviamo la nostra adesione a Cristo ponendo sull'altare il nome di ciascuna Suora nel
    giorno anniversario del suo Battesimo.

    * Il cammino quaresimale è stato impostato per aiutare la Comunità a rafforzare la fede in Dio Padre, in Gesù Cristo e nello
    Spirito Santo e a vivere nel quotidiano le promesse battesimali. Il quadro riassuntivo è stato collocato come
    richiamo e pro memoria in sala pranzo.

    * Infine alcune Suore della Comunità hanno realizzato un cartellone - poster dove campeggia la parola "GRAZIE", dalla
    quale partono raggi formati con fili dai colori dell'arcobaleno, posto sotto il Tabernacolo. Questo per sintonizzarci con le
    sorelle dell'India che hanno preparato la Festa.

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    COMUNITA' “MARIA AUSILIATRICE” VILLAFRANCA D'ASTI

    Relazione della condivisione comunitaria in preparazione alla Festa della Riconoscenza 2013

    Comunitariamente ci siamo confrontate sui seguenti punti:

    • Il seme della fede seminato nel tuo terreno – IERI

    Dal registro delle FMA depositato nell'archivio della casa, abbiamo fatto la lettura e la presentazione alle sorelle, durante l'incontro comunitario, dei dati anagrafici di ciascuno, sottolineando la data del proprio Battesimo.
    In un secondo momento ognuna ha presentato il clima della propria famiglia degli anni 1938 ...48 , focalizzando gli elementi fondanti la nostra fede.
    La puntualizzazione della comunità, considera la vita, la cultura, la tradizione, la religiosità di quel tempo in cui la vita cristiana costituiva la preziosa eredità da trasmettere sin dai primi giorni per cui accanto alla vita fisica emerge subito la vita vita della fede.
    Fondamentale per ciascuna nello sviluppo del seme è stata la famiglia, la Parrocchia, l'associazione cattolica, la scuola, la realtà circostante.
    In questo contesto il seme della fede seminato nel nostro terreno si è potenziato e alla luce della testimonianza cristiana dei Genitori, ha manifestato il suo vigore.

    • Le sfide che incontri per vivere la fede in comunità e nella missione - OGGI

    Il secondo aspetto della nostra riflessione – confronto, ci fa cogliere le sfide che incontriamo per vivere la fede in comunità e nella missione
    Sfida per noi è :

    • diversità temperamentali e cammini di formazione
    • difficoltà ad interagire con le persone della comunità educante i collaboratori
    • gli imprevisti del quotidiano e della realtà territoriale
    • Altra sfida sia comunitaria che apostolica è il lasciarci contagiare e condizionare dalla mentalità secolarizzata e dal relativismo che permea la società che scalfisce l'animo dei giovani, dei ragazzi, dei piccoli.
    • Andare controcorrente per l'impegno educativo.
    • Carenza valoriale delle famiglie e, di conseguenza la fatica a formare “onesti
    cittadini e buoni cristiani”

    • Le nuove vie di evangelizzazione - DOMANI

    Ci proiettiamo nel futuro dopo un'attenta lettura del presente, illuminate dalla forza dello Spirito, studiamo nuove proposte, escogitiamo strade di evangelizzazione in sintonia con il carisma salesiano.
    In particolare:
    • consideriamo i bisogni della Chiesa e prestiamo attenzione alle speranze dei giovani e alle attese dei giovani (art. 26 Cost.)
    • Proponiamo ai giovani i valori autentici fondati sul Vangelo (art. 66 cost.)
    • Esprimiamo con l'amorevolezza, la presenza e il segno dell'amore di Dio per gli uomini
    • Custodiamo Cristo nella nostra vita per custodire gli altri, il creato e per rispettare ogni creatura e l'ambiente in cui viviamo. (Papa Francesco 19 marzo 2013)

    Nello stile relazionale – evangelico coltiviamo alcuni atteggiamenti, quali:
    • La consapevolezza del bisogno degli altri
    • La semplicità del povero
    • l'umiltà del cuore che riconosce i propri limiti e si affida a Dio.

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    TORINO "M. A. 35"
    GRAZIE a TE, MADRE, CHE sei il segno di unita’ PER IL NOSTRO ISTITUTO NEL MONDO
    La preparazione alla “Festa del GRAZIE”, momento tipico e gioioso voluto da Don Bosco per ‘educare’ il cuore dei suoi ragazzi e che anche Madre Mazzarello ci ha lasciato in eredità, è stata davvero una bella occasione per
     leggere e approfondire personalmente la Lettera Apostolica “Porta Fidei”
     ripercorrere con riconoscenza la storia della nostra fede
     ascoltarci, conoscerci meglio, condividere, rafforzare tra noi, come ‘comunità’, lo spirito di famiglia
     riconoscere con gratitudine quanto il Signore e la Madonna hanno operato in noi attraverso la fede di tante persone care.

    IERI – Il seme della FEDE è stato seminato...
     per molte di noi:
    - dai genitori, soprattutto dalla mamma; dal loro esempio di vita cristiana, di laboriosità e amore per i figli, anche in situazioni di ristrettezza economica; dal loro ‘riconoscere’ in ogni evenienza la ‘volontà di Dio’ e affidarsi ad essa con piena fiducia;
    - dalla Parrocchia con le sue varie Associazioni di impegno (Azione Cattolica, Figlie di Maria, ecc.);
    - dalle Suore – anche di altre Congregazioni – con cui siamo entrate in contatto per la scuola, l’oratorio, il lavoro, ecc. ;
     per altre:
    - in Noviziato, imparando ad accostare la Parola di Dio;
    - nel contatto con Sorelle ricche di fede e di umanità, di carità silenziosa e gioiosa, di fiducia verso le giovani sorelle all’inizio della loro vita religiosa;
    - attraverso l’onestà di vita e il sereno senso critico di genitori non credenti, ma capaci di accompagnare in modo sofferto, eppure rispettoso, la scelta della vita religiosa della propria figlia;
    - dal Padrino e dalla Madrina, come nel caso della nostra sorella Mozambicana, secondo la tradizione dell’Africa;
    - da nonni e zii non battezzati, per l’ambiente particolarmente secolarizzato, che tuttavia sapevano regalare ‘amore’, tanto che la loro abitazione era conosciuta come ‘la Casa del Buon Dio’.

