COMUNITA’ DI CERIGNOLA (FG) – IMR

FESTA DELLA MADRE 2013

La nostra comunità si è preparata alla festa della Madre, a cui facciamo giungere il nostro filiale augurio, attraverso la recita quotidiana della sequenza allo Spirito Santo, la riflessione personale e la condivisione comunitaria sugli argomenti propostici.

1. Pensando al seme della fede seminato ieri nel nostro terreno, ringraziamo Dio per:
la vita cristiana donataci dai genitori attraverso il Battesimo e gli altri sacramenti dell’iniziazione e, soprattutto, attraverso il loro esempio;
l’educazione religiosa ricevuta attraverso: gli insegnanti religiosi o laici nella scuola, l’Azione Cattolica in cui abbiamo respirato aria ecclesiale, l’oratorio in cui abbiamo conosciuto la spiritualità salesiana;
la testimonianza gioiosa delle suore di vivere “insieme” per Cristo e il loro impegno a imitarne alcuni tratti: accoglienza, simpatia, vita di comunione, ansia apostolica, capacità di perdono, di aiuto fraterno…;
l’esperienza del dolore in famiglia come crescita nella fede;
la gioia della preghiera e dell’intimità con Gesù, che hanno alimentato un rapporto profondo di amicizia con Lui;
la lettura delle biografie di alcuni santi e di alcune FMA , che ci hanno stimolate a vivere seriamente il nostro Battesimo, a rispondere al dono della vocazione, a intraprendere il cammino della santità;
l’accompagnamento come direzione spirituale nella vita di fede.

2. Le sfide che incontriamo per vivere la fede in comunità e nella missione sono:
l’incarnare la fede nella vita per la poca interiorità e per il prevalere del fare sull’essere;
il lasciarci influenzare dal secolarismo, dal relativismo e dal materialismo;
lo scoraggiamento di fronte agli insuccessi a livello spirituale e pastorale;
il timore di affrontare il nuovo;
l’imborghesimento, inteso come ricerca di benessere che, a volte, tarpa le ali nello slancio apostolico;
l’impreparazione ad affrontare con competenza il mondo giovanile del nostro quartiere in cui predominano: spaccio di droga, arresti domiciliari, povertà culturale e religiosa.

3. Le nuove vie di evangelizzazione vanno ricercate:
in una vita di preghiera personale profonda, perché tutto nasce dal confronto con la Parola e da una intensa vita interiore;
in una vita di maggiore austerità, sobrietà, semplicità (Papa Francesco ce ne sta dando l’esempio!);
in una vita religiosa più autentica, più aperta alle urgenze della Chiesa e del territorio;
nella capacità di lavorare con la stessa fede, carità e gioia di Don Bosco e Madre Mazzarello;
in una grande fiducia nella Provvidenza e nelle proprie potenzialità;
nella capacità di entrare in sintonia con i giovani, “avere un cuore oratoriano”, considerare la scuola e, ancor più, l’oratorio come vie privilegiate per l’evangelizzazione, essere creativi per trasformare le nostre case in ambienti educativi, in luoghi di accoglienza dove i giovani possano respirare un clima di fiducia e fare esperienza di famiglia;
nella voglia di unire le nostre forze a quelle di quanti, nel nostro ambiente, lavorano per la stabilità della famiglia e per il bene dei giovani.

.......................................................................................................................

COMUNITA’ FMA DI SALERNO – ITALIA

Relazione della condivisione comunitaria

1. IERI, il seme della fede seminato nel tuo terreno
Ieri la fede era molto radicata e vissuta in famiglia, si trasmetteva con il latte materno ed era patrimonio di tutte le famiglie del vicinato, del quartiere e delle intera popolazione di paesi e città. Il senso del sacro era diffuso e la presenza di Dio era vissuta nel quotidiano. Essere persone coincideva con l’essere “ Cristiani”.
La vita sacramentale era intensa e alimentava la fede:
- Con la preparazione scrupolosa e seria ai sacramenti dell’iniziazione cristiana;
- Con la partecipazione assidua all’Eucarestia (domenicale e talvolta quotidiana)e agli altri sacramenti come la Confessione;
- Con la direzione spirituale proposta a tutti.
- Con una forte devozione mariana che scandiva il ritmo del giorno;
- Con la partecipazione corale di tutta la comunità alle novene che idealmente consacravano il ritmo quotidiano del tempo.
La fede si approfondiva nella catechesi settimanale, nella vita associativa parrocchiale e/o dell’oratorio, a contatto con testimoni credibili e con le FMA.
La fede si esprimeva nella vita di carità fatta di numerosi gesti di attenzione verso il prossimo e in particolare, verso i più bisognosi.
Le sorelle più giovani hanno ri-scoperto la fede:
- nella dedizione agli altri
- nell’ esperienza missionaria
- nella preghiera personale e come comunità ecclesiale
- nell’accompagnamento spirituale che assicurava la formazione della coscienza

