Historia e Identidad

Famiglia Salesiana

Percorso dell’Ambito Famiglia Salesiana dal Capitolo Generale XX al XXIII

Capitolo Generale XX

L’Ambito Famiglia Salesiana (AFS) è stato creato dal Capitolo Generale XX (CG XX) del 1996. Le Costituzioni delle FMA modificate dallo stesso Capitolo lo descrivono così:
“La Consigliera per la Famiglia Salesiana offre orientamenti perché l’Istituto dia il suo apporto originale - femminile mariano - alla crescita della comunione e della collaborazione nella Famiglia Salesiana.
Anima con particolare attenzione le Exallieve perché realizzino con responsabilità e autonomia la loro vocazione laicale.
Promuove i rapporti con altri gruppi e movimenti che si occupano della promozione della donna e della difesa della vita (Art. 129 bis)”.
Gli Atti dello stesso CG XX precisano i vari compiti della Consigliera referente dell’Ambito:

* Potenziare la comunione e la collaborazione nella Famiglia Salesiana.
* Offrire alla FS quell’apporto femminile e mariano che l’Istituto si propone di continuare ad approfondire.
* Sostenere e promuovere, in fedeltà al nostro carisma di donne consacrate per l’educazione, tutte le aggregazioni che si impegnano a favore della dignità della donna e della salvaguardia della vita (Cf CG XX, p. 98-99).

Capitolo Generale XXII e l’Ambito Famiglia Salesiana

Dopo questo Capitolo Generale, l’Ambito Famiglia Salesiana è stato configurato in modo seguente:

1. Composizione dell’Ambito Famiglia Salesiana:
  a) Tre associazioni:
    * Exallieve/i delle FMA
* Salesiani Cooperatori/ trici
* VIDES Internazionale
  b) Due dimensioni trasversali
    * Maria-Donna
* Giustizia, Pace e Integrità del Creato (JPIC)
  c) L’Ufficio Diritti Umani (UDU)
 
2. Le dimensioni trasversali
 

Le due dimensioni trasversali, Maria - Donna e JPIC, rispondono agli orientamenti dati dal CG XX. Come tali, esse sono presenti nei vari Ambiti di animazione dell’Istituto. Le Costituzioni e i tre ultimi documenti di Diritto Proprio: Nei solchi dell’Alleanza, Linee orientative della missione educativa delle FMA, Cooperazione allo sviluppo, esplicitano in vari modi queste dimensioni, ritenute essenziali all’identità carismatica della FMA.

I tratti mariani del volto delle FMA sono delineati nelle Costituzioni, in modo particolare nell’art.4. Qui viene espressa pure quella ‘vita samaritana’, mistica e profetica, che la Vita Consacrata è chiamata a vivere per rispondere alle sfide di questo momento storico. La riflessione all’interno dell’AFS ci ha portato ad evidenziare la profonda sinergia tra le sue diverse componenti. Ritroviamo che in tutte sono presenti la difesa della vita e l’impegno solidale nel sociale, espressioni concrete della finalità educativa del Sistema Preventivo: formare buoni cristiani e onesti cittadini.

 

2.1. La dimensione trasversale Maria – Donna

La relazione Maria – Donna, caratteristica del carisma educativo dell’Istituto, presenta una particolare affinità in rapporto alla FMA e alla sua missione. In fedeltà al progetto di don Bosco, ogni FMA è memoria vivente di Maria, la Vergine del Magnificat, segno e testimonianza dell’amore di Dio per i/le giovani .

Nei due primi sessenni dell’Ambito, l’animazione di questa dimensione si è rivolta soprattutto ad aspetti riguardanti la donna.

Oltre ad offrire un apporto al Convegno Mariano del 2004, promosso dalla Facoltà “Auxilium”: «Io ti darò la Maestra» Il coraggio di educare alla scuola di Maria, si sono affrontati alcuni compiti. Tra essi:

* Coinvolgimento delle comunità nel potenziamento delle donne e bambine in situazione di difficoltà
* Studio su varie tematiche femminili e sulla loro implicanza educativa
* Partecipazione nel gruppo di lavoro JPIC sulla tratta delle donne e dei bambini, collaborando alla creazione della rete intercongregazionale Talithà Kum
* Organizzazione di un centro di documentazione sulla donna
* Contributo alla riflessione e l’esperienza educativa dell’Istituto alla Commissione sullo Status della Donna dell’ONU.