    OGGI – Le SFIDE per vivere la fede in comunità e nella missione le incontriamo...
    - nella grave“crisi della famiglia” e nella “perdita di Dio e di valori” che la società del nostro tempo vive;
    - nelle ‘fatiche’ relazionali interne alla comunità, dovute agli influssi esterni o caratteriali dell’individualismo, del pregiudizio, del protagonismo che rendono difficile lavorare insieme, condividere, creare rapporti di serena e ‘buona’ fraternità, accostare le sorelle con gesti semplici, di vera umanità e misericordia;
    - nella diffusa mancanza di coraggio e di speranza che impediscono l’audacia del tentare e rischiare vie nuove di missione e di evangelizzazione così vive nella passione educativa dei nostri Santi Fondatori.
    DOMANI - Le nuove VIE di EVANGELIZZAZIONE le scorgiamo...
    - in una condivisione più evidente e concreta con la gente, soprattutto con quella più povera e/o nel disagio,
    aperte alla Chiesa locale e al territorio;
    - nello sforzo e nel coraggio di ‘aprire’ le porte delle nostre Case senza troppi timori; di ‘uscire’ dalle nostre comodità e sicurezze per andare incontro all’esigenza di ascolto e di comprensione dei giovani, delle famiglie, delle tante persone che ci avvicinano per chiedere aiuto;
    - nella volontà di creare “case” dove l’accoglienza non è semplicemente ‘buona organizzazione’, ma si fa capace di andare incontro all’imprevisto, all’inatteso, alle persone che ‘entrano’ nei nostri ambienti per qualsiasi ragione con il volto sorridente, il cuore aperto, il desiderio di testimoniare con il nostro ‘essere’ l’umanità e la semplicità di Dio dentro di noi.

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    COMUNITA’ di CUMIANA (TO – IPI)

    Nella ricchezza della condivisione di esperienze diversificate:

     grazie per chi IERI si è fatto mediatore di Dio nel donarci la fede:

     genitori
     suore e sacerdoti
     contesto socio – culturale – religioso favorevole

     grazie per il sostegno reciproco nell’affrontare OGGI le sfide nel vivere la fede:

    come comunità:
     alimentare la fede nella preghiera e nell’ascolto della Parola
     vivere con sguardo e atteggiamento di fede il quotidiano
     leggere la storia quotidiana con la speranza che scaturisce dalla fede
     condividere la gioia del credere

    nella missione:
     accompagnamento personalizzato dei giovani così che ciascuno faccia esperienza personale dell’incontro con Gesù
     accompagnamento di famiglie e persone che vivono la fatica del credere e dello sperare
     fatica dell’annuncio

     grazie per la ricerca di nuove vie di evangelizzazione:

     testimonianza credibile
     gesti di umanità, misericordia, in atteggiamento di semplicità, delicatezza, servizio
     fiducia nei giovani e coraggio nel proporre loro cammini impegnativi di fede attraverso l’accompagnamento
     ricerca coraggiosa di nuove modalità per vivere la vita comunitaria e “uscire” verso i giovani, specie i più poveri e bisognosi.

    GRAZIE a CHI OGGI si fa nostra “compagna di viaggio” in questo cammino di vita, di speranza, di futuro!

    Le sorelle della Comunità di Cumiana

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    COMUNITA’ “MADRE MAZZARELL0” ASTI – IPI
    LA FEDE DIVENTA “GRAZIE”

    • Il seme della fede seminato nel tuo terreno – ieri
    La comunità, in un dialogo aperto, profondo e accogliente si è ritrovata nel riconoscere che “il seme della fede seminato nel nostro terreno - ieri” ha le sue radici nella famiglia, nella parrocchia, nell’oratorio e nella cura dei nostri parroci. Il seme è la testimonianza di fede vissuta nel quotidiano dei nostri genitori. La loro capacità di sintesi tra preghiera, vita e fede vissuta nel concreto delle situazioni, anche le più difficili, è rimasta come una chiamata a continuare quanto con loro abbiamo vissuto. Abbiamo visto in loro la fede che perdona, accoglie, accetta la Volontà di Dio, anche quando è percorsa da interventi umani incomprensibili. Dal loro vissuto abbiamo sperimentato che fede non è rassegnazione, ma certezza che “Dio sul monte provvede”. La fede non è un dono che, una volta ricevuto lo si lascia nel profondo, ma è una crescita continua che ci conduce a valutare le situazioni, ad adorare anche quando vorresti “schiodarti” dalla sofferenza. La fede cammina con il passo degli eventi e li illumina rendendo autentiche le parole del Salmo:”Anche le tenebre con te sono luce”. Altro grande aiuto era la catechesi, non solo in preparazione ai sacramenti, ma anche il grande rispetto del sacro che ci veniva inculcato con delicatezza e saggezza.

    • Le sfide che incontriamo per vivere la fede in comunità – oggi
    La sfida più grande è la capacità di dire “Dio” con la vita, di testimoniare nei gesti, nelle parole quanto la fede e il contatto della Parola lasciano in noi ogni giorno.
    La sfida in Comunità è il rischio di appiattimento, di vivere una fede “bambina” lontana dai gravi problemi del relativismo, dell’incapacità di profondità. Il rischio di perderci nell’attivismo senza anima. Altra sfida è accettare con disinvoltura le “stagioni della vita” con i ritmi più lenti, le fatiche più rimarcate. La sfida più urgente è intessere relazioni sincere, il prenderci cura con tenerezza le une delle altre accettando la diversità e i ritmi di ciascuna.
    Con i destinatari e le famiglie la sfida più impegnativa è aiutare a essere responsabili della propria fede, a chiedersi se la possiedono, se c’è posto nella loro vita per domande di senso o solo per una superficialità che li porta a desiderare un benessere da cui la fede è esclusa. Altra sfida è la difficoltà di un linguaggio comprensibile alla società attuale,