2. OGGI le sfide che incontriamo per vivere la fede in comunità e nella missione , sono:
- La Scristianizzazione
- Il Secolarismo
- Il laicismo
- L’ Ateismo pratico
- La mancanza di preghiera nelle comunità cristiane e/o religiose che si esprime nell’attivismo
- La Ricerca del successo personale
- L’ Individualismo
- La cultura tecnicista
- La mancanza di riferimento alla trascendenza
- La poca coerenza nel rapporto fede – vita
- La visione economica, produttiva, consumistica della vita;

3. DOMANI, le nuove vie di evangelizzazione devono:
- percepire le istanze del mondo che cambia
- affiancare i giovani, le famiglie per incontrarli lì dove sono
- impegnare i ragazzi nel servizio e nell’apostolato tra altri giovani
- incrociare la via dell’educazione
- proporre cammini di educazione all’affettività e alla vita coniugale
- mostrare una maggiore apertura al sociale per “stare” con e tra la gente
- testimoniare una fede coerente
- proporre l’educazione alla fede dalla più tenera età
- curare un accompagnamento personalizzato.

............................................................................................................................

Istituto Maria Ausiliatrice  OTTAVIANO (NA)
RISPOSTE PER LA FESTA DELLA MADRE
 Festa del GRAZIE 2013


Il seme della fede seminato nel tuo terreno - ieri
In un incontro comunitario preparato a seguito dell’invito fattoci dalla Vicaria della Madre Sr Emilia Musatti, ogni sorella della comunità, dopo un tempo di riflessione sulle domande proposte per la festa del GRAZIE ha dato testimonianza del proprio vissuto e, grande è stata la concordanza nel rilevare che il seme della fede ha trovato terreno buono perché le famiglie ci hanno trasmesso dall’infanzia i valori della fede con la testimonianza della propria vita vissuta con grande spirito di  sacrificio e di abbandono in Dio.
La fede trasmessaci tra le mura domestiche si è poi rafforzata in altri luoghi di appartenenza: parrocchie, associazioni, ed è stata potenziata dall’aiuto di persone che la provvidenza ha messo sul cammino di ciascuna, favorendo e accompagnando la scelta per la vita religiosa.
Nella realizzazione della propria vocazione, stando sempre alla varie testimonianze, si sono verificati lungo la strada vari  momenti: quelli belli, di slancio e generosità, specie nei primi tempi della vita consacrata, e casi in cui prevaleva lo scoraggiamento, di fronte ad esperienze meno gratificanti o meno rispondenti alle  proprie aspettative. Tuttavia lo spirito di fede in Gesù, unico nostro bene, è stato sempre la forza trascinante per vivere in pienezza la propria consacrazione.