La trasversalità di questa dimensione durante gli anni precedenti si ritrova soprattutto nell’interazione con gli altri Ambiti nell’elaborazione di alcuni documenti dell’Istituto e con l’apporto ad alcuni seminari interambiti. In particolare, si è proiettato nell’interazione con l’Ambito Pastorale Giovanile sul tema Sistema Preventivo e situazione di disaggio, con l’Ambito dell’Amministrazione nella riflessione sulle donne e il microcredito e nella pubblicazione del libro: La vita a passo di donna. Inoltre, con l’Ambito Comunicazione Sociale si è evidenziata la sinergia mediante la collaborazione alla Rivista DMA nelle rubriche annuali relative a Maria – Donna .

 

2.2. La dimensione trasversale Giustizia, Pace e Integrità del Creato (JPIC)

L’educazione delle giovani più povere è stato il dono affidato da Dio a Maria Mazzarello con ‘l’intervento diretto di Maria’. In questo senso più ampio ed implicito, la preoccupazione per la JPIC appartiene al carisma dell’Istituto.

Gli ultimi Capitoli Generali: XX, XXI, XXII hanno evidenziato questi valori negli Orientamenti da attuare nelle Ispettorie.

La Chiesa stessa, a partire dal Concilio Vaticano II, ha riproposto l’urgenza di rispondere alle problematiche del mondo e per questo ha creato Organismi che mantengono viva l’attenzione ai segni dei tempi. “L’azione per la giustizia, infatti, e la partecipazione alla trasformazione del mondo sono una dimensione costitutiva dell’annuncio del Vangelo”.

Sulla stessa linea si sono mosse le Congregazioni Religiose e progressivamente hanno dato forza all’impegno di animare la Vita consacrata a ‘ripristinare’ la propria missione tenendo presenti queste direttive del Magistero, alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa.

Il trinomio Giustizia, Pace e Integrità del Creato mette in evidenza i valori evangelici essenziali al Regno di Dio. Essi costituiscono il nucleo centrale della Buona Novella portata da Gesù.

La solidarietà evangelica genera, insieme alla promozione umana, ai progetti per lo sviluppo, un impegno personale e comunitario per ricercare le cause dell’ingiustizia e per collaborare a debellarla. L’ingiustizia, infatti, genera povertà e violenza, non solo verso le persone e i popoli, ma anche per quanto riguarda la depredazione della natura e ogni genere d’ingiustizia verso il Creato.

L’AFS, mediante la dimensione trasversale JPIC, ha il compito di collaborare ad integrare questi valori evangelici nella vita e missione dell’Istituto, in ascolto del nostro carisma e degli appelli del mondo in cui viviamo.

3. Ufficio di Diritti Umani a Ginevra

L’ufficio dei Diritti Umani rappresenta l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice alle Nazioni Unite di Ginevra. È stato creato nel giugno del 2007 per realizzare le direttive dei Capitoli Generali XX, XXI, XXII. In particolare, la scelta di dover essere presenti, con semplicità e coraggio, dove si decide dei giovani e della vita per coniugare il Vangelo con la storia, la ricerca di canali che nell’opinione pubblica mondiale promuovano il riconoscimento dei diritti della persona (Capitolo Generale XX), l’esigenza di difendere i diritti di tutti, specialmente dei giovani e dei più deboli, valorizzando il dialogo e le possibilità di convivenza tra diverse culture, gruppi etnici e confessioni religiose (Capitolo Generale XXI), la riscoperta dell’audacia missionaria del ‘Da mihi animas’ e l’invito a testimoniare l’amore preveniente di Dio nelle frontiere sempre nuove (Capitolo Generale. XXII).

Nel giugno 2008 le Nazioni Unite riconoscono l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (IIMA) come associazione con Statuto Consultivo per questioni relative a temi educativi, con la possibilità di essere presente e avere voce sia a Ginevra sia a New York negli incontri delle Nazioni Unite. Lo stesso riconoscimento era stato dato al VIDES nel 2003.

L’Istituto sceglie Ginevra come sede in cui operare a motivo di tutti gli organismi delle Nazioni Unite che si occupano dei diritti umani presenti nella città, in particolare il Consiglio dei Diritti Umani e gli Organi dei trattati. La presenza a Veyrier-Ginevra di una casa delle FMA La Salésienne, con una comunità operante nella scuola, facilita l’inserimento dell’Ufficio tramite una convenzione con l’Ispettoria Lombarda (a cui fa riferimento la casa di Veyrier) e l’associazione La Salésienne che gestisce l’opera de La Salésienne.