    • Le nuove vie di evangelizzazione - domani
    Il domani è già presente nell’oggi:non si può improvvisare ciò che non c’è. Una via è la formazione a tutti i livelli per un’evangelizzazione che conduce ad incontrare Cristo come persona.
    Ridare significato ai riti liturgici che oggi possono assomigliare alla magia. Annunciare un Dio misericordioso, vicino ai problemi umani e non giudicante. Fare esperienze con le famiglie di preghiera che si basa sulla Parola. Iniziare noi in comunità a dire Dio con la nostra smisurata bontà di cuore e pensiero, che sa essere vicino ad ogni situazione. E’ indispensabile renderci abili nei linguaggi attuali, per far fronte alla scristianizzazione tanto presente nel linguaggio subdolo dei mass media. Evangelizzare prima il nostro cuore per essere capaci di camminare a fianco di chi fatica a credere e ad incontrare Dio nel volto di Cristo

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    COMUNTA’ S. GIUSEPPE DI NIZZA MONFERRATO
    L’EUCARISTIA
    Sacrificio Pasquale, da cui scaturisce tutta la vita della Chiesa (cost.40)
    Fonda e rinnova la nostra Comunità.
    Il dono della FEDE ricevuto nel BATTESIMO è rinnovato e rinvigorito dagli altri sacramenti, cresce in noi nel confronto con la Parola e la testimonianza dell’amore vicendevole cordiale, umile, gratuito.

    Voci autorevoli ci spronano:
    • Quando affermiamo:”Io credo in Dio”, diciamo come Abramo:”Mi fido di Te; mi affido a Te, Signore”. (Benedetto XVI)
    • Madre Yvonne Reungoat ci ricorda che M. Mazzarello e le nostre prime Sorelle hanno fatto del quotidiano, il luogo privilegiato della santità dove matura la fede, la speranza e l’amore.
    • In Comunità ogni sorella vive con gratitudine il dono ricevuto.
    Con spirito di riconoscenza alla Madre, ricordando l’impegno di fedeltà dato a noi da D. Bosco di essere nel tempo Monumento vivo di riconoscenza a Dio, all’Ausiliatrice e alle Superiore, rinnoviamo con gioia la nostra professione di Fede.
    Nella celebrazione liturgica del 13 aprile, comunitariamente preghiamo il Credo e innoviamo le Promesse Battesimali.
    Vogliamo vivere con gioia una Fede rinnovata alla scuola della Parola di Dio, della Vergine Maria e in comunione tra noi.

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    Comunita’ Istituto Sacro Cuore
    VERCELLI – Ispettoria IPI

    Relazione della condivisione Comunitaria in preparazione alla Festa del Grazie 2013

    Ci siamo incontrate come Comunità e ogni sorella ha dato testimonianza del proprio vissuto. Sono emersi ricordi ricchi e semplici.

    1 – Il seme della fede seminato nel tuo terreno – ieri
    Da parte di tutte è stato sottolineato che il seme della fede ha trovato terreno tra le mura domestiche con l’esempio, la coerenza di una vita ricca di valori umani e cristiani, la testimonianza di preghiera, di sacrifici, di fatica quotidiana, con un’adesione serena alla volontà di Dio:” accettiamo tutto dalle sue mani”. La frequenza ai Sacramenti e la partecipazione assidua all’Eucaristia.
    Parecchie sorelle hanno vissuto l’esperienza dell’incontro con le FMA all’oratorio, nei convitti e sottolineano la testimonianza di una vita vissuta nella serenità, nella fede e nella preghiera.

    2 – Le sfide che incontri per vivere la fede in Comunità e nella missione oggi
    La Comunità è costituita da sorelle con età differenti e con caratteri diversi.
    Le sfide che impegnano la nostra Comunità nel vivere la fede sono:
    • Poca coerenza tra fede e vita
    • Rapporti comunitari che a volte creano freddezze, durezze e pregiudizi
    • Invecchiamento e conseguente diminuzione di forze e di entusiasmo nella missione
    • Scarsa competenza nell’affrontare il mondo giovanile
    • Difficoltà di accogliere i destinatari nella loro reale situazione di povertà e di solitudine

    3 – Le nuove vie di evangelizzazione domani
    • La prima evangelizzazione deve avvenire dentro di noi
    • Vivere in Vangelo testimoniando l’amore di Gesù con le opere e le parole
    • Ritornare all’essenzialità del messaggio cristiano perché sia comprensibile a tutti
    • Fare proposte di fede con cammini differenziati adatti ai destinatari di diverse religioni
    • Impegnarci sempre più nell’educazione come via di Evangelizzazione.

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    Comunità Don Bosco
    Novi Ligure

    Il seme della fede seminato nel tuo terreno – ieri
    Siamo di età ed esperienze di vita diverse, ma abbiamo scoperto che ciò che ci accomuna è aver ricevuto il dono della fede in famiglia. I nostri genitori, infatti, sono stati testimoni credibili di una fede semplice e quotidiana e per questo hanno saputo trasmetterci la fiducia in Dio Padre e nel suo amore che, anche nei momenti difficili, non viene mai meno. Sono stati loro che ci hanno insegnato a pregare e a rivolgerci a Dio con confidenza filiale e ad essere assidue nei sacramenti in modo particolare l’Eucaristia.
    Tutte abbiamo avuto anche l’opportunità di crescere in oratorio e in parrocchia incontrando altri educatori che con il loro servizio hanno saputo rinforzarci nei valori cristiani ricevuti in famiglia al punto tale che, per alcune, sono stati il tramite per la scelta di una donazione totale al Signore.

     

    Le sfide che incontri per vivere la fede in comunità e nella missione – oggi
    In comunità:
    La possibilità di creare relazioni tra di noi che siano sincere e aperte nonostante la differenza di età ed esperienze, carattere e idee, più fede ci mettiamo più siamo certe di riuscire a testimoniare con la vita che è possibile essere comunità nella diversità.
    L’opportunità di realizzare un cambiamento di mentalità grazie agli stimoli che derivano dalla società in cui viviamo.
    Creare armonia condividendo la stessa missione e fondando il dialogo a partire dalla Parola di Dio e dalle nostre fonti salesiane.
    Nella missione:
    Essere credibili attraverso atteggiamenti concreti di sobrietà, correttezza, amore in un mondo che ha bisogno di vedere, ha bisogno di segni concreti di evangelizzazione
    Astenersi dal giudicare le varie situazioni difficili della società di oggi, come crisi economica-politica, famiglie divise e allargate, ma riportarle nella preghiera personale e comunitaria per essere davvero “portatrici della buona notizia”.
    Non scoraggiarci nel constatare che viene sempre meno il desiderio di Dio da parte degli uomini, ma cercare di essere unite nel portare avanti la missione sapendo che il nostro modo di essere e stare al mondo può diventare luogo di incontro con il Dio amore.