Le sfide che incontri per vivere la fede in comunità e nella missione  -  oggi

Oggi la nostra comunità religiosa è variegata. Ci sono tra i membri che la costituiscono differenze di età, di carattere, di educazione e preparazione. Ci sono esempi belli di vita vissuta nel dono generoso del “Da mihi animas”, storie di salesianità praticata nel quotidiano con abnegazione e fedeltà e casi meno propositivi, di vita poco gioiosa, perché riversa su esigenze personali di salute, interessi, abitudini… Tra le tante, la sfida che maggiormente impegna la nostra comunità nell’esercizio della fede è la relazione fraterna e i pregiudizi che da essa scaturiscono.
Non sempre in comunità si esprime il bel clima di famiglia, che deve avvolgere ogni membro ed essere il respiro naturale in cui ognuna si ritrova e vive in libertà il proprio dono a favore di tutte; spesso il clima diventa pesante e impegna ciascuna in un cammino ascetico di superamento. Riandiamo allora alle fonti, sulle orme dei nostri santi fondatori, alla prima comunità di Mornese per guardare con occhi nuovi il cammino personale e i passi che ogni sorella fa con l’aiuto e la misericordia di Dio.
Sono proprio queste sfide però che ci aiutano vivere e testimoniare la nostra fede superando le difficoltà di ogni giorno andando avanti “Duc in alto” come diceva Giovanni Paolo II.
Anche nella missione, oggi ci sono sfide da superare. Non è facile il compito educativo in un mondo secolarizzato in cui altri interessi si sovrappongono a quelli strettamente educativi. Il problema religioso non è sentito come prioritario e non ispira scelte adeguate per una crescita sana ed integrale. Oggi la gente presenta problemi molteplici e di non facili soluzioni, problemi che richiedono molta preghiera e preparazione. I giovani vivono varie appartenenze e fanno fatica a sottrarsi ai molteplici condizionamenti storici, sociali e culturali. Per essere efficaci, dobbiamo rafforzare il nostro amore a Cristo e diventare più simili a Lui: povere, umili,  libere da influenze fuorvianti; essere persone propositive, preparate, che dimostrano la gioia del loro credere e la disponibilità all’ascolto, capaci di trasmettere la ricchezza della parola di Dio, di  orientare il loro sguardo in alto, a Cristo unico salvatore del mondo.

Le nuove vie di evangelizzazione – domani
L’evangelizzazione è esperienza di un amore ricevuto, e questo amore continuerà come 2000 anni fa con la stessa forza. Anche oggi il Signore ci chiama come un giorno ha chiamato i suoi apostoli; ci consegna lo stesso messaggio che dobbiamo annunciare in modo nuovo, adatto ai tempi in cui viviamo. L’evangelizzazione continuerà sempre, Il lavoro per il regno di Dio non cesserà finchè dura la Chiesa perché come dice San Giacomo, la fede se è vera si dimostra con le opere. I mezzi, le modalità, gli strumenti vanno aggiornati, adeguati all’oggi, alla nostra era telematica, ma quello che conta è la gioia dell’annuncio, l’entusiasmo di comunicare la propria esperienza di Cristo che diventa confessione, testimonianza, dinamismo di ben operare, di lavorare alacremente dove il Signore ci chiama.
La fede in Cristo Gesù deve essere il faro, la guida della nostra vita qualunque siano le sfide e le difficoltà. Se ci affidiamo completamente a Lui, centro della nostra vita, andremo avanti con speranza e ottimismo, attingendo dalla comunità l’energia apostolica per continuare l’opera della redenzione e dilatare il regno di Dio.

....................................................................................................................

Casa S. Domenico Savio - Scandale (KR)
Ispettoria Meridionale

Il nostro GRAZIE alla MADRE (anno 2013)
La comunità, accoglie con gioia lo slogan che le sorelle dell’India hanno scelto per la festa del grazie mondiale alla Madre in quest’anno della fede: “Insieme nella fede verso la pienezza di vita” e l’invito a riflettere sul tema della fede.
Dopo vari incontri di riflessione e di confronto vivace, piacevole e arricchente, si è d’accordo che:
1) La fede, ieri, sia in famiglia che nelle comunità religiose trovava terreno fertile. In entrambi i luoghi si respirava un clima di grande serenità, di gioia comunicativa, di fede operosa, di accoglienza affettuosa verso tutti e verso ciascuno.
I problemi? C’erano ma si affrontavano e si cercava di risolverli con equilibrio e grande fiducia in Dio, sempre presente anche nelle espressioni verbali: “Se Dio vuole” – “Grazie a Dio” – “Spirito Santo illuminami” ecc.
Questi ambienti densi di sentimenti nobili, hanno contribuito fortemente a far maturare il germe della vocazione e hanno sostenuto la risposta personale, libera ed entusiasta.
2) Oggi, per vivere la fede, in comunità e fra la gente, è necessario più coraggio perché ci scontriamo continuamente con un capovolgimento di valori, con una capacità minima di ascolto, con famiglie interessate a tutt’altro che al cammino di maturazione ad una vita di fede.
Anche il modo di parlare è tale da non favorire il dialogo. Continuamente è messa a dura prova la nostra debole fede. La certezza, però, che in ciascuno Dio ha messo il suo sigillo, sostiene l’entusiasmo e dà ali al desiderio di bene e all’operare concreto.
3) Per entusiasmare ed evangelizzare le generazioni di domani, è necessario:
a) Testimoniare una fede ravvivata, purificata e sempre operosa nella carità
b) Offrire esperienze gioiose di accoglienza e di preghiera.
c) Aiutare a riscoprire i contenuti della fede, professata, celebrata, vissuta e pregata (P.F.9)
per far gustare la bellezza di seguire Gesù, crocifisso e risorto, nel quotidiano.
d) Collaborare molto con le famiglie e accompagnarle nel cammino formativo.
Don Bosco e Madre Mazzarello sostengano questo forte impegno di ogni F.M.A. e di tanti collaboratori laici.
GRAZIE MADRE PER QUELLO CHE SEI !