L’Ufficio, inserito nell’Ambito Famiglia Salesiana, inizia il suo cammino alle Nazioni Unite rappresentando allo stesso tempo IIMA e VIDES, in stretta collaborazione con l’associazione VIDES Internazionale.

L’identità traduce la missione dell’Istituto: visione educativa promuovendo nella gioventù (soprattutto quella che si trova in situazioni di disagio) tutte le potenzialità con l’impegno di difendere il diritto all’educazione, base per l’accesso a tutti gli altri diritti. In collaborazione con VIDES Internazionale nello spazio di pochi anni si realizzano azioni che fanno conoscere l’opera dell’Istituto delle FMA e del VIDES.

La maggior parte delle azioni sono di advocacy e lobbying perché i Governi dimostrino coerenza con gli impegni presi, di collaborazione con gli esperti indipendenti, di interventi a far conoscere come l’Istituto opera nel campo educativo, di formazione delle FMA, dei volontari, dei Salesiani Cooperatori per la promozione di un’educazione ai diritti umani che traduce il sistema preventivo nel linguaggio universale dei diritti umani.

L’Ambito Famiglia Salesiana dopo il Capitolo Generale XXIII

Il CG XXIII nella revisione delle Costituzioni ha considerato opportuno lasciare all’Ambito Famiglia Salesiana l’unico compito dell’attenzione alla Famiglia Salesiana, lasciando alla responsabilità dell’Ambito della Pastorale Giovanile le altre componenti.  L’articolo 129 bis risulta così modificato:

129 bis. La Consigliera per la Famiglia Salesiana offre orientamenti perché l’Istituto dia il suo apporto originale - femminile e mariano - alla crescita della comunione e della collaborazione nella Famiglia Salesiana. Accompagna con particolare attenzione l’Associazione delle exallieve/i perché essi realizzino con responsabilità e autonomia la loro vocazione laicale. Condivide con i Salesiani di don Bosco l’animazione dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori e dell’Associazione di Maria Ausiliatrice.

Il CG XXIII ha considerato proprio della Consigliera per l’Ambito della Famiglia Salesiana collaborare con i Salesiani nell’animazione dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori e dell’Associazione di Maria Ausiliatrice. La proposta di redazione è stata sottoposta al Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana e da lui approvata.

Il Segretariato della Famiglia Salesiana degli SDB e la relazione con l’Ambito Famiglia Salesiana delle FMA

1. Natura e finalità

Il Segretariato per la Famiglia Salesiana è un organo di animazione, di formazione e coordinamento istituito dal CG27 dei Salesiani di Don Bosco e dipendente direttamente dal Rettor Maggiore.

La sua finalità è animare la Congregazione a riguardo della Famiglia Salesiana e promuovere la comunione dei vari gruppi a essa appartenenti rispettando la loro specificità e autonomia.

Il Segretariato aiuta la Congregazione degli SDB ad assumere le responsabilità che per volontà di Don Bosco i salesiani hanno nei confronti della Famiglia Salesiana, ossia “mantenere l’unità dello spirito e stimolare il dialogo e la collaborazione fraterna per un reciproco arricchimento e una maggiore fecondità apostolica”.

2. Membri del Segretariato

Il Segretariato è costituito dai seguenti membri:

  2.1 il Delegato del Rettor Maggiore per il Segretariato per la Famiglia Salesiana, che è il Segretario centrale del Segretariato e assolve compiti specifici affidati dal Rettor Maggiore.
  2.2 i confratelli salesiani che hanno compiti di animazione nei gruppi della Famiglia Salesiana nei quali la Congregazione salesiana ha responsabilità carismatica:
    * Delegato Mondiale dei Salesiani Cooperatori;
* Delegato Mondiale degli Exallievi di Don Bosco;
* Animatore Spirituale dell’Associazione di Maria Ausiliatrice;
* Assistente Centrale delle Volontarie di Don Bosco;
* Assistente Centrale dei Volontari Con Don Bosco
  2.3 tre membri della Consulta della Famiglia Salesiana
    * una FMA scelta dalla Madre generale (La Madre ha scelto in questo sessennio la Consigliera per la Famiglia Salesiana)
* due membri eletti dalla Consulta.