    Le nuove vie di evangelizzazione – domani

    Creare relazioni di solidarietà, amicizia, condivisione nella comunità e con i nostri laici ed essere casa aperta e accogliente
    Andare verso i giovani con uno sguardo amorevole e accogliente vivendo la pedagogia della bontà nella quotidianità
    Accompagnare i giovani e soprattutto “stare” con loro per rivivere oggi l’espressione di Don Bosco “amare quello che amano i giovani”
    Essere capaci di sobrietà per vivere meglio la solidarietà e condividere con la gente le loro fatiche

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    Risposta alla domanda 1
    Il seme della fede è stato seminato in noi nel Battesimo, ri9cordato costantemente dagli esempi di vita cristiana dai Genitori e Padrini.
    Lo hanno rafforzato i Sacramenti dell’Eucarestia e della Cresima, gli insegnamenti ricevuti al Catechismo, all’appartenenza all’Azione Cattolica e ad altre Associazioni.
    Inoltre la preghiera, il Rosario detto in famiglia, hanno rafforzato la fede.
    Lo stimolo della fede ha permesso il fiorire della vocazione, molto spesso aiutata dalla testimonianza di Sacerdoti ed Educatori, dalla loro preghiera e dalla loro testimonianza.

    Risposta alla domanda 2
    Oggi incontriamo molte sfide per vivere la fede.
    Prima di tutto si deve togliere la critica non costruttiva, il pettegolezzo, la mormorazione, il puntare il dito: sono veri tarli della Comunità.
    Il Vangelo ci esorta a chiedere scusa se avvengono mancanze e questo “ prima che tramonti il sole”.
    Esercitando la carità fraterna, sulla quale si basa il nostro “Progetto Comunitario” costruiremo l’accoglienza serena dell’altro e di chi frequenta la casa o entra in essa la prima volta e vi trova la pace.
    Il capo saldo della vita è la Parola di Dio, che ci insegna ad amare, avere misericordia, perdonare, vedere il positivo, il punto accessibile al bene che ciascuna ha, accettando ognuna come è.
    Le sfide sono tante, ma il silenzio, la preghiera, il non pretendere che gli altri cambino è il modo per vincerle e riprenderci dal male.

    Risposta alla domanda 3
    Le sfide della nuova evangelizzazione diventano sempre più difficili.
    I giovani, per mancanza di fede, non trovano il motivo per seguire il cammino di una vita buona del Vangelo.
    Madre Marinella, nella circolare n. 702 ricorda che “ciascuna di noi deve, nella quotidianità, evangelizzare il proprio cuore…”
    Quindi le sfide di cui sopra, partano da noi, perché “senza un confronto con il Vangelo non si educa integralmente”. (circolare 713)
    Altra sfida è la povertà materiale e spirituale delle famiglie, che spesso faticano ad arrivare a fine mese: noi abbiamo il voto di povertà, loro la praticano.
    Dobbiamo limitare le esigenze: limitare l’uso delle medicine con il scegliere quelle generiche, che fanno lo stesso servizio, accontentarci di un abbigliamento semplice, fare a meno di cose superflue, non tenere quanto ci regalano, ma consegnarlo per condividerlo, essere altruiste, chiedere i permessi, limitare, meglio sopprimere l’uso del telefonino a tutte le ore.
    Il Papa, vuole una Chiesa povera per i poveri, questa è la vera sfida dell’Evangelizzazione.

    La COMUNITA’ di S. SALVATORE MONFERRATO

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    In preparazione alla FESTA  DEL GRAZIE  
     la comunità “Maria Ausiliatrice" di
                               Alessandria
     ha riflettuto  personalmente e si  è confrontata sui seguenti punti:

    • Il seme della fede seminato nel tuo terreno – IERI
    • Dalla famiglia: ambiente di vita cristiana sostenuta dai sacramenti che hanno fatto germinare la vocazione religiosa . Ambiente di fede e di amore al prossimo, di preghiera semplice e di devozione mariana.
    • Partecipazione alla vita parrocchiale, all’Azione Cattolica.
    • La catechesi e il sostegno dei Sacerdoti
    • La testimonianza delle FMA nell’oratorio, nella scuola, negli anni e negli ambienti della formazione.
    • Le sfide che incontri per vivere la fede in comunità – OGGI
    • Mancanza di presenze giovani tra le FMA.
    • Stanchezza , invecchiamento e frenesia nel lavoro.
    • Fatica nel rinnovare usanze e tradizioni e difficoltà ad accogliere il cambiamento.
    • I diversi punti di vista.
    • Diversità di educazione e di formazione.
    • Difficoltà a vedere Gesù nelle sorelle.
    • Vita spirituale abitudinaria
    • Difficoltà a vivere la fede nel quotidiano e a trasformare in vita la Parola che meditiamo.
    • Non sufficiente approfondimento della Parola di Dio e della ricchezza di stimoli e aiuti da parte dell’Istituto.
    • Le nuove vie di evangelizzazione – DOMANI
    • Saper accettare le situazioni quotidiane e scegliere la via migliore alla luce della Parola di Dio.
    • Proporsi ai giovani in maniera credibile: essere segni e testimoni di una vita intrisa di fede.
    • Additare orizzonti carichi di valori e di significato.
    • Creare spazi di accoglienza , di preghiera e di condivisione della parola di Dio.
    • Aiutare i giovani a valutare e scegliere attraverso la Parola di Dio, formarli al dono per gli altri e al rispetto delle culture diverse.
    • Creare un ambiente saturo di Vangelo che coinvolge, contagia e trasforma
    • Testimoniare gioia e serenità

    Necessità di conoscere i linguaggi della comunicazione come mezzo per annunciare il Vangelo

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    Istituto Immacolata - Novara
    Ci siamo incontrate come Comunità e ogni sorella ha dato testimonianza del proprio vissuto.