.............................................................................................................

 COMUNITA’ F.M. A “SANTA MARIA D. MAZZARELLO”
TARANTO – PAOLO VI-
ISPETTORIA MERIDIONALE

RELAZIONE FESTA DEL GRAZIE 2013

Dalla condivisione fatta comunitariamente, in preparazione alla festa della nostra Madre sono scaturite le seguenti riflessioni:
Ognuna di noi ha una sola certezza: La fede di oggi è il frutto maturato sull’albero delle relazioni familiari di IERI
La famiglia infatti era la “culla della fede” che, con il passar del tempo è andata man mano a svilupparsi, grazie alla situazioni di vita positive vissute, sia all’interno della famiglia che nella società, dove la famiglia era inserita.
IERI la famiglia era la “custode” dei valori che si acquisivano, non solo al suo interno, ma anche nei diversi ambiti educativi : Scuola- parrocchia- oratorio- associazioni ecc…
Le buone prassi , le buone esortazioni, il “vivere alla presenza di Dio” il fidarsi della “Provvidenza” il pensiero che “Dio mi vede” , i respiri della giornata , le sofferenze , i problemi affrontati nel silenzio della fede, con pazienza e amore, il compimento del proprio dovere, la preghiera che avvolgeva l’ambiente familiare , tutto costituiva il “buon terreno” dove il seme della fede poteva mettere radici e svilupparsi. Bisogna aggiungere che tutto si viveva nella “semplicità delle relazioni” Insomma, i contenuti della fede si respiravano ovunque.
Su questo “solido e fecondo terreno “è nata e si è sviluppata la nostra vocazione religiosa in seguito consolidata grazie agli aiuti ricevuti dall’Istituto sin dai primi anni della formazione e, che ognuna di noi, in virtù della grazia vocazionale, ha fatto fruttificare.
I momenti di difficoltà, di ombre o altri inconvenienti, si superavano non solo con l’aiuto di Dio ma anche grazie alle solide basi poste dalla famiglia e dall’Istituto.

OGGI il terreno dove “seminiamo” è diverso da quello di ieri. Ci imbattiamo in situazioni che spesso, mettono a repentaglio, o forse indeboliscono la nostra fede.
Come comunità avvertiamo la sfida di ritrovarci a svolgere la missione fra ragazzi e giovani che vivono in una cultura non solo in continua trasformazione ma, ciò che preoccupa maggiormente , è che questa cultura è quasi totalmente distaccata dalla fede; quella fede che un tempo si respirava in famiglia, nella Chiesa, nella Scuola, nella Società.
I giovani di questa cultura sono giovani che:
- Non hanno punti di riferimento né in famiglia né nella società.
- Sono fragili e a volte delusi a motivo di comportamenti non sempre positivi da parte di
chi dovrebbe essere per loro, guida , modello o punto di riferimento. (anche a livello
ecclesiale)
- Giovani che attendono da noi “risposte” che non riusciamo a soddisfare a motivo dei
“nuovi linguaggi” non sempre per noi comprensibili.