     1 – Il seme della fede seminato nel tuo terreno – ieri
    Da parte di tutte è stato sottolineato che il seme della fede ha trovato terreno tra le mura domestiche con l’esempio, la coerenza di una vita ricca di valori umani e cristiani, la testimonianza di preghiera e con un’adesione serena alla volontà di Dio.
    Vengono ricordati gesti e parole indimenticabili visti in famiglia come il papà inginocchiato per terra a pregare il rosario o dedito gratuitamente a mille servizi; la mamma che raccomanda di dire le difficoltà a Gesù prima di dirle ad altri.
    La partecipazione alla vita parrocchiale e a quella oratoriana è stata significativa per la maggioranza delle sorelle. Indimenticabile per tante la testimonianza delle suore incontrate, soprattutto in oratorio.
    2 – Le sfide che incontri per vivere la fede in Comunità e nella missione -  oggi

    Le sfide che impegnano la nostra Comunità nel vivere la fede vengono riscontrate nella fatica di incontrare i ragazzi di oggi diversi per mentalità,  linguaggio e  differenza di età.

    E’emersa la fatica di vedere il volto di Gesù nell’altro e nelle situazioni, frutto dello stare con Lui, del fare memoria della sua presenza e compagnia, dell’ascoltarne la Parola.
    In certi momenti diventa difficile il movimento azione/contemplazione nella vita, che ci richiede uno sguardo di fede nelle situazioni quotidiane.

    La fede è relazione e quindi suppone un cammino che non bisogna stancarci mai di riprendere.
    A volte, troviamo difficoltà nell’annuncio esplicito del Vangelo con le persone che incontriamo. Occorre superare la paura di parlare di Gesù in modo semplice e naturale.
    3 – Le nuove vie di evangelizzazione - domani

    Come nel passato il clima fortemente cristiano dei nostri ambienti ha influenzato ed orientato la vita umana e religiosa, così oggi risentiamo dei fenomeni che caratterizzano la cultura odierna.
    Spesso anche tra di noi si coglie un certo indebolimento di coerenza tra fede e vita, tra ciò che diciamo e ciò che viviamo.
    Riconosciamo che la nostra azione educativa dovrebbe diventare più intenzionale e appassionata, facendo conoscere il Vangelo e parlandone esplicitamente, andando incontro alle persone con tenerezza. In questo ci è d’esempio Papa Francesco, in lui vediamo l’uomo dei segni che evangelizza con la vita.
    I  ragazzi, nonostante le difficoltà, dopo un cammino di fede autentica, giungono a credere non per formalismi ma perché hanno incontrato il Signore e dimostrano la loro fede attraverso vari tipi di servizio al prossimo.

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    TORINO MARIA AUSILIATRICE “27”

    • Il seme della fede seminato nel tuo terreno – ieri

    Abbiamo fatto memoria delle persone che ci hanno raccontato e trasmesso la fede con la loro testimonianza di vita.

    Dei nostri genitori c’è chi porta scolpite nella memoria del cuore frasi di sapore biblico ripetute con semplicità e convinzione: “Dio è al di sopra di tutto”; “Il Signore ci ha guidato”, “Il Signore ci aiuterà”. Da loro abbiamo imparato a pregare in particolare osservandoli nei loro momenti di preghiera. Ci hanno insegnato a vivere confidando nell’aiuto di Dio nelle circostanze quotidiane e nei momenti particolarmente difficili della vita; ci hanno dato esempio di onestà, generosità, carità, rispetto per la dignità di ogni persona
    Per alcune di noi anche i nonni sono stati particolarmente importanti nel cammino di fede, come la nonna che raccontava la vita di Gesù in modo appassionato ai nipotini e il nonno che ha segnato in modo particolare la vita della nipote per la sua bontà e pazienza.
    Emergono poi altri ricordi: FMA assistenti e insegnanti sempre disponibili a stare con noi e ad ascoltarci; altre che vivevano la fede nel quotidiano, tra le faccende domestiche; il professore di latino che nei primi giorni di scuola ha affermato con forza: “Cristo con la vostra vita c’entra!”; il confessore; l’esperienza di Oratorio, di vita parrocchiale e di Azione cattolica.

    Alcuni momenti particolari della nostra vita hanno segnato una svolta nel nostro cammino di fede. C’è chi ricorda in particolare la morte delle persone più care; la decisione di rispondere alla vocazione presa contro la volontà dei genitori; i primi passi nella vita religiosa; alcune obbedienze particolarmente difficili; l’incontro con la Parola di Dio come Parola viva rivolta “proprio a me”.


    • Le sfide che incontri per vivere la fede in comunità e nella missione – oggi

    Le sofferenze di vario genere; le difficoltà con noi stesse e con gli altri; il venir meno della salute e della forze; il passare da una vita di grande attività alla disponibilità delle piccole cose poco gratificanti, mettono alla prova la nostra fede e al tempo stesso la rafforzano.
    Tradurre in vita la Parola che ci viene donata quotidianamente, esprimere l’autenticità della fede nell’apertura agli altri e nella carità reciproca, fare del lavoro preghiera, sono impegni non facili da riprendere ogni giorno. La nostra fede è un cammino in cui certezze e dubbi continuano ad intrecciarsi.
    Nelle difficoltà che le nostre comunità e la vita religiosa stanno attraversando avvertiamo il rischio di vivere “rimpiangendo” tempi passati o “sognando” un futuro diverso, ma siamo consapevoli che la “sfida” è vivere in pienezza il presente in cui Dio è con noi.
    Avvertiamo inoltre come sfida il mantenere fedeltà ai tempi di preghiera anche quando la nostra vita è meno “regolare” o quando non ci sono particolare difficoltà per cui è meno forte lo stimolo ad “aggrapparsi” al Signore.
    I nostri ragazzi con le loro domande ci stimolano a sentirci in ricerca con loro, ad evangelizzare prima di tutto noi stesse e ad interrogarci su come accompagnarli in un cammino di fede.

    • Le nuove vie di evangelizzazione - domani

    • Lasciarci evangelizzare per poter annunciare Gesù prima di tutto con la nostra testimonianza.
    • Vivere il “momento presente” nell’amore, nella pazienza, nella misericordia e tenerezza, senza giudicare.
    • Continuare a interrogarci insieme su come annunciare Gesù ai nostri bambini/ragazzi e alle loro famiglie a partire dalla loro realtà e dai loro bisogni più profondi.
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    Comunità Madre Mazzarello - Torino

    Il giorno 10 aprile 2013 si riunisce la Comunità di Casa “Madre Mazzarello” per aderire alla proposta in preparazione alla Festa della Riconoscenza sia per la Madre e sia per l’Ispettrice.
    Dopo un primo momento insieme ci dividiamo in due gruppi come di consueto.

    Inizialmente si nota un po’ di fatica a condividere esperienze della nostra vita, poi tutto diventa più facile perché affrontato con semplicità e disinvoltura.

    • La FEDE dono gratuito, che sa quasi di mistero, che fa vivere ogni avvenimento lieto o triste, in serenità perché DIO E’ PRESENTE SEMPRE e CON AMORE di PADRE.

    • SFIDE sono, sia in Comunità che nella missione, vivere come se Lui fosse estraneo al quotidiano, credere che è Lui che salva, che dà forza, che ci previene e ci accompagna in ogni momento.

    • DOMANI, le nuove vie di evangelizzazione:

    - Ritorno al Vangelo e alla Parola
    - Testimonianza di una vita felice vissuta con Cristo al centro
    - Docilità allo Spirito Santo
    - Coraggio di parlare di Dio ai giovani


    ALCUNE TESTIMONIANZE:

    1. Il dono della fede è cresciuto dentro di me, quasi in modo naturale, grazie alla fede dei miei genitori, di mio padre in particolare.
    Esempio del mio papà, fede nella Provvidenza. Ci raccontava le sue esperienze di sofferenza in campo di concentramento, superate con grande fiducia in Dio..
    I miei/nostri genitori hanno testimoniato la fede dimostrando grande fiducia in ogni avversità: fede della mia Mamma
    L’ambiente dell’Oratorio mi ha fatto capire che cos’era la fede vera che in famiglia non c’era

    2. E’ difficile esprimere le sfide della propria fede in Comunità e nella missione
    Avere uno sguardo di fede nei confronti degli avvenimenti e delle persone
    Mi aiutano molto le letture, specie Bibbia e Vangelo
    La preghiera è la forza che alimenta la fede
    Credere che Lui realmente interviene e salva
    Il Signore desidera da noi una grande confidenza
    Scegliere sempre e unicamente Lui

    3. La fede si fa crescere e si coltiva attraverso la preghiera, la Parola e l’ascesi
    Testimonianza di una vita vissuta con Cristo al centro
    Necessità – desiderio di evangelizzare
    Vivere alla presenza di Dio e di Don Bosco
    Rapporto con Dio anche quando siamo immersi nelle opere
    Spogli di noi per rivestirci di Lui
    Strumenti docili nelle sue mani anche per l’evangelìzzazione

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    FESTA DEL GRAZIE 2013
    COMUNITA’ DI GIAVENO
    Questo momento di riflessione è stato uno spazio utile e piacevole per conoscerci maggiormente attraverso il racconto della vita e delle esperienze di ciascuna: consegnarsi l’una all’altra nei pensieri e nei vissuti è uno dei regali più belli della vita insieme. GRAZIE.
    Abbiamo sviluppato in modo particolare il primo e secondo punto.

    IERI – il seme della fede seminato nel tuo terreno tempo fa

    Il seme della fede è stato seminato in noi in modi diversi:

    1. dai nostri genitori che hanno dato testimonianza di fede, di coerenze di vita e di solidarietà verso i più poveri
    2. da buoni parroci che erano esperti, con semplicità,  in accompagnamento spirituale
    3. dalla comunità cristiana, attraverso l’Oratorio e figure di educatrici che ci hanno aiutate a crescere nella fede
    4. dalle Associazioni (Azione cattolica, Figlie di Maria)che hanno dato contenuto ed esperienze alla nostra fede
    5. dai giovani con cui abbiamo condiviso esperienze forti che ci hanno aiutato a crescere nella fede

    OGGI  - Le sfide che incontri per vivere la fede in comunità e nella missione

    Le sfide che incontriamo sono numerose.

    1. la precarietà della nostra situazione attuale, il relativismo culturale che ci chiedono di andare all’essenziale
    2. la difficoltà a scambiarci un’autentica comunicazione di fede, prese spesso dalla fretta e dal lavoro
    3. le difficoltà della missione: Dio che sparisce dalle famiglie, i bambini che crescono senza i “segni” semplici della fede
    4. la forza della Parola che ci aiuta a interpretare il nostro tempo e la nostra vita
    5. la frenesia e il chiasso che ci chiedono di potenziare l’ascolto e il silenzio per far parlare Dio
    6. l’indebolimento della vita comunitaria che ci richiede di potenziare lo sguardo per scorgere il Signore in ogni sorella

    DOMANI – Le nuove vie dell’evangelizzazione

    Vogliamo iniziare dall’evangelizzazione del nostro cuore. Solo questo può renderci nuove nel portare l’annuncio di Pasqua a tutti.

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    Comunità Maria Ausiliatrice - di Torino Stura
    La Fede ieri…
    Grazie o mio Dio per averci aperto gli occhi al dono della Fede…
    …che abbiamo ricevuto dai nostri genitori con la richiesta del Battesimo, l’abbiamo respirata in casa, con le parole e con la vita; abbiamo trovato un buon clima in famiglia e nella società, che l’hanno aiutata a crescere e a svilupparsi.
    Qualunque cosa succedesse di bello o meno bello si faceva riferimento a Gesù e lo si ringraziava per averci regalato il dono della FEDE, attraverso azioni semplici e quotidiane, quali la preghiera e la carità verso i poveri. Poi la preghiera fatta insieme, la Messa partecipata insieme ogni domenica come famiglia, anche quando eravamo ancora piccoli. In casa, tutti, genitori e nonni, hanno favorito tutte le opportunità, perché la fede potesse crescere; attraverso la loro testimonianza, ci hanno aiutato a conoscere Gesù nella vita di ogni giorno, parlandoci di Lui e portandoci a Lui.
    La Fede oggi…
    Grazie Gesù per aver toccato il nostro cuore con il dono del Tuo Amore
    Vivere la fede oggi in Comunità è bello ed è molto impegnativo nello stesso tempo, perché richiede molto senso di appartenenza e di corresponsabilità reciproca.
    La fede e la chiamata alla sequela sono come piccoli semi, gettati nel solco della nostra vita, a noi ogni giorno farlo crescere con la preghiera, con l’esercizio continuo della carità, guardando e sentendo Dio vicino a noi. La presenza di Gesù in comunità è tutto, e la Messa quotidiana diventa sempre più il centro delle nostre giornate. GRAZIE MADRE DELLA TUA PAROLA illuminata e illuminante; essa mantiene sempre accesa in noi, la luce della speranza, approfondisce le radici della nostra fede e ci allena al sorriso quotidiano.
    La Fede di domani…
    Grazie Signore per la luce…. che ci permette di illuminare la strada della vita, a noi, a tanti giovani e a tutti quelli che avviciniamo.
    Dio chiede a ciascuna di collaborare con tutte le proprie forze perché Gesù sia sempre conosciuto e amato anche attraverso le vie della nuova Evangelizzazione, come ci propone L’Istituto e la Chiesa. Intanto, non si deve aver paura della novità, anzi dobbiamo essere disponibili, se si sa il bene da dove proviene; saper uscire dal nostro buco, per andare incontro a chi ci chiede luce, amore, comprensione. Seguire gli insegnamenti della chiesa, del Papa, del nostro istituto. La disponibilità al nuovo a volte può richiedere sacrificio, presenza prolungata, attenzione, capacità di mettersi in gioco. Osserviamo Papa Benedetto e Papa Francesco, con i loro gesti e le loro sue parole, ci danno
    coraggio e ci invitano a credere che il bene esiste ed è bello perché ha il volto di Gesu.

    Grazie Madre Yvonne!-Non bastano le parole per ringraziarla, ed esprimere il nostro affetto e gratitudine per ogni bene ricevuto.

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    NOVARA MARIA AUSILIATRICE - IPI
    La preghiera e la riflessione personale hanno preparato il clima per l’incontro comunitario di condivisione sugli argomenti proposti per la festa del GRAZIE.
    Alla Madre facciamo giungere il nostro filiale e riconoscente augurio unito alla preghiera.

    1 - Il seme della fede seminato nel tuo terreno – ieri
    La nostra risposta è unanime nel riconoscere la fede come dono di Dio e lo sviluppo e la crescita impegno costante della famiglia compresi i nonni.
    Si respirava la presenza di Dio e della sua Provvidenza
    Adesione quotidiana alla volontà di Dio.
    L’onestà, l’aiuto reciproco, l’accoglienza, la condivisione di piccole cose erano atteggiamenti vissuti all’interno della famiglia, ma anche con i vicini e con chi era nel bisogno.
    Una fede semplice, incisiva, calata nel duro quotidiano.

    Altri punti di riferimento molto importanti
    La partecipazione alla vita parrocchiale e oratoriana, i percorsi formativi e spirituali dell’Azione Cattolica e delle altre associazioni.
    La presenza di sacerdoti/pastori vere guide sempre disponibili e capaci di sollecitare la partecipazione alla vita sacramentale, all’Eucarestia e alla catechesi.

    2 - Le sfide che incontri per vivere la fede in Comunità e nella missione – oggi

    In Comunità:
    La stanchezza, l’età, a volte la perdita dell’entusiasmo e la gioia della scelta di vita.
    Considerare l’altro più un peso che una ricchezza.
    Relazioni faticose dove prevale l’individualismo e l’attaccamento al proprio io.
    Incoerenza tra fede e vita, tra il dire e l’essere.
    Il timore di affrontare il nuovo.
    Nella missione:
    Indifferenza e a volte ostilità.
    Difficoltà ad aiutare spiritualmente le famiglie in crisi.
    Difficoltà a comprendere i continui cambiamenti culturali e sociali:
    Il secolarismo, l’efficientismo, l’utilitarismo ecc.
    Impreparate ad avvicinare i giovani e i loro linguaggi.
    Difficoltà a trasmettere ai laici il nostro carisma e a coinvolgerli in modo forte nella nostra missione.

    3 – Le nuove vie di evangelizzazione – domani

    Comunità credibile, radicata in Cristo che testimonia con la propria vita quanto annuncia.
    Annuncio gioioso dell’amore, della misericordia e della tenerezza di Dio.
    Vivere nell’umiltà, nella sobrietà e nella semplicità come D.Bosco e M. Mazzarello.
    Apertura e condivisione delle nuove povertà con spirito evangelico, salesiano e umano per portare
    aiuto, speranza e fiducia.
    Cammini di accompagnamento per le famiglie, primi responsabili dell’educazione cristiana dei figli.
    Non aver paura di parlare di Gesù e del suo Vangelo in modo semplice e comprensibile.

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    COMUNITA’ SANTA TERESA – CHIERI – ISPETTORIA IPI

    IERI: Il seme della fede seminato nel tuo terreno tempo fa

    Il seme della fede è stato seminato in noi in modi diversi:

     dai genitori che hanno dato testimonianza di fede, non solo con la preghiera in famiglia, ma anche con le opere (accoglienza e ospitalità a persone bisognose, senso forte della domenica come giorno del Signore)
     dalla comunità cristiana e da figure di educatrici che hanno lasciato un segno positivo, laddove la famiglia non trasemetteva la fede
     dai giovavi a cui si proponevano esperienze forti che facevano crescere soprattutto noi

    OGGI: le sfide che incontri per vivere la fede

    Le sfide che incontriamo sono molteplici:

     dare speranza in questo momento di incertezza in cui vive la società
     aiutarci a vivere lo spirito di fede nei piccoli avvenimenti, attraverso l'abbandono alla bontà del Padre, per diventare testimoni credibili dello stile di vita insegnato da Gesù (la gente ci chiede questo più che parole)
     un certo "accomodamento" che porta a vivere di rendita rispetto a quello che si è acquisito negli anni passati
     accettare l'indebolimento nel superare le difficoltà dovute all'età e al venir meno delle forze fisiche

    DOMANI: le nuove vie di evangelizzazione

    Le vie di evangelizzazione che abbiamo evidenziato non sono nuove, siamo noi che rinnoviamo la nostra vita e la nostra testimonianza attraverso di esse:

     essere coerenti alla nostra vita di consacrate, vivendo i servizi che offriamo alla luce della nostra identità
     essere sempre più radicate nel Signore: è questo che ci viene chiesto
     essere testimoni con la nostra vita
     prestare attenzione alla famiglia, avendo cura di quelle che condividono la fede e aiutando quelle in difficoltà, facendo vivere il clima di calore, di fiducia e di valori a chi non può averlo perché il nucleo è diviso o in difficoltà, affinché possano ritrovare/ricostruire la propria famiglia
     prendersi cura dei giovani con famiglie disastrate alle spalle, come farebbe don Bosco
     "uscire": andare incontro ai giovani laddove si trovano e ai poveri, iniziando da coloro che si trovano nelle nostre comunità

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    TORINO CONSOLATA – Comunità del Postulato

    Vogliamo esprimere il nostro GRAZIE più affettuoso alla nostra carissima Madre e a tutte le sorelle e comunità dell'Istituto!
    La semplice condivisione che abbiamo realizzato è stata una bellissima esperienza di scambio tra suore e postulanti che ha favorito una conoscenza reciproca più profonda, aprendoci alla gratitudine per il dono che Dio ci ha fatto chiamandoci alla vita di fede.

    punto uno: Il SEME DELLA FEDE-IERI
    Chi ha gettato i semi della fede sono stati principalmente dei Testimoni: la nostra famiglia innanzitutto, e poi molti adulti, sacerdoti, religiosi e laici, che ci hanno accompagnato con il loro insegnamento ma soprattutto con l'esempio.
    Fondamentali sono state anche le esperienze realizzate in oratorio o in altri gruppi ecclesiali (associazioni, movimenti…), dove abbiamo potuto sperimentare atteggiamenti che hanno favorito la nostra crescita nella fede: la gioia, la credibilità e la coerenza, la gratuità e la gratitudine, la fiducia, il desiderio di Dio, la capacità di sacrificio e la sofferenza vissute come opportunità di crescita.
    I mezzi più incisivi sono stati le esperienze di preghiera, il confronto con la Parola, la vita sacramentale (in special modo l’Eucaristia), l'accompagnamento della giuda spirituale, le provocazioni del contesto sociale/culturale.

    punto due: LE SFIDE-OGGI
    1. essere testimoni credibili attraverso una presenza attiva che consiste nello “starci” amando
    2. lasciarci evangelizzare quotidianamente dalla Parola e dalla vita
    3. condivisione della vita non solo pratica, ma anche spirituale in comunità e nella missione, riconoscendo Gesù negli altri
    4. sapersi fermare e vivere il silenzio che porta all’essenziale
    5. imparare a vivere con Dio i fallimenti della missione
    6. porsi in ricerca di quanti non hanno fatto l’esperienza di Dio

    punto tre: LA NUOVA EVANGELIZZAZIONE-DOMANI
    1. usare nuovi linguaggi (web, nuovo utilizzo dell’arte…) per portare i giovani all’incontro con Cristo
    2. recuperare l’esperienza del silenzio
    3. vivere per prime e come comunità ciò che si desidera testimoniare
    4. prendersi cura dei giovani che incontriamo attraverso la preghiera
    5. osare proposte alte e per tutti
    6. testimoniare non solo con le parole, ma con la vita
    7. nella formazione dei giovani non dare nulla per scontato, trasmettendo innanzitutto l’immagine di Dio Padre misericordioso che ci ama
    8. coltivare la formazione personale
    9. testimoniare il senso profondo della consacrazione

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    Comunità "Casa S.Cuore"
    Via S. M. Mazzarello,102 Torino
    Cammino di preparazione alla festa del Grazie della Madre
    Dopo un'attenta lettura comunitaria della proposta che ci è giunta dalla lettera di Sr Emilia con l'invito di vivere questo tempo con una rinnovata riconoscenza salesiana, abbiamo pensato in che modo esprimere la nostra affettuosa gratitudine alla Madre.
    In un incontro comunitario quasi tutte le sorelle hanno offerto un apporto di riflessione e si è deciso di compiere un cammino così articolato:

    1^ Settimana: APPROFONDIMENTO DEL CREDO...letture personali su:
    > Catechismo della Chiesa Cattolica
    > Documenti Conciliari
    > Catechesi di Benedetto XVI sul Credo
    > Risonanze alla Buona Notte

    2^ Settimana :
    > Liturgia del giorno preparata con serietà e semplicità, vissuta con intensità per testimoniare nel quotidiano la gioia del credere
    > Curare il saluto, espressione di attenzione e accoglienza

    3^ Settimana:
    > Vivere la gioia del Risorto
    > Raccontarci: Che cosa è stata la fede nella mia vita , nella Vocazione?

    4^ Settimana:
    > Lettura Comunitaria sui simboli del Battesimo con i loro significati: acqua - luce - olio - veste Bianca

    Conclusione: CELEBRAZIONE BATTESIMALE:
    > Deposizione sull'altare dei simboli del Battesimo
    > Rinnovazione delle promesse Battesimali
    Consegna ad ogni sorella del Simbolo della veste bianca e della Luce con la data del Battesimo
    Venerdì 26 aprile: FESTA DEL GRAZIE ALLA MADRE : partecipazione al momento di GIOIA e di affetto nella solenne Eucaristia.

    All'insegna del Logo: “una ruota, simbolo della dinamicità del carisma salesiano, con la Madre al Centro come segno di unità… e dello slogan: "...Insieme nella fede verso la pienezza di vita"; felici di aver rinnovato la gioia del credere all' Amore e alla pienezza del Dio della vita e di Cristo Risorto, esprimiamo a lei, cara Madre e a tutta l’Ispettoria indiana, come esperienza di fede di ieri, di oggi e di domani...il nostro GRAZIE concretizzato nella preghiera e nel ricordo affettuoso e riconoscente.
    Sr M. Grazia Scaringelli con la Comunità S. Cuore.