Questo per ciò che riguarda l’aspetto della missione. Ma avvertiamo , inoltre, che la stessa fede, si è un po’ affievolita anche a livello personale e comunitario. Le scelte, spesso, non vengono fatte alla luce della fede ma solo della “razionalità”. Si sceglie in base alle “proprie competenze”, al proprio modo di concepire e vedere una cosa o un avvenimento, per cui, si percepisce come volontà di Dio “ciò che piace”. A volte si fa fatica a rinunciare a qualcosa di proprio per “la comunione” .
Questa è una sfida che ci invita a saper vivere la fede nel “quotidiano” non solo nelle grandi scelte ( questo è un po’ più facile) ma nella vita di tutti i giorni, in qualsiasi situazione, anche quella più insignificante.
Riflettendo su questa attuale realtà siamo ancora una volta persuase che occorre ricuperare la “fede del quotidiano che è tipica della tradizione salesiana. Qualsiasi cosa, qualsiasi avvenimento, nasconde un “gesto della volontà di Dio”.

Siamo convinte che il DOMANI lo dobbiamo preparare noi, oggi.
Se noi, insieme a tutti quelli che ruotano negli ambiti educativi, riusciamo a fare un cammino di conversione alla fede, convinte che ciò è necessario come punto di partenza, DOMANI qualcosa cambierà.
Avvertiamo che occorre essere persone capaci di relazioni positive , capaci di dare il primo posto a Dio e ai giovani; tutto questo attraverso una fede vissuta nella trama del quotidiano sia a livello personale che comunitario.
Siamo certe che questa sia una delle nuove vie di evangelizzazione : Essere segni credibili e leggibili dell’amore preveniente di Dio tra i giovani , le famiglie e la società.
Naturalmente altre Vie di Nuova Evangelizzazione intraprese dalla Chiesa e dall’Istituto a livello più qualificato e metodologico, completeranno questo nostro “piccolo ma importante impegno”.
E’ questo il nostro augurio.
GRAZIE MADRE

--------------------------------------------------------------------------------

La fede per noi…
Camunità di Tirana-Albania

Noi sorelle della comunità di Tirana, ci siamo incontrate e abbiamo condiviso insieme cosa intendiamo per fede oggi, come cerchiamo di viverla personalmente ed i tentativi di viverla testimoniandola come comunità.
L’anno che stiamo vivendo è un anno propizio per riflettere, approfondire e vivere la fede. Come comunità di fede dell’intera Albania, abbiamo vissuto insieme la celebrazione dell’apertura dell’anno, 19 ottobre 2013, data significativa non solo per i cristiani qui in Albania, ma per tutti i cittadini, infatti è festa nazionale, si ricorda appunto il giorno della Beatificazione di Madre Teresa, di origine albanese, una testimone della fede dei nostri giorni! Eravamo presenti in tanti ed è stato un “partire insieme” come Chiesa qui in questo Paese, tanto perseguitato a causa della fede! Quest’anno è un’occasione per guardare al passato, alle radici cristiane dell’Albania, alle persecuzioni ed alle sue conseguenze oggi e pure un guardare al futuro con speranza, ma pure con tanta pazienza… il cammino di evangelizzazione è lungo, richiede costanza, preparazione, e pure che ciascuna “sia pronta sempre a dare una risposta a chi ci chiede il motivo della nostra speranza, con mitezza e rispetto…”(cfr.1Pt 3,15)
L’esperienza di fede non è la stessa vissuta negli anni del noviziato… la fede matura giorno per giorno, deve essere alimentata dal rapporto personale con il Dio della Via, Verità e Vita! La fede non è puro pensiero, è vita, esperienza..conoscenza di Dio nel proprio quotidiano, è un “sentire” Dio che condivide con te la vita e ti invita ogni giorno a condividerla di più, a tornare da Lui quando ci allontaniamo… a portare agli altri il Suo Amore e farlo “conoscere”!
Comunitariamente come testimoniamo la fede? O come cerchiamo di testimoniarla? Ritorniamo alla Prima Comunità di Gerusalemme, “da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avrete amore gli uni per gli altri”(Gv.13,35). Veramente la comunione è un grande segno della presenza del Dio-Amore! Noi cerchiamo di dare questa testimonianza, cerchiamo di vivere, accoglierci e perdonarci, credere che nell’altra/o c’è la meravigliosa realtà Gesù Cristo e quindi la fede ci fa superare le differenze di cultura, di pelle, di lingua, di sangue… è stupendo, anche se siamo consapevoli che è un cammino continuo e che chiede pazienza e… ricominciare ogni giorno!

----------------------------------------------------------------


----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Nome: Comunità di Scutari - Albania
Email: direttrice.scutari@fma-imr.it

Testo del messaggio
Festa del Grazie Mondiale a Madre Yvonne Abbiamo accolto con gioia le proposte delle sorelle dell’India in preparazione alla festa della nostra Madre. Oltre alla preghiera, abbiamo vissuto momenti comunitari belli che ci hanno permesso, una maggiore conoscenza tra noi e uno scambio delle esperienze personali che hanno segnato il cammino di fede di ciascuna. Il seme della Parola seminato nel tuo terreno - ieri: La nostra Comunità di Scutari costituita da 7 sorelle provenienti da vari contesti, Italia, Repubblica Ceca, Albania, ha avuto la gioia di scoprire che tutte siamo cresciute in ambienti familiari e geografici dove i valori del cristianesimo erano ben radicati nonostante le difficoltà imposte dalla dittatura in alcuni Stati. La preghiera in famiglia, il valore del sacrificio, la vita sacramentale, l’unità della famiglia, l’affidamento continuo alla provvidenza, hanno accomunato le esperienze di tutte. Alcune di noi, vissute nel tempo della dittatura, hanno ricordi bellissimi dei genitori quali grandi testimoni di una fede robusta e semplice, di una lettura sapienziale della vita e del quotidiano. La grande fiducia in Dio nei pericoli, nei momenti difficili, la certezza che la provvidenza non avrebbe fatto mancare il necessario ogni giorno, accompagnava la crescita di tutti, e soprattutto gli adulti erano esempi di una grande serenità e allegria. Una sorella ricorda che spesso il papà durante il comunismo diceva ai figli: solo la presenza di Dio ci salva, e ancora: se non ci fosse Dio, io qui non ci sarei! Qualche altra ricorda la famiglia molto unita anche nella preghiera della sera, non si andava a dormire senza pregare insieme il S. Rosario. Qualcuna ricorda che l’amore alla vita era talmente forte che la sua stessa vita e poi la vocazione risale ad un forte affidamento a Maria Ausiliatrice da parte della mamma in difficoltà durante la gravidanza. Insieme alla famiglia si frequentava regolarmente la Parrocchia, dove era curata la catechesi e la vita sacramentale, e l’Oratorio delle suore. Questi ambienti in sinergia hanno contribuito alla formazione di personalità forti nella fede e per tutte in questi ambienti è maturato il dono della vocazione salesiana. Le sfide che incontri per vivere la fede in comunità e nella missione - oggi: Anche per l’ Albania, oggi le sfide sono tante: nelle giovani famiglie si vive una vita cristiana senza forti radici spirituali; è forte ancora l’incapacità di perdonare eventuali offese ricevute a cui segue la facile vendetta allargata alle famiglie. Il diffondersi del relativismo etico e del consumismo sta portando ad una crisi dei valori morali soprattutto tra i giovani a cui spesso si propina una ricchezza effimera. La mancanza di lavoro in Albania e in Europa rende i giovani spesso passivi, poco grintosi e tenaci anche nello studio, vivono una vita spenta. Questi stessi giovani, specialmente quelli che frequentano i nostri ambienti sono esigenti nei riguardi degli educatori e di noi FMA, richiedono educatori che sappiano testimoniare fiducia e speranza nell’educazione che trasmettono. Chiedono coerenza tra ciò che diciamo e crediamo e ciò che viviamo. C’è una esigenza di valori e di forti spinte spirituali. Come FMA siamo impegnate personalmente e comunitariamente sia nella testimonianza della propria fede e sia nella evangelizzazione attraverso l’educazione, la catechesi, le attività oratoriali. Le nuove vie di evangelizzazione – domani: Continuare ad offrire una forte testimonianza di vita cristiana e salesiana felice, sia a livello personale che comunitario. Far sentire ai giovani che li amiamo. Continuare ad educare alla fede attraverso la scuola, la catechesi, la continua attenzione alla formazione della giovane donna, credere nell’attualità del Sistema Preventivo, e una coraggiosa cura della pastorale vocazionale.

---------------------------------------------------------------------------------------------------

Carissima Madre,
la comunità di Soverato (CZ), perla dello Jonio, ti invia una rete stracolma di gioia e di gratitudine per quello che sei per noi e per tutto l’Istituto!
Un grande abbraccio con l’impegno di camminare insieme verso la pienezza della Vita!!!

